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I perché cinofili: perché il cane sbava?

di VALERIA ROSSI – “Perché” richiesto da un’amica su FB, a cui si possono dare diverse risposte a seconda del fatto che il cane sbavi “normalmente”, oppure troppo.
Cominciamo col dire che la bava è normalissima saliva, la cui produzione aumenta in presenza di cibo (come nell’uomo: non per niente si parla di “avere l’acquolina in bocca”), ma anche in stato eccitazione sessuale (la salivazione in presenza di cibo ha aiutato Pavlov a scoprire i riflessi condizionati: se avesse usato una cagnetta, magari in calore, chissà quante altre scoperte avrebbe fatto!), di agitazione generale, di caldo, di sete, di stress e di diversi altri fattori scatenanti. I cani che soffrono la macchina sbavano moltissimo (ne so qualcosa).
L’aumento di produzione di saliva è del tutto fisiologico: ma non tutti i cani “sbavano” nel senso più comune della parola, ovvero perdono la suddetta bava.
Questo dipende dalla conformazione delle labbra: i “labbroni” tipici di molti molossoidi, per esempio, formano delle specie di “sacche” nelle quali la saliva si accumula senza che il cane abbia la possibilità di inghiottirla… e quindi alla fine fuoriesce.

bavascrollPiù il cane ha labbra grandi e pendenti, più il fenomeno sarà evidente: i cani con labbra più serrate, al contrario, di solito riescono ad inghiottire tutta la bava prodotta e quindi diciamo che “non sbavano”.
In realtà lo fanno, però non ce la spalmano sui pavimenti (o addirittura sui muri, quando si scrollano: ho assistito personalmente alla scrollata post-bevuta di un terranova che ha lanciato bava fin sul soffitto di casa sua).
Fin qui, è tutto normale: chi la bava la “patisce” non dovrebbe prendersi cani a labbra pendenti, e stop (non lasciatevi MAI raccontare che un cane con i labbroni pendenti “non sbava” o “sbava poco”: gli allevatori proveranno sempre a dirvi che “lo fa solo quando beve”, ma in realtà lo fanno quando bevono, quando mangiano, quando giocano, quando hanno caldo, quando sono agitati… insomma, quasi sempre! E’ però vero che in molte razze si è lavorato in selezione per migliorare le cose: per esempio, i boxer di trent’anni fa sbavavano anche quando dormivano, mentre oggi lo fanno solo… quando mangiano, bevono, giocano eccetera).

bavaglinoIn ogni caso, un po’ di bava non ha mai ammazzato nessuno: e per i cani che ne producono veramente in quantità industriali c’è sempre il santo bavaglino, prezioso in molte occasioni.
Le cose si complicano quando la produzione di bava diventa veramente eccessiva, magari in cani che normalmente non sbavano affatto: in questo caso si parla di ipersalivazione, o ptialismo, ed è il caso di andarne a cercare le cause perché il fenomeno può nascondere una patologia.
A volte è soltanto sintomo di cattiva digestione, o di ingestione di qualche sostanza leggermente irritante: ma può esserci sotto anche una malattia o una lesione dello stomaco o della bocca stessa, una patologia dentaria, un tumore e perfino problemi neurologici.
Non è il caso di allarmarsi se succede una volta ogni tanto: se però l’ipersalivazione è duratura e magari accompagnata da altri sintomi quali vomito, diarrea, sonnolenza eccetera… allora meglio fare rapidamente un salto dal vet.

 

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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