giovedì , 30 marzo 2017
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Volevo un cane: alla scoperta di un mondo fantastico

di GIORGIO CANFORA – Sono cresciuto fin da bambino con la voglia immensa di avere un cane ma con i genitori, purtroppo, fortemente contrari per mille motivi (sporca, perde peli, chi ci pensa, ti stancherai, ecc..).
Mi mancava fortemente un amico a quattro zampe e mi sono sempre ripromesso di prenderne uno quando ne avessi avuto la possibilità. Dopo molti anni, finalmente cresciuto e avuta una casa tutta mia, è arrivato il tanto sospirato momento.

razzeOra arrivava il bello: quale razza scegliere?
Non ne avevo una particolare in mente, sapevo solo che lo volevo grosso e che venisse con me ovunque (che pretesa!). Allora non avevo la minima idea di quanto fosse difficile coniugare le due cose!
Ho cominciato a navigare in internet (santo internet!), cercando tutto quello che potesse tornarmi utile per la futura scelta, perché di cani, io che non ne avevo mai avuto uno, non sapevo praticamente nulla!
Proprio su internet ho trovato questo sito. Si descriveva in maniera realistica cosa significava avere un cane, perché, come ho potuto poi costatare di persona, l’AMMORE purtroppo non basta, anche se ce n’è un’infinità.
Leggendo ho capito che sarebbe stato più difficile del previsto ma, invece di scoraggiarmi, ho cominciato a documentarmi ancora di più. Io volevo un cane!
Ho capito che dovevo prepararmi al meglio. C’erano da considerare diversi fattori: vita quotidiana, spazio, tempo da dedicargli, possibili attività future… non potevo lasciare nulla al caso, perché una scelta sbagliata si sarebbe ripercossa inevitabilmente sul cucciolo nuovo arrivato.
Ero uno SCIURMARIO, ma dovevo diventare uno che sapeva quello che faceva e quello che avrebbe dovuto fare nel corso degli anni, per garantire una vita adatta al nuovo arrivo.
Cominciai quindi, vedendo le foto, a selezionare alcune razze:
Pastore del Caucaso: troppo selvatico, troppo complicato come prima esperienza ed in un appartamento proprio non ci sta…
CLC: idem come sopra.
Rottweiler (adoro i molossoidi): molto impegnativo come prima esperienza ma in appartamento ci può stare.
Amstaff: idem come sopra.
Bull terrier: non c’è stato verso, alla mia ragazza non piaceva proprio.
Dogue de Bordeaux: troppo produttore di bava per i gusti della mia ragazza.

amrottPer farla breve, le due razze che sono andate in ballottaggio sono state: Amstaff e Rottweiler.
Alla fine, insieme alla mia ragazza (prossima moglie) abbiamo deciso per il Rottweiler. Volevo che la scelta fosse condivisa, per evitare possibili problemi futuri.
Ok, il più era fatto… manco pe’ niente, diciamo noi a Roma.
C’erano informazioni da sapere, tanto da chiedere, allevamenti da visitare… AIUTO!
Dovevo trovare un Allevamento con la “A” maiuscola, riconosciuto ENCI, ecc…
Iniziai a mandare mail (ne avrò mandate una decina), ma con mia profonda delusione le risposte sono state tutte del tipo: ho questa cucciolata, è rimasto disponibile un maschio/una femmina figlio/a di tizio, nipote di caio (ma che mi frega di chi è figlio/a pensavo da ignorante, io lo voglio semplicemente sano ed equilibrato!)….
Ma come? A nessuno interessa come andranno a stare i suoi cuccioli? Nemmeno una domanda sulla vita che avrebbero avuto?
Ammetto che mi stavo demoralizzando e che ho pensato di cambiare razza. Magari in altre razze sono più interessati alla vita che andranno a fare i loro cani… ma proprio quando stavo per rivedere la mia scelta, mi arriva una mail che diceva: “Può venire a visitare l’allevamento quando vuole, ci facciamo una chiaccherata, ci prendiamo un caffè, ed intanto può vedere i nostri soggetti. Le anticipo già che non ho al momento disponibilità di cuccioli ma, nel caso la chiaccherata andasse bene e fosse ancora convinto, potrà eventualmente prenotarne uno.”

IMG_2271_cropEccolo, pensai! Questo è l’allevamento giusto!
Chiamo, prendo appuntamento ed insieme alla mia ragazza partiamo per la visita.
E mo a questo che gli dico?  E se non gli piaccio? E se non me lo da?
Parlammo per quasi 2 ore ed alla fine andammo via con più domande di quando partimmo.
Il Rottweiler è un cane che DEVE lavorare, IMPEGNATIVO per una prima esperienza ma non impossibile, è necessario che qualcuno vi segua… Ari AIUTO!
Devo trovare un’attività, devo trovare un addestratore…
E mo che mi invento? Che può fare un Rottweiler? Boh!
Cominciamo dal lavoro… L’allevatore ci aveva illustrato le varie attività che potevo scegliere, indirizzandomi sull’UD ma consigliandomi di documentarmi e di scegliere quella che a me piaceva di più.
Ricerca? Non mi entusiasmava.
Salvamento? Perché no?! Il centro non sarebbe proprio vicinissimo ma una volta a settimana si può fare.
Ma vediamo questa UD… Attacchi, riporto, obbedienza… mi piace! Farà UD!
Trovato il lavoro, ora troviamo il centro… mi iscrivo su diversi forum, chiedo consiglio, cerco un centro vicino casa… ok, trovato!
Ora posso tornare all’allevamento.
Torno e prenoto la cucciolata: seconda scelta, femmina…. tutto fatto. Non mi resta che aspettare quattro mesi circa.
Dopo un mese, prima delusione: partenza per lavoro di sei mesi, quindi decidiamo di posticipare l’arrivo a quando ci saremo stati entrambi ad accoglierla. Chiamo l’allevamento e posticipo.
Passano i mesi e finalmente ritorno a casa. Andiamo a prendere la cucciola, ma ci innamoriamo letteralmente della prima scelta. Che fare? Decidiamo di fare il sacrificio e di prendere quella, del resto dovrà stare con noi per molti anni e pensiamo di partire col piede giusto.

IMG-20150203-WA0017Era una cosa minuscola, ben lontana dal possente cane che è il Rottweiler… ci siamo innamorati a prima vista.
Una volta arrivata a casa, aveva già i suoi spazi e dopo aver praticamente dormito e spisciazzato per 3 giorni, si è sciolta ed è cominciata la guerra.
Eh si, perché lo puoi leggere, te lo possono dire ma non potrai mai avere presente cosa ti aspetta finchè non lo vivi.
A questo punto cominciano i problemi.
La veterinaria ci dice che finchè non ha fatto i primi vaccini non deve uscire di casa. Quindi ci armiamo di straccio e traversine (che la stronza puntualmente strappava!).
Per quanto potevo farla giocare (palla, salamotto, peluches… li avevo tutti!) lei era nervosa ed insofferente… e ci credo, sempre dentro casa!
Considerato che il centro che avevamo scelto ci aveva detto che il corso avremmo dovuto iniziarlo al compimento dei 4 mesi e visto che non sapevamo letteralmente che pesci pigliare, decidiamo di chiamare un’educatrice. Prendiamo appuntamento e viene a casa.
In un’ora non interagisce praticamente mai con il cane, continua a dire che ha la coda dritta e che dobbiamo “chiuderla subito”, dobbiamo evitare i tira e molla, la lotta… insomma tutto ciò che a suo dire stimola aggressività nel cane (vorrei tornare indietro con le poche conoscenze che ho ora per mandarla a quel paese e risparmiarmi i 30 euro) ed infine, unica cosa secondo me giusta, ci dice  di iniziare, stando attenti, a farla uscire.
Decidiamo (poco convinti per quanto riguarda i giochi) di seguire il suo consiglio riguardo alle uscite, tanto da li a breve sarebbe cominciato il corso.
Nel frattempo lei si dimostra bravissima ed impara nel giro di un mese, che i bisogni si fanno fuori casa. Per il discorso di mordere muri e divano…. Beh per quello ci è voluto un po’ di più.
Dimostra di avere un bel caratterino e non si fa problemi a provare a mordere quando la prendiamo in braccio… perché la “cornuta” le scale fino agli otto mesi non le può fare… Ma con santa pazienza e tanti wurstel si è rassegna (basta che magna…).

facciaI problemi son finiti, pensavamo. Invece erano appena cominciati.
Al centro facciamo molta teoria, col cane chiuso in box e l’ultima mezz’ora (5 minuti per cane) tiriamo fuori il cane e ci viene spiegato come giocare con lei.
La teoria fatta lì è interessante, quella fatta a casa, un po’ meno… “Deve stare sempre al guinzaglio, come farebbe papà cane, perché col guinzaglio si comunica, anche in casa (!)”. “Per quanto tempo?” “Fino ai 6/7 mesi (!)”.
E che me lo so preso a fa io il cane se neanche a casa può stare libero? Che palle!
Il corso dura un mese, ci viene spiegato come fargli lasciare le cose che prende da terra “Basta tirare su il guinzaglio (!)” “Ma non lascia sempre…” “Se non lascia la prendete di qua e tirate (tirando l’interno coscia!)”
Nel giro di poco tempo diventa sempre più simile ad una iena che ad un rottweiler (e ci credo!), non gioca, la vediamo spenta…
Decidiamo a questo punto di fare di testa nostra ed eliminiamo il guinzaglio dentro casa, concedendole anche passeggiate libera. Per il “lascia” cominciamo ad usare i wurstel ed, in linea di massima, sembra andare meglio. Riprende a giocare, siamo meno stressati noi e di conseguenza anche lei. Tutto questo fino alla penultima lezione.
Alla fine della lezione, come di consueto la solleviamo per metterla in macchina e l’addestratrice ci blocca: “Il cane è pigro, deve salire da sola.” “Ma è alto, non ci arriva”, ribatto io. “Ti faccio vedere”.
Detto questo, prende il guinzaglio, prende la rincorsa, ma la cucciola ovviamente si blocca. “Lo vedi? Non ce la fa…” “Ora vedi” Riprende la rincorsa e la tira su dal guinzaglio”. “Visto?” “A noi non sembra convinta…” “Riproviamo”… Stessa scena. Io e la mi ragazza ci guardiamo allibiti ed io inizio a cambiare colore.
Dentro di me penso: “Se lo fa di nuovo le do un cazzotto e la sotterro”.
A quel punto, forse vedendo le nostre facce e la cagnetta che tremava (mai vista avere paura fino a quel momento!) ci dice: “Riprovate voi a casa e vedrete che nel giro di qualche volta si abitua e sale da sola”.
Torniamo a casa per nulla convinti. Decido di fare un esperimento da solo: la faccio scendere dalla macchina, ci tiro dentro un wurstel e lei… puff, come per magia salta su. Meno male che io non capisco nulla!
Decidiamo comunque di non farla sforzare fino ai fatidici 7/8 mesi.
Rimaneva un’ultima lezione, ma “decidiamo” che la cucciola sta male e non la portiamo. L’ultima volta trascorre tranquilla (e ci credo, senza cane!) ma ricevo un’altra mazzata: un cane che vive in casa non può fare UD!

FB_IMG_1458552573584E mo? Che mi invento?
Chiamo l’allevatore e mi faccio consigliare un addestratore valido perché stavolta non voglio più sbagliare. Mi dice di vederci in un paese vicino Roma dove lui avrebbe portato in gara per uno ZTP due suoi cani e ci sarebbe stato anche il suo addestratore.
Lo conosciamo, gli spieghiamo tutto e ci guarda allibito. Ci chiede di vedere la cucciola e come la vede lui tira fuori lo straccetto.
Lei ha un attimo di titubanza… si fa coraggio… scodinzola… gioca!!!
Era un po’ che non la vedevamo così, inoltre sembra stravedere per lui. Ci spiega che lui lavora cani per l’UD, che non è assolutamente vero che un cane di casa non può fare UD anzi, rafforza molto di più il legame cane-conduttore e da al conduttore un maggior controllo in quanto si basa molto sull’obbedienza.  Ci ha convinto. Quando cominciamo? Lei dove ha il centro? “Vicino Viterbo…”
Nooooo, non è a Roma…. E mo chi ce la porta a Viterbo due volte a settimana? Non mi frega niente, la porto lì e vediamo che succede….
Ormai sono due anni che frequentiamo quel centro con gioia nostra e della nostra cucciolona. La nostra cucciola (che ormai cucciola non è più) è più contenta di noi quindi… faccio volentieri il sacrificio.

brandaArrivati alla fine? Neanche per sogno! Dopo l’”addestratore cane” troviamo anche il “veterinario cane”.
All’età di sei mesi un bel giorno inizia a tossire. La portiamo come al solito dal veterinario e ci viene detto di somministragli del cortisone. La tosse dopo una decina di giorni va via…. Per tornare dopo due mesi. Nuovamente cortisone, ma stavolta per guarire ci mette di più (circa 15 giorni). Passano altri due mesi e la cosa si ripete. Nuovamente cortisone. Trascorrono 20 giorni e visto che la tosse non accenna a diminuire e che la veterinaria continua a dire di continuare e che non vale la pena fare altre analisi, decidiamo di cambiare anche veterinario. Chiediamo all’unica persona cinofila di cui ci fidiamo ciecamente: il nostro addestratore. Ci manda lui in una clinica a Terni. Prendiamo appuntamento e portiamo la cucciola.

Test Leshmania: negativo.
Lastre ai polmoni: negative.
Ecografia al cuore: negativa.
Elettrocardiogramma: nella norma.
Endoscopia: il bronco dx, forse a causa della cura sbagliata, è cresciuto la metà del bronco sx. Ci dice di non darle nulla, semplicemente di farla riposare quando comincia a respirare male.
“E’ congenita? Noi volevamo, se non ci sono problemi, farle fare una cucciolata…”
“Assolutamente no, nessun problema.”
“Può continuare a fare utilità e difesa?”
“Assolutamente si, può fare tutto! Con qualche accortezza ma può fare tutto”.
Da quella volta non ha mai più avuto un problema di salute.

IMG-20150328-WA0005Finito di combattere? Magari!
Facciamo, come previsto le lastre preventive per la displasia e fortunatamente sono perfette. La sorpresa doveva ancora arrivare. Facciamo le lastre definitive, l’ortopedico ci dice di stare tranquilli perché sono perfette, spediamo il pedigree ed al suo ritorno…. amara sorpresa! Le viene diagnosticata la displasia dell’anca di grado “D”!
Viste tutte le peripezie passate divento una iena, chiamo la clinica, mi faccio passare l’ortopedico e gli spiego il problema. La mia cucciola lavorava, correva, saltava, non mostrava problemi… come poteva essere displasica? Sicuramente c’era un errore, non mi interessava di chi era, ma c’era sicuramente un errore.
E nella remotissima ipotesi che non ci fosse stato un errore, volevo saperlo perché non l’avrei certo fatta continuare a lavorare.
Facciamo ricorso all’ENCI, incrociamo le dita e… fortunatamente stavolta va tutto bene: ammettono l’errore e il pedigree torna indietro come doveva essere. Perfetto.

DSC_2824Avevo letto di quanto costava un cane, mi ero preparato, ma complice un po’ di sfiga, a me è costato sensibilmente di più.
Avevo letto dei problemi che avrei potuto incontrare, io ne ho incontrati molti di più.
Avevo letto dei pregiudizi sulla razza, ne ho visti tanti e sicuramente continuerò a vederne ancora tanti.
Ora, dopo un anno e sei mesi che la cucciola è con noi, in molti mi chiedono se lo rifarei. I soldi spesi, i patemi d’animo, il tempo perso…
La mia risposta è sempre la stessa: ovviamente si!
La mia vita gira intorno a lei, non potrei farne a meno. Mi pento solo di non aver avuto sufficiente conoscenza cinofila per evitare di commettere molti errori.
Il centro cinofilo, il veterinario… forse avrei potuto evitare di sbagliare…
Ho sbagliato e continuerò a farlo, cercando di non commettere mai due volte lo stesso errore. Mi sono impegnato e continuerò ad impegnarmi ancora di più. Insieme stiamo crescendo e lei ora è felice. Il nostro rapporto si è rafforzato. Mi fido di lei e lei si fida di me. Tutte le sere facciamo la lotta e lei non mi lascia mai segni (alla faccia dell’educatrice!).
Dopo tutto questo posso dire: volevo un cane, ma con lei ho scoperto un mondo.
Un mondo complicato, difficile, fatto di incompetenti che si spacciano per esperti, dove diventa difficile districarsi per riuscire a trovare gente preparata che non rovini il rapporto uomo-cane ma, al contrario, ti insegni a costruirlo nella dovuta maniera. Un mondo fatto di gioie, arrabbiature, di nuovi amici.
Un mondo che non conoscevo e che ho scoperto grazie alla mia cucciolona. E  che, adesso che l’ho scoperto, non voglio più lasciare.

 

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