lunedì , 20 novembre 2017
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Non sono d’accordo con quello che dici…quindi, muori

di DAVIDE BELTRAME – Qualche giorno fa una lettrice ci ha segnalato l’articolo pubblicato dall’Huffington Post inerente la ricerca secondo cui i cani non andrebbero abbracciati; non entro tanto nell’argomento perchè c’è già un articolo di Valeria Rossi a riguardo che tratta già a fondo la questione di abbracci, baci et similia.

Quello che però ha lasciato allibita la nostra lettrice non è stata la ricerca in sè o i suoi risultati (in breve: la ricerca conclude che per i cani l’abbraccio possa essere una fonte di stress, essendo un gesto che non fa parte del suo etogramma ed impedendogli anche la possibilità di fuga che il cane  può adottare di fronte a uno stimolo “avverso”), ma – come sempre più spesso accade tra social e giornali in cui si può commentare – è stato quanto scritto da chi ha letto l’articolo.

Ho letto i commenti allibita! Il 99% era una offesa all’autore asserendo che “io lo faccio sempre e non è stressato, anzi! Chi scrive queste scemenze andrebbe scorticato!!”. Le persone quando si parla di animali domestici davvero pensano di sapere tutto quel che c’è da sapere per il fatto di averne uno e snobbare chi magari da una vita studia quegli argomenti.

Effettivamente, sembra che ormai la frase “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa dirlo” (che, giusto per la cronaca, non è un pensiero di Voltaire, come si legge spesso) almeno nell’ambito del web si possa trasformare in con cui ho intitolato l’articolo, o quantomeno in “Non sono d’accordo con quello che dici, quindi sei una capra ignorante”.
Basta infatti leggere i commenti, sia sull’articolo che sulla pagina Facebook di Repubblica.it che l’ha riportato, per vedere come si sprecano i commenti “stronzata”, “quante cazzate”, “questo la laurea l’ha presa coi punti della coop”.
Nello specifico, la ricerca è stata guidata da Stanley Coren e il modo in cui è stata condotta è sicuramente opinabile, dato che viene descritta così: “Cercando su Flickr e su Google immagini, “abbracciare un cane”, “amare un cane” (“love dog” e “hug dog”): la squadra di studiosi ha trovato più di 250 foto di abbracci. Analizzando il linguaggio e i loro segnali di stress, è emerso che almeno l’82% degli animali ritratti si sentivano, al momento dello scatto, in forte disagio.”.

corenTuttavia, tra i numerosi commenti (queste ricerche scatenano sempre grosse diatribe), oltre a qualche sporadico utente che trova sensate le conclusioni della ricerca e a chi comprensibilmente trova poco scientifico uno studio basato solo su “foto trovate su Google”, l’opinione comune è “balle, al mio cane piace essere abbracciato”.
Che in alcuni casi è sicuramente vero: la tolleranza all’abbraccio varia da soggetto a soggetto, e un abbraccio “subito” dal proprio padrone viene ovviamente recepito dal cane in modo diverso rispetto a un abbraccio fatto da uno sconosciuto, il problema è che “il mio cane ama gli abbracci” lo scrive magari da chi non ha idea di cosa sia un segnale di calma, un segnale di stress, eccetera…tant’è che alcuni commenti che pensano di star descrivendo la grande gioia del cane mentre viene abbracciato in realtà descrivono proprio segnali di stress (ad esempio leccatine, che ovviamente nel commento medio sono “bacini”, o occhi socchiusi).
Analogamente su Twitter, specialmente in “risposta” ad articoli in inglese in molti hanno postato le foto dei loro abbracci con i propri cani, con didascalie come “Non dovrei abbracciare il mio cane? A lui piace tantissimo!”…dove le foto però ritraevano cani che non sembravano proprio così entusiasti!

In tutto questo, la percentuale di critiche sensate alla ricerca, o al suo autore, è bassissima.
Anche noi spesso non concordiamo con Coren, ma da qui a dargli del pirla tout court, quando magari di un cane si sa giusto che ha 4 zampe, una coda e fa “bau”, forse è un attimo eccessivo.
Tra l’altro non è certo il solo a pensare che i cani non vedano di buon occhio l’abbraccio, è sulla stessa linea anche Patricia McConnell, ad esempio; Michal Baugh, un addestratore, sullo stesso tema ha pubblicato (nel 2012) un parziale “mea culpa” sul tema degli abbracci, e anche Mekoff, commentando la ricerca di Coren, seppur non concordando completamente con la ricerca, consiglia “nel dubbio, non abbracciare”.

Perchè se pure gente che con i cani ci lavora da decenni trova almeno parzialmente condivisibili le conclusioni di Coren, anche se magari mettendo maggiormente in risalto la necessità di valutare i singoli soggetti e le singole situazioni, “l’utente medio” (che solitamente si suppone non sia un esperto cinofilo) bolla il tutto come un cumulo di stupidaggini scritte da un incompentente?

Praticamente, dovessimo dar retta a Facebook e Twitter, le percentuali si invertirebbero: se per Coren l’82% dei soggetti nelle foto analizzate esprimeva i segni di stress, per i commentatori dell’Huffington Post e di Repubblica, almeno l’82% dei cani ama gli abbracci…

Probabilmente la verità è molto più semplice, ed è racchiusa in un commento che ho trovato su un sito inglese che riportava la ricerca in questione: “People don’t hug a dog because the dog wants to be hugged, they hug a dog because they whant to hug a dog“.

Guai, però, a dirgli che il suo cane potrebbe non essere d’accordo: potreste ricevere maledizioni assortite!

 

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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