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Lo Zen e l’arte di essere Biba

di FABIANA BUONCUORE – Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole, una gazzella si sveglia; sa che dovrà correre più del leone, o verrà mangiata.

Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole, un leone si sveglia; sa che dovrà correre più della gazzella, o morirà di fame.

biba_staaancaaaaOgni mattina a Sanfrè, quando il sole è già alto, Biba si sveglia; sa che dovrà attendere ancora prima che le sia servito il pranzo, quindi si volta dall’altra parte e si rimette a dormire.

Ogni cultore di arti marziali giapponesi come me, qualsiasi siano le sue idee, è anche un po’ Buddhista Zen dentro di sé; lo Zen è ateista, è una filosofia compatibile ed integrabile con tutto, ed anche essere parte del tutto è Zen; lo Zen stesso è Zen, insomma.

Il Buddha non è un dio, come molti credono: il Buddha è una creatura vivente che ha raggiunto l’illuminazione nella sua massima espressione superiore.

Questo so, e questo mi convince che Biba sia ormai un Buddha. Io ho imparato tante cose da Biba.

Innanzitutto, dietro l’apparenza del cane che non si rende conto è celato un mondo. Non fraintendetemi: Biba non si rende conto, per davvero. Ma siccome non si rende conto di non rendersi conto, affronta la vita a testa alta. La mattina, quando si sveglia per la seconda volta, esce di casa. Con calma. Zampetta verso la porta punzecchiando le piastrelle con le sue unghiette, ti ti ti ti ti, attende che qualcuno le apra la porta e, quando finalmente il varco si dischiude, lei sta lì. Socchiude gli occhi, si lascia baciare dal sole ed inspira a pieni polmoni l’aria fresca del (tardo) mattino. Lunghissimi secondi in cui passa l’infinito, il momento è perfetto e lei medita, contempla. “Dai Biba, vai a fare pipì”, la sproniamo noi poveri materiali individui privi di luce.

debu_bibaLei scodinzola felice, dà un’ultima occhiata al cielo, fa “sgrunt” e avanza ancora. Ti ti ti ti ti. Un passetto dopo l’altro raggiunge il prato, che esaminerà con calma, talvolta odorando qui e là i singoli fili d’erba. “Gruf gruf gruf gruf.” Ma più spesso rotolando felice nel verde.

Compiuti i suoi doveri, sempre con calma, torna davanti casa, si siede sulle mattonelle calde in posa da Buddha, socchiude nuovamente gli occhi e ricomincia la meditazione. Perché Biba vuole vivere così, col sole in fronte.

Così Biba mi ha insegnato la calma. La calma è la virtù dei forti, quanto è vero. Amici lettori, impariamo a prendere la vita con più calma, non sottovalutiamo i benefici della lentezza: le cose fatte lentamente sono quelle che riescono meglio.

Quando Biba termina la sua meditazione mattutina si piazza davanti alla porta di casa e abbaia perché qualcuno le apra. Anche se vede benissimo che sia io che Davide siamo in giardino lei abbaia lo stesso: la porta deve aprirsi. Ed infatti, pur di farla smettere per evitare rogne col vicinato, accorriamo sempre; Biba abbaia, la porta si apre. Sempre.

Quando è ora di pranzo Biba abbaia perché le diamo da mangiare. Per Biba l’ora di pranzo è solitamente alle 12, ma in generale è a qualsiasi ora lei abbia fame. Può essere alle 11, alle 12 o alle 12.05 subito dopo che ha mangiato; questo non conta, perché, per lo stesso motivo di cui sopra, finiamo per nutrirla comunque pur di farla stare zitta (anche perché dirle “non è ora” oppure “hai appena mangiato” ha come unico risultato quello di farla abbaiare più forte: inconsapevole sempre, rassegnata mai).

Così Biba mi ha insegnato la preseveranza. Lei ha un solo strumento a sua disposizione. Lo usa con tutte le sue forze: persevera, si impegna e raggiunge lo scopo. Ha fiducia nei propri mezzi, non dubita nemmeno per un istante che il suo metodo, per quanto apparentemente inutile, la porterà all’obiettivo: per questo riesce ad ottenere tutto ciò che vuole.

trance_bisturiNel pomeriggio Biba vaga per casa occupandosi delle piccole faccende quotidiane. La bully trance sotto lo stendino, il grattachiappe contro le superfici verticali, la ricerca di cibo caduto per terra, la bully trance in camera sotto la tenda, la meditazione in kennel. Uno dei suoi incarichi fissi è assicurarsi che noi umani siamo sempre felici, avvicinandosi e guardandoci negli occhi, possibilmente con fare invadente, ma soprattutto compiendo un’azione che accompagna ogni suo impegno giornaliero: scodinzola. Che la ignoriamo, rispondiamo al suo sguardo con impassibilità o la cacciamo in malo modo, lei scodinzola. Durante la bully trance scodinzola. Alla ricerca di cibo scodinzola. Fissa il vuoto e scodinzola. Ho provato a tastare i muscoli responsabili del movimento della coda a questo cane: sono più duri e sviluppati dei masseteri dei miei rott.

Biba scodinzola. Forte. Sempre.

Così Biba mi ha insegnato l’entusiasmo. Nella vita non possiamo sempre e solo fare quel che vogliamo, anzi: quante volte andiamo al lavoro o facciamo le faccende domestiche volentieri? E se semplicemente cambiassimo il nostro modo di vedere le cose, e deliberatamente sorridessimo di fronte a qualunque situazione, anche se poco piacevole? Non finiremmo forse per essere quello che le nostre azioni ci portano ad essere, come avviene per qualunque altra cosa?

destinyscalabibaBiba è impassibile. Ma impassibile tanto, eh. Talvolta rimane chiusa in kennel per ore perché magari la chiudiamo dentro per far mangiare Samba e poi dimentichiamo di aprirle la porticina. Embé? Che gliene importa? Lei sta. Prima o poi uscirà, questo è sicuro; perché agitarsi? Molto meglio accucciarsi a fissare il vuoto. A Biba sono già caduti in testa scope, aspirapolvere, soprammobili, libri. Non le ho visto fare una piega mai, in nessun caso. Molti di voi sapranno che abbiamo una cucciola di border collie di tre mesi in casa. No, no: non avete riflettuto abbastanza sul significato della frase precedente, permettetemi di ripetermi. Cucciola. Border collie. Tre mesi. Avete presente? Destiny scala Biba. Destiny mastica Biba. Destiny insegue Biba. Destiny sfida Biba. Destiny abbaia a Biba. Potrei continuare ancora, ma forse vi annoierei; il punto è che a tutto questo Biba non reagisce. No, non è che si rassegni: resta totalmente indifferente. L’unica reazione che manifesta si presenta nel caso in cui noi ci fermiamo a guardare la scena: la stiamo guardando, quindi lei scodinzola. Ma a noi, perché… “border? Quale border? Ah, ne ho uno sulla schiena? Bof.”

Così Biba mi ha insegnato il distacco. Il distacco dalla frenesia terrena, il distacco dai pensieri, dalla materia, da tutto ciò che ci circonda. A volte lasciarci scivolare addosso le preoccupazioni è il sistema migliore per affrontare la vita.

Biba è così, è Zen. Io voglio essere proprio come Biba.

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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