venerdì , 17 novembre 2017
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Consigli da (non) seguire per scegliere il cane giusto

di DAVIDE BELTRAME – In cerca di spunti per qualche argomento su cui scrivere, mi imbatto nell’articolo della Stampa intitolato “Pigri, attivi o giocherelloni. Ecco come scegliere il cane giusto“. Dato che la scelta consapevole del cane è un argomento a mio avviso troppo spesso sottovalutato, complici le varie idee per cui “è lui che sceglie te”, “basta l’ammmore”, “le razze sono una stupidaggine” e così via, rimango piacevolmente stupito dall’incipit che pone l’accento sul fatto che ogni razza abbia le sue caratteristiche e sull’importanza di informarsi per bene prima di effettuare la propria scelta. Vengono quindi riportati i consigli che Kate Humble avrebbe dato nel corso di due puntate trasmesse dalla BBC.

cuccioli-pastore-tedesco-300x225Ed ecco che purtroppo finiscono gli aspetti positivi dell’articolo. La prima perla è “Il Pastore tedesco, ad esempio, ha bisogno di molto addestramento per imparare a non essere aggressivo con gli sconosciuti.” Olè, il solito vecchio mito del kanekattivo (un po’ vintage, ma del resto nello stesso articolo troviamo il riferimento al pastore tedesco come cane poliziotto, che fa un po’ anni 90), quando ormai anche i sassi dovrebbero sapere che per evitare l’aggressività con gli sconosciuti la cosa più importante sia la socializzazione, e non dipenda più di tanto dalla razza.

Segue poi la disquisizione sui costi di mantenimento del cane, sicuramente un aspetto importante da tenere in considerazione, peccato che il seguito enumeri poi una serie di dati che non saprei come definire. Si parla infatti di “cani che causano più danni”, dove vengono citati Rottweiler, Boxer e Husky, “accusati” rispettivamente di creare spese per 600, 580 e 530 euro ogni anno. Perchè, non si sa: quali sarebbero questi danni non è noto, ma suppongo sia abbastanza inutile sottolineare che fare una divisione “per razza” sia alquanto stupido: un cucciolo farà in pratica inevitabilmente qualche danno in casa, mentre con un cane adulto sarà difficile trovarsi mobili, scarpe e ciabatte misteriosamente rosicchiate. Ovviamente un cucciolo di stazza maggiore ha più possibilità di distruggere una ciabatta piuttosto che rosicchiarla soltanto, ma personalmente avendo vissuto la crescita di Samba e vedendo ora quella di Destiny non noto tutte ste grandi differenze.
Ancor più folle la parte seguente, che pone l’accento sul cane “rumoroso”. Per carità, giustissimo evidenziare come vivendo in condominio magari non sia il caso di prendere un cane troppo abbaione per evitare spiacevoli discussioni coi vicini, ma citare il Lhasa Apso (che in Italia dal 2006 ad oggi non è mai arrivato a 200 iscrizioni all’ENCI) e riportare per tale razza una “media di 112 latrati a settimana emessi a un’intensità che arriva ai 110 decibel” cosa vorrebbe significare? Come è stata calcolata tale media, in quale ambito, su che soggetti?
Insomma, dati e numeri che sembrano buttati li tirando i dadi e senza un minimo di spiegazione.

jack_apertL’articolo passa poi a ricordare l’importanza del movimento per i cani, e come sia meglio non fidarsi troppo dei figli che promettono che “baderanno loro al cane”. Giustissimo, per carità: ditemi però se non vi viene da mettervi le mani nei capelli leggendo che “E’ opportuno dunque sapere che un Labrador ha bisogno di più di due ore di passeggiata al giorno, come i Pastori tedeschi, i Boxer e i Collie. Il Jack Russell deve camminare per una o due ore a giorno, distribuite in due o tre passeggiate.” Credo che chiunque abbia un Jack Russel abbia riletto la frase per essere sicuro di aver visto bene.

Conclusione sul discorso peli: “Almeno due volte l’anno, quando cambiano la muta, i cani lasciano un sacco di peli in casa. Se non si è disposti a tollerarli sarà meglio evitare di acquistare cuccioli di Pastore tedesco, di Golden Retriever, di Labrador e di Jack Russell. Il cane che perde meno pelo è il vanitoso Yorkshire Terrier, che ha un mantello così bello, lungo e lucente che preferisce tenerselo.” Anche qui c’è da discutere…certo, lo Yorkshire ha meno sottopelo, ma il suo mantello richiede molta più cura rispetto ad altre razze, anche perchè proprio perchè il suo mantello è lungo, è molto più facile che raccolga anche la sporcizia da terra.
Anche sotto questo aspetto andrebbero comunque valutate le differenze tra i singoli soggetti e il loro stile di vita, ma in un articolo che cerca di trattare il tema generale della scelta del cane adatto, è una mancanza perdonabile.

dog-facepalmInsomma, se le premesse dell’articolo  erano molto buone, lo svolgimento è l’ennesima occasione persa per dare qualche consiglio realmente utile: qualche luogo comune, alcuni numeri messi li molto a casaccio, decisamente pochi consigli pratici sensati e nessun accenno all’importanza di affidarsi a un allevatore serio e non a cagnari o negozi.
Il paradosso è che sono riuscito a trovare su Youtube il video della prima puntata e per quanto molti punti siano stati affrontati in maniera discutibile( in parte per la solita necessità di “spettacolarizzare” un po’ il tutto per renderlo appetibile al pubblico), l’importanza di scegliere bene l’allevamento e soprattutto il tenersi alla larga dalle “puppy mills” era presente e veniva posto l’accento su come sia importante saper aspettare, dato che uno dei punti di forza dei cagnari è proprio il “cane in pronta consegna”, mentre un allevatore serio NON ha cuccioli sempre disponibili. Veniva quindi ricordata l’importanza di poter vedere anche almeno la mamma dei cuccioli, di richiedere i certificati sanitari dei genitori…insomma, se si voleva prendere spunto dalla trasmissione ci sarebbero stati diversi aspetti importanti da riportare, invece per l’ennesima volta si è caduti sui consueti luoghi comuni e su criteri che seppur importanti sono stati trattati e riportati in maniera decisamente poco utile.

Intanto, per quanto comela trasmissione abbia comunque le sue pecche, la BBC ha dedicato due episodi di un’ora a una “potenziale” cultura cinofila. Migliorabile, certo, ma con diversi punti importanti, e mandata in onda su BBC Two: quando vedremo qualcosa di simile (magari fatto anche meglio…) anche in Italia e che non sia relegato in qualche canale di nicchia?

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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