venerdì , 24 novembre 2017
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E ora arrivano anche gli allarmismi cinofili

di DAVIDE BELTRAME – Lo scorso dicembre avevo scritto un articolo sul rischio che le “bufale”, che negli ultimi anni proliferano come non mai grazie alla facilità di condivisione sui social, iniziassero a circolare anche nel settore animali.
Purtroppo era una previsione abbastanza semplice: se il filone principale delle notizie inventate al solo scopo di diventare virali e attirare click era solitamente quello su finti episodi di cronaca nera, spesso associati anche al tema immigrazione per essere molto “populisti e di pancia”, i rischi connessi all’inventare notizie di quel tipo (ci sono state denunce e anche sequestri di siti) hanno portato a esplorare nuovi settori, e – purtroppo o per fortuna, a seconda di come vogliamo vederla – gli amanti degli animali, soprattutto di cani e gatti, popolano copiosamente i social network e spesso hanno la “condivisione facile”.

Ecco allora che ogni tanto iniziano ad arrivare notizie fasulle che coinvolgono più o meno direttamente i nostri amici a quattro zampe, e in questi giorni ne è spuntata una nuova: un articolo secondo cui il microchip comunemente utilizzato per i cani potrebbe causare danni alla sua salute (ricordiamo che per legge è obbligatorio microchippare il proprio cane, è invece facoltativo per altri animali come ad esempio i gatti).
Ecco il testo dell’articolo in questione, apparso su alcuni dei soliti blog bufala che però non si identificano come tali (anzi, solitamente si presentano come siti “contro la censura”, “contro i complotti”, etc.).

Il microchip, ritenuto innocuo ed indispensabile per la sicurezza del cane (in caso di allontanamento, furto etc), ha sempre provocato dubbi e preoccupazioni a coloro che vedevano in questa pratica un abuso verso l’animale stesso. Il microchip è formato da una capsula iniettabile di vetro che contiene un chip e una micro bobina che viene attivata da un lettore quando viene avvicinato consentendo la lettura del chip. Nessuno si chiede se questi famosi chip possano invece attivarsi anche in vicinanza di altri apparecchi elettronici? I cani domestici sono, come noi, circondati da cellulari, wi-fi, televisori, frequenze radio, e molto altro. E se qualcuno di questi aggeggi provocherebbe all’animale danni sul suo sistema immunitario e neurologico? Citiamo ad esempio le povere balene che si arenano sulle spiagge per colpa delle interferenze tra il loro sistema di comunicazione e di orientamento, e i satelliti, i radar etc. che provocano stordimento, disontieramento e problemi al sistema nervoso dei cetacei. Sicuramente iniettare una capsula di vetro in un essere vivente è già un atto innaturale in partenza, se poi ci mettiamo l’effetto che potrebbe avere in vicinanza con gli apparecchi elettronici la situazione diviene più che preoccupante. Impianteresti un microchip a tuo figlio? No? E perché al tuo cane o gatto si? Secondo alcune teorie i microchip negli animali sono solo l’anticamera di quello che sarà fatto all’essere umano con la scusa di aumentare i controlli e quindi la sicurezza. Arriviamoci per logica. Vai in un negozio di animali (e già il fatto che vendano animali la dice lunga sul loro rispetto sull’animale), paghi un tot per un cane, e automaticamente hai l’obbligo di microchipparlo. PERCHE’? Pensi forse che ti dicano di infilargli il chip sottopelle perché sono preoccupati all’idea che il tuo cagnolino si possa smarrire? Certo che NO. Il motivo è uno: BUSINESS. Seguito dal motivo: cani indeboliti = cani che vanno dal veterinario = BUSINESS. (insomma GIRO DI SOLDI, GUADAGNO SULLA PELLE DEL TUO ANIMALE).

Alcuni dei siti che riportano la notizia tentano di avvalorarla citando un misterioso “veterinario americano” che avrebbe subito minacce e dovuto chiudere il suo ambulatorio perchè si rifiutava di continuare a impiantare microchip, e puntano anche sulle didascalie ad effetto come si può vedere nella foto seguente:

siringa

Trovo questo tipo di bufale doppiamente fastidiose: a parte per il fatto di essere inventate di sana pianta, potrebbero comunque davvero convincere qualcuno (specialmente se per i perversi meccanismi dei social riescono a diventare virali e guadagnare migliaia di condivisioni e like e quindi acquisendo “credibilità”).
Il meccanismo della bufala è sempre il solito, viene diffusa su diversi siti che si riportano l’un l’altro come fonte, tutti siti che sono poi i “soliti noti” e molti dei quali Bufale Un Tanto Al Chilo ha elencato nella sua “black list” e tutti riconducibili a poche persone e poi viene postato nelle varie pagine Facebook sperando di raccogliere like e condivisioni (e quindi click e visite al blog).

In realtà finora questa notizia in particolare non sembra aver raccolto particolare riscontro sui social, tuttavia è comunque bene segnarsi i nomi dei siti su cui è possibile trovarla per evitare di considerarli credibili anche su eventuali notizie future (e non solo in tema di animali): segretodistato, italianosveglia, ilrisvegliodellamente sembrano essere i principali “conduttori” di questa notizia. Peraltro anche sui “siti bufala” pare esserci il problema delle notizie copiate (c’è da andarne fieri…) visto che in calce all’articolo su “ilrisvegliodellamente” possiamo trovare questa dicitura:

copiaeincolla

Per chi volesse maggiori dettagli sul funzionamento del microchip, riporto dalla voce dedicata su Wikipedia:

I microchip sono apparecchi passivi, chiamati RFID e perciò non contengono alcuna fonte di energia interna. I componenti di base sono tre: un chip al silicio (circuito integrato); un nucleo di ferrite circondata da un filo di rame; e un piccolo condensatore. Il chip contiene il numero di identificazione, più i circuiti elettronici per trasmettere le informazioni al lettore. Il nucleo di ferrite – o di ferro – agisce come una radio antenna, pronta a ricevere il segnale del lettore. Il condensatore funziona da sintonizzatore, formando un circuito LC con l’antenna. Questi componenti sono racchiusi entro una capsula di vetro biocompatibile, e sigillati ermeticamente per impedire l’ingresso di liquidi corporei. Il “chip” contiene al suo interno il numero d’identificazione, più circuiti elettronici per trasferire tale informazioni allo scanner. In Canada, Europa, Asia e Australia, i microchip per animali adottano uno standard (11784/11785) fissato dalla International Organization for Standardization, o ISO, le cui specifiche indicano che devono operare alla frequenza di 134.2 kHz. La superficie esterna della capsula è trattata con microsolchi per facilitare l’ancoraggio nei tessuti sottocutanei ed impedirne la migrazione. Il microchip ha una dimensione esterna di circa mm 11 di lunghezza e di mm 2 di diametro, ed è contenuto in un ago monouso, che può essere applicato su una particolare siringa o altro iniettore che, per ottemperare alle basilari norme di igiene, è sterile e monouso. Il microchip impiantato accompagnerà il cane per tutta la vita. Agli animali non nuoce né fisicamente né psicologicamente.

Quindi, per favore, non diffondiamo questa bufala ed evitiamo di diffonderne in futuro: tocca ancora sentire le leggende metropolitane che girano da decenni su cani che impazziscono a una determinata età e quant’altro, la cultura cinofila media è quella che è…almeno l’allarmismo, soprattutto su una cosa importante in caso di furto o smarrimento come il microchip, facciamo il possibile per contrastarlo.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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