domenica , 19 novembre 2017
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Benvenuti nel mondo hippy dei cani dei fiori

di FABIANA BUONCUORE – L’articolo di qualche settimana fa fa sul lasciare i cani liberi in città ha suscitato numerose polemiche, una discreta parte delle quali reclamava a gran voce un mondo di cani liberi da questo attrezzo opprimente e denaturalizzante lungo appena un metro e mezzo: il guinzaglio.
I fautori del “cane libero e felice” esprimevano diversi concetti secondo i quali i cani andrebbero sempre lasciati liberi di interagire senza la limitazione del guinzaglio.
Vediamo quindi perché alcuni pazzi si sono messi in testa di emettere leggi (e NON “opinioni contestabili”) che rovinano a tal punto il comportamento sociale del cane.

bauLe persone che hanno paura dei cani possono anche andare da un’altra parte o farsi curare.
Quindi passeggiare libero per il mondo è un diritto del cane, ma non dell’uomo, che se ha paura son fatti suoi e deve vivere relegato in casa. Perché, non so se l’avete pensato, ma se tutti i cani stessero liberi dal guinzaglio, chi ne ha paura non potrebbe nemmeno mettere il naso fuori, perché rischierebbe di incontrarne uno, magari un gioioso labrador retriever che ha deciso che lo ama tanto e deve saltargli sulle spalle e baciarlo in bocca.
Però, naturalmente, il problema è quell’idiota che ha paura, eh, non sono io che vado ad invadere i suoi spazi contro la sua volontà con il mio cane, che è buonissimo e non farebbe mai male a una mosca.

Il guinzaglio impedisce al cane di comportarsi naturalmente.
Vero, verissimo. Sono la prima a confermare che questo strumento altera tantissimo il comportamento naturale del cane. Peccato che il cane viva in un ambiente ed in una società che, per lui, naturali non sono più, e non da due, venti o duecento, ma da migliaia di anni.2134581
Se vogliamo ritornare all’essere naturali, allora, per favore, trasferiamoci sulle palafitte, buttiamo via smartphones ed antibiotici e sentiamoci liberi di accoppiarci con la prima persona attraente che vediamo per la strada, o di colpirla in testa con una clava nel caso questa ci guardasse storto.
Che cosa è, poi, “naturale” per un cane? Lo sapevate che il cane è nato esclusivamente per la convivenza con l’uomo, e che il cane libero di interagire e relazionarsi esclusivamente coi suoi simili si chiama “lupo” e non cane? Ah, dite che è lo stesso e che il bagaglio comportamentale del cane rimarca quello del lupo? È vero, in effetti. Prendiamo ad esempio i branchi di lupi, allora.
All’interno di un branco si va d’accordo per  il bene comune, per aumentare le probabilità di sopravvivenza. A volte ci si mena, qualche buchino ce lo si fa, ma poca roba. Si ritualizza, e tutti i problemi son risolti.
All’interno del branco, appunto. Se due lupi o due branchi di lupi concorrenti si incontrano, spesso è lotta all’ultimo sangue. Mors tua, vita mea.

Two_wolves_fighting

Se il cane potesse esprimersi senza limitazioni, non ci sarebbero quasi mai risse, o se ci fossero si risolverebbero spontaneamente senza grossi danni.
Che bello! Peace and love! Forse chi ha espresso queste opinioni possiede un bel golden retriever  od un beagle, magari perfettamente socializzato.
1280x720-HTiPeccato che per la strada non ci siano solo razze od incroci così disponibili alle interazioni ed alle ritualizzazioni sociali.
Io ho passeggiato per Torino, la grande città più vicina a me, e la realtà mi ha presentato davanti un numero impressionante di american staffordshire terriers o loro incroci, american pitbull terriers più o meno puri (dalle nostre parti la razza non è riconosciuta, i pochi allevatori seri importano ed allevano cani con pedigree americani, mentre gli altri… incrociano a caso cani senza identità ufficiale), rottweiler, dogo argentini, dobermann, jack russell terriers… e via via si cala verso le razze meno diffuse.
Allevando rottweiler e bazzicando molossoidi (le ultime due razze dell’elenco sopra le ho conosciute, ma di meno) da un po’ di tempo, posso assicurarvi che molto spesso (ok, non sempre: so che ci sono le eccezioni e le ho anche viste con i miei occhi, ma sono appunto eccezioni. Io al momento sto riferendomi al comportamento generale) anche i soggetti meglio socializzati appartenenti a queste razze NON sono fatte per incontrarsi, rizzare il pelo, levare la coda e terminare l’incontro con ognuno dei due che si sgrulla e se ne va ad urinare sull’albero più vicino. I terrier, ed in particolare i terrier di tipo bull, sono selezionati per cercarla, la rissa (i primi con volpi, tassi e qualsiasi cosa si mostri aggressiva, meglio se da cinque a venti volte più grossa di loro; i secondi specificatamente con animali appartenenti alla loro stessa specie); e state certi che, vista la loro altissima combattività, se la rissa la troveranno, non si fermeranno dopo qualche ritualizzazione o qualche pizzicotto: la lotta in sé li fa sentire vivi e li gratifica, sono selezionati per questo e ce l’hanno nel sangue, e poco importa se il cane che hanno davanti si esibirà in un’infinita compilation di segnali di sottomissione o resa: andranno avanti fino alla fine.
Questi sono cani brutti e cattivi e che andrebbero relegati in qualche recinto di massima sicurezza in cascine sperdute lontano dalla civiltà? No, sono cani dolcissimi con le persone, molto legati al padrone, amanti dell’addestramento e del contatto fisico. Sono cani che, con la giusta socializzazione ed educazione, sapranno comportarsi egregiamente anche in contesto urbano, incontrando altri cani e continuando la passeggiata per i fatti loro, ma soprattutto grazie al fatto che saranno al guinzaglio e quindi a distanza di sicurezza dagli altri cani.
I rottweiler sono cani da difesa, non hanno nulla a che fare con i terrier di tipo bull essendo nati come bovari; sono però sempre molossoidi estremamente caratteriali, forse non proprio inclini a cercarsi la rissa, ma estremamente inclini ad accettarla e a non tirarsi indietro, della serie: “se mi reputi un gran figo e mi rispetti, faccio una pipì su un albero e ti ignoro. Se però drizzi anche solo UN pelo del dorso, sappi che mi offendo e potrei anche arrabbiarmi.” E come loro ce n’è tanti altri, generalmente di taglia grande e con un carattere poco disponibile.
maxresdefault-2Quindi, no: non viviamo in un mondo di cani da muta, le risse ci sono e non sempre si risolvono con un buco.
Guardate quante righe ho scritto, e ho parlato di pochissime tipologie canine; lo sapevate, però, che le razze sono più di trecento e che molte di esse sono di taglia molto piccola e possiedono una struttura estremamente fragile? Un chihuahua, un pinscher nano, un bolognese, hanno il diritto di stare senza guinzaglio esattamente come ne hanno l’amstaff ed il dogo argentino? Certo, peccato che poi la paletta igienica la userete per raccogliere quel che resta del vostro cagnolino, e non i suoi bisogni. Siamo abituati ad immaginare un litigio tra due cani di pari stazza, dal quale entrambi ne escono al limite con qualche buco, se non appartengono a razze particolarmente combattive. Ma alcune razze non possono essere compatibili nemmeno per giocare (i molossoidi giocano a spallate e spintoni: anche il più pacifico e socievole di essi ridurrebbe, solo giocando, un chihuahua a marmellata), immaginate cosa accadrebbe se litigassero.
E non comincio nemmeno l’argomento dei problemi comportamentali presenti in molti cani provenienti da un passato di randagismo, maltrattamento o mancata socializzazione (come spesso capita nei cani provenienti dal canile, che sono ampiamente diffusi nelle nostre città). Li voglio proprio vedere questi cani, lanciati allo sbaraglio liberi in mezzo agli altri.

Il mio cane è perfettamente addestrato e ha un richiamo impeccabile, quindi basterebbe un po’ di addestramento base a tutti per evitare i problemi.
article-2107078-11F01453000005A-ha, certo. Hai un border collie, un pastore tedesco o un rottweiler, giusto? Ma anche un pincopallino del Brumbakistan, per quanto mi riguarda. Peccato che i cani non siano tutti così propensi al rispondere prontamente al richiamo, per quanto ci lavori e ti impegni. Ci sono razze (o singoli soggetti!) che metteranno quasi sempre il proprio interesse di fronte a qualsiasi bocconcino o minaccia di percosse, qualsiasi sia il vostro metodo educativo. Ce l’hanno dentro, è un richiamo della foresta irresistibile. Una di queste circostanze è –guarda un po’– ad esempio, il terrier che va a rissare. Ma anche il meticcione festante magari un po’ capoccione, che sta correndo felice per andare a giocare con quel simpaticissimo pastore del caucaso.
Avete poi sentito parlare dei galgos salvati in Spagna? In molti fanno la difficile scelta di adottarne uno. I levrieri, già di loro, hanno un codice di comportamento un po’ tutto loro, che a volte le altre razze fraintendono o non comprendono del tutto. I galgos rescue sono levrieri che, in più, hanno un bel carico di problemi comportamentali. Sono sempre più diffusi, provate a guardarvi intorno. Se ne individuerete uno, noterete che indossa uno speciale collare, fatto apposta perché il levriero non se lo sfili. Questi cani possono generalmente (con le loro eccezioni anch’essi, per carità: ne ho conosciuta una che, proprio per via di un passato critico, rifiutava il contatto con qualsiasi elemento esterno e viveva incollata alla padrona anche senza guinzaglio) essere liberati esclusivamente in aree recintate e sicure, o i padroni non li riacchiappano più.

Sono casi eccezionali? Ho elencato poche razze che possono rappresentare solo una piccola percentuale della popolazione canina? Ho fatto esempi di risse poco probabili? Forse sì.
Ma queste razze ci sono, queste situazioni si verificano, fosse anche solo una volta su mille. Se io avessi un chihuahua, però, non vorrei essere quell’uno su mille. Se avessi il mio amstaff, dolcissimo con le persone, ma che so che non va d’accordo con gli altri cani, l’ultima cosa che vorrei sarebbe vivere in un mondo di cani liberi in cui il mio rischia costantemente di ammazzarne un altro.

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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