sabato , 18 novembre 2017
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Quei cani di razza dei manifesti spacciati per meticci

di FABIANA BUONCUORE – Sarò io che son polemica, eh. Un cane è un cane, dopotutto.
Però, che cavolo: certe campagne mi fanno domandare se i grafici responsabili del manifesto ci mettano la testa, quando lo imbastiscono.

cane_spot_ADVANTIXApro una rivista, la sfoglio, e cosa trovo? La pubblicità di un antiparassitario e repellente spot-on. Ok, tutto normal… ah, no: c’è un golden retriver che fa da testimonial. Un golden retriever un po’ strano: ha un occhio nero. Vado a vedermi lo spot del 2013 e quello quello del 2015: e insistono, eh. Golden retriver con la macchia nera sull’occhio, addirittura una mamma con la cucciolata, tutti con lo stesso identico segno.
Io mi chiedo solo: ma perché???
A parte il fatto che è molto, molto difficile incontrare macchie nere vere e proprie su un soggetto fulvo, a meno di non incappare nel fenomeno genetico del mosaicismo: gli unici mantelli “diffusi” sui quali convivono sia i geni responsabili della colorazione fulva che quelli relativi al colore nero sono i tigrati o i fulvi con maschera sul muso o carbonature; ma comunque, se l’intento era quello di rendere “meticcioso” il golden retriever per essere più politically correct, perché non usare direttamente un meticcio in carne ed ossa? xgele-labrador.jpg.pagespeed.ic.vi9gW2MpOsCerto, il bel cagnone strafigo con un movimento elegante e l’aspetto regale faceva comodo…Ma allora, per pietà, lasciatelo così come mamma lo ha fatto, quel povero cane. Perché a tentare di tirar su in un colpo solo capra e cavoli si finisce solo per fare pasticci, e difatti l’effetto ottenuto è quello di un cane spaventosamente innaturale. Anche se pare che ci sia già chi ha telefonato a qualche allevatore di golden chiedendo un cucciolo con la macchia sull’occhio.

UntitledAndiamo avanti, sfogliamo altre pagine. Dopotutto, è stato solo uno scivolone di un prodotto farmaceutico, loro fanno antipulci in un laboratorio e poi delegano ad apposite agenzie la pubblicità, e queste mica ci stanno tutti i giorni in mezzo ai cani.
Non come i ragazzi dell’ENPA, rigorosamente avversi agli allevatori ed ai cani di razza, perché una vita non si vende e non si compra, perché il mondo è pieno di meticci che attendono solo di trovare una casa e tanto amore.
Il-mio-cane-210x285_adottaunamico-1-750x494E che vedo, sui loro manifesti? Un chihuahua (di fronte a un piatto di spaghetti grande quanto lui… mah.) Comunque, è una targhetta di una delegazione locale; lì possono anche permettersi queste discutibili licenze. A livello nazionale, invece, si son fatti furbi: epagneul nano continentale papillon, jack russell terrier a pelo ruvido, yorkshire terrier cucciolo: sono soggetti di razza, e pure dei BEI soggetti di razza. Ma quanto sembrano meticciosi, eh? E allora mettiamoli sulle locandine. Perché i cani che tanto reclamizziamo dopotutto li troviamo brutti noi stessi, e riteniamo che non siano degni di essere piazzati sui manifesti. Meglio dei cani fighetti, puliti e ordinati, che ben pochi riconoscerebbero però come cani di razza. Chi se ne importa se poi la realtà dei canili è ben diversa.

Cari amici dell’ENPA, qualcosa qui stona, e di brutto: va a finire che siete proprio voi quelli che fanno differenze tra meticci e cani di razza.

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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