venerdì , 17 novembre 2017
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America, pitbull, poliziotti ignoranti e leggi imbecilli

di DAVIDE BELTRAME – Che l’America non brilli esattamente per cinofilia, non è una novità: basti pensare al fatto che i cani nei canili vengono soppressi dopo un certo numero di giorni se non vengono adottati o reclamati dagli eventuali padroni. Quanto rischia di accadere nella città di Detroit, più precisamente nel sobborgo di Waterford, è una palese dimostrazione di idiozia.

Ci riferiamo alla vicenda di Dan Tillery e del suo cane Diggy, adottato dal canile e la cui foto su Facebook ha raccolto un sacco di “like”, complice l’alto numero di seguaci di Dan oltre che ovviamente per la simpatia della foto.

diggyedan

Probabilmente molti di voi sanno già di cosa stiamo parlando dato che la notizia è “rimbalzata” anche su molti media italiani, ma riassumiamo in breve la questione per chi non ne fosse al corrente.
Dan ha adottato Diggy da un canile di Detroit, peraltro gestito da una delle associazioni “no-kill” nate proprio per evitare le soppressioni dopo pochi giorni purtroppo abituali in America.
Già grazie a questo, Diggy (o Sir Wiggleton come veniva chiamato in canile) ha avuto la possibilità di essere adottato dopo circa 100 giorni presso l’associazione, mentre in uno degli abituali canili americani probabilmente sarebbe stato soppresso prima…

Dopo soli 4 giorni dall’adozione, però, Dan ha ricevuto la visita della polizia perchè il possesso di pitbull è vietato a Watford.

E già su questo ci sarebbe da discutere, soprattutto se consideriamo che tale divieto è stato varato nel 1988 in seguito a un singolo episodio: una donna era stata aggredita da due pitbull che avevano ucciso il suo cane. Ora, sapendo come in certi casi diventi “pitbull” anche qualsiasi meticcione, già vengono seri dubbi su quanto potessero essere realmente pitbull quei cani, ma soprattutto adottando lo stesso criterio avrebbero dovuto che so, vietare il matrimonio al primo caso di omicidio tra coniugi, o vietare le automobili al primo incidente fatale…insomma, è un’ordinanza palesemente idiota, che però purtroppo ha ancora recentemente trovato conferma dato che è stata rinnovata nel 2013.
E sapete perchè era stata messa in discussione? Perchè nel 2011 una donna era stata accusata di possedere un pitbull e quindi di essere fuori legge. Eccolo:

boxerlabrador

L’iter prevede che il cane “accusato” venga controllato dai veterinari: se risulta effettivamente un pitbull, il proprietario ha un certo limite di tempo per allontanare il cane, altrimenti il cane viene abbattuto a spese del suo padrone.

Ed è qui che arriva il punto, se possibile, ancora più assurdo. Nel caso del 2011, sottoponendo il cane a test genetici il “presunto pitbull” era risultato un incrocio tra boxer e labdrador.
Ma nel caso di Diggy c’è ancor più del surreale, perchè già l’associazione che gestisce il canile “no-kill” di Detroit si era premurata di fare le necessarie verifiche nel momento in cui l’ha ospitato presso la sua struttura, e un veterinario ha dichiarato e certificato che Diggy sia un bulldog americano. Proprio per evitare rischi derivanti dall’ordinanza attiva a Waterford, l’associazione si era premurata di controllare prima di affidare il cane a Dan che non ci fossero problemi e restrizioni verso i bulldog americani.

Quindi, dov’è il problema? E’ nel fatto che l’ordinanza di Waterford, se già non vi fosse sembrata abbastanza cretina, preveda che un ufficiale di polizia possa comunque richiedere l’allontanamento di un cane se, a suo personale giudizio, questo sia un pitbull.
Ovvero, il parere dell’ufficiale di polizia vale più di quello dei veterinari che prima dell’adozione avevano già dato la loro opinione, tanto che sembra Dan avesse ricevuto anche dallo stesso comune un certificato dichiarante che Diggy sia un bulldog americano.

Sappiamo benissimo quanto possa essere difficile identicare una razza o, nel caso di incroci, quali possano essere le razze coinvolte e quale quella predominante: un recente studio condotto su120 cani ha dimostrato come l’identificazione come “pitbull” sia spesso errata, anche da parte di chi lavora regolarmente coi cani, come ad esempio lo staff di alcuni canili. Immaginiamo quanto possa “azzeccarci” un ufficiale di polizia che si occupa di tutt’altro…

Dan ovviamente si è ribellato alla decisione e ha deciso di tenere Diggy con se, scelta che per ora gli è costata un’ulteriore accusa da parte della polizia dove si era recato per cercare di chiarire la situazione insieme alla responsabile dell’associazione presso cui ha adottato il cane.

Siccome la notizia ha riscosso molto clamore mediatico al momento anche la polizia che inizialmente aveva “fatto muro”, riportando anche alcune dichiarazioni dell’associazione che inizialmente lo aveva classificato come un “incrocio tra pitbull e american bulldog” sembra più possibilista sull’eventualità di raggiungere un accordo: se un altro veterinario “indipendente” certificherà che Diggy non è un pitbull, verrà permesso a Dan di tenerlo con se. In caso contrario, l’associazione si è già detta disponibile a riprendere il cane con se per evitargli una sorte avversa.

Le notizie più recenti riprotano che anche un veterinario di Watford avrebbe confermato Diggy come bulldog americano, tuttavia la decisione definitiva da parte delle autorità non è ancora stata presa.

In ogni caso, questa faccenda deve far riflettere, sia sul fatto che molti paesi che spesso vengono presi come modello anche per le questioni cinofile abbiano in realtà molti più difetti dell’Italia, sia sul fatto che in questo caso Dan ha avuto la fortuna di avere già un buon seguito sui social e aver quindi potuto far conoscere la sua vicenda al mondo in pochi giorni: se lo stesso fosse successo al “Pinco Pallino qualunque”, forse la vicenda avrebbe rischiato di avere fin da subito risovolti peggiori.

Soprattutto, cerchiamo di ricordarci di questa vicenda se mai qualche genio in futuro proponesse nuovamente porcherie come l’ordinanza Sirchia sui “cani pericolosi”. Perchè in America ci sono ordinanze e leggi imbecilli come quella di cui abbiamo parlato in questo articolo, ma nel 2004 noi non ci siamo andati poi così lontano, ed è sempre bene imparare dai propri errori…

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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