sabato , 18 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Educazione >> Addestramento >> L’hai portato ad addestrare?

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


L’hai portato ad addestrare?

di FRANCESCA BRUNELLO – Ogni volta che sento questa frase mi vengono i brividi.
twiggycirco2La sento spesso dai vicini che con la Twiggy hanno un po’ di confidenza, la sentivo spesso quando era più piccoletta anche dai passanti che mi fermavano per farle pat-pat sulla capoccia, ma adesso quei pochi che fermano me e quel capoccione di 35 kg di solito se ne intendono un pochino, e evitano sia le domande cretine che i pat-pat a tradimento… I restanti stanno lontano dal cane lupo.
Fino a una quindicina di anni fa i proprietari di cani si dividevano principalmente in due categorie: quelli col cane “ammaestrato” e quelli che “il cane resta in giardino e mangia gli avanzi”.
E parlo di una quindicina di anni fa perché in realtà le vie di mezzo già esistevano, solo che noi siamo in Italia, e in Italia le novità ci arrivano sempre per ultimi.
Adesso sappiamo tutti che ci sono millemila corsi e altrettante filosofie di pensiero, tanto che non solo di “addestratori” ne sono spuntati come funghi, ma si è anche operata una vera e propria divisione tra l’educazione e l’addestramento, inteso come pratica sportiva.

Però l’italiano medio questo non lo sa, e l’italiano medio pensa che il cane piccolo vada bene in casa, ma che non pesi più di 7 kg perché altrimenti in appartamento non ci può stare.
E allora quando l’italiano medio ti vede con un Rex al guinzaglio ti chiede “che l’hai portato ad addestrare?”

Di solito, prima che io abbia il tempo di rispondere, addirittura si spiega seguitando con:
–    “Perché questi cani devono essere addestrati” ma questi quali? Questi su questo marciapiede? Questi con il sottopelo? Questi di San Donà di piave? Questi che assomigliano a quello della TV?
–    “Perché sono tanto intelligenti” vi riferite all’Einstein qui presente che ha ritenuto una mossa astuta andare via dritta per la sua strada nonostante la porta a vetri?
–    “Perché in TV fanno vedere che…” E non concludono la frase.
–    “Perché capiscono il tedesco” mi permetto di citare Andrea Fagnoni in  uno dei suoi articoli che preferisco http://www.tipresentoilcane.com/2015/04/02/sapete-che-ce-arrangiatevi/ “meno male che non hai preso un akita, altrimenti col giapponese eran cazzi”.
–    “Perché è un peccato altrimenti”: magari tu c’hai il gregge di pecore da fargli condurre a casa, ma se non ti dà la zampetta… spiegarlo al passante è fiato sprecato.

twiggycordaOra, intendiamoci, ci sono volte in cui l’addestratore si tiene il cane per qualche giorno o una settimana per capire se il problema/la fonte dello stress/la causa del comportamento sgradito sia dovuto ad un fattore ambientale. Ma non esiste che io prenda il cucciolino di due mesi, lo molli in giardino e dopo, intorno all’anno di età, lo lasci un paio di settimane a qualcuno che poi mi ritorna il cane che fa sitz, platz e fuss.

Un cane educato (e badate bene che si tratta di educazione, tuttalpiù obbedienza di base) è così perché ha un buon rapporto con il conduttore, perché si fida del bipede, perché ascolta quello che il proprietario gli chiede.
E questa benedetta educazione si può ottenere frequentando un buon campo, già a partire dalla puppy class, oppure leggendosi qualche libro e infarinandosi di un minimo di cultura cinofila prima di portarsi a casa la bestia. Certo che se ti sei portato a casa un pastore del Caucaso come primo cane, io un saltino al campo ce lo farei, ma mica per mollare la il cane e andarmelo a riprendere di sera, quando i gatti ha imparato a non mangiarseli, piuttosto per fare io l’asino e capire cosa vuol dire aver a che fare con un quattrozampe.
Che poi quando sento “è ammaestrato?” mi viene sempre in mente il circo, e mi immagino la Twiggy equilibrista sulla fune.

twiggycirco
Quello di portare il cane da qualcuno aspettandosi che ce lo “addestri”è un mito da sfatare. Ovvero, se noi molliamo il quadrupede a qualcuno che un minimo se ne intende (l’amico, l’educatore, il dog sitter o il toelettatore) per qualche giorno, di sicuro il cane impara a fare seduto, zampetta e magari anche a non scapicollarsi a destra e manca al guinzaglio… Ma una volta che poi torna a casa Lessi, non sta scritto da nessuna parte che ci riconosca come conduttore.
A maggior ragione se c’hai in casa un border collie che l’unico HOP che fa è quello sopra al tavolo quando c’è il pollo arrosto, la risposta più realistica che può dare il cane al tuo comando è il dito medio.

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo








×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico