di FRANCESCA BRUNELLO – Ogni volta che sento questa frase mi vengono i brividi.
twiggycirco2La sento spesso dai vicini che con la Twiggy hanno un po’ di confidenza, la sentivo spesso quando era più piccoletta anche dai passanti che mi fermavano per farle pat-pat sulla capoccia, ma adesso quei pochi che fermano me e quel capoccione di 35 kg di solito se ne intendono un pochino, e evitano sia le domande cretine che i pat-pat a tradimento… I restanti stanno lontano dal cane lupo.
Fino a una quindicina di anni fa i proprietari di cani si dividevano principalmente in due categorie: quelli col cane “ammaestrato” e quelli che “il cane resta in giardino e mangia gli avanzi”.
E parlo di una quindicina di anni fa perché in realtà le vie di mezzo già esistevano, solo che noi siamo in Italia, e in Italia le novità ci arrivano sempre per ultimi.
Adesso sappiamo tutti che ci sono millemila corsi e altrettante filosofie di pensiero, tanto che non solo di “addestratori” ne sono spuntati come funghi, ma si è anche operata una vera e propria divisione tra l’educazione e l’addestramento, inteso come pratica sportiva.

Però l’italiano medio questo non lo sa, e l’italiano medio pensa che il cane piccolo vada bene in casa, ma che non pesi più di 7 kg perché altrimenti in appartamento non ci può stare.
E allora quando l’italiano medio ti vede con un Rex al guinzaglio ti chiede “che l’hai portato ad addestrare?”

Di solito, prima che io abbia il tempo di rispondere, addirittura si spiega seguitando con:
–    “Perché questi cani devono essere addestrati” ma questi quali? Questi su questo marciapiede? Questi con il sottopelo? Questi di San Donà di piave? Questi che assomigliano a quello della TV?
–    “Perché sono tanto intelligenti” vi riferite all’Einstein qui presente che ha ritenuto una mossa astuta andare via dritta per la sua strada nonostante la porta a vetri?
–    “Perché in TV fanno vedere che…” E non concludono la frase.
–    “Perché capiscono il tedesco” mi permetto di citare Andrea Fagnoni in  uno dei suoi articoli che preferisco http://www.tipresentoilcane.com/2015/04/02/sapete-che-ce-arrangiatevi/ “meno male che non hai preso un akita, altrimenti col giapponese eran cazzi”.
–    “Perché è un peccato altrimenti”: magari tu c’hai il gregge di pecore da fargli condurre a casa, ma se non ti dà la zampetta… spiegarlo al passante è fiato sprecato.

twiggycordaOra, intendiamoci, ci sono volte in cui l’addestratore si tiene il cane per qualche giorno o una settimana per capire se il problema/la fonte dello stress/la causa del comportamento sgradito sia dovuto ad un fattore ambientale. Ma non esiste che io prenda il cucciolino di due mesi, lo molli in giardino e dopo, intorno all’anno di età, lo lasci un paio di settimane a qualcuno che poi mi ritorna il cane che fa sitz, platz e fuss.

Un cane educato (e badate bene che si tratta di educazione, tuttalpiù obbedienza di base) è così perché ha un buon rapporto con il conduttore, perché si fida del bipede, perché ascolta quello che il proprietario gli chiede.
E questa benedetta educazione si può ottenere frequentando un buon campo, già a partire dalla puppy class, oppure leggendosi qualche libro e infarinandosi di un minimo di cultura cinofila prima di portarsi a casa la bestia. Certo che se ti sei portato a casa un pastore del Caucaso come primo cane, io un saltino al campo ce lo farei, ma mica per mollare la il cane e andarmelo a riprendere di sera, quando i gatti ha imparato a non mangiarseli, piuttosto per fare io l’asino e capire cosa vuol dire aver a che fare con un quattrozampe.
Che poi quando sento “è ammaestrato?” mi viene sempre in mente il circo, e mi immagino la Twiggy equilibrista sulla fune.

twiggycirco
Quello di portare il cane da qualcuno aspettandosi che ce lo “addestri”è un mito da sfatare. Ovvero, se noi molliamo il quadrupede a qualcuno che un minimo se ne intende (l’amico, l’educatore, il dog sitter o il toelettatore) per qualche giorno, di sicuro il cane impara a fare seduto, zampetta e magari anche a non scapicollarsi a destra e manca al guinzaglio… Ma una volta che poi torna a casa Lessi, non sta scritto da nessuna parte che ci riconosca come conduttore.
A maggior ragione se c’hai in casa un border collie che l’unico HOP che fa è quello sopra al tavolo quando c’è il pollo arrosto, la risposta più realistica che può dare il cane al tuo comando è il dito medio.

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Nata a Latisana il 16 ottobre 1992 e cresciuta a San Donà di piave (VE), Francesca Brunello studia all'Università di Firenze. Pessima studentessa di medicina, convive dal 2014 con Twiggy, pastorina tedesca allergica alle coccole, decisamente poco socievole con sconosciuti, bambini e gatti. Sfegatata per l'UD, il mondioring e grande fan del fai-da-te, insegna ai suoi cani comandi utilissimi come salutare con la ssssampetta, sfilare i calzini, e disfare la lavatrice. Seguace della cinofilia di Valeria Rossi, è ferrea sostenitrice del fare cose cum grano salis e fiutare bufale e cugginate da lontano. Astemia e celiaca, stressa la redazione di Ti Presento il Cane dal marzo 2015 con la sua chiacchiera compulsiva e il suo scadente senso dell'umorismo.

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13 Commenti

  1. A te non è capitato quello che ti guarda male perchè gli chiede il seduto in tedesco e tu gli dici che risponde a “seduto”, non a “sitz”.
    Giuro, lo sguardo di disgusto da nobile eletto (a cui seguì una mia ancor meno elitaria risata poco soffocata in faccia al tipo) me lo ricordo ancora, è rimasto nell’ olimpo di situazioni da ridere.

    • A un deimiei cani ho insegnato i comandi in turco (parlo italiano e turco e quindi la
      scelta è stata facile). La cosa era nata come esperimento, volevo vedere se per
      mimesi uno imparava i comandi dell’altro. La femmina mi è diventata poliglotta,
      si siede sia a “seduto” che a “otur”, mentre il maschio non
      ha mai imparato quelli in italiano ed è soprannominato da tutti “il
      turco”. Un giorno un sedicente addestratore incontrato per caso, si è
      piazzato davanti ad entrambi, impartendogli un bel “sitz”, loro se lo
      guardavano senza capire e senza, ovviamente, sedersi. Gli ho spiegato, lo
      ammetto, molto divertita, che o usava le posture o doveva parlargli in turco.
      Risultato: i miei cani sono poco intelligenti, visto che non capiscono il
      tedesco, secondo questo genio della cinofilia. 😉

  2. Bellissimo articolo, da neofita ti chiedo, mi daresti 1 o 2 titoli di libri su cui cominciare a sbirciare qualcosa?
    Grazieeeeeeeeeeeeeeeeee 🙂

    • Ciao Marco! Ti consiglio sicuramente “cuccioli for dummies” se in casa hai una bestiaccia giovane.
      Per argomenti specifici invece ti consiglio i libri della rossi, soprattutto quelli sulla comunicazione e l’educazione. Li trovi nelle librerie, online e anche nei pet shop!?

  3. Ok, ora nella mia testa sto immaginando cosa succederebbe secondo queste persone molto sveglie se un proprietario avesse un pastore bergamasco e un mastino napoletano….O.o

  4. no, non l’ho portato ad addestrare… é lui che addestra me.
    Questa è la mia risposta.
    Contenti così? Non tollero più le persone ( sarà l’età) che credono e vogliono la pappa fatta. Un pò di sano lavoro e sano rapporto nonn guastano mai. Ma vallo a spiegare a quelli che i compiti dei figlioletti li dettano ( o li fanno dettare) che almeno si fa prima….

  5. Questa sera faccio l pieno di tutti i commenti che non ho potuto lasciare nei giorni scorsi.

    In questo caso, molto divertente anche perche’ mi ci riconosco in pieno. Sara’ perche’ chi ha un cane crucco che frequenta abitualmente l’immaginario collettivo con queste cose ci deve fare i conti ogni giorno, ma il proprietario di pastore tedesco lo sa: il pastore tedesco qualcuno c’e’ l’ha ma il cane lupo, soprattutto se alto cosi’, non si nega a nessuno e quindi le occasioni non mancano.

    Ma occasioni per cosa? Be’, l’occasione per rendersi conto, stando col pastore tedesco di qua e col cane lupo di al di la’ del nuro, separati in casa come una famiglia di Berlino prima dell’89, che la separazione dei due mondi e’ proprio totale e che chi vive nella Berlino del cane lupo alto cosi’ vive di miti e leggende che piu’ sono inverosimili e piu’ sono allettanti. E’ piu’ facile convincere qualcuno che si puo’ essere sparati su una palla di cannone come il barone di Münchhausen piuttosto che un pastore tedesco non necessariamente, in quanto pastore tedesco, capisce il tedesco. Per la maggior parte delle persone la cinofilia e’ qualcosa di esotico e sostanzialmente sconosciuto, a meta’ strada tra un romanzo di Emilio Salgari e un film con Steve Reeves.

  6. Poi ci sono i buonisti/sciuremarie, che davanti al concetto di “educazione” del cane, restano scandalizzati, E’ UN MALTRATTAMENTO!!!!!
    Perchè quella povera bestiola dovrebbe sedersi quando lo dici tu? Non è mica il tuo schiavo! E’ libero di fare ciò che vuole proprio come te! POVERINOOOO
    Di solito sono le stesse del “Amore della mamma, torno subito”
    XD XD XD

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