giovedì , 23 novembre 2017
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Quei campioni mancati di sollevamento pesi: i “dog-lifters”

di FABIANA BUONCUORE – A casa nostra abbiamo dei rottweiler. Dei cani killer, bestie sanguinarie, animali brutali e violenti. Per noi sono solo i nostri adorabili morbidini, e chi li conosce può confermarlo, ma la maggior parte dei passanti che incrociamo per la strada li vede solo come dei mostri pericolosi, e spesso quando qualcuno ci incontra cambia marciapiede, cambia strada, cambia nazione. Perché non si sa mai, queste bestie potrebbero strappare il guinzaglio dalle mani ai padroni e trascinarli via, vero?

pos_sambaQuelli che però a me fanno salire l’istinto omicida sono i fobici minicani-muniti. Costoro, simpaticamente, innanzitutto appena ti vedono all’orizzonte con un cane nero focato si esibiscono in tutta una compilation di frasi fatte (e dirette al cane, che notoriamente recepisce e fa tesoro di cotanta saggezza, quali: “ussignur, quello ti mangia in un sol boccone, sei grande come la sua testa!” (Che poi… anche un melone è grande come la mia testa, ma non credo che io o qualsiasi altro umano potremmo mangiarci un melone in un boccone) oppure “vieni via amore, che con lui non hai speranze!” (Ma perché, aveva forse intenzione di organizzare un piccolo combattimento clandestino nel caso avessimo avuto cani di pari stazza?)
Il passo successivo… oplà, uno strattone e, come per magia, il cane vola! Con un’abile mossa il dog-lifter, ovvero un umano che vorrebbe tanto fare il sollevatore di pesi, ma mancando di adeguato fisico si allena su pesi alla sua portata come sono appunto i cinque chili del cagnolino, lo riprende al volo mentre questo è in caduta e… con che classe! Il barbone toy o lo zwergpinscher si ritrovano tra le braccia del papà umano.

Purtroppo mi tocca dire che questa è la situazione migliore che possa capitare, ovvero quando mi hanno visto da lontano e hanno preso le dovute precauzioni (quindi da circa 50-100 metri di distanza); perché se per caso il mio mostro sanguinario lo vedono all’improvviso, ad esempio dopo aver girato un rottweiler et chihuahuasangolo in città, lo spavento è tale che i possenti dog-lifters non hanno il tempo di calibrare la loro mossa segreta dell’ascensione canina spaziale, ma si esibiscono in un impeccabile strattone da tiro alla fune che vede il cane sfrecciare orizzontalmente meglio di un disco da hockey. L’ultimo che mi è capitato aveva un povero chihuahua che un attimo prima era tranquillo come una Pasqua e un attimo dopo è stato scaraventato a terra su un fianco, ha sbattuto la testa sul ginocchio del padrone ed infine ha impattato di schiena contro un palo. E ok che io ho i cani pesanti e non rischio di sbagliarmi, ma la vogliamo smettere di usare tutta la nostra capacità muscolare per sollevare un batuffolino di pochi chili? E lo scrivo proprio così, in grassetto, perché magari si possa imprimere un pochino nella zucca dei minicani-muniti iperprotettivi. Un cane leggero non pesa poco perché è di gomma ed indistruttibile; pesa poco perché è piccolo, e, di conseguenza, fragile.

jack_apertMolti padroni di jack russell terrier o bassotti ora avranno riso sguaiatamente, ma anche per i loro cani i rischi si presentano. Uno strattonamento improvviso, effettuato su un cane impreparato allo shock, e gravante sul collo (se il cane indossa il collare) o sulla schiena (se il cane indossa la pettorina) può avere effetti devastanti e causare lesioni gravi.

Gran parte delle volte il nostro amico non ha rilevato la “minaccia”, o perché troppo lontana (in tal caso, guarda un po’, non ritiene che vi sia alcuna minaccia se è presente un rottweiler o un amstaff a cento metri. Chissà perché) o perché, pur colto alla sprovvista di fronte ad un incontro improvviso, nel 90% dei casi non pensa “oddiooo! Cane killer! Potere segreto: teletrasportooo!” ma si sforza prima di capire se quella che ha di fronte sia una minaccia.

E poi siamo noi la specie dominante.

guinzaglio3In ogni caso, l’ultima cosa che si aspetterebbe in quel momento è di ricevere uno strattone che lo proietta in cielo o in orizzontale, per cui la sua colonna è rilassata e completamente vulnerabile.
Quello che facciamo per “salvarlo”, insomma, può mettere a repentaglio la sua salute peggio ancora; senza considerare che prendere il braccio il cane di certo non lo salva da un’eventuale aggressione, anzi.

Dunque, che fare se noi, padroni di un minicane, incontriamo un bestione di 50 kg?
È indubbio che sembro farla facile, io, perché “tanto ho i cani grossi e non devo mai temere che me li ammazzino con un morso.”, invece lo so che col cane piccolo si guarda con sospetto ogni altro cane dalla taglia media in su, perché coi tempi che corrono non è così scontato trovare cani equilibrati in mano a persone altrettanto equilibrate, specialmente se appartenenti a determinate razze (avendo i “cani killer” mi ritrovo tra la clientela certi ceffi che vogliono acquistare il cucciolo solo per poter fare i delinquenti in giro; inutile specificare che costoro i miei cuccioli se li scordano). So quindi che l’incontro bestione-minicane può essere molto pericoloso, anche perché i molossoidi grandepiccritualizzano poco o niente e passano praticamente subito alle vie di fatto (in realtà i segnali li mandano anche loro prima di un’aggressione, ma sono brevissimi e bisogna interpretarli rapidissimamente se si vuole evitare il peggio: basta un solo morso per ferire gravemente, o peggio, un cagnolino piccolo).

Se, dunque, avvistiamo in lontananza un cagnone che ci insospettisce, nessuno ci corre dietro: se è legato al guinzaglio abbiamo tutto il tempo di capire che direzione sta prendendo e scegliere di mantenere le distanze nel modo più sicuro possibile; se il guinzaglio non lo ha, agitarci e prendere in braccio il nostro cagnolino attirerà soltanto la sua attenzione; meglio restare immobili, zitti e posizionarci davanti al nostro cane, “nascondendolo” (e poi, magari, facciamo una bella telefonatina ai vigili urbani per segnalare il cane libero). Se viene proprio verso di noi e non abbiamo scelta, o se si tratta di un incontro improvviso, col cane a terra (prenderlo in braccio, come spieghiamo nell’articolo linkato sopra, potrebbe peggiorare tantissimo le cose) cerchiamo sempre di schierarci tra lui e il cane grosso, magari avvertendo il suo padrone che non desideriamo l’interazione. Ci sarà sempre il furbone che naturalmente non si preoccupa affatto di come andranno le randagiocose, perché tanto il suo cane non rischia nulla. Io ho sempre risposto ai “ma il mio è buono!” con un “ma il mio ha la tigna! Quindi, se non vuole che se la prenda anche il suo cane, stia alla larga.”

Eh, già: i rottweiler, a due mesi e mezzo, sono dei minicani di 7-8 chili, e portarli a passeggio al guinzaglio li espone anche ad incontri potenzialmente pericolosi; per questo so benissimo cosa si prova quando si teme per l’incolumità del proprio cagnolino.

Il mio consiglio, però, è proprio di mantenere sempre il sangue freddo e ragionare, perché a farsi prendere dal panico e strattonare il nostro amico (anche il più gracile degli umani, se percepisce un pericolo per i suoi cari, può attingere temporaneamente ad una forza sovrumana) rischiamo di causargli dei danni seri: molto meglio agire con cognizione di causa (come dovrebbe sempre essere quando si tratta di cani, ma questa è un’altra storia).

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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