giovedì , 17 agosto 2017
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La Squadra Morbidini e l’operazione P.S.B.M. – Parte 2

Riassunto della puntata precedente: Edoardo la talpa scopre il piano di invasione della terribile postina, che sta corrompendo i cani del vicinato a suon di biscotti. Il Colonnello Tonino, informato della gravità della situazione, si riunisce con il Sergente Samba e il Tenente Medusa: la decisione finale è quella di convocare l’ispettrice Biba, che tenendo a bada l’istinto della giovane recluta Destiny che vorrebbe attuare un attacco frontale, suggerisce di mettere in atto il P.S.B.M.

Testo e disegni di FABIANA BUONCUORE – Il Colonnello spalancò gli occhi, ma non riuscì a biascicare granché, eccetto un “m-ma… quella procedura… Non è mai stata attuata da nessuno… è quasi impossibile riuscirci…”
“È la sola strada percorribile, Colonnello. Questo quartiere è ormai da considerare suolo nemico. Non abbiamo più alleati intorno a noi, solo traditori.”
Il Sergente Samba e la recluta Destiny spostavano lo sguardo dal Colonnello all’Ispettore, dubbiose. Non avevano mai sentito di quell’acronimo. Il Colonnello Tonino le notò, e senza aspettare che loro chiedessero diede loro la spiegazione che aspettavano.
“Procedura Spostamento Base Militare. Una tattica esistente solo sulla carta, che nessuno ha mai attuato perché troppo complessa. Si ritiene che sia soltanto uno spreco di tempo, energie e risorse e che sia infattibile. Nessuno la sperimenta mai, perché in caso di fallimento si rischia che sia troppo tardi per passare ad un piano B.”
“Precisamente”, disse il Tenente Medusa, che come sempre non aveva capito nulla, ma voleva darsi un’aria importante, fingendo di sapere di cosa si stesse parlando.
Il Colonnello continuò: “consiste nel convincere gli umani a traslocare, provocando situazioni spiacevoli in ambito domestico, senza che essi si accorgano che si tratta di un ammutinamento interno. Devono convincersi che sia una decisione loro, altrimenti non si sposteranno mai.”
“A-ha!”, esclamò la giovane ed intrepida Destiny. “Lo sapevo! Colonnello, Lei ha paura! Questa è una ritirata! Ha le sembianze di una delicata missione, ma non è altro che una debole, vigliacca, meschina tattica di ritirata! Dov’è l’onore militare, Colonnello? Dov’è l’orgoglio di questo plotone? Io non voglio fuggire, Signore! Dobbiamo attaccare, attaccare e attaccare! Cogliamoli alla sprovvista, sfondiamo le loro difese! Non avranno mai il nostro quartiere!”
La piccola border collie scodinzolava freneticamente di rabbia ed eccitazione. Aveva il fuoco negli occhi.
“Non funziona così, giovanotta”, rispose il Colonnello Tonino, serio. “Siamo a tutti gli effetti in territorio nemico, ormai. Non bisogna mai trovarsi nell’occhio del ciclone, o si rimane circondati e vulnerabili.”
“Ma Signore…”
squadramorbidini_destiny“Basta così, recluta”, la interruppe l’Ispettrice Biba. “Stai al tuo posto.”

Seguirono i preparativi per la missione, la stesura del piano, l’organizzazione dei ruoli. Non potevano fallire, avevano un solo tentativo a disposizione. Per giorni elaborarono idee e strategie, finché non fu tutto pronto.
La mattina del giorno X, la piccola Destiny diede inizio all’operazione. Essendo agile e minuta riuscì ad intrufolarsi nella canna fumaria fino a raggiungere il tetto della casa. Come da programma usò tutte le sue forze per smontare diverse tegole, ma senza che da fuori si potesse notare: le spostò giusto il necessario per far passare acqua all’interno della casa. Sgattaiolò giù per il camino e corse a rotolare nel prato per cancellare le prove, rimuovendo la fuliggine che la smascherava; non fu difficile, visto che era quasi completamente nera. Quella sera piovve, e come previsto entrò acqua in casa. Gli umani non sapevano più da che parte correre prima per tamponare i danni. “Maledetti muratori incapaci”, disse il maschio.

squadramorbidini_toninoIl giorno dopo entrò in scena il Sergente Samba. Il lancio della pallacorda era la sua specialità, e con un tiro ben assestato colpì la caldaia, spegnendola. “Aiuto! Esce acqua fredda!” Si disperò l’umana, che stava facendo la doccia. Arrivò di gran carriera il Colonnello, che con una spallata sfondò la cassetta del contatore elettrico, riuscendo ad aprire così lo sportello: abbassò una leva, e non ci fu più corrente. “Ma che diamine succede oggi? È anche andata via la corrente!”, esclamarono i due umani all’unisono, ignari dell’operazione militare in corso.
Fu il turno del Tenente Medusa. Avrebbe dovuto sabotare tutti gli ingressi, sfondandoli e rendendoli difettosi nella chiusura, ma a metà strada si dimenticò cosa doveva fare e andò a sdraiarsi all’ombra. Quando il Colonnello la vide, le domandò se avesse portato a termine il suo incarico. “Sissignore, Signore. Lo sa che su di me può sempre contare, signore.” E il Colonnello capì che come al solito non aveva combinato nulla di utile.
Infine entrò in azione l’Ispettore Biba, che scavò parecchie buche sotterranee sotto la casa: mentre i pavimenti cedevano, causando crepe e spaccature lungo i muri che allarmarono ulteriormente gli umani, lei si era già dileguata. Nel frattempo, Destiny aveva recuperato nel bidone della carta tutti gli annunci immobiliari cestinati nell’ultima settimana; li sistemò con ordine sul tavolo, per poi schizzare via.
“Ed ora, rompete le righe!”, esclamò il Colonnello, esausto ma soddisfatto del successo. “Si è fatta sera, tutti a cuccia. Domani scopriremo quale delle case in vendita avranno scelto gli umani, visto che questa è diventata inagibile.”

Ognuno si ritirò nella propria casetta, e tutti si chiesero se il piano avrebbe funzionato davvero. Tutti tranne Medusa, che non aveva capito niente, e che quindi si domandava se il giorno dopo l’umana le avrebbe dato un altro pezzetto di formaggio per colazione.
Il mattino dopo la voce del Sergente ruppe il silenzio.
“Colonnello Tonino! Colonnello Tonino!”, esclamò trafelata la giovane rottweiler.
squadramorbidini_biba“Per tutti i levrieri, Sergente! Perché irrompe nel mio ufficio in piena notte?”
“Sarebbero sempre le undici, Signore. E porto notizie del P.S.B.M..”
“Perbracco! Fuori il fiato, Sergente!”
“Siamo perduti.”

Il Colonnello rimase di sasso. Poi si scrollò, cercò di darsi un contegno ed ululò il richiamo a raccolta. Destiny arrivò a tutta velocità, tanto che non frenò in tempo e superò il Colonnello ed il Sergente di diversi metri. Tornò indietro di corsa e si piazzò sull’attenti. Con calma arrivò anche Medusa, che disse: “ah, ma non ha chiamato per la colazione. Peccato.”
Infine giunse, con passo zen, l’Ispettrice Biba.
“Ti ascoltiamo, Sergente.”
“Stamattina alle otto e mezza è venuto il muratore a riparare le tegole e stuccare le crepe nei muri. Alle nove un furgone ha portato la terra nuova, con cui due umani hanno riempito le buche sotto la casa. Alle nove e mezza il tecnico ha sistemato la caldaia.”
“Ma la corrente? Come fanno senza corrente?”
“Gli è bastato rialzare la leva del contatore, Signore. Credo abbiano già richiesto un intervento di riparazione della cassetta, sarà sistemata entro oggi.”

Rimasero tutti in silenzio. Nessuno sapeva cosa dire. Dopo tutti quegli sforzi, non avevano ottenuto nulla. Presto sarebbero stati sotto attacco, ed erano totalmente vulnerabili senza il sostegno dei cani traditori delle case accanto.
“Poveri, stupidi animali inferiori.”
Una voce femminile pungente e vibrante annunciò l’arrivo di qualcuno dall’alto. Qualcuno che non era stato invitato. Tanya, la gatta siberiana, li fissava dal ramo di un ciliegio con aria di superiorità.
Il Tenente Medusa le ringhiò. “Di che ti impicci, tu? Non capisci che siamo perduti? Ma che ti importa. Come tutti i gatti, se la situazione precipiterà, passerai al nemico, perché sarà la mossa più conveniente.”
Non mi insultare, cane”, soffiò la gatta, furibonda. “Non sono un’opportunista. Ti ricordo che, nell’unica settimana della nostra vita in cui gli umani ci hanno affidati ad altri umani, tu non hai fatto una piega, amandoli, scodinzolando e mostrando loro le mammelle senza ritegno, solo perché ti davano da mangiare. Io ho rifiutato di farmi nutrire da quegli estranei per tutti e sette i giorni.”
Medusa non seppe che ribattere, e tacque, imbarazzata. ‘Ah, ecco. Mi sembrava che non fossero i soliti umani. Però credevo solo che avessero cambiato taglio di capelli’, pensò tra sé e sé.
“Che cosa vuoi, gatta?”, chiese il Colonnello Tonino. “Questa è una riunione militare.”
“Sono qui per portare a compimento il vostro piano una volta per tutte, cane.”
Il Colonnello non era abituato ad essere trattato a pesci in faccia da qualcuno che non considerasse il suo grado militare, ma non replicò. “Ti ascolto.”
La gatta parlò per pochi minuti. Era un piano semplice, ma efficace. Piacque molto persino al Tenente Medusa, che per una volta aveva capito, a grandi linee, cosa dovesse fare.

squadramorbidini_sambaedusaDue mesi dopo gli umani stavano preparando gli scatoloni per il trasloco.
“Pazzesco. Mai successa una cosa così. Dopo tanti anni che vivevo qui, non mi aspettavo una cosa del genere. Probabilmente sono le fognature. Ormai avranno settant’anni, questo paesino si è popolato troppo e gli scarichi non sono sufficienti. Un odore insopportabile, persistente. O forse qualche nuova fabbrica nei paraggi…ma no, quell’odore non può essere opera di industrie, devono essere gli scarichi.”
“Già. Meno male che abbiamo trovato una casa in fretta. Non vedo l’ora di andarmene da questo posto e da questo fetore. Non si respira.”

I cinque cani osservavano la scena, soddisfatti. Tanya era vicino a loro, ma sempre sul ciliegio: doveva mantenere la sua posizione di superiorità. Anche lei, comunque, era decisamente compiaciuta. Ce l’avevano fatta.
“Ah, traslochiamo?”, disse Maddalena, sbucando da dietro un cespuglio. “Avevo appena finito di riparare la tana del signor Edoardo.”
Il criceto Ciro osservava i preparativi, disgustato. Gli dava fastidio vedere tutto quel disordine, e osservava con odio i cani, agitando i baffetti. Era tutta colpa loro se c’era quella confusione.

“Tutto è bene quel che finisce bene”, disse il Colonnello, solenne. “Possiamo tornare ai nostri turni di servizio ordinari. Rompete le righe!”
Così, tutti tornarono alle proprie cucce, consci che ben presto sarebbero state spostate nella nuova dimora.

L’umana cominciò a svuotare i mobili della cucina, partendo dalla dispensa.
“Curioso”, disse, “ero convinta di avere riempito questa mensola con tre pacchi da dodici scatole di fagioli, ma in realtà è vuota. Starò invecchiando a tal punto da immaginarmi le cose?”

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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