sabato , 18 novembre 2017
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L’eccessiva automazione del rapporto col cane: i pasti

di DAVIDE BELTRAME – Come programmatore e in generale come semi-appassionato di tecnologia, solitamente vedo di buon occhio o quantomeno con una certa curiosità le innovazioni dell’IoT (Internet of Things), soprattutto quando applicato alla domotica. Nonostante ciò, mi sembra che su alcuni aspetti si tenda ad esagerare, andando dal superfluo quando non al dannoso…soprattutto nel rapporto con i nostri animali. E ora vi spiego il perchè di questa mia impressione.

Abbiamo sottolineato più volte come sia importante creare un legame con il proprio cane e un rapporto, che ovviamente non può essere saltuario: quale considerazione può avere il cane per una figura che vede raramente con cui interagisce ancora meno? Si tratta di un animale sociale che ha bisogno di un contatto con il suo “branco”, e questo è uno dei motivi per cui lasciare il cane sempre solo in giardino è praticamente un maltrattamento trattandosi di quello che viene definito “isolamento sociale”.
Alla luce di questo, mi chiedo che senso abbiano prodotti come PetNet, un “distributore di cibo” smart, connesso al web. Lo scopo di questo strumento in pratica è dilazionare il cibo fornito al cane in base a orari stabiliti dal proprietario, per cui gli vengono date tot razioni in base alle nostre impostazioni; funzioni aggiuntive sono la possibilità di ordinare il cibo a domicilio quando finisce e a petnet-593x443quanto pare c’è una sorta di “ricettario” con le dosi consigliate in base al tipo di cane e all’attività che svolge. Quest’ultima funzione in particolare niente di rivoluzionario dato che basta affidarsi a uno specialista o chiedere aiuto in uno dei tanti siti e forum specializzati per ottenere consigli ancor più personalizzati di quanto magari possa fare un’applicazione.

Nonostante al momento il sistema sia compatibile solo con iOs e il prezzo non proprio bassissimo (149$), le vendite sono state piuttosto elevate (si parla di decine di migliaia di unità), tant’è che ha fatto abbastanza notizia un guasto ai server che ha cancellato la programmazione di varie periferiche…lasciando così a bocca asciutta un sacco di pet. Di questo fatto ad esempio ha parlato il Corriere della Sera.
A prescindere però dal guasto, io mi chiedo…perchè?

Okay, con questo sistema puoi nutrire il tuo cane o gatto anche quando sei assente, sia programmandolo che utilizzando la funzione di “apertura remota”…ma se sei talmente assente da non aver mai tempo per dare da mangiare al tuo cane (operazione che richiede pochi minuti, a meno che non prepari il cibo casalingo, ma in quel caso comunque non credo che la PetNet possa andare bene per distribuirlo…), forse dovresti porti altri problemi.
Perchè diciamocelo, anche ammesso che passi fuori casa 10 ore, hai comunque tempo al mattino e alla sera per dare da mangiare al tuo animale domestico…passi quando è cucciolo e si può avere la necessità di dare più pasti piccoli (ma torniamo al punto di prima: se stai fuori casa tutto quel tempo non è comunque pensabile avere un cucciolo e lasciarlo solo così tanto), ma il cane impara presto ad adattarsi alle routine e agli orari del suo umano e due pasti dilazionati durante la giornata sono più che sufficienti per la maggior parte dei soggetti.

Oltretutto, al netto del design e del fatto che sia “connessa al web”…si tratta sempre alla fine di un oggetto non esattamente indistruttibile lasciato in balia del cane (o del gatto): nei commenti su Amazon alcuni utenti raccontano di come il proprio animale abbia impiegato poco tempo a capire come aprire la parte contenente il cibo e fare self service – con tanti saluti alle razioni calcolate e alla dieta equilibrata –  ma alcuni soggetti potrebbe avere un approccio basato meno sul lavoro di neuroni…e provare semplicemente a rompere il tutto una volta assodato che contiene CIBO.

Quindi, perchè dovrei spendere 149$ (cifra con cui peraltro un cane o gatto “medi” si mantengono per un bel po’…) per un oggetto che ben che vada mi più far risparmiare 10 minuti durante la giornata, privandomi di un momento di rapporto col mio amico a 4 zampe, e che per di più non ha nemmeno una completa affidabilità?
Posso capire il caso in cui magari hai preso il cane quando avevi più tempo e in seguito hai trovato un lavoro più impegnativo, che ti tiene fuori di casa tantissime ore…ma non è che il cane una volta nutrito allora sia a posto, anche se purtroppo in molti spesso badano solo a quello e una volta che hanno dato acqua e cibo (e fatto fare qualche uscita veloce per i bisogni) pensano di aver fatto tutto il necessario per il proprio animale.

Concludo con una nota: stando all’articolo del Corriere menzionato sopra, in molti si sono affidati al PetNet anche quando sono andati in vacanza, e questo avrebbe aggravato l’entità del guasto ai server dato che i proprietari non erano a casa per compiere l’immane sforzo di nutrire “a mano” il proprio pet…ma spero che sia una ricostruzione solo ipotetica e forzata, un po’ perchè comunque il PetNet non sembra avere una capienza tale da contenere abbastanza cibo per tanti giorni se si ha un soggetto di taglia medio/grande…ma soprattutto perchè il cane oltre a mangiare ad esempio ha anche la necessità di uscire fare i bisogni…almeno finchè non inventeranno lo ShitNet.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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