domenica , 19 novembre 2017
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Bambino aggredito a Mascalucia: un film già visto e che vedremo ancora

di DAVIDE BELTRAME – Sono passati alcuni giorni dalla tragedia di Mascalucia, in cui un bambino è morto in seguito all’aggressione da parte di un dogo argentino (o due, secondo quelle che erano le prime ricostruzioni).
In questi pochi giorni, abbiamo visto uscire servizi e articoli allarmistici sui giornali (con seguito di commenti divisi principalmente tra cinofobi e animalisti con rari interventi equilibrati in mezzo), interviste a esperti più o meno noti, post a pioggia su Facebook in vari profili, pagine, gruppi, eccetera, interventi del politico X o dell’ente Y.
sirchiapericolosiGli argomenti sono stati sempre i soliti: razze pericolose o presunte tali, necessità di patentino, necessità di corsi per i proprietari di cani…insomma, avrete già letto almeno un paio di articoli sulla vicenda, personalmente penso che potrei linkarne almeno una decina visti in giro e trovati pur non seguendo la vicenda in modo approfondito, perchè come sempre i media si sono tuffati a pesce sulla storia, con approfondimenti fatti con più o meno cognizione di causa, e quindi incappare in materiale sull’episodio, anche solo con un rapido giro sui social, è quasi inevitabile, a maggior ragione a causa delle diverse versioni (oggi dovrebbe essere eseguita l’autopsia e forse si avrà maggior chiarezza…ammesso che i giornali reputino ancora interessante il caso e seguano gli sviluppi, visto che in altri casi, dopo i titoloni dei primi giorni, non si avevano più aggiornamenti).

Insomma, è già stato detto tutto, il contrario di tutto, e più di 50 sfumature di vie di mezzo.
E sapete qual è il problema, in tutto ciò? Che è un film scontato, già visto e di cui in tanti avremmo potuto prevedete quasi ogni singolo passaggio già dopo il primo articolo sulla vicenda.
Perchè è accaduto praticamente lo stesso tran tran, ad esempio, nel 2014 quando la vittima fu una bambina di Roma, o nel 2015 quando un episodio simile è accaduto a Pordenone.
In quelle due circostenze era stato forse un po’ meno toccato il tasto delle razze pericolose perchè si trattava nel primo caso di un pastore tedesco, nel secondo di un incrocio che però i giornali erano riusciti a definire alcuni pastore tedesco e altri pastore belga, in entrambi i casi razze che comunque non rientrano tra quelle “malviste” dalla massa (e dalla stampa) e per cui quindi non fa tanta presa fare approfondimenti più o meno competenti.
A parte questo però, il numero di interventi era stato simile, perchè ovviamente episodi del genere creano molto scalpore e finiscono tanto sul piccolo quotidiano locale quanto sulle testate nazionali.

trinciagiudiziFBE così ora siamo qui, di nuovo, a leggere le stesse cose, le stesse indignazioni, le stesse proposte…Perchè ancora una volta non è cambiato niente: le voci che si levano indignate sono spesso soltanto occasionali e rimarranno presumibilmente ancora una volta chiacchiere portate via dal tempo, come del resto accadrà anche a questo articolo. E’ stato così nel 2014, è stato così nel 2015 e quasi certamente sarà così anche questa volta…perchè era stato così anche prima di Roma, e possiamo andare indietro di quanti anni vogliamo per vedere che è cambiato poco o nulla.

Alcune delle suddette “voci” che si levano in queste occasioni saranno anche in buona fede e senza secondi fini, altre probabilmente sono un po’ meno “innocenti” e con qualche malizia in più…ma purtroppo la maggior parte di esse – specialmente quelle provenienti dai mass media e che vanno quindi a raggiungere maggior pubblico – è accomunata da un problema: non spiega e non insegna nulla. Tanti degli indignati e degli “esperti” (o almeno, presentati come tali) non dicono come andrebbero evitati certi episodi, anzi al contrario in molti casi lanciano allarmismi inutili, ingiustificati o mal informati, con l’aggravante che spesso assumono più credibilità perchè appaiono sul “giornale noto” e perchè presentati come pareri competenti.
Per fare qualche esempio, un servizio di Sky definisce il dogo una razza “creata in laboratorio negli anni 20”, che “può arrivare a 60kg”, mentre  un articolo su “Il giornale” contiene perle di questo tipo:

Quanto al divieto di addestrare in modo aggressivo, basta andare a vedere lo squallore delle prove di morso, obbligatorie nella disciplina del Mondioring (sotto l’egida dell’Enci, l’ente nazionale per la cinofilia).

Mai lasciare solo un secondo, il bimbo con un cane di talune razze, che hanno un morso potenzialmente fatale ed evitare del tutto il contatto dei bambini con razze addestrate a difesa e attacco

Premesso che
a) non è solo il Mondioring a prevedere le prove di morso
b) accusare tout court di “addestramento aggressivo” chiunque faccia Mondioring è una generalizzazione delle peggior specie
c) frasi del genere lasciano trasparire quantomeno dei pregiudizi su determinate discipline che magari non ci conoscono molto bene o su cui si hanno pregiudizi

mondiobasterebbe far notare come di solito i cani protagonisti di queste tragedie non siano cani “addestrati a difesa e attacco” ma cani buttati in giardino, che considerano a malapena parte del branco la persona che porta loro da mangiare (e che spesso vedono proprio solo al momento del pasto), messi li probabilmente sì come cani da guardia, ma senza la minima preparazione, e probabilmente che se manifestano segni di aggressività anche verso qualcuno della famiglia sono visti positivamente perchè “se se la prende pure con noi, figurati cosa farebbe a un ladro!”.

Perchè il cane che fa Utilità e Difesa, o Mondioring, giusto per citare discipline che come dimostra l’articolo sul Giornale non godono esattamente di ottima stampa, è solitamente un cane equilibrato e sotto il pieno controllo del padrone. Ma basta sapere un minimo cosa richiedano queste discipline per rendersi conto che un cane “squilibrato” o “inaffidabile” non le potrebbe svolgere, tant’è che da anni sono criticate e vessate (vedasi la “cugginata” per cui il cane che fa utilità e difesa diventa pericoloso) ma i morsi continuano a esserci e, guarda un po’, non arrivano praticamente mai da cani che praticano queste discipline…
Piccolo excursus anche sull'”addestramento aggressivo”: attualmente viene giudicato e penalizzato il cane che durante gli esercizi dimostri atteggiamenti di eccessiva sottomissione, perchè comunque i “macellai” esistono ed è inutile far finta che non ci siano, ma queste discipline così “cattivone” intanto cercano di penalizzarli e premiare invece chi lavora creando un rapporto con il cane e non coi “calci nel sedere”.

Una cosa sensata l’articolo la direbbe anche, perchè il consiglio di non lasciare il bimbo solo con un cane sarebbe anche corretto (senza tante distinzioni di razze, moli & c, però)…ma questo è semplice buon senso: è ovvio che un bambino così piccolo (ricordiamo che la vittima in questo caso aveva appena un anno e mezzo) correrebbe dei rischi se lasciato senza la minima supervisione, ma questo a prescindere da cani o non cani…tant’è che sulla prima ricostruzione, quella secondo cui la madre aveva lasciato solo il bambino in giardino, erano arrivate molte critiche anche verso di lei, data anche la presenza nel giardino di una piscina.
Critiche a mio avviso pienamente comprensibili se si fossero limitate a un “il bambino così piccolo da solo non va lasciato” – del resto numerosi fatti di cronaca dimostrano benissimo come bambini lasciati da soli o sfuggiti al controllo dei genitori si siano fatti male (o peggio) anche quando cani non ce n’erano – ma decisamente meno accettabili quando sono trascese in auguri di accidenti vari (come se aver perso un figlio non bastasse, peraltro).

pitbullUn’altra costante dei media è la quantomeno dubbia identificazione della razza: come detto, nell’episodio di Pordenone l’anno scorso venne bollato come pastore tedesco e come pastore belga un cane che in realtà era semplicemente un incrocio dall’aspetto vagamente lupoide…e sappiamo bene quante volte un cane semplicemente perchè nero sia diventato “rottweiler” o “dobermann” nei titoli dei giornali, e così via…quindi i discorsi sulle razze, sulla loro selezione e compagnia bella, oltre ad essere spesso fatti in modo fuorviante come nel caso del servizio di Sky, lasciano il tempo che trovano nei casi in cui si tratti di soggetti che “somigliano vagamente a….”.

Altro aspetto grave è come questo approccio alla notizia, fatto più di allarmismi che di consigli (abbiamo citato Sky e Il Giornale perchè portatori di inesattezze particolarmente eclatanti, ma non sono assolutamente le uniche voci “stonate” in questa vicenda) crei ogni volta preoccupazioni e ansie a molti proprietari e a molti genitori, con conseguenze che solitamente essendo basate più che altro sull’emotività e sulle informazioni erronee ricevute, raramente hanno risvolti positivi…per dire, in passato è stato molto più frequente che in seguito a gravi fatti di cronaca associati alla “razza X” siano aumentati gli abbandoni di tale razza, piuttosto che aumentare magari i soggetti portati su un campo di addestramento.
Non sono comunque solo i media a perseverare nei loro errori, dato che anche la cinofilia “più o meno ufficiale” ha visto i consueti “scontri ideologici” anche su questa vicenda; anche questo non è uno spettacolo nuovo per chi bazzica un po’ l’ambiente, e intanto le tragedie continuano ad accadere…

Detto tutto ciò (e lo so, per chi legge abitualmente TPIC è tutta roba già letta…), per non finire anche noi nel calderone del “tanto fumo ma niente arrosto”, cerchiamo di fare qualcosa di un po’ più utile e dare qualche consiglio.
In realtà non dobbiamo inventarci niente di nuovo, perchè si tratta di cose già dette e ridette su questo sito e per cui ci “limitiamo” a linkare alcuni articoli sull’argomento.
Articoli che purtroppo riceveranno sempre un centesimo (a essere ottimisti) delle letture che piovono invece sugli articoli allarmistici dei soliti mass media, perchè l’ignoranza continua ad essere in largo vantaggio sulla cultura…e i risultati sono quelli che vediamo ogni giorno.
Ovviamente non ci illudiamo che basti qualche articolo per evitare ogni rischio – anche perchè ci sono situazioni potenzialmente più pericolose e altre meno – ma permettetemi di pensare che se anche i mass media iniziassero a dare qualche suggerimento utile, e ricordassero l’esistenza di figure professionali che possono aiutare nella gestione del proprio cane invece di preoccuparsi solo del sensazionalismo e della “caccia al mostro”, e poi ricorrere all’intervista all’esperto di turno, si inizierebbe almeno a scalfire l’ignoranza cinofila.
Comunque, nel nostro piccolo, ecco alcuni articoli sul tema “cani e bambini” e relativa prevenzione da incidenti più o meno gravi.

Cani e bambini aggrediti: perché? Come lo si può impedire?

Cani e bambini, istruzioni per l’uso

Cani e bambini: convivenza possibile?

Sappiamo educare i bambini al rispetto per i cani?

Un ultimo articolo lo inserisco con particolare riferimento alla posizione presa dal Codacons, che se n’è uscito con la faccenda-patentino, secondo loro però da “limitare” a determinate razze, tant’è che dalle loro dichiarazioni traspare anche del rammarico per la cancellazione della (ridicola) lista delle razze pericolose abbinata all’ordinanza Sirchia.
Ecco, mi limito a rimandare a un articolo sul tema dei “cani pericolosi”.
E’ del 2011. Ditemi se non potrebbe essere stato scritto oggi…e ditemi se vedere che in 5 anni (ma in realtà anche di più) si continuano a fare gli stessi discorsi – e avere gli stessi problemi – non debba indurre alla pessimistica impressione che il caso di Mascalucia non sarà l’ultimo della serie.

Cani “pericolosi”: parliamone ancora (a proposito: il “patentino” che fine ha fatto?)

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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