venerdì , 17 novembre 2017
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Caos di vita quotidiana

Nota della Redazione: abbiamo pubblicato spesso articoli di Annalia Mattei a proposito del suo Caos, che è ormai diventato “di famiglia” probabilmente per gran parte dei lettori di Ti presento il cane, oltre che diversi suoi articoli umoristici. Questa volta l’argomento invece è più serio dato che tratta della salute di Caos e di una diagnosi difficile: Annalia oltre a raccontare quanto ha passato, invita chiunque si riconoscesse nei problemi da lei avuti per avere una diagnosi certa a contattarla per avere riferimenti più precisi.

di ANNALIA MATTEI – Sono l’umana di un bellissimo doby.
Caos2Che sia bello mi importa il giusto, quello che mi piace davvero di lui è che ha un carattere meraviglioso. Cane cozza, BostikDog, come tutti i doby, che sono più appiccicaticci della media dei  cani, che già non è poco, fa danni, dispetti e quanto altro come da copione, ma dolcissimo e tranquillo alla bisogna.
Gran cane, insomma, e purtroppo per me, non me lo dico da sola.

Fine gennaio, giovedì sera, siamo al parchetto, posto che mi ha sempre dato un poco da pensare, ma visto che il mio centro cinofilo d’inverno chiude l’area gioco alle 17 ed io fino alle 17 lavoro, o mangi quella ministra o salti la finestra.
Il cane, che tiene sempre il naso incollato per terra, da una serie di sternuti strepitosa, e comincia a perdere un peletto del sanque dalla narice destra. Poichè in certi casi prima è meglio è, piglio il peloso e mi fiondo dal veterinario; veterinaria in realtà, visto che di turno c’è una dottoressa, alla quale racconto il fatto mentre cerchiamo di vedere all’interno del tartufo.
Ovviamente, risultato zero, così fissiamo per il sabato mattina una endoscopia nasale, con il proposito di rimuovere il corpo estraneo infilatosi in profondità. Antibiotico di rito, e si torna a casa. Per tutto il venerdì nulla da segnalare, così dopo cena me ne vado a scuola di ballo. Ore 22,30, mi telefona mì mà, santa donna ultraottantenne cui lascio il cane quando non ci sono (in realtà, lascio lei a lui, ma questo mi mà non lo sa) fuori dalla grazia di dio, richiamandomi a casa non con urgenza, di più. Mi scapicollo a casa sua, appiccicata alla mia, e mi trovo davanti, a parte un cane festante che cerca come sempre di saltarmi in collo, una scena del crimine peggio di quelle di CSI: sangue dovunque. Anche su di me, visto che il peloso, sgambettandomi intorno, ha reso vermiglia anche me.

Mi prende un infarto: mi attacco al telefono, chiamo una clinica aperta h24 cui anni prima mi ero rivolta per un’emergenza, ma la vet al telefono mi dice che l’unica cosa da fare, visto che per il giorno dopo era già fissata una visita, era tenere il cane fermo (ahah!) con una borsa del ghiaccio sul muso (ahah, e poi ancora ahah), in attesa della giusta diagnosi.
Si fanno cose ben difficili, se vanno fatte: così passo una notte in bianco tenendo alta la testa del cane, borsa del ghiaccio compresa.
Ancor prima dell’ora fissata sono davanti all’ambulatorio.
E non devo neppure dire ba, basta ed avanza il naso del cane. Certo, l’emorargia si era ridotta, ma la perdita persisteva.
Facciamo l’endoscopia: perdita massiva dai turbinati, ma corpi estranei zero. E allora?
topicidaPrima cosa cui ti viene da pensare, di fronte ad una emorragia: avvelenamento da cumadinici. Partiamo con dosi massicce di vitamina K, mentre mi scervello pensando, boh, dove l’ha trovato il veleno per topi? Però l’emorragia si arresta. Ma, tre settimane dopo, appena sospendo la vitamina il naso torna a colare sangue. E neppure poco.
Torno di volata ( dopo un’altra notte in bianco. Chissà perchè certe cose mai la mattina, magari del sabato…con l’ambulatorio aperto e senza sovraprezzo emergenza…) dai vet. “Dai” perchè stavolta la dottoressa chiama a consulto i colleghi.
Così sottoponiamo il bestiolo a tutte le indagini possibili: leish, von Willenbrand, tampone nasale, pure biopsia, intanto che il cane è sedato per una tac cranio.
Risultato nada de nada. Solo una infiammazione, compatibile con una micosi,  rilevata dalla tac e la deviazione del setto nasale di ben 6 mm. I test ematici, negativi, tempi di coagulazione , perfetti.
Aspettando i risultati di tampone e biopsia, nuova somministrazione di vitamina K. E il sangue, nuovamente si  arresta.
Mentre passo dalla dose di attacco a quella di mantenimento, poi a due pasticche il giorno, arrivano i risulati: negativi anche questi, pure per l’aspergillosi.

Ma, visto che appena dimentico una pasticca il cane ricomincia a perdere sangue vivo dal naso come un vitello sgozzato dalla giugulare, dopo una seconda endoscopia che mette in evidenza  solo il sanguinamento, decidiamo che stavolta il test elisa non basta e facciamo i test del DNA. Magari il cane ha la Vwillenbrand. Cosa ci azzecchi la vitamina K con la malattia, non è dato saperlo, ma visto che funziona, o meglio, pare funzionare, sicuramente è qualcosa legato al sangue. In attesa dei risultati del test, visto che il bestiolo segue la barf e che i vet mi hanno fatto venire qualche preoccupazione ( alassorbimento della vitamina K? E che sia la dieta ? Facciamo pure un’ecoaddome. Fegato, dotti biliari e milza: tutto nella norma)  vado pure dal dietologo…che mi da una dieta fatta apposta per il mio cagnone. Che mangia come un lupo, la barf casalinga gli piace anche di più, corre  come sempre…ma ogni tanto….nuova fontana di sangue dal naso.
Arrivano i risultati del DNA. Eterozigote per la vonWillenbrand. Arrgghhh….allora…se senti rumore di zoccoli pensa cavalli, non zebre! Allora è lei.

Così parte la ricerca del veterinario più più più esperto di malattie ematiche, e si scopre che è vicino: Ospedale Veterinario Didattico, Pisa.
vonwillerbrandCi arrivo con il cane in epistassi,  (dalla prima, intanto, son passati mesi, 4 per la precisione) ; rifacciamo tutte le analisi, urine, feci, sangue compresi, perchè un eterozigote vW, mi spiegano, non manifesta sintomi a meno di problemi ulteriori. Come se questi dessero luce verde alla vW.
Alla palpazione sembra che il cane abbia un linfonodo ingrossato in addome, così da sveglio (mi rifiuto di fare una ulteriore anestesia… tanto il mio cane, è in grado di sostenere un eco da sveglio. Capite perchè non sono l’unica a dire che il mio  cane ha un gran carattere?) gli facciamo un’ecoaddome. Tutto a posto, linfonodi compresi (e pure due ossa di pollo nello stomaco: il maledetto ha talmente fame che non mastica neppure più…bon da domani, ossa polpose zero. Più carne e polvere d’ossa. Almeno finchè non stai meglio, bestiaccia) però si vedono due cisti prostatiche. Visto però che la povera bestia sta sopportando visite mediche e perdendo sangue da ore, decidiamo che l’ago aspirato si farà in altro momento. Che sia la ciste, a scatenare la Vwillenbrand? Così proviamo con un antiobitico…non si sa mai.
Me ne torno a casetta, col Tranex in borsa.
Passano i giorni, arrivano i risultati, i fattori von Willenbrand son tutti nella norma.
Però il naso del cane starebbe tentando di sanguinare di nuovo. Starebbe, perchè il Tranex blocca tutto. A questo punto il prof di Pisa, risultati alla mano, mi conferma che il problema è nel naso. Il sangue è perfetto. Quindi ci vuole un’altra TAC. Ma non una tac qualsiasi, una Tac con una altissima risoluzione, 120 piani di scansione….Tac che si trova…a Padova.
Bene, andiamo a Padova.
Ci sono arrivata il 25 di giugno.

Ho trovato una clinica nella quale se mai dovessi averne bisogno vorrei  farmi ricoverare io. Una clinica che è un porto di mare, specializzato per animali da compagnia, con pronto soccorso interno aperto H24 e G365, dove dici “mi ci vorrebbe questo specialista, questa visita, questo esame” e te lo scodellano lì pronto nel giro di una mezz’ora (ammesso non ci siano emergenze, ovviamente). Davanti al veterinario da cui mi hanno indirizzata da Pisa, depongo l’intera cartella clinica di Caos, che ho iniziato appena arrivato… si sa, i cani son come ninin, non parlano, tocca a clinicaveterinarianoi parlare per loro.  Lui prima mi chiede ogni cosa sul cane, poi sfoglia la cartella e…“secondo me questo cane ha l’aspergillosi”. EH? Ma se ci sono  il tampone e la biopsia…e sono negative!
Già, ma capita. Tutto il resto è negativo, il cane anche alla visita risulta sano (spallato, stufo, stressato, ma sano ) quindi…per sicurezza rifanno ogni tipo di esame ematico, farmacologico compreso, urine, pure una ecocardio (da sveglio. Il mì canino è una roccia), ma quella che secondo loro toglierà ogni dubbio è la TAC. Total body. Durante la quale faranno una nuova endoscopia e pure un istologico, ma son convinti della diagnosi. Tant’è che mi preannunciano che con tutta probabilità l’istologico sarà negativo, visto che l’aspergillo si annida nel seno nasale, dove ancora non si arriva, perchè il seno è ancora sano, cosa che non si può dire dei turbinati… quasi scomparsi.
Mentre siamo ancora a parlare arrivano i primi test ematici: assolutamente perfetti.

Mi spiegano, confortati anche da quei risultati, che dovranno fare un piccolo intervento al cane, per arrivare all’interno del seno nasale dove inietteranno la medicina, visto che è l’unico sistema funzionante. Ma intanto facciamo la tac. E, visto che il cane viene sopposto anche al prelievo per l’istologico, e che da casa mia a Padova ci son SOLO  quattro ore di macchina….decidono  di tenere il cane in degenza per la notte.
Prima di dimetterlo, il giorno dopo, mi confermano che alla visione della tac (ancora da refertare; il referto – di un loro medico interno, ovvio, specialista in diagnostica per immagini – è arrivato dopo tre giorni) il problema sembra essere al 90% aspergillosi, che le cisti prostatiche parebbero non essere cisti ma una strana deformazione dei dotti del seme, probabilmente congenita, dato che mai il cane ha manifestato un problema, che ha due vertebre  lombari saldate (dove e quando si è fatto male, il maledetto???) e che dalla C5 alla C7 presenta un lievissimo tipping vertebrale (oddio, 07-luglio-2016-caniche è?) quasi normale nei cani a collo lungo.

Fissiamo l’operazione per il 2 di luglio (ho il brutto vizio di lavorare, ed è un vizio che vorrei tenermi) durante la quale faranno un ago aspirato per controllare le pseudocisti.
Durante la settimana arriva sia il referto della TAC che l’istologico, negativo come previsto. Lo sculo è che significa prolungare di circa mezz’ora il tempo di anestesia, il tempo necessario affinchè il laboratorio con l’analisi del tessuto prelevato in loco confermi la presenza del maledetto fungo.
E dato che durante la settimana, rispondendo alla mail, avevo espresso i miei dubbi circa il…tipping…quando sono arrivata su il 2 ho trovato ad attendermi anche il neurologo.
Che oltre essere lo specialista che ha operato il cane, lo ha sottoposto pure a visita neurologica: negativa, come tutto il resto, il cane è sano, spiegandomi che si tratta di una condizione piuttosto comune nel dobermann, che potrebbe “forse e se ma molto se”  in un futuro portare ad un inizio di Wobbler, ma che visto che lo abbian saputo ben prima basta controllarlo con una visita neurologica ogni anno, tenere d’occhio eventuali zoppie ed inciamponi,  però nella bastarda necessità, se mai ci fosse, dato che lo si prende più che in tempo, si può più che sistemare la cosa.

Attualmente, comunque il cane non ha alcun problema (tant’è che il referto ne parla, ma non la presenta come situazione da controllare).
Così lo hanno operato, povera bestiolina: ha uno zig zag in testa e tanti fiocchetti , lo hanno rasato come degli assassini (ottimi veterinari, ma come barbieri….scarsi, ma scarsi: la prossima volta lo raso io!), ma già dal martedì sembrava il cane di un anno fa. Gioca di nuovo come un ossesso (oddioooo…i puntiiiiii, ‘sassinooooo) e salta come un grillo, come sanno purtroppo le mie braccia, tagliate a fettine dai suoi unghioni , quando è felice o stressato (e lui è sempre o l’una cosa o l’altra: più spesso l’una che l’altra, ma per la mia pelle il risultato non cambia).
santantonioLe cisti non son cisti, dentro ci sono gameti. Il mì cane è un caso clinico, è il primo che vedono ( e loro ne vedono, eccome se ne vedono ) così, e la letturatura veterinaria non ne parla.
E sì, il cane aveva l’aspergillosi.
Dovrò tornare ancora almeno una volta, già calendarizzata, per ripetere la somministrazione dell’antimicotico (e ci tornerò almeno una volta l’anno per un controllo completo: non c’entra con la cura attuale, c’entra col fatto che all’idea dormo meglio…e in questi ultimi mesi, sia io che il povero bestiolino proprio benissimo non abbiam riposato ) , se non due.

Ma Caos è di nuovo Caos, e valeva la pena di andare fin lassù.
E poi mì mà è convinta che anche qualcun altro abbia dato una mano. Sant’Antonio. Da Padova.

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