venerdì , 24 novembre 2017
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Cinofobia opportunistica post-terremoto

di DAVIDE BELTRAME – Premessa: non mi trovavo (e non mi trovo) d’accordo con l’ondata di post apparsa per qualche giorno sui social, con foto e messaggi del tipo “tu che reputi i cani sporchi e pulciosi ricordati che salvano delle vite” in seguito all’ultimo terremoto.
facebookNon perchè non sia giusto il messaggio, anzi, ma perchè lo reputo fondamentalmente poco utile: chi già sa che ci sono molti cani impegnati nelle unità di soccorso e a salvare vite non ha bisogno di leggerlo su Facebook, mentre chi invece è il solito cinofobo da tastiera che non perde occasione per commenti contro i cani a ogni fatto di cronaca non cambia certo idea di fronte a questo episodio…anche perchè i cani da soccorso non sono una novità, ma i commenti cinofobi continuano a popolare i giornali, i social e quant’altro. Insomma, un po’ come le campagne antiabbandono che esistono da anni ma non hanno purtroppo certo fermato gli abbandoni, il messaggio difficilmente può far cambiare idea a chi è già “schierato” sul fronte avverso. Può convincere qualche indeciso, ma non parliamo di referendum, elezioni o politica…difficilmente chi bazzica su Facebook è in una posizione intermedia tra “mi piaccono i cani” e “non mi piacciono i cani”, ma già abita una delle due sponde (o i relativi estremi).

facebook2Se quindi potrei capire e concordare con una critica a questa ondata di messaggi, basata però appunto sulla loro possibile utilità, capisco molto meno e anzi trovo del tutto fuori luogo l’intervento apparso ieri su “Il Foglio”, a firma Camillo Langone, che credo si possa classificare come un misto tra la cinofobia e un mero tentativo di acchiappare click e lettori…peraltro con un bieco calcolo tempistico, visto che non è stato pubblicato nei primi giorni post-terremoto con i soccorsi in pieno svolgimento e le unità cinofile impegnate a salvare vite, ma giusto qualche giorno dopo quando le notizie sui salvataggi effettuati grazie anche alle unità cinofile stavano lasciando spazio ad altri aggiornamenti.
Insomma, sembrerebbe proprio un’uscita opportunistica per sfruttare il momento, buttando li l’opinione “controcorrente” ma senza prendersi il rischio di esporla nel momento in cui si sarebbe potuta facilmente ritorcere contro l’autore. Invece così ha giusto fatto accumulare un po’ di livore ai non-simpatizzanti dei cani, che trovandosi magari spesso foto e i messaggi “pro-cani” nelle proprie navigazioni già masticavano amaro, e poi ha buttato il prelibato osso alla folla.

Poche righe che riescono a sparare una serie di concetti dal populista al benaltrista…concetti che come sempre piacciono molto, tant’è che l’articolo ha ricevuto a quanto pare più di 8000 tra like e condivisioni, e anche se sicuramente molte delle condivisioni sono state in tono critico, la maggior parte sono state probabilmente di accordo con l’articolo, contando anche che di solito il rapporto tra cinofobi e cinofili nei commenti ai giornali vede solitamente più esponenti della prima fazione.

Ma cosa dice di così male questo articolo? Beh, intanto parte malissimo già dal titolo: “Il terremoto ci fa capire che ormai i cani contano più che i bambini”.
Un must, quello del confronto cani-bambini, argomento “forte” e di tale originalità che tre anni fa avevamo scritto un articolo su come i bambini siano sempre tirati in mezzo dai cinofobi.
Segue poi un interessante sproloquio di cui mi soffermo a commentare un paio di estratti:

Dove la terra non trema è la demografia che crolla e al posto dei bambini si comprano cani, a cui vengono assegnati nomi umani, e gli amici dei padroni vanno a complimentarsi, portano doni di benvenuto. Manca solo il fiocco azzurro o rosa fuori dalla porta.

A parte che aridaje coi bambini, viene da chiedersi dove viva questo simpatico giornalista dato che anche grazie anche alla numerosa quantità di persone che condivide le sue idee, chi ha un cane – specialmente di determinate razze, o comunque somigliante ad esse – normalmente deve districarsi tra occhiate storte, cugginate, giudizi trancianti basati solo su quale soggetto porti al guinzaglio e quant’altro. E anche qualora uno abbia amici cinofili che si lanciano in mirabolanti complimenti e doni di benvenuto…saranno un filino affaracci suoi? Almeno la cosa rimane confinata a casa sua, e non finisce su un giornale come succede a certi pareri così significativi per il genere umano.

Dopo essersi giocato la “carta bambino”, il nostro prode autore salta però dall’altra parte dell’età, ed eccolo dichiarare che:

Cgil, Cisl e Uil sostengono una campagna per l’adozione di cani e gatti adulti, più meritevoli di aiuto, secondo i sindacati, dei pensionati che devono campare con cinquecento euri al mese.

pensionatiInsomma, vai di benaltrismo spicciolo. Per quale perverso ragionamento il fatto che dei sindacati appoggino delle campagne per le adozioni dovrebbe di conseguenza dare meno rilevanza ai pensionati, non è dato saperlo: avranno forse lanciato messaggi come “Adotta un cane, abbandona un pensionato” o “Lascia il nonno e corri in canile”? Chissà…

Conscio però che il meglio vada tenuto per la fine, il buon Camillo chiude con la perla, la chiusura che il sommo ha conservato gelosamente per mettere il punto esclamativo alla sua opera:

Cani, un tempo a qualcosa servivate, caccia, raccolta dei tartufi, guida dei ciechi, ma adesso siete più nocivi delle nutrie.

facepalmEcco, questa frase in effetti forse spiega perchè questo articolo sia stato pubblicato ieri e non qualche giorno prima: chiudere con una affermazione così proprio mentre molte unità cinofile erano impegnate nella ricerca di sopravvissuti dopo un terremoto avrebbe fatto nascere spontaneo l’invito a fare una passeggiata molto lunga su un pontile molto corto all’autore dell’articolo.

Purtroppo per lui, la frase non starebbe comunque in piedi neanche se estrapolata dal contesto di queste settimane…primo, perchè i cani da caccia, da ricerca di tartufo, da guida per non vedenti, da soccorso e molto altor ancora, ci sono ancora adesso come c’erano “un tempo”, anzi forse ce ne sono ancor di più dato il diffondersi di molte di queste attività; secondo perchè anche in quel “tempo” c’erano già anche i cani da compagnia, di cui magari si sottovaluta l’utilità perchè non riportano una preda, non ti fanno trovare il tartufo o non salvano nessuno…ma sa, signor Langone, anche solo dalla semplice compagnia di un cane tanti pensionati e anche tanti bambini, traggono ogni giorno conforto (soprattutto quelle persone per cui magari il cane è l’unico compagno rimasto), imparano qualcosa, passano momenti di svago e molto altro ancora…da articoli come il suo, invece, tutto ciò che si trae è l’impressione che un bel tacer non fu mai scritto.

bimbacane

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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