domenica , 28 maggio 2017
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L’utilità zootecnica prima di tutto: il resto son “cazzate”

di FABIANA BUONCUORE – Mi è capitato tempo fa di sentir definire la dog dance “una cazzata”. La motivazione fornita dall’oratore è stata: “perché si tratta di una disciplina cinofila che non ha alcuna valenza zootecnica”.

ipoL’origine delle discipline sportive cinofile, effettivamente, affonda le proprie radici proprio nella selezione attitudinale dei cani da lavoro: la caccia in primis, in tutte le sue forme (la seguita, la ferma, il riporto, la caccia in tana…); c’è anche il coursing, per i levrieri, nati per la caccia a vista e l’inseguimento; la conduzione del gregge ha portato allo sviluppo dello sheepdog; l’utilizzo militare del cane “poliziotto” ha dato origine a tutte le discipline di utilità e difesa. C’è persino la prova specifica del lagotto per la ricerca del tartufo. C’è lo sleddog per i cani nordici.
È tutto vero, dunque: dal punto di vista storico, la cinofilia sportiva “originaria” è quella nata per determinare quali soggetti fossero idonei alla riproduzione, mediante la dimostrazione delle proprie attitudini lavorative.
Peccato che oggi, a quanto pare, a qualcuno sfugga ancora il concetto di “progresso” in ambito cinofilo: perché, a differenza di quanto poteva accadere nei secoli passati, oggi il cane presenta, oltre ad un’utilità strettamente zootecnica, ad esempio anche un’utilità sociale: ed ecco quindi che abbiamo le discipline di salvataggio in acqua, ricerca sulla neve, su macerie, in superficie (praticati generalmente da cani appartenenti a razze da pastore o da riporto, o – udite udite – da meticci), i cani per disabili, i cani da pet therapy. Nessuna di queste discipline, ovviamente, rispecchia il motivo per cui un cane è stato selezionato in origine: persino il terranova, apparentemente razza da “salvataggio-e-basta”, in origine riportava a riva le reti dei pescatori. Anche queste, dunque, sono “cazzate”: non hanno assolutamente finalità zootecniche. Perché, dunque, non riportare in auge i combattimenti tra cani o i combattimenti tra cane e toro? Non sarebbero forse queste discipline a fine zootecnico?

nonsolobau_disc“Ok”, mi si potrebbe rispondere, “allora spiega quale utilità sociale avrebbero l’agility, il disc dog o la dog dance”.
La mia risposta, è, ovviamente, “nessuna”. Volendo forzare il concetto, l’unica utilità sociale potrebbe forse essere lo svago di chi assiste.
Però qui ritorniamo al progresso fatto dalla cinofilia negli ultimi cento anni: si è giunti alla conclusione, guarda un po’, che il cane è un animale sociale, e che in quanto tale ha un vitale bisogno di instaurare con il padrone un rapporto. Si è cominciato a parlare, insomma, di cosa possiamo fare noi umani per il cane, e non soltanto di cosa lui può fare per noi. E si è scoperto che la cosa più bella che possiamo fare è lavorare con lui. Ma se al nostro cane non interessano caccia, pastorizia o morso, se non possediamo un lagotto o un cane da slitta, o se non possediamo un soggetto idoneo a salvataggio o pet therapy, dobbiamo rassegnarci a possedere un soprammobile peloso che di tanto in tanto, come colpo di scena, produce escrementi?

“Eh, ma quale cane non è adatto a nessuna di queste cose?”, direbbe qualcuno.
Cavalier king charles spaniel, una delle razze più amate e diffuse; chihuahua, volpini vari, e in sintesi tutti i cani da compagnia, che guarda caso sono proprio i cani che sono stati selezionati per instaurare un profondo rapporto con il proprio umano, e che quindi trarrebbero un’enorme gratificazione cavalier-king-charles-spaniel-0104dal lavoro con lui, ma che non cacciano, non sono da difesa (nel senso sportivo del termine…) e non hanno il… “fisico” per salvataggio o assistenza. Il pinscher nano sarebbe portato per il lavoro di morso, ma guarda caso è sempre in mano a sciuremarie che “uuuuh, povero amore! Non voglio certo farti fare uno sport così violento, tesorodellamammaaa!” Ma poi, potrò voler tenere un bassotto senza dover per forza vederlo sparire nella tana di un tasso col terrore che non ne esca più, o un border collie senza dover acquistare anche un gregge di pecore?

E allora agility, dog dance, disc dog, flyball e via dicendo sono proprio quello che può rendere il rapporto col mio cane degno di questo nome, facendolo sentire vivo e appagato, permettendo di mettermi in gioco con lui, imparare insieme cose nuove e divertirci, ed arrivare a sera con un cane stanco e soddisfatto, che mi guarda con l’aria di chi sente che insieme siamo una squadra, anche se abbiamo dedicato il nostro tempo a frivolezze senza apparente scopo zootecnico.

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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