venerdì , 17 novembre 2017
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Dopo il borderweiler…il rotter collie

di FABIANA BUONCUORE – Avevate letto l’articolo sul borderweiler? Ecco, quel borderweiler, ormai, è parte del mio nucleo familiare insieme agli altri morbidini, ovviamente. Peccato che, come molti ormai sapranno, ho pensato bene di acquistare in allevamento una border collie, e, per complicarmi la vita, di linea di sangue da lavoro stretta (no problem! Abbiamo già pensato a come rimediare al divario lavoro/bellezza: siccome sappiamo che in expo ufficiali non otterremo mai nulla, abbiamo già partecipato alla nostra prima expo locale, facendo il 1° eccellente e miglior juniores; cuccioli partecipanti: uno).

DestinyMusoE quando ancora ci stavo pensando frequentavo ancora il corso per addestratori, e i docenti sottolineavano la differenza tra un cane poco sensibile come può esserlo -guarda caso- il rottweiler, ed un cane molto sensibile, e qui il border collie era sempre la prima razza presa ad esempio.
E quando cominciavo a parlarne con Valeria, lei mi ricordava che si va incontro a un mondo totalmente diverso da quello dei molossoidi, perché un cane sensibile va trattato coi guantini bianchi, altrimenti si chiude e lo hai perso per sempre come cane da lavoro.
E in allevamento, ad ogni visita l’allevatrice mi insegnava qualcosa in più per prepararmi al meglio, ma soprattutto mi ribadiva che non avrei mai potuto rapportarmi col border come avevo fatto fino a quel momento con i miei cani.

Così, cosa è successo quando mi sono finalmente portata a casa quel batuffolo nero e bruttino? La cosa più ovvia: ho seguito i consigli ricevuti fino a quel momento; così, la prima volta che ho provato a rimproverare Destiny ho solo alzato la voce. Risultato: orecchie attentissime, sguardo incuriosito, coda scodinzolante. Al tentativo successivo le ho messo la mano al collo per simulare la “presa con la bocca” di mamma cagna: si è capottata e ha iniziato a scalciare e ringhiare credendo che stessimo facendo la lotta. La volta dopo le ho dato una pacca sul sedere: che bello, si gioca duro, e la bambina mi ha addentato un avanbraccio.
Davide ha anche provato a morderla e ringhiare, con l’unico risultato di pomparla ancora di più e trasformarla in una sorta di mangusta rabbiosa.

Dopo queste ed altre innumerevoli dimostrazioni di cosa possa essere il “cane sensibile”, mi sono resa conto che, oltre al borderweiler, mi sono messa in casa un rotter collie. Perché la cucciolina, che ora ha sette mesi, la definirei con tutti i termini tipici del border collie: schizzata, iperattiva, vivace, addestrabile, intelligente; ma sensibile? Sensibile proprio no, dai. Ma neanche se mi impegno. Questo cane ha la tempra più dura di Tonino. E Tonino da cucciolo si è fratturato la mandibola giocando e non se n’è accorto nessuno, finché non ho notato io un gonfiore toccandolo per caso sulla gola, e una volta dalla vet ho scoperto che era una frattura ormai calcificata.
Certo, Tonino è anche un cane che qualche tempo fa al campo si è preso da me una manata sul collo che doveva essere un invito a giocare alla lotta per mordere meglio, non gli è piaciuta e ha fatto piopiopio andando a nascondersi pensando che la mamma lo stesse picchiando. Ma questa è un’altra storia.

Ed ecco, pertanto, come si svolge la giornata-tipo del rotter collie, un animale che, oltre alla sua iperattività unita ad un fisico quasi felino che le consente di fare qualsiasi cosa, è dotato anche di una sensibilità pari a quella di un termosifone.
DestinyInfiltraLa mattina presto, in sette mesi, ha bene o male imparato a sue spese che non bisogna mai svegliare gli orsi in letargo, per cui si contiene. Lei è lì, pronta a scattare, ma aspetta pazientemente che qualcuno di noi compia un errore: un respiro un po’ più repentino, una testa che si gira a guardare l’ora sulla sveglia, un grugnito. A lei basta. A quel punto si sente giustificata perché non è stata lei a svegliarti, quindi “si infiltra”, come diciamo noi. I primi tempi, essendo un border collie, ci saltava in bocca direttamente, ma siccome la mattina io e Davide non siamo esattamente le persone più accondiscendenti della terra, anche quello è un atteggiamento che ha imparato a contenere, sviluppando l’infiltraggio: questa tattica consiste nello strisciare lungo tutto il materasso fino a raggiungere il primo dei due che ha fatto una mossa falsa, per poi incuneare il suo muso nel collo del malcapitato, che, chiunque sia di noi due, viene pervaso da un’ondata di violenza assassina, dato che un tartufo umido sul collo la mattina non è esattamente la sensazione più piacevole del mondo; peccato che poi sia impossibile reagire male, perché se poi proviamo a ruggire un “Destinyyy!” lei si appiattisce ed infiltra ancora di più, convinta di nascondersi perfettamente ed apparire invisibile.

A questo punto, però, il suddetto malcapitato deve alzarsi, e prima di fare qualunque cosa deve portarla fuori ad urinare, perché la bambina, alla veneranda età di sette mesi, ancora non si fa troppi problemi ad espletare le sue necessità sul pavimento di casa, se solo ti azzardi a farla aspettare due secondi di troppo, per poi guardarti con l’aria da “guarda cosa hai fatto”, perché sei tu il colpevole, non avendola portata fuori quando le scappava. Quando ha voluto, fin dai 60 giorni è stata capace di trattenere la pipì anche per 12 ore (perché magari eravamo fuori casa e non osava ancora farla in giro per il mondo); ma se provo a farglielo notare, mi dice che ricordo male io. Ma torniamo a noi.

DestinyDisegnoDi solito la prima uscita in giardino è esclusivamente igienica: nessuno di noi è in condizioni di mostrarsi ad eventuali vicini dall’occhio lungo (e credetemi, vivendo in un paesello piemontese è praticamente impossibile mettere il naso fuori di casa senza che tutta la popolazione venga a sapere che hai l’aspetto di Doc di Ritorno al Futuro la mattina; ed essendo la Maestra di Ju jitsu del paese, devo mantenere un minimo di immagine), quindi lanciamo letteralmente fuori la volpina e la guardiamo da lontano, e non appena questa ha prodotto la richiamiamo in casa. Non la lasciamo più libera di giocare incustodita: avendo ormai preso il giro di infilarsi (anzi, infiltrarsi) nel recinto dei rottweiler e venirne fuori completamente ricoperta di bava e pauta (=fango, in piemontese), abbiamo aggiunto la libertà mattutina alla già lunghissima lista delle cose da non fare relative a Destiny.

Al rientro in casa lei è felice perché ha evacuato l’evacuabile, per cui aggredisce Biba. Biba non è assolutamente in grado di nuocere ad alcun cane, per cui i suoi abbai insistenti e ringhi mostruosi non fanno più breccia da una vita nell’insistenza di Destiny, che la ignora totalmente e la utilizza a mo’ di giocattolo di pezza. Vorrei solo farvi notare che Biba ha messo in riga Samba, ai tempi: un rottweiler, almeno sulla carta. E il nostro “cane sensibile”, invece, se ne infischia bellamente.
All’ennesimo ringhio disperato di Biba, di solito interveniamo noi con un urlaccio, così Destiny si sente in dovere di chiederci scusa, e dovunque siamo in quel momento (generalmente al gabinetto o al lavoro al pc) ci vediamo arrivare una macchia nera ai trecento all’ora che ci vola addosso e si infiltra sotto un’ascella, riempiendoci di graffi nel tentativo di entrarci tutta, nell’ascella. Lei è convinta che sia una caverna magica.

A quel punto si ricorda che anche noi siamo degli ottimi giocattoli, e non potendo giocare con Biba prova a giocare con noi, cominciando a portarci: la palla da tennis, la palla con la corda, il frisbee, il kong, il ragnetto, il polpo, Pluto, l’imbottitura del polpo, gli arti di Pluto, i calzini sporchi presi nella cesta in bagno, e poi ci ringhia finché non ci convinciamo a giocare (generalmente timorati dalla minaccia dell’imminente arrivo delle mutande sporche, al prossimo giro). Allora si fa un po’ di tira e molla, un po’ di lancio della pallina (circa quattrocento) in giardino, un po’ di lavoro, un po’ di gioco di ricerca di oggetti, un po’ di machimmelafattofare.DestinyKongRosso

Rientriamo, facciamo la pappa: la ciotola è di quelle rallentanti per ridurre la sua abitudine di strozzarsi di crocchette, ma lei è un rotter collie, e quindi ha messo insieme la rapidità nel problem solving e la bestialità, per cui ha imparato a shakerare la ciotola a zampate finché le crocchette non scorrono tutte nelle zone più larghe della ciotola, così riesce a prenderle senza fatica. Alla fine, ci perde ugualmente dietro del tempo e non si ingozza, ma lei non lo sa.
Arriva il momento in cui magari lavoriamo, quindi deve star buona qualche ora: il risultato, dato che soprattutto io lavoro seduta sul letto col portatile dato che non ho ancora una postazione di lavoro agibile, è un concerto di “sceeeendi dalmioletto sceeeeeeeeeeendiii”, perché questo cane, da bravo collie, ha imparato perfettamente a scendere dal letto a comando quando glielo si chiede; ma da bravo rottweiler ci riprova, e ci riprova ancora, e ancora, e non importa con quanta crescente brutalità la scacciamo dal letto: perché questo cagnaccio non fa una piega.

Segue una giornata di nontoccarequello, tihodettodinontoccarlo, cos’haicombnato, tiavevodettodinonfarlo, canecattivovergogna, macertochetiperdonovienidallamamma, il tutto ripetuto in loop per ore, con poche varianti. Se usciamo di casa, o lei rimane in kennel (che da cucciola rifiutava di usare esibendosi in imbarazzanti ululati da cane sotto tortura, mentre adesso ci si fionda dentro a tutta velocità perché è convinta che lì dentro si materializzino i bombi per magia) o ci segue, attirando su di sé ondate di passanti che urlano “macheccarinoooOOO!!”, perché per il passante medio il cane nero è maschio, anche se indossa una pettorina K9 rosa ed un guinzaglio ancor più rosa. Però è il cane dei telefoni, il cane che fa agility, il cane dei film; quindi non lo schivano come succede DestinyPettorinacoi rott, ma gli mettono le mani addosso. E nel caso non lo sappiate, i cani da pastore, quelli di linea da lavoro soprattutto, non sono esattamente degli amanti degli estranei: quando ho portato Destiny a casa a due mesi, già parzialmente socializzata in allevamento ovviamente, ha cercato di sbranare dei bambini. Ma siccome la gente è pazza e deve toccaretoccaretoccare tutto ciò che ritiene essere buono e carino, ci è toccato strasocializzare la cucciola, perché avendo un aspetto così accattivante è letteralmente impossibile fermare i pacioccatori da strada, per cui abbiamo fatto prima a cambiare il cane che a cambiare la gente. Ora Destiny accetta tutti i pastrugnamenti coatti, quasi sempre ormai con piacere, da bravo rottweiler, ma qualche volta salta fuori il border, e ci guarda con la faccia da “che schifo, gente”. Cosa che ci rende dei genitori piuttosto orgogliosi.

Nel pomeriggio Destiny lavora un pochino (ma non sempre), però poi ci dedichiamo ai morbidini, quindi lei se ne sta in kennel: un po’ perché, essendo in crescita, abbiamo dovuto sospendere i contatti con Samba, che altrimenti le avrebbe disgregato le articolazioni (Destiny, da bravo rotter collie, se ne frega e continua felice a giocare a spallate), e un po’ perché a Medusa non piacciono molto le femmine nuove, e abbiamo impiegato diversi mesi a farle sopportare la presenza del borderweiler, che all’inizio voleva mangiarsi non ricordando che si trattasse di sua figlia; con Destiny ripeteremo il processo di integrazione, ma solo quando sarà più matura fisicamente.

Alla sera si lavora di nuovo, o si gioca, o tutt’e due; se poi io e Davide tentiamo di avere qualche momento di intimità, Destiny pensa: “ abbraccio di gruppooo!!!” e si infiltra, sentendosi il cane più felice del mondo perché è in mezzo a mamma e papà. Se guardiamo un film dopo cena, l’unico modo per riuscirci è mantenere un religioso silenzio, perché se ci scappa una risata ci ritroviamo ad osservare un cane felicissimo che ci è zompato in testa alla velocità della luce, pensando che fosse un buon momento per giocare, ritrovandoci addosso qualche giocattolo sbavoloso (no, non c’è bisogno di segnalare questa parola all’Accademia della Crusca). Se ci rifiutiamo lei tenta di ipnotizzarci, perché vedendoci con lo sguardo fisso (noi in realtà abbiamo lo sguardo fisso sulla tv, ma essendo Destiny un filino egocentrica è convinta che guardiamo lei) crede che siamo lì lì per fare cosa vuole. Questo rotter collie ha senz’altro l’occhio ipnotico del border, ma deve ancora capire come usarlo, dato che in assenza di pecore finisce per tentare di ipnotizzare, oltra ai suoi umani, la gatta Tanya (risultato: “non mi seccare, stupido cane assoggettato agli stupidi umani”), gli insetti, in particolare le mosche (rimanendoci malissimo quando queste non vanno dove sta cercando di comunicare lei con la mente), gli oggetti inanimati (molto spesso prende la palla, la posa a terra, vi si acquatta di fronte e la fissa, in attesa che RicaricaBatteriequesta si muova), Biba (che siccome la ignora e vaga a caso la fa arrabbiare moltissimo, facendola precipitare nello sconforto ed inducendola a riflettere sui propri errori tecnici).

La sera, dopo un’ultima uscita igienica, si va a in bagno (a Destiny piace molto piazzarsi con la testa sulle nostre gambe mentre vorremmo avere qualche minuto di pace per riflettere sull’immensità dell’universo) e si va a letto, e qui il rotter collie, finalmente, si mette in modalità “ricarica batterie”, permettendoci il giusto riposo. Ma niente paura: la mattina seguente sarà di nuovo lì, pronta a piantare quel tartufo umido contro il nostro collo al minimo accenno che la giornata sta ricominciando.

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