di RACHELE GIANCASPRO – Non ricordo di preciso quando questa mia condizione sia cambiata, ma è decisamente cambiata.
Ero terrorizzata dai cani e dagli animali in genere. Ciò che mi inquietava era il loro agire così istintivo, così viscerale e, mi era stato insegnato, incontrollabile. Cani che ti saltano addosso, che sbavano, che ringhiano. E poi sporchi, potenzialmente portatori di malattie e decisamente senza pudore.
Non ho mai avuto la minima idea di come approcciare un cane senza temerlo, soprattutto da quando, bambina, mi imbattei nel cortile di casa in un cane di provenienza ignota, il quale mi fissò.
Con repentina violenza mi saltò addosso: non lui, ma ogni singola ammonizione che l’educazione anti-animali mi era stata impartita.
Fu un attimo, un istante di immobilità irrazionale e già me la davo a gambe contando sulla mia agilità giovanile. Furono i tre giri intorno al caseggiato più lunghi della mia vita, inseguita da un mostro, finchè, non ricordo chi, venne in mio soccorso e mi salvò.
La paura ha questa caratteristica: ha un modo sconcertante di prenderti, ovunque ti trovi sia in termini di luogo che di tempo. Quando accade ti paralizza, o ti fa compiere gesti che a mente lucida non faresti mai, specialmente se hai superato una certa età che, per decoro, non prevede che ci si metta a strillare per la presenza di animali.
E dunque nel corso degli anni, frequentemente,  ho avuto bisogno di qualcuno che mi salvasse e mi aiutasse a tenere lontani gli animali.

La vita spesso, ha un che di umoristico, o beffardo, a seconda di come la si vede. A me ha regalato una figlia che di mestiere alleva e addestra cani. Ma mettile in mano anche qualsiasi altro animale, affidale un gatto, una tartaruga, un pesce: lei te li addestra. Persino le lumachine.
fabianaNon ho mai avuto paura delle lumachine, lo dico con orgoglio. Ma di tutti gli altri si, mi duole dirlo.
Tutto il mondo animale, per me arcano e temutissimo, era per lei casa. E casa nostra era, secondo lei, casa loro. Dagli scarafaggi ai cavalli: tutti amici suoi. E’ iniziato così il mio apprendistato (ancora da completare, in verità) al mondo degli animali e della convivenza con loro.

A 4 anni Fabiana, mia  figlia, mi si presenta – eravamo al mare – con uno scarafaggio nella manina; me lo porge con il più incantevole dei sorrisi, di quelli  che solo i bimbi sanno offrire, e mi chiede se possiamo tenerlo.
Fu solo la consapevolezza di essere io l’adulta e di avere il ruolo di proteggerla, che mi indusse a dirle con voce apparentemente tranquilla ma venata di ribrezzo: “…no amore, riportalo dalla sua mamma che lo starà cercando!”.

La prima volta che venne a casa con un cane trovatello, io ero all’estero. Mi chiese al telefono se “potevamo tenerlo” ( questa frase è poi diventata un mantra). Assolutamente no! Fu la risposta categorica. Come faceva a non rendersi conto dell’impossibilità di tenere un cane! Doveva darlo via il più presto possibile!
Tornata a casa, ecco questo cuccioletto dal pelo giallo che zampettava nella sua camera, birichino e dolcissimo. E fu la prima volta, dopo la nascita dei miei figli, che mi ritrovai con un cucciolo in braccio e scoprii un mondo a me totalmente nuovo. Non sembrava pericoloso! E dopo un po’…mi riconosceva!
gattinoCominciai ad estendere questa scoperta anche ai gatti ed alla loro prole: furono esperienze inaspettatamente belle e man mano che mia figlia cresceva, era lei a guidarmi nella conoscenza dei suoi amici che io da sempre avevo considerato inavvicinabili. Quando a 18 anni ci chiese un cavallo,
“assolutamente no!” fu ancora la mia risposta categorica.
Qualche tempo dopo avevamo Chimera, questa straordinaria cavalla che imparai persino  a cavalcare.
E negli anni seguenti, un bel giorno, tornata da una vacanza con mio marito, ci sentiamo dire: “…mamma, papà, devo presentarvi qualcuno…” .
Ci guardiamo in faccia con l’aria di chi conosce la vita e sa già cosa aspettarsi.

Sbagliato. Eccola là, Rebecca, una cucciola di Rottweiler…uno dei cani più pericolosi al mondo!
“Devi darla via subito!” (altro mantra).  Poi, di nuovo, anche se con timore, ecco la cucciola in braccio a me.
Quegli occhi, quella morbidezza (che sarebbe poi diventata “ morbidinosità”), quella piacevole vivacità che mette addosso voglia di ridere e di gioire!
Assistere alla crescita di un cane è molto simile a ciò che accade con un figlio: sono esperienze che, a pensarci, si potrebbe temere di non scott-e-rebeccaessere in grado di fronteggiare. Ma poi ti accorgi che è una delle esperienze più appaganti e magiche della vita. Devi solo aver voglia di “avvicinarti” e non permettere ai vecchi condizionamenti di scegliere al posto tuo.
Quando mai, secondo quei condizionamenti, avrei potuto essere in grado di portare a passeggio un possente esemplare di rottweiler adulto…e divertirmi!
Con Rebecca sono arrivati i cuccioli, tanti! E l’esperienza, vissuta con trepidazione e meraviglia, delle gravidanze, dei parti dello svezzamento.  Alcuni cuccioli erano particolarmente dolci, tanto che il mantra “possiamo tenerlo?”  risuonava puntuale come un orologio. Quei cagnoni neri ed enormi, ferocissimi e cattivi. Ingestibili.
Siamo arrivati ad averne cinque, e siamo sopravvissuti. E quando abbiamo dovuto scavare in giardino, con le lacrime brucianti sul viso, per seppellirne due nel giro di pochi mesi, mi è venuto spontaneo dire a mia figlia: “ecco perché non vorrò mai un cane”. La sua risposta: “…no mamma, amare un cane non è per averlo per sempre, ma per imparare ad amare…” mi è rimasta impressa a fuoco nel cuore.

Ora di rottweiler adulti ce ne sono tre che scorrazzano nel mio giardino, insieme a una piccola border collie e un’anzianotta e sorniona staffordshire bull terrier, perché mia figlia, nel frattempo, è andata a convivere. Nella casa accanto alla mia, col giardino attiguo al mio.
Con un ragazzo che è “cresciuto con i cani” ed è stato educato, come loro, da quella che è stata forse la più esperta cinofila d’Italia, una scrittrice, una donna intelligente ed eclettica, una che, come ha detto suo figlio,  è stata “non solo una madre”: Valeria Rossi.  Lei, che se n’è andata così velocemente, lasciando un vuoto così cuccioloenorme che solo i cani, esseri traboccanti d’amore e capaci di lenire le ferite, sanno aiutare a colmare. Proprio lei, che ho avuto l’onore di frequentare come quasi consuocera, se pur per breve tempo, è stata la guida e stella polare per  mia figlia, che ha imparato a dare forma alle proprie passioni, con competenza e professionalità. Dicono che sia un dono saperci fare con gli animali. Forse è vero, ma sono testimone di quanto sia anche importante conoscere, approfondire e praticarne la conoscenza a tutti i livelli. Bisogna avere le cosiddette…ehm…rotondità maschili quadre e l’innata sensibilità femminile per farlo e per continuare a farlo. Bisogna essere persone autentiche e genuine, per risuonare con gli animali. Mi viene in mente quel detto che fa: “Nel bosco gli animali non sporcano. Comportatevi come gli animali.”

Alla fine, di tutte le cose terribili di cui mi dicevano che fossero portatori i cani (e gli animali in genere), potrei dire che di una cosa sono veramente portatori: la capacità di amare.
Adesso, dimmi tu se una come me, con una figlia come Fabiana, ha avuto un destino beffardo o un dono straordinario.
Lei, con i suoi amici preziosi, mi ha insegnato  e mi insegna a guardare in una direzione in cui mai avrei guardato e a vedere esseri che mi hanno permesso di intuire la perfezione e la bellezza della vita.

Potrebbero interessarti anche...

28 Commenti

    • Comunque rispetto massimo e grande ammirazione per una persona che è riuscita a cambiare così tanto le sue vedute. Davvero.

  1. nooooo..la quasiconsuocerasciuramammallevatrice!!! Che grande onore…poi mi leggo l’articolo con calma, intanto molto piacere di leggerla

  2. Buon giorno,
    Scrivo questo commento perché sono inesperto ed avrei bisogno di un consiglio. Da tempo ormai coltivo l’idea di avere un cane. Finora l’idea è rimasta tale per la mia totale inesperienza e perché mia madre è tutt’altro che convinta (non lo è in generale sugli animali domestici, in quanto non ne ha mai avuti, anche se quando abbiamo preso un diamante mandarino, ci ha messo un attimo a prenderlo in simpatia ed ora la becco spesso a parlare con lui ?). Abito in un condominio in cui di cani ce ne sono numerosi (e, grazie a quanto ho appreso leggendo i vostri articoli, poco adatti), per questo mi stavo orientando tra i cani da compagnia. La mia preferenza andrebbe verso i molossoidi, il mio preferito sarebbe il bulldog inglese, ma attualmente stavo valutando alternative più piccole, ovvero bouledogue francese e boston terrier. Sareste così gentili da darmi consigli che mi aiutino a scegliere il più adatto? Grazie in anticipo a chi mi risponderà.

    • Oltre alle razze che hai citato ci sarebbe pure il Carlino. Io ti consiglio di valutare il carattere di una razza ancor prima dell’estetica… Dipende dal tuo stile di vita e da cosa vuoi fare col cane… Ad esempio, il Boston Terrier è tendenzialmente più vivace ed attivo rispetto agli altri piccoli molossi e sarebbe più adatto se tu sei un tipo dinamico, che fa lunghe passeggiate o che vuole fare qualche sport col proprio cane…
      Comunque leggi ed informati bene sulle razze che ti piacciono, anche da questo stesso sito; vai su “cerca”, scrivi il nome della razza e troverai sicuramente qualcosa di interessante 😉

      • Grazie innanzitutto per la risposta. Sì, la tua risposta è in linea col mio modo di vedere, anzi ti posso assicurare che carattere e compatibilità con lo stile di vita sono i principali fattori che valuto, l’estetica conta relativamente. A me piacciono tutti e 3, sinceramente il mio preferito è il bulldog inglese, tra i piccoli molossoidi quello che come comportamenti gli si avvicina di più è il francese? Il carlino tra i 3 è tendenzialmente il più delicato o sbaglio? Perdonami se dico sciocchezze, è che sono veramente inesperto e sto cercando di acquisire conoscenze ed informazioni per non fare errori stupidi.

        • non ho mai avuto nessuna di queste razze, quindi non saprei dirti… ma, ti ripeto, basta spulciare un po’ internet (da fonti affidabili, ad esempio questo blog) per trovare le informazioni che cerchi su carattere, salute, ecc…

    • Il mio consiglio è di aspettare, un conto è la bimba di 4 anni che vuole adottare lo scarafaggio, un altra la persona adulta (magari giovane ma non più bambina) che vuole imporre in casa un animale senza che le altre persone siano convinte al 100%. Già solo per il fatto che vivi ancora con tua madre significa che la tua situazione non è ancora stabile, quando lo sarà (lavoro, casa tua, magari famiglia) allora potrai scegliere il tuo cane, senza dover cercare compromessi o simili e senza rischiare che non sia amato da tutti i componenti della famiglia perchè è facile pensare “poi si scioglierà e lo adorerà” … e se non succede? Mia madre non amava i cani. Non li amava. punto. senza se e senza ma. Ogni convivenza fra loro sarebbe stata forzata: da bambina ci stavo male, io volevo un cane, poi crescendo ho capito, accettato e aspettato (tanto, 27 di vita in casa con i miei + altri 12 di vita in condominio in cui sarebbe stato un sacrificio enorme per il cane). E’ stata dura? tantissimo, ma almeno so di non aver fatto soffrire un animale o imposto una convivenza non voluta.

      • Ti ringrazio per i tuoi preziosi consigli, ne terrò conto. Ad ogni modo, non prenderei mai una decisione del genere d’impulso, ovviamente prima di accogliere in casa un cane mi accerterei della flessibilità o meno della posizione di mia madre (gli altri componenti della famiglia sarebbero senz’altro d’accordo). Confesso che personalmente preferirei adottarlo più che acquistarlo, il discorso è che temo che un meticcio, complice (se non ho capito male) una minore prevedibilità in termini di crescita e comportamentali, sia incompatibile con la mia inesperienza

        • Io sono per meticcio adottato tutta la vita 🙂 un meticcio ha generalmente caratteristiche meno esasperate del cane di razza e per la taglia basterebbe prendere un animale sui 5/8 mesi che il trend di crescita dovrebbe già essere abbastanza definito (il mio a 5 mesi quando l’ho preso pesava 18 kg…non potevo aspettarmi un microbo…). Comunque per decidere se prenderlo o aspettare la domanda che devi porti è ” al prossimo cambiamento della mia vita (università, lavoro, cambio casa, matrimonio…) il cane verrebbe con me o resterebbe a casa con mamma?” in base a come rispondi a questa domanda sai a chi spetta la decisione se prendere o no il cane

          • Ti ringrazio per i consigli, si vede che hai più esperienza di me 🙂 ci rifletterò bene e prenderò la decisione migliore per tutti

          • io invece soprattutto parlando di bouledogue penserei ad un OTTIMO allevamento. Sono cani delicati, come il bulldog inglese, e possono avere molti problemi di salute, se non ben allevati. Personalmente adoro il bouledogue, non l’ho mai preso perchè mi pare davvero delicato. Comunque al canile ci sono tanti cani (cagnolini, se saggiamente lo vuoi piccolo), di cui è abbastanza facile prevedere le dimensioni da adulti. Un po’ meno prevedibile il carattere, ma anche questo lo puoi ovviare andando in uno di quei canili dove i volontari sono persone competenti e non si limitano a cercare di rifilare più cani possibile a più gente possibile. Poi ci vuole anche c..o, due dei miei cani li ho raccolti per strada (intelligentissimi ed equilibratissimi), una da un canile (una roccia, felice di stare al mondo nonostante i primi mesi di vita siano stati…difficili, per usare un eufemismo).

        • Per quanto riguarda ciò che ci si aspetta da un cane in termini di carattere ed attitudini, sicuramente il cane di razza è più prevedibile (se proviene da un buon allevamento). E’ anche per questo che si paga un cane di razza… Poi, ovviamente, ci sono le eccezioni dovute alle differenze individuali tra cane e cane… diciamo che ti potrebbe capitare il rottweiler a cui non piace mordere, ma è raro (sempre SE proviene da un allevamento serio).
          Per quanto riguarda il meticcio, frequentandolo un po’ prima di adottarlo, si possono capire le sue attitudini. Ma per capire il carattere di un cane che non si conosce serve un po’ di esperienza… Quindi, se ti serve un cane con un certo carattere, o adotti un meticcio facendoti seguire da un esperto che ne sappia leggere il comportamento, oppure lo prendi in un allevamento (ripeto ancora, che sia un allevamento SERIO)

  3. ho letto e mi è piaciuto. Congratulazioni per essere una persona capace di cambiare idea e di farsi coinvolgere dalla vita, con tutto quello che ne deriva..voglio dire: scarafaggi, lumachine, tartarughe, cani gatti cavalli…ma uno yeti??? chi l’avrebbe messo in conto uno yeti?? E chi sarebbe riuscito a dormire sonni tranquilli sapendo che vive nella casa accanto? Si dice che i frutti non cadono mai lontano dall’albero, qua mi immagino una signora betulla che periodicamente si tira su le radici, come fossero lo strascico del vestito, e si mette a correre dietro al frutto che rotola un po’ di qua un po’ di là..Un dono straordinario, ne sono certa :-)))

    • sorry, la betulla non dà frutta… una signora castagno mi sembra attinente, bisogna pensare anche al frutto: una squisita e dolce castagna nascosta in un involucro spinoso 🙂

  4. Che bell’articolo 🙂 Devo farlo leggere a mia madre (che prima aveva paura dei cani e adesso coccola e vizia il mio cane corso), penso si commuoverebbe…

  5. Splendida lettera d’amore per la figlia e..non solo. Riconosco ogni parola nella mia esperienza di vita e non avrei saputo esprimere meglio quel qualcosa che ti fa passare,dopo aver capitolato e preso il cucciolo, dal “non dite al cane che io sono la sua mamma” al “vieni dalla mamma amore mio”.Un cane non é solo un cane, é un modo di percepire il mondo, i rapporti , il tempo.É una filosofia di vita.

  6. Complimenti per tutto; dalla figlia, alla vita, allo yeti per quasigenero, alla capacità di passare dal “il cavallo no!” a cavalcarlo pure. Adesso so perchè Fabiana è fatta come è fatta. Cioè bene. Dalle mie parti si dice, la tacca si rifà al legno.

  7. Ho letto ora l’articolo e con piacere conosco così la mamma di Fabiana! Complimenti per tutto! mi associo agli altri e le consiglio di scrivere ancora, è stato un vero piacere.

  8. Sto piangendo come una fontana, che belle parole.. che articolo pieno di amore!
    Grazie di averlo condiviso .. grazie!

    Piacere di conoscerti 🙂

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here