martedì , 21 novembre 2017
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“Lasciare il cane da solo in giardino è reato”: ma anche no…

di DAVIDE BELTRAME – Sta facendo molto discutere negli ultimi giorni una sentenza emanata dalla corte di Cassazione, che ha condannato un cittadino del comune Thiene a una multa di 2000 euro più le spese processuali: quello che crea molta confusione è il motivo di tale condanna, e ad alimentare il malinteso sono come spesso accade i titoli dei giornali, che infatti praticamente in tutti i casi scrivono “Lasciare il cane solo in giardino è reato: si rischiano multe fino a 2mila euro”.

cani-chiusiOvviamente titolando così si è puntato (volontariamente, direi) a generare commenti e condivisioni, per esempio sulla pagina Facebook della stampa il post ha avuto più di 200 commenti – molti dei quali chiedevano proprio deludicazioni su eventuali rischi per il fatto che tenessero il cane in giardino –  e più di 2000 condivisioni, perchè si è scatenata la consueta discussione “cane in giardino sì/no” come del resto  era già avvenuto ad esempio per l’articolo che riportiamo nella foto.
In quel caso però era chiaro fin da subito il tema dell’articolo, si parlava di cani chiusi nei giardini a vita e che quindi non venivano mai portati fuori, interagivano raramente o comunque col padrone, e si parlava del tema dell’isolamento sociale già giustamente citato nel sottotitolo.

Insomma, se in quel caso titolo e sottitolo erano già abbastanza chiari sul tema trattato (la discussione c’è stata lo stesso, chiaramente, un po’ per il consueto fraintendimento di titoli e articoli che una parte di utenti fa sempre e un po’ per le normali diverse vedute), in questo caso invece il titolo di quasi tutte le testate è stato lasciato sul generico e un po’ sull’allarmistico, del tipo “se tieni il cane in giardino e non sei costantemente con lui potrebbe arrivarti una multa”.

Peccato che i motivi principali che hanno portato alla condanna siano da ricercare nelle condizioni di salute del cane, che secondo molti testimoni aveva otite, varie lesioni, macchie di sangue e faticava a reggersi sulle zampe: troviamo infatti sul sito StudioCataldi.it una spiegazione leggermente più completa della sentenza e viene indicato che “quel che si rimprovera al proprietario del pastore tedesco è l’omessa prestazione di cura e assistenza, dovuta ad un comportamento di trascuratezza colposa”.
Entra quindi in gioco il discorso giardino perchè era un luogo distante dall’abitazione, aspetto non di poca rilevanza: il giudice ha ritenuto integrata la responsabilità penale dell’uomo “per il fatto che egli abbia detenuto il cane in luogo distante dalla propria abitazione, quindi, con poche occasioni di stare in sua compagnia e in condizioni di salute precarie e sicuramente produttive di sofferenza fisica per l’animale, non curandosi adeguatamente dello stesso, tanto da non essersi nemmeno accorto della sua situazione fisica”.

cane_giardinoInsomma, per quanto il discorso del giardino abbia una sua rilevanza nella vicenda, è secondario rispetto al maltrattamento e alle condizioni di salute: un proprietario del genere probabilmente avrebbe tenuto malamente il cane anche in casa (secondo alcune versioni, pare si sia difeso dichiarando che non essendo veterinario non si era accorto che il cane stesse male…), mentre un titolo così ha fatto sicuramente saltare sull’attenti anche chi tiene il cane in giardino vicino a casa o lo fa stare fuori qualche ora al giorno pur magari tenendolo principalmente nell’abitazione.
Invece nella maggior parte degli articoli di giornale troviamo indicate le problematiche di salute solo dopo un paio di paragrafi (molti giornali del resto hanno riportato lo stesso articolo, probabilmente con fonte qualche comunicato stampa o notizia di agenzia), ma credo concorderete con me che c’è differenza tra un cane che rimane in giardino – magari anche molte ore – ma ha tempi e momenti di interazione con la famiglia, viene portato a fare passeggiate, viene tenuto sotto controllo a livello sanitario, eccetera…e un cane abbandonato a se stesso che vede il proprietario giusto quando gli porta da mangiare e poco più (e infatti da situazioni come queste ultime sono nati poi diversi casi di cronaca nera degli ultimi anni…).

Certo, personalmente non definirei questo caso una vera e propria disinformazione, però è indubbio che il titolo strida un po’ con l’effettiva motivazione della condanna e sembri un po’ architettato per generare un po’ di confusione; l’italiano è una lingua ricca di sfumature, sarebbe bastato poco per esprimere meglio il concetto (non so, “Lasciare il cane sempre da solo in giardino…”, oppure “Abbandonare il cane in giardino è maltrattamento…” credo avrebbero reso più correttamente l’idea). Ma del resto da che mondo e mondo il titolo deve attrarre, e ancor più sul web…e pazienza se poi l’articolo si discosta dal titolo.

Discorso titolo a parte tra l’altro c’è una mancanza grave a mio avviso più grave: nessuno dei giornali che ha trattato la vicenda si è soffermato a fare considerazioni sul fatto che la condanna sembra sia stata solo pecuniaria, quindi nonostante il grave stato di incuria in cui era tenuto il cane il cane, l’animale si troverebbe ancora presso l’attuale proprietario.
Se così fosse, confermerebbe ancora una volta come leggi “contro il maltrattamento” di cui spesso si vantano i nostri politici siano in realtà molto teoriche e molto ridicole…come purtroppo ci troviamo a constatare in tutte le situazioni in cui il cane è la vittima.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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