venerdì , 17 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Umorismo >> La Squadra Morbidini e i ladri di crocchette

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


La Squadra Morbidini e i ladri di crocchette

di DAVIDE BELTRAME – Era un normale pomeriggio nel giardino operativo della Squadra Morbidini. Il Sergente Samba correva a perdifiato con il povero brandello residuo di quel che una volta era un pallone, prima che passasse sotto il trattamento del Colonnello Tonino e del Tenente Medusa, mentre la recluta Destiny cercava di coinvolgere nei suoi giochi l’Ispettrice Biba che da par suo si godeva il clima temperato coricata sulle mattonelle senza la minima intenzione di alzare le chiappe. Medusa mangiava con gusto qualche filo d’erba, mentre il Colonnello Tonino…dov’era?

toninopoesia_aper“ADUNATA! ADUNATA!”. La voce tonante del Colonnello interruppe tutte le attività della truppa, che accorse rapida (eccetto l’Ispettrice Biba, che arrivò con molta calma) e preoccupata dal perentorio richiamo: non era certo tipico del Colonnello eseguire un’attività faticosa come alzare la voce.
“Cofa huccede, folonnello?”, chiede il Sergente Samba.
“Prima di tutto sputi quel brandello di pallone, Sergente, e si dia un contegno! La situazione è molto grave. Durante una delle mie ricogniz…TENENTE MEDUSA!”
Il Tenente, che aveva raccolto il brandello e si era messa a giocarci felice e si era già dimenticata del perchè fosse corsa dal Colonnello, lo guardò con aria interrogativa. Dopo qualche istante si rese conto e lasciò andare mestamente il pallone, sedendosi con sguardo attento.
“Dicevo, durante una delle mie ricognizioni nel capanno dove gli umani conservano le nostre scorte alimentari, ho sentito un odore inequivocabile”
“Assolutamente, è vero, l’ho notato anche io. Odore di CIBO”, intervenne Medusa.
“No, odore di topo. Anzi, di topi, perchè sono sicuramente più di uno.” precisò il Colonnello, domandandosi al contempo come avesse fatto il Tenente ad arrivare a quel grado nonostante la sua capacità di attenzione non propriamente eccellente.
bibapensosa“TOPI? Ci penso io!” dichiarò con orgoglio l’Ispettrice Biba, che nel frattempo si era unita al gruppo e teneva fermo il brandello di pallone per evitare che la piccola Destiny iniziasse a giocarci. Nonostante l’età le imponesse qualche limite, e il suo sedere pesante gliene imponesse qualcun altro, il suo istinto da terrier era ancora giovane e battagliero.
“No”, dichiarò perentorio il Colonnello “Non metto in dubbio la sua esperienza sul campo, ma ritengo non sia nostro compito occuparcene direttamente, non voglio rischiare atti ostili contro la popolazione dei topi e che potrebbero portare a conseguenze più grandi. Ci limiteremo a far capire agli umani la presenza del nemico e lasceremo che siano loro a decidere il da farsi”

Destiny, che aveva seguito il discorso in silenzio rispettando i gradi, domandò timidamente “Scusate, ma che male fanno questi topi?”.
Intervenne il Sergente Samba, che pur essendo passata da poco tempo alla vita sul campo comprendeva le perplessità della cucciola: lei era abituata a stare in casa. “Vedi, giovane recluta, nel capanno sono conservate le nostre scorte alimentari, che gli umani tengono in grossi sacchi. Una squadra di topi può mettere e repentaglio queste scorte, perchè i roditori hanno la tendenza a fare dei buchi nei sacchi del cibo e usarlo per il loro nutrimento: un solo topo può non fare molti danni, ma se aumentano di numero, e se magari si sparge la voce che qui c’è del cibo gratis…”
Il Tenente Medusa, che fino a quel punto aveva seguito solo vagamente il discorso osservando le nuvole di passaggio, ringhiò “COSA? IL CIBO E’ IN PERICOLO? Attacchiamo, bombardiamo, sterminiamo, alziamo il livello di allerta a DEFGROWL 5, dichiariamo GUERRA!”
medusarid“Si calmi, Tenente. Tutti qui abbiamo a cuore le nostre scorte, ma il pericolo non è imminente, i topi sono al momento limitati a poche unità, in caso contrario gli umani avrebbero già notato la loro presenza.”
“Scusate, ma non potremmo chiedere l’aiuto di Tanya?” domandò Destiny, che trovava simpatica la gatta siberiana e ne ricordava l’importante contributo nell’operazione P.S.B.M.
“Non sia mai!” – disse fiero il Colonnello Tonino – “Siamo cani, non ci serve l’aiuto di una gatta vanesia, già si dà abbastanza arie così! Non ci abbasseremo di certo a chiedere il suo aiuto! Agiremo per conto nostro e risolveremo il problema, siete tutti d’accordo?”
“Assolutamente”, rispose in coro la truppa.
“D’accordo su cosa?” chiese il Tenente Medusa.

L’Ispettrice Biba aveva messo in guardia il gruppo sull’astuzia dei topi: riteneva che sarebbe stato difficile, se non impossibile, che qualcuno di loro si mostrasse agli umani, abituati com’erano ad agire senza farsi notare. Sia il Colonnello che la stessa Biba, durante qualche breve esplorazione nel capanno nel tentativo di localizzare il nemico, erano riusciti solo a carpirne l’odore.
Si rese quindi necessario cercare di aumentare le visite degli umani all’interno del capanno degli attrezzi, in questo modo avrebbero potuto notare qualche segnale di passaggio dei topi e agire di conseguenza.
Non era impresa semplice: solitamente gli umani transitavano da quelle parti giusto il tempo di prendere gli attrezzi da giardino o per riempire le ciotole, operazioni da pochi minuti e ormai abitudinarie, svolte quindi senza un alto livello di concentrazione.

Purtroppo in questa missione l’Ispettrice Biba dovette rassegnarsi a un ruolo principalmente da consigliera: la sua naturale attitudine nell’andare a caso difficilmente poteva indurre qualcuno degli umani a seguirla, erano anzi ormai abituati al fatto che la staffy vagasse per il giardino in cerca di residui di cibo di qualsiasi forma, epoca e dimensione.
Insomma, se anche lei avesse puntato decisa verso il capanno, gli umani avrebbero solamente pensato “Ecco, Biba VA“. Ma assai difficilmente l’avrebbero seguita.

Il primo tentativo fu quindi affidato a Destiny: poichè gli umani la facevano spesso giocare in giardino con le palline da tennis, fece “casualmente” finire una pallina dentro al capanno e poi finse di sambadestinynon riuscire a trovarla, uggiolando e invogliando così l’umana ad andare ad aiutare la povera cucciola che aveva perso il suo giocattolo.
Questo almeno in teoria, perchè in realtà gli umani avevano ormai già saggiato le capacità della giovane border di ritrovare i vari giocattoli sparsi per il giardino, compresi quelli dati per dispersi da alcune ere geologiche, e quindi non si impietosirono più di tanto.
“Cerca, Destiny”, disse l’umana senza prestare troppa attenzione all’interno del capanno: la cucciola non poteva certo mostrarsi una sprovveduta agli occhi della sua amica a due zampe, quindi pur fingendo per qualche istante di non trovare la palla, finì per dare retta al suo orgoglio, recuperare la palla e uscire a testa e coda alte dal capanno.

Fu allora il turno di Tonino e Samba; l’umana, dopo averli fatti sgambare, entrava sempre nel capanno per preparare le loro ciotole. La tattica fu presto decisa: avrebbero sfruttato la loro mole per occupare l’ingresso del capanno, prolungando così la presenza dell’umana al suo interno.
Samba sfruttò la sua tipica vivacità per spintonare l’umana verso il fondo del capanno, dove probabilmente erano nascosti i topi, mentre Tonino occupava l’ingresso col suo copioso sedere e con la sua consueta espressione allegra, che nascondeva in realtà una certa preoccupazione per le difficoltà che la missione stava presentando.
“Oh, insomma, cosa avete oggi!” – sbottò l’umana – “Di solito appena è pronta la pappa correte in giardino sperando di sveltire i tempi della consegna!”
Il Sergente Samba continuò a spintonare l’umana a fiancate, ma così otteneva solo di attirare tutta l’attenzione su di sè.
“Basta così, Sergente”, suggerì il Colonnello “Questi topi sono più scaltri del previsto, non solo non si fanno vedere ma lasciano anche ben poche tracce del loro passaggio!”
Samba smise allora di spingere e si avvicinò all’uscita del capanno “L’Ispettrice Biba aveva decisamente ragione sulla scaltrezza del nemico, signore”
Il Colonnello uscì dal capanno pronto a seguire l’umana provvista di ciotole, quando da dietro l’angolo del capanno spuntò a tutta velocità il Tenente Medusa.

“Tenente, ma cosa sta face…” iniziò il Colonnello Tonino
“E sarei io quella agitat…” pensò il Sergente Samba
“MEDU…” fece in tempo a dire l’umana, prima essere colpita da 40 e più chili di di gioia inconsapevole.

croccheLe ciotole, a causa dell’impatto, caddero: numerose crocchette finirono sul pavimento del capanno.
L’umana avrebbe voluto dire due paroline a Medusa, ma la rottweiler si era già allontanata di diversi metri.
Si limitò quindi a sbuffare rassegnata e poi iniziò a raccogliere le crocchette, chinandosi per toglierle dal pavimento. Dalla sua nuova posizione, notò che uno dei sacchi di mangime presentava dei piccoli fori sul fondo. Aveva già visto segni simili in passato e capì subito di cosa si trattava.
“PAPÀÀÀÀÀ! Mi sa che abbiamo dei topi nel capanno degli attrezzi!”

Tutta la truppa, entusiasta del risultato ottenuto, accerchiò il Tenente Medusa per complimentarsi.
“Bravissima, una corsa e un impatto perfetti, non avrei saputo fare di meglio!”, disse Samba.
“Accidenti che botta! Per fortuna sei stata attenta a non far male all’umana, brava!”, affermò Destiny.
“In tanti anni sul campo non ho mai visto niente di simile…”, esclamò stupita Biba.
“Tattica assai poco convenzionale, ma decisamente efficace, sono fiero di lei, Tenente!”, sentenzò Tonino.
Medusa si sedette al centro del gruppo, assunse un’aria fiera.
“Chissà di cosa stanno parlando…Piuttosto, dove sarà finita la lucertola che stavo inseguendo?”, pensò.

Continua…

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico