mercoledì , 22 novembre 2017
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La Squadra Morbidini e i ladri di crocchette – seconda parte

di DAVIDE BELTRAME – Dopo aver fatto scoprire agli umani la presenza dei pestiferi ladri di crocchette, tutti i morbidini attendevano con ansia che il nemico fosse trovato e cacciato dal territorio. Si fingevano affacendati nelle loro attività quotidiane, ma tenevano sempre un occhio e un orecchio tesi al capanno, speranzosi di sentire buone nuove.

Tanya“Stupidi umani, quanto ci mettono a trovarmi il pasto?” chiese la gatta Tanya
“E tu da dove spunti, gatta?“, l’apostrofò il Colonnello Tonino.
“Tsk, che razza di cani siete, se non non vi eravate nemmeno accorti del mio arri…”
“TANYA! TANYATANYATANYA!” esclamò con gioia la piccola Destiny, saltando verso la coda della gatta, mentre il resto della squadra sogghignava vedendo Tanya fare un notevole balzo da terra per la sorpresa.
“Meow! E tu che vuoi, stupido cane!?!”, rispose di rimando cercando di dissimulare lo spavento e assumendo al contempo un’aria di finto schifo: in realtà la nuova recluta le piaceva molto, fin dal suo arrivo l’aveva trovata abbastanza simpatica e qualche volta si abbassava persino a giocare con lei..ma ovviamente solo quando gli altri non guardavano.
“TANYATANYATANYATANYA” fu l’unica risposta di Destiny, che continuava a invitare al gioco la gatta senza curarsi di tutto il resto. Andare in “one-track mind” era una delle numerose abilità che la piccola border collie aveva appreso dalla saggia Ispettrice Biba.

“Ancora nessuna novità, signor Colonnello”, comunicò il Sergente Samba arrivando di gran carriera dal capanno “gli umani non ritengono il problema topi una priorità assoluta, hanno rattoppato il contenitore del CIBO che era stato dannegg…”
“CIBOOOOOOOOO” abbaiò Medusa girando su se stessa “Evviva, si mangia, si mangia! Dov’è il cibo?”
Il colonnello Tonino alzò gli occhi al cielo e pensò “San Bernardo, dammi la pazienza…”, mentre il Sergente Samba concludeva il suo rapporto affermando che la ricerca dei topi da parte degli umani era in corso, ma occasionalmente. Inoltre alla gatta Tanya non era permesso l’accesso al capanno: in particolare la giovane umana femmina non voleva fare del male ai topi, ma solo eventualmente allontanarli.
“Stupidi umani”, ribadì Tanya, andando via sdegnata e accompagnata dall’incessante “Tanyatanyatanyatanya” di Destiny.

biba_invito

“Ho un’idea”, intervenne l’Ispettrice Biba. L’affermazione fu colta con un certo stupore dal resto della squadra: per quanto tutti ritenessero Biba un elemento di grande esperienza e fossero sempre interessati ai suoi numerosi aneddoti di agente sul campo, era pur sempre uno staffordshire bull terrier, non esattamente conosciuto per i suoi grandi ragionamenti.
“Gli umani non hanno avuto grossi danni dalla presenza dei topi, quindi li cercano senza particolare fretta: non si rendono conto del rischio che corrono le nostre scorte alimentari e soprattutto non considerano che le voci corrono veloci, soprattutto tra i topi, e che presto il problema potrebbe peggiorare. Ma se i topi facessero danni maggiori…”
Il Sergente Samba e la piccola Destiny capirono subito cosa voleva dire l’Ispettrice, del resto di danni loro se ne intendevano.
Al Colonnello Tonino servì qualche secondo in più per capire cosa stesse proponendo la veterana del gruppo: “Ottima idea, Ispettrice Biba!”
Il Tenente Medusa finse di aver capito tutto, speranzosa che prima o poi qualcuno avrebbe dato i dettagli della missione, mentre si chiedeva come mai il cibo non fosse ancora arrivato.

tonino_16_mesi_x“Domattina, riunione alla base operativa per stabilire i ruoli” esclamò il Colonnello Tonino.
“Alle otto, Colonnello?” domandò Destiny.
“Sei impazzita, recluta? Ho detto mattina, non notte fonda! La riunione sarà a mezzogiorno, davanti alla mia cuccia!”

Il mattino dopo, il Colonnello distribuì i compiti alla squadra e fu elaborata la strategia di azione. Consci che i danni avrebbero dovuto apparire come causati dai topi e non da loro, era necessario sia essere prudenti per non farsi scoprire durante l’operazione, sia operare gradualmente per non destare sospetti.
Il limitato accesso al capanno non facilitava le cose, quindi la prima mossa fu quella di scavare qualche buca nel terreno dove gli umani coltivavano ortaggi: per riparare i danni avrebbero utilizzato gli attrezzi che erano nel capanno e la squadra avrebbe avuto più possibilità per operare al suo interno; l’Ispettrice Biba provvide in breve tempo, avendo cura di non creare buche eccessive per evitare ramanzine alla giovane umana per i danni causati dai cani.
Il Sergente Samba e il Tenente Medusa facevano alternativamente da “palo” durante la procedura per avvisare dell’eventuale avvicinamento degli umani, ma la loro guardia non era particolarmente efficace poichè di distraevano spesso a gustare i pomodorini caduti dalle piante.

“Ma quella maledetta talpa non se n’era andata?” sbuffò l’umano più anziano una volta trovati i buchi nell’orto, mentre si recava a prendere gli attrezzi nel capanno. La prima parte della missione era andata a buon fine, con grande soddisfazione di tutti, in particolare di Samba e Medusa: quei pomodorini erano davvero deliziosi.

Destiny_apertura

La principale incaricata per la missione fu Destiny: era la più piccola del gruppo ed era più semplice per lei creare dei danni di piccola entità, inoltre doveva iniziare a mostrare il suo valore sul campo, dopo il discreto lavoro svolto durante l’operazione P.S.B.M.
La giovane Border Collie trovò come vittima ideale alcuni stracci, che sbrindellò e strappò, facendoli così trovare danneggiati agli umani.
Inoltre, per far credere che i topi continuassero ad attaccare i sacchi di mangime anche dopo i rattoppi degli umani, il Colonnello Tonino, il Tenente Medusa e il Sergente Samba decisero di conservare un paio di crocchette a testa dalla loro razione, per riportarle nel capanno e lasciarle a terra.
All’ora stabilita, i tre si trovarono davanti al capanno.
Il Colonnello Tonino appoggiò la sua crocchetta vicino ai sacchi del mangime.
Il Sergente Samba posizionò la sua a metà capanno, visibile dagli umani ma verso il possibile nascondiglio dei topi.
Il Tenente Medusa li guardò, pensò “Ecco cosa mi ero dimenticata….” ed emise un sonoro rutto.

MEDUSATTENTA“Squit?” fu la risposta che i tre udirono distintamente, proveniente dal fondo del capanno.
“Squit! Squit!”, ancora, e sentirono un leggero rumore causato dal movimento del nemico, però ancora invisibile.
Il Colonnello Tonino sogghignò “Possiamo andare. Tenente Medusa, lei è davvero un elemento insostituibile di questa squadra, a modo suo…”

Il giorno dopo, i tre rottweiler si appostarono nei dintorni del capanno e proprio mentre gli umani stavano iniziando a lamentarsi dei nuovi danni appena scoperti, esibirono il loro talento vocale. Esattamente come avvenuto il giorno prima, questo imprevisto coro di voci non esattamente bianche agitò i topi: gli umani iniziarono in fretta a svuotare il capanno e scoprirono il nemico, che aveva eletto a sua base un vecchio sacco di iuta, logoro e dimenticato tempo addietro su uno scaffale del capanno.
L’operazione di cattura fu rapida, la squadra esultò per aver salvato le proprie scorte.

“Oh, ma sono dei cuccioli!”, esclamò la giovane umana, “mi sa che i genitori se ne sono andati e li hanno lasciati qui…poverini, non ce la farebbero mai a sopravvivere se li liberassimo adesso…”

L’umano anziano protestò “non puoi pensare di tenerti dei topi!”
L’umano giovane, compagno dell’umana, disse “Fabiana, direi che abbiamo già abbastanza animali in casa, ci mancano giusto i topi eh!”
La giovane umana prese un vaso, abbastanza alto da impedire ai topini di uscire “Beh, io intanto li metto qui al sicuro, poverini, poi magari non li tengo, ma sono così piccoli, poverini…”.
“Eddai, Fabiana, smettila!” le disse l’umano anziano.
“Eh, tuo papà ha ragione, dai, pure i topi moh?”, ribadì l’umano giovane.

topi

Il giorno dopo, Destiny e Biba, che stando all’interno della casa erano al corrente di tutte le faccende domestiche, riferirono al resto della squadra che l’umana giovane aveva mostrato per l’ennesima volta tutta la sua determinazione. I piccoli topi erano stati messi al sicuro, con lo scopo di nutrirli fino a che non fossero stati abbastanza grandi da poter essere autonomi e, solo a quel punto, eventualmente liberati in campagna.

“Stupidi umani, stupidi stupidi umani!” disse Tanya, sdegnata dal racconto.
“Ti sbagli, gatta” la rimpoverò il Colonnello Tonino “in fondo è proprio perchè l’umana è così, che le vogliamo bene. Devo ricordarti che ti ha adottata quando ancora non sapevi nemmeno soffiare, ti nutre e ti cura? Senza di lei saresti stata lo stesso così?””E’ vero” intervenne il Sergente Samba “e da quando la mia umana non c’è più, oltre a prendersi di nuovo cura di me, ha anche accolto le sue gatte”
“Siete degli stupidi cani, ma questa volta forse avete ragione”, esclamò Tanya, voltandosi per andarsene “Ah, ovviamente questa conversazione non è mai avvenuta”, precisò balzando fuori dal cancello.

“Reclute! Sull’attenti!”, intimò il Capitano Ciro ai suoi nuovi sottoposti
“Sull’attenti, ho detto! Per tutti i baffi, siete uomini o top…va beh, lasciamo perdere. Vi insegnerò tutto quello che so sull’arte dell’evasione, quindi prestate attenzione.”

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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