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Traffico illegale di cuccioli, i carabinieri non intervengono

di FABIANA BUONCUORE – Questa è la strana storia della scoperta di una trafficante di cuccioli, che continua felicemente la propria attività indisturbata.
Tutto è cominciato con un messaggio inviatomi da una mia carissima amica, mia compagna di banco alle superiori e amante degli animali. Mi chiede se vendere cuccioli incrociati sia legale e le rispondo di no: lo dice la legge, e ne abbiamo parlato qui, anche se purtroppo a quanto pare si tratta di una legge di cui, ancora dopo più di vent’anni, nessuno è a conoscenza.
Ci sentiamo poi per telefono, e mi racconta una storia che mi fa accapponare la pelle.

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Come ben sai io ho sempre collaborato con canili ed associazioni animaliste, tanto che due anni fa, totalmente a carico mio, ho provveduto personalmente a catturare, curare dove necessario e poi piazzare più di ottanta gatti e gattini randagi della mia zona, in sostegno all’ENPA. Erano tanti, ma io ricordo perfettamente ogni singola adozione, ed in particolare ricordo di una cucciolata di misti persiani, che naturalmente piazzai subito, di cui diedi un micino a una signora che aveva risposto all’annuncio. Poco tempo dopo la stessa signora mi contattò per chiedermi se avessi altri gattini a pelo lungo in adozione, le dissi che ne avevo un paio neri, ma che erano grandicelli, di circa sei-sette mesi, e lei mi rispose “fa lo stesso, basta che siano gratis”. Insospettita da questo atteggiamento, non volli più darglieli, non mi feci più sentire e questa signora sparì dalla circolazione. Ebbene, qualche giorno fa una mia amica mi chiama e mi chiede di accompagnarla nella città qui vicino ad acquistare un cucciolo di cane, un incrocio chihuahua/pinscher a duecento euro, ed io non sapevo che fosse illegale, per cui non mi stupisco molto, con tutti gli annunci che si vedono online dopotutto non posso immaginare che siano tutti fuorilegge. Siccome, proprio per via delle adozioni, conosco tantissima gente di quella città, chiedo alla mia amica di inoltrarmi l’immagine del profilo di questa venditrice, che si è comportata in modo un po’ sospetto: scrivendo via WhatsApp alla mia amica, ha cambiato più volte versione sul prezzo dei cuccioli, ha spedito “foto dei genitori” che hanno tutta l’aria di essere state trovate con google, e per dare il cucciolo alla mia amica le ha dato appuntamento alle dieci di sera nel parcheggio di un supermercato. Quando mi arriva la foto, la riconosco subito: è la signora dei gatti a pelo lungo! A questo punto decido di accompagnare la mia amica, perché la faccenda sembra sempre più losca. Una volta sul posto, scopriamo che si è presentata anche una seconda famiglia, per acquistare un fratellino. Dopo un po’ di domande veniamo a conoscenza del fatto che i due cuccioli che abbiamo davanti non sono vaccinati e non hanno microchip, “però sono sverminati” (scopriremo solo più avanti, dal veterinario, che non è vero). Notando che la signora non mi riconosce, le chiedo se i cani vivano coi gatti, e lei mi risponde di no. A questo punto comincio ad irritarmi, mi faccio riconoscere come la ragazza che le ha affidato il mix persiano due anni prima, e le chiedo che fine abbia fatto dunque il gattino. Lei farfuglia frasi assurde quali “non mi ricordo”, “non lo so” e “forse l’ho venduto”, al che perdo il lume della ragione e le chiedo allora quale sia la reale provenienza dei cuccioli che vende, perché è ormai chiaro che li adotta gratuitamente per poi rivenderli. Mi garantisce che i cagnolini sono nati da lei e figli di cani suoi, ma quando le chiedo allora di mostrarmi sul cellulare delle foto dei suoi cani, lei dice di non averne. È assurdo, perché se ti nasce una cucciolata in casa, come è possibile che non scatti nemmeno una fotografia? Intanto gli altri adottanti si spazientiscono e ci mettono fretta, dicendo che a loro non interessa tutto questo, che vogliono solo prendere il cucciolo e portarselo a casa. Mentre prendono il loro in braccio, noto che ha un mozzicone di coda, al che chiedo spiegazioni, e mi viene risposto un vago “boh, è nato così”. Mentre osserviamo la coda mozza scopro che è una femmina, lo dico a voce alta e i suoi acquirenti si lamentano, dicendo di aver chiesto un maschio. Il compagno della venditrice, che fino a quel momento ha parlato pochissimo, a quel punto dice di averne pescati due nella cucciolata, e probabilmente per errore ha preso una femmina al posto di un maschio. La mia amica fa notar loro che la venditrice le aveva detto poco prima che quei due cuccioli erano gli ultimi rimasti, e che quindi le versioni dei due coniugi (ammesso che lo siano) non corrispondono. Gli altri adottanti allora dicono “bene, noi vogliamo un maschio: se ne avete altri, andate a casa a prenderlo; vi aspettiamo qui, portateci il cucciolo giusto.” I due individui ricominciano a blaterare frasi senza senso quali “siamo senza macchina”, “abitiamo lontano”, “non si può fare”, eccetera. Stufa della situazione ai limiti dell’assurdo decido di chiamare i carabinieri, e mi sento urlare contro dalla venditrice che devo farmi i fatti miei, che lei non ha un lavoro e quindi si guadagna da vivere con quello, e che se voglio il cucciolo devo pagarlo altrimenti se lo porta via. Non mi faccio intimidire e chiamo ugualmente i carabinieri, che arrivano in coppia, dopo un po’. Quando penso che finalmente i nodi verranno al pettine, ecco che mi dicono i carabinieri: “signora, noi non sappiamo cosa fare in questi casi.” Quando insisto sbuffano e si limitano a tirar giù i nomi di tutti, dopodiché non fanno assolutamente nulla e se ne vanno. I cuccioli vengono comunque pagati (non c’è bisogno di specificare che non viene emessa fattura alcuna) e ce li portiamo via, perché non ce la sentiamo di lasciare in mano a una persona del genere dei cuccioli innocenti; partiamo però con addosso un senso di impotenza ed il fortissimo sospetto di aver conosciuto una trafficante di cani.

trafficocuccioli3Non ci sono parole per descrivere una simile situazione: una vera e propria truffa davanti alla quale le forze dell’ordine non fanno assolutamente nulla, dichiarando candidamente di non sapere come dovrebbero comportarsi. Ci rimane l’amaro in bocca, e poco tempo dopo eccola qui, di nuovo alla carica: la ritroviamo su Kijiji con ben tre annunci diversi, con lo stesso numero di telefono, di tre cuccioli meticci tutti diversi, tutti in vendita a prezzi che vanno dai 170 ai 200 euro (in uno degli annunci, addirittura, nel titolo è indicato un prezzo diverso da quello del testo dell’annuncio).

La signora che un paio di settimane fa aveva la sua cucciolata fatta in casa pinscher x chihuahua, adesso ha ben tre altre cucciolate, tutte diverse, delle quali, guarda caso, non pubblica la foto della mamma coi cuccioli o del papà, ma di un solo cagnolino.
Mi pare evidente che questa commerciante, forte del fatto che nessuno le dirà mai nulla, perché nemmeno i carabinieri hanno saputo agire, continua ad adottare cuccioli di piccola taglia tramite annunci o associazioni animaliste, per poi rivenderli, senza nemmeno spendere un centesimo per vaccini e microchip (e secondo la legge è reato anche cedere cuccioli sprovvisti di questi requisiti), e guadagnarci sopra centinaia e centinaia di euro.

Il nostro consiglio è sempre lo stesso: NON alimentate questo genere di commercio, NON cercate il cucciolo “che costa meno”, a maggior ragione se è un cucciolo che non andrebbe nemmeno pagato! Di meticci in cerca di casa è pieno il mondo, senza che sia necessario cercare “l’affare” a prezzo stracciato.
Se proprio desiderate un cane di razza, acquistatelo di razza per davvero, ossia in un allevamento serio, che effettua tutte le procedure sanitarie e rilascia il pedigree; c’è da spendere, ma avrete un cucciolo sano, equilibrato e che rispecchia le caratteristiche di razza.
Il cane senza pedigree, per quanto grazioso, è sempre da considerare meticcio per la legge italiana, pertanto la sua vendita è reato. Inoltre, come abbiamo già spiegato in diversi articoli, il prezzo stracciato iniziale rischiate di pagarlo in seguito dal veterinario.

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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