giovedì , 23 novembre 2017
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7 anni…dopo

12274612_717344388401358_6816728254014775615_ndi GRUPPO FACEBOOK “DOBERMANN KATTIFISSIMI” – Lorsignori e Lorsignore, di articoli sulla famigerata pazzia che affligge il dobermann al compimento del settimo anno di età ne è pieno il web ed è stata sbugiardata in lungo e in largo, soprattutto questo sito, tuttavia chi ha mai interpellato i proprietari delle suddette belve sataniche? Nessuno!
Si sa, la storia di base è una sola e unica, ma le varianti sono veramente tantissime. Mi sono quindi presa la responsabilità di raccogliere le affermazioni più, diciamo, “particolari” e ricercate con le quali ogni proprietario di Dobermann, almeno una volta nella vita, ha avuto a che fare.

Parto dal presupposto che faccio parte di uno splendido gruppo su Facebook, chiamato “Dobermann Kattifissimi”, grazie al quale ho conosciuto persone meravigliose, preparate, qualificate e divertenti con cui scambiare qualche risata a fine giornata e probabilmente, senza le loro testimonianze, non sarei nemmeno qui a scrivere.
Ma torniamo a noi.

Ripeto: tutti abbiamo sentito la storia della scatola cranica che si restringe e che porterebbe quindi alla pazzia del Doby (ovviamente tutto succede al compimento del settimo anno di età, non prima e non dopo. Tanto che allo scoccare della mezzanotte bisognerebbe che il quartiere dove vive il cane si sigillasse in casa ). Noi però oggi parleremo di varianti di questa storia perché si sa, renderla ancora più ida-ferrariinverosimile appaga il senso di superiorità di chi ci crede e che, petto in fuori, pancia in dentro e con una camminata che fa invidia alla cavalcata delle Valchirie, trotta verso il malcapitato proprietario di Dobermann Pinscher con la sua verità in tasca:
“No no, non è solo la scatola cranica a rimpicciolirsi. La colpa è di un verme. Un verme che si trova all’interno del cervello e che si risveglia una volta passati i 7 anni cominciando a mangiargli la materia cerebrale”
Eccola lì.
All’improvviso il già citato padrone del dobermann si trova catapultato sul set de “La notte dei morti viventi” o , se preferisce qualcosa di più ironico giusto per andare a braccetto con la situazione surreale in cui si sta trovando, “Benvenuti a Zombieland”.

Il problema non è tanto il verme, ma il fatto che questa storia è assodata, poiché più membri del gruppo dei Kattifissimi la riportano.
“Al dobermann si tagliava la coda perchè la suddetta era la sede del verme che ne causava la pazzia”
E ancora (estratto di una conversazione realmente avvenuta in area cani che vede me stessa come diretta interessata)
pamela-ranzato“Adesso con la coda lunga è molto più facile che il verme riesca a impossessarsi del cane”
“In che modo, scusi?”
Il proprietario del pechinese che trotterella lì attorno strabuzza gli occhi alla Igor di Frankenstein junior:
“Ma nell’erba! Nei prati! In campagna!” poi si piega un po’ avvicinandosi alla mia faccia per rivelarmi il tremendo segreto:
“Sono ovunque questi vermi” bisbiglia
“E salgono dalla coda fino ad arrivare al cervello?”
“Certo!”
“Dall’erba.”
“Ovvio”
“Solo nei Dobermann.”
“Sono i più predisposti. Sì.”

So che vorreste sapere la mia reazione alla rivelazione di quella scioccante verità, credetemi, vorrei davvero raccontarvelo , ma l’oggetto di questo articolo è, ahimè, una lunga lista e mi tocca andare avanti (sappiate che c’entrava solo un nuovo studio, ovviamente inventato sul momento, che riguardava una possibile pazzia che si stava registrando in casi di cani d’appartamento. E altro che strabuzzamento di occhi da parte del proprietario del povero pechinese).
Ma ritorniamo a noi: qual è l’altro elemento fisico fonte di discussione nel Dobermann Pinscher? Le orecchie.
Tagliate o no, corte o dritte a mo’ di antenna cellulare, adiacenti alle guance o storte o quasi a sventola, sono da anni uno degli argomenti principali di cui si ama parlare, che tu sia in un parchetto in mezzo a inesperti della razza o che tu sia su un campo di addestramento – o in gara – circondato da professionisti e allevatori.
“Io le preferisco tagliate”
raffa-thor“No no, meglio lunghe e integre, sembrano più buoni e pacifici”
“Ma lo hanno sempre tagliato”
“Sì, ma è nato con le orecchie lunghe. Come staresti tu se ti tagliassero un braccio per moda?”
E così via. La verità è che una risposta non ce l’abbiamo, o meglio, sì ed è il Dobermann con coda e orecchie integre secondo il nuovo standard entrato in vigore da pochi mesi, ma nulla farà tacere i nostalgici del vecchio Doby statuario, impeccabile nella sua eleganza e con quell’aria da snob che gli altri cani possono solo sognarla. Come nulla impedirà al nostro mirabolante interlocutore esperto in pazzia di intromettersi nella discussione per svelare l’arcano mondo Dobermannesco.

laura-poerio-drakeEd eccolo lì: lo vediamo che scuote la testa con aria di superiorità e con un sospiro si prepara a centrare la porta con l’aria da rigorista vissuto.
“Fidatevi, è meglio che abbia le orecchie lunghe. Con le orecchie tagliate riesce a sentire molti più rumori, è normale poverino che impazzisca. ”
Gol. Palla al centro.
Dopo averne sparata una così grossa, così ricercata e così fantasiosa, quando credi aver toccato il fondo dei commenti idioti e pensi che ormai nulla possa superare l’assurdità che hai dovuto ascoltare, ecco che arriva la cavalleria.
“No, il problema non era il rumore, o meglio, non solo quello. Nelle orecchie si infilavano anche acqua e aria che, arrivando al cervello, facevano sì che il cane impazzisse”.

Vorrei davvero concludere il capitolo “Orecchie e pazzia” solamente con quello che ho appena riportato, ma non posso. Non posso perchè dovrei tralasciare per un po’ la parte sulla follia e passare a : “Quello è un Dobermann finto. Quelli veri nascono già con le orecchie in su”.
Sì, perchè il nostro esperto da parchetto non si esime nemmeno dal commentare lo standard del nostro cane. Dico, non bastavano i suoi insegnamenti accompagnati da ricerche scientifiche – dice lui testate e provate – riguardo i famigerati 7 anni (del tipo: “Ma lo sa che in Germania ogni sei mesi fanno un controllo al cane per tenere monitorato il cervello?”), no. Deve per forza dire la sua anche riguardo stazza, colore e temperamento. Riporto quindi una domanda tipo se si è il “malcapitato” padrone di un doby integro o marrone:
vittoria“Signora, ma il suo è un dobermann originale? ”
E qui potete decidere se rispondere con:
a) Sì, lo è. (Semplice semplice, giusto per darvi il tempo di battere in ritirata e fare marcia indietro)
b) No, è Made in China (o Thailandia, insomma, fate un po’ voi)
c) Non è un dobermann, bensì un bassotto cresciuto, un bracco, un bovaro delle fiandre ecc. (anche qui la decisione è vostra)
In base alla risposta che sceglierete di dare, vi avverto che le risposte saranno sempre le stesse:
Per le orecchie in giù :“Strano, perchè i dobermann nascono con le orecchie in su!” oppure “ah ecco, allora quelli con le orecchie in su sono quelli cattivi! Questo invece è buono”.
Per il marrone focato invece : “Se non è nero vuol dire che è falso” oppure “quelli neri sono quelli cattivi” o ancora, e questa rimane una delle mie preferite, “allora può stare tranquillo, impazziscono solo quelli neri perchè quelli marroni come il suo sono francesi”.
Fermi tutti! Francesi? Perché proprio francesi? Lascio alla vostra fantasia il compito di dare una risposta, magari ve ne uscirete con un’idea stratosferica degna di Quentin Tarantino e vi toccherà chiedere i diritti al signore del dobermann francese.

nadiaA proposito di Quentin Tarantino, avete presente lo sguardo di Uma Thurman quando interpreta Beatrix Kiddo in Kill Bill? Quando circondata da schizzi di sangue fa i suoi ingressi teatrali con la katana in mano? Ecco, questa è stata la scena che mi è venuta in mente mentre leggevo l’esperienza di un altro membro del gruppo.
Data ignota, probabilmente il classico incontro nel nostro classico parco, diventato ormai sfondo di questo articolo.
In scena abbiamo il padrone del dobermann che, troppo educato per andarsene, ascolta il protagonista dello sketch: il “dispensatore di avvenimenti realmente accaduti”.
Solita aria supponente, gonfia il petto e parte:
“Le racconto questa: un barbiere aveva un dobermann che si portava tutti i giorni nel suo negozio. Un giorno però, commise un errore fatale: senza volere, tagliò, anche se di pochissimo, la guancia a un suo cliente. Il cane, che fino a quel momento era rimasto seduto nella sua cuccia tranquillo, appena sentì l’odore del sangue, schizzò in piedi e si avventò sul malcapitato. ”
Immaginate il negozio: sangue ovunque, lame di rasoi come impazzite, il cane che non molla il collo del poveretto e il barbiere che rischia il collasso. Oddio, prima vi ho portato l’esempio esasperato di Kill Bill, ma si può benissimo anche pensare a “Lo Squalo”. Diciamo che mi piaceva l’associazione katana-rasoio.
Insomma, doby squalo, doby pitone (“il dobermann ti attacca durante la notte, mentre stai dormendo, quando è sicuro che tu riesca ad entrare per intero nel suo stomaco”) e da poco, Doby coccodrillo: “li hanno incrociati con alligatori e caimani!”. Insomma, tutto fa brodo quando si parla delle specie animali usate per creare il nostro cane, ma quello che rimarrà sempre nell’immaginario collettivo è l’idea della belva antisemita creata in laboratorio da Hitler (se in persona non si sa) per perseguitare gli ebrei. Che poi, Hitler da quello che ricordo aveva solo Pastori Tedeschi…
“Ma come fate ad amare questi cani che sono stati creati nei campi di sterminio??” ha addirittura chiesto una signora.

manuela-rozzo2Con questo articolo abbiamo voluto scherzarci sopra, ma è con l’amaro in bocca che vi dico che il mondo è ancora pieno di persone che credono a tutto quello che gli viene propinato. E tra queste persone ci sono anche quelli che non se ne stanno con le loro convinzioni e basta. Hanno il coraggio di voler agire e voler fare qualcosa per liberarci da quella che secondo loro è la piaga del Kane Kattivo, nei modi che amaramente conosciamo.
“Un mio amico aveva due dobermann che facevano da guardia alla sua azienda. Niente, per stare sul sicuro prima che compissero 7 anni ha sparato ad entrambi. Ha fatto proprio bene”.
“Come pensa di fare quando il suo cane compirà 7 anni? Meglio se comincia a pensarci”
“Gli metta la museruola, i cani come il suo dovrebbero essere illegali, non mi meraviglio che ogni tanto si sente che uno è stato avvelenato, poi avete il coraggio di sporgere denuncia”.
E così via, perchè purtroppo di esempi come questi ce ne sono a bizzeffe, tanti quanti quelli che ho voluto condividere con voi riguardo le storie sulla famigerata pazzia dei nostri cani.
Non voglio finire con questa nota amara, perchè l’intento era quello di farvi sorridere, perciò ecco a voi una degna conclusione (anche perchè diciamocelo, ve la siete meritata: un po’ per essere arrivati in fondo all’articolo, un po’ perchè già vi vedo nel famigerato pacchetto ad ascoltare stoici lo sparasentenze della giornata).
crucianiCambiamo però ambientazione e immaginiamoci su un comunissimo marciapiede a spasso col nostro Dobermann, quando all’improvviso un urlo squarcia l’idilliaca passeggiata.
“Io la denuncio! Si tenga vicino il cane!!”
Il proprietario del Doby, ormai avvezzo a cotali scenate, sospira e:
“Signora, per piacere si calmi. Non vede che il cane è legato ed è qui vicino a me? Per di più non la sta nemmeno considerando”
Niente da fare.
“Sì, ma io ho paura. Giuro che la denuncio”
“E per cosa mi denuncerebbe?”
“Per paura”.

L’articolo è stato “messo nero su bianco” da Chiara Guizzardi.
Un ringraziamento va, oltre che in generale a tutto il gruppo Dobermann Kattifissimi, a  Manuela Rozzo, Giuliano Grossi (il Dobermann francese), Mara Ascari, Raffaella Bernabovi (il barbiere e Kill Bill), Monia Amadei (per l’aria nelle orecchie), Ida Ferrari (il dobermann Made in China ), Laura Comotto (dobermann coccodrillo), Sara Ventoforte Bai (dobermann bovaro delle Fiandre), Davide Fracassi (i controlli semestrali in Germania per monitorare il cervello), Antonella Norcia (il dobermann antisemita), Laura Poerlo (i dobermann da guardia all’azienda uccisi prima dei 7 anni) poi ancora Giorgia Cavallo, Nadia Nonanno Grion, Laura Cappelletti, Titti Ferrarini,  Paola de Stefanis (i dobermann veri o finti in base alle orecchie e al colore),Cora de Gaudenzi, Pamela Ranzato, Walter Cruciani, Viviana Pasqui, Flavia Aversano, Alice Nevano, Luisa Billia,  Antonella Viglione e la denuncia per paura con cui si chiude l’articolo e ultimo ma non d’importanza Zeus de Andreoli sia per l’acqua nelle orecchie, sia per il titolo.
Ringraziamo gli utenti del gruppo anche per le foto che corredano l’articolo.

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