venerdì , 24 novembre 2017
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Rottweiler ipertipici e paragoni improbabili

di FABIANA BUONCUORE – Qualche giorno fa, un articolo pubblicato sul sito del Club Italiano Cani di Razza ha invitato i suoi lettori ad una riflessione. Già una decina d’anni fa, infatti, carlinoemergevano i primi allevatori che spingevano la selezione verso il cosiddetto “ipertipo”, ossia un’esasperazione morfologica dei tratti ipertipo2tipici della razza: e così gli stop erano sempre più infossati, le canne nasali sempre più corte, le strutture sempre più tozze; questo articolo prende in esame dei soggetti di un allevatore europeo attuale che presentano proprio queste caratteristiche, e che sono considerati i fiori all’occhiello dell’allevamento. Premesso che non li conosco, posso però accennare il motivo per cui, come spiegato nel suddetto articolo, questi cani hanno suscitato numerosissime polemiche in tutta Europa: le canne nasali così corte possono portare a vari problemi, tra cui difficoltà respiratorie e a difetti nella struttura mascellare e mandibolare.
Ecco quindi che le critiche son fioccate, perché si accusavano gli allevatori di rovinare la salute della razza. Come conclude, però, l’articolo? Con un invito a riflettere sul fatto che il carlino, invece, la canna nasale praticamente non ce l’abbia, e non susciti però tutte queste polemiche.

Già, è vero. Perché il rott non va bene ma il carlino sì? La risposta è semplice: perché stiamo parlando di broccoli e ortensie.

Sono due razze diverse, caspiterina! Il rottweiler è un cane da lavoro: è stato selezionato per l’utilità e difesa. Deve darsi da fare: correre di qua, correre di là, saltare, mordere, nasare le piste… Serve un cane capace di fare movimento aerobico duraturo. Non ai livelli di una razza da caccia o da conduzione del gregge, certo, ma parliamo ugualmente di sforzi fisici di media durata ed alta intensità. Purtroppo lo standard del rottweiler prevede un “muso che non sia né troppo lungo né troppo corto rispetto alla lunghezza del cranio” (una volta si parlava di “rapporto cranio/muso di 1:1”, poi di un “cranio 60% e muso 40% sulla lunghezza totale della testa”: sono frammenti di ricordi passati che ammetto di non sapere se appartenessero a correnti di pensiero comuni o proprio a precedenti versioni dello standard); fatto sta che, cinotecnicamente parlando, l’indicazione attuale dell’FCI equivale ad un “fate vobis, io me ne lavo le mani.”
ipertipo1tipico1Si presta dunque a libera interpretazione, e dato che molti allevatori hanno un’idea del “non troppo corto” tutta loro, ecco saltar fuori questi musi cortissimi. Il rottweiler, però, non è nato così e non avrebbe dovuto diventarlo: è normale che selezionare questa razza in tal modo susciti pertanto indignazione tra il pubblico. Pubblico che, poi, non si indigna per il carlino, e ve lo dico io il perché: perché anche il carlino ha la sua storia, ed è una storia antica migliaia di anni (ne abbiamo parlato qui).
Anche il suo aspetto è il frutto di una selezione funzionale: è un cane che i nobili cinesi trasportavano addirittura all’interno delle maniche delle loro vesti tradizionali (l’equivalente dei nostri “cani da borsetta”), la cui unica funzione, dai suoi albori ad oggi, è stata la compagnia, e le prime fonti che ne indicano l’esistenza sono datate prima di Cristo! Non è un cane che deve correre, saltare, agitarsi; anzi, la sua canna nasale quasi inesistente lo invoglia alla vita sedentaria per la quale è stato selezionato, perché il suo lavoro era la compagnia (sebbene oggi si tenda a considerare opposti i termini “lavoro” e “compagnia”).

Ecco, dunque, come mai il carlino non suscita indignazione: perché un carlino dal muso schiacciato è tipico e funzionale, mentre un rottweiler col muso schiacciato è un cane che non può eseguire al meglio il lavoro per il quale è stato selezionato, ed in quanto tale va considerato per quel che è, non in base a criteri estetici individuali, ma in base allo standard di razza: un errore di allevamento.
(Chiedo scusa ai rottweiler della foto per averli definiti in tal modo; sono morbidini lo stesso, perché qualsiasi forma abbia il loro muso sono sempre dei rottweiler, e di conseguenza sono meravigliosi.)

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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