di DAVIDE BELTRAME – Sono passati poco di più di due mesi dai fatti di Mascalucia: allora titolammo che era un film già visto e che avremmo visto ancora, e purtroppo i fatti ci danno ragione. Ovviamente è un caso in cui essere (fin troppo facili) profeti porta con se molto dispiacere, è infatti di ieri sera la notizia che un altro bambino sarebbe morto in seguito all’aggressione da parte di un cane. O forse due. O forse più di due.

coppiacorsoStupiti dal numero incerto di cani coinvolti? E’ solo perchè i punti in comune con il caso di Mascalucia (e purtroppo anche altri) sono molti: la giovane età della vittima, l’aggressione da parte dei cani, ma soprattutto il solito giornalismo raffazzonato, in attesa ovviamente dell’immancabile ondata di commenti cinofobi, che al momento sono pochi (ma ci sono già, perchè i cinofobi non si fanno certo mancare l’occasione per qualche commento idiota) solo perchè nel momento in cui scriviamo la notizia è di poche ore fa e peraltro ultimamente molti giornali non permettono di commentare nelle ore notturne (sulla maggior parte delle testate la notizia risulta pubblicata dopo le 21:30).
Intanto abbiamo comunque l’esempio di solito giornalismo piuttosto sommario…dato che si trovano al momento ricostruzioni contrastanti. Proprio come due mesi fa, quando i “cani killer “inizialmente erano entrambi, poi uno solo, il bambino era secondo alcune versioni in braccio alla madre e secondo altre da solo in giardino, eccetera.

In questo caso tra gli articoli dei vari giornali non solo cambiano l’età (va praticamente da un anno a due e mezzo a seconda dei vari giornali) e il nome del bambino, che passa da Leonida a Ferdinando, ma anche la dinamica e il numero di cani:
su quotidiano.net si menziona l’aggressione da parte di due cani, avvenuta dopo che la madre del bambino era andata a liberare gli animali per una passeggiata.
RaiNews.it parla invece di un solo cane protagonista dell’aggressione, avvenuta perchè il bambino si sarebbe allontanato approfittando di un attimo di distrazione dei genitori – impegnati in un trasloco – avvicinandosi troppo al cane che lo ha aggredito. Ricostruzione simile fa TgCom24 aggiungendo che il cane sarebbe stato legato con una catena a un albero all’interno della proprietà.
Secondo Il Centro invece il bambino ha seguito il cane nel recinto dei cani ed entrambi lo hanno aggredito.
La più frammentaria sembra la versione del Messaggero che parla di “uno o più cani”, non fa menzioni di traslochi o distrazione dei genitori. In compenso menziona l’etnia del bambino, che sarebbe appartenente a una famiglia rom: Il Messaggero e Il Fatto Quotidiano sono gli unici due giornali, tra i vari articoli che ho trovato sulla vicenda, a ritenere opportuno inserire questo dettaglio. Precisazione che personalmente trovo alquanto inutile in un fatto del genere, ma sono disposto a scommettere che influenzerà diversi commenti sulla vicenda.

Killer_chihuahua_by_AIRtAltra consuetudine, le foto assolutamente a capocchia che corredano gli articoli: nonostante in tutte le versioni si faccia riferimento al Cane Corso (con più o meno strafalcioni nel nome della razza), alcuni giornali si sono mantenuti sul generico con le foto, inserendo magari immagini dellle pattuglie dei carabinieri, ma abbiamo:
– Il Giornale che illustra l’articolo con la foto di un dogo argentino
– RaiNews che inserisce la foto di quello che probabilmente è un malinois
– TgCom che utilizza la foto di un rottweiler

Può sembrare un dettaglio di poco conto, ma considerando quanto l’italiano medio conosca le razze canine, e quanti di un articolo guardino solo il titolo e le figure (ne abbiamo parlato proprio un paio di giorni fa) inserire foto così a caso è disinformazione bella e buona, che va a colpire sempre le solite razze che poi guarda caso si trovano con la nomea di “cani killer”.

Insomma, la solita storia vista e rivista: giornali che si buttano sulla notizie perchè è d’impatto, ma non si preoccupano particolarmente di avere informazioni attendibili sulla dinamica (tanto giornalisti-terroristicontano principalmente sui cinofobi che si lanceranno a commentare e a cui della dinamica e di come fossero tenuti i cani frega nulla), imprecazioni dei proprietari coscienziosi della razza “cattiva” di turno che si troveranno a essere guardati storto dai vicini di casa (sempre che non venissero guardati male già prima), zero informazione su cosa andrebbe fatto per evitare che episodi del genere accadano, eccetera eccetera. E anche noi abbiamo ribadito le stesse cose, perchè c’è poco da dire, solo ci chiediamo quando qualche mass media si degnerà di impostare la notizia in modo costruttivo per evitare il ripetersi di fatti del genere…visto che la storia e i fatti dimostrano che con l’impostazione attuale, le tragedie continuano ad accedere.

Sapete cosa succederà ora? Che arriverà la solita ondata di commenti imbecilli, i giornali seguiranno la vicenda per un paio di giorni dando più o meno dettagli e aggiornamenti – e a seconda del seguito che avrà la notizia sui media nazionali si leveranno più o meno voci di questa o quella associazione e di questo o quell’esperto – e poi la faccenda cadrà nel dimenticatoio senza insegnare nulla o quasi.
Esattamente come successo per Mascalucia: è vero che l’attenzione dei media pochi giorni dopo quella vicenda si è comprensibilmente totalmente spostata verso il terremoto che ha colpito Amatrice, ma dopo tre-quattro giorni di aggiornamenti quasi quotidiani sullo svolgimento delle indagini é poi calato il silenzio sulla vicenda, e così è stato anche in altri casi passati che non erano stati soppiantati da altre notizie di maggior rilevanza, ma semplicemente non destavano probabilmente più abbastanza attenzione secondo le redazioni.

Da parte nostra, concludiamo rimandando alle stesse risorse che già avevamo indicato nell’articolo sul caso di Mascalucia. Sono poche informazioni, ma possono aiutare a ridurre il rischio che fatti di questo genere si ripetano. Noi ci proviamo, di sicuro difficilmente possono essere meno utili del nulla assoluto offerto da giornali e telegiornali in fatto di cultura cinofila.

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20 Commenti

  1. Sono della zona e ho parlato con il medico del 118 che era in servizio quando è accaduto il fatto. Innanzitutto all’inizio c’era una confusione pazzesca sulla presunta “razza”: ho sentito parlare di Pitbull, Rottweiler, generico molosso e adesso si parla di Cane Corso (in un articolo addirittura “molossoide di razza Corso”. Non ho capito, esiste il Corso lupoide?). Azzarderei l’ipotesi che non si tratti affatto, come nella stragrande maggioranza dei casi, di un cane di razza ma di un meticcio di Corso o simil, a questo punto (parlo di uno perché, se ho ben capito, è stato un solo cane a mordere il bambino. C’erano più cani, sì, tenuti alla catena in un recinto, ma soltanto uno, a quanto pare, ha attaccato).
    La storia che ho sentito io è stata che padre e bambino si erano recati a casa della nonna (paterna, credo), la quale teneva questi cani nelle condizioni di cui sopra, e che naturalmente non riconoscevano il bambino come parte della famiglia poiché non abitava lì.(Sospetto che queste povere bestie non fossero neanche state socializzate, tra l’altro, considerate le condizioni pietose in cui erano tenute). Pare che sia stato il padre a portare il bambino nel recinto per fargli vedere i cani, ma anche su questo non posso mettere la mano sul fuoco perché, ripeto, nella confusione la dottoressa in questione potrebbe non aver capito bene i dettagli.
    Solita storia, comunque, di adulti “responsabili” dalla dubbia capacità di assumersi la responsabilità di creature che dipendono interamente da loro D: e di mezzo ci vanno i bambini E i cani (ieri sera mi sono attaccata a litigare con il solito analfabeta funzionale che “aaaahhh ma il prizzbull però è cattivo, il rottuàller…” io giuro che avevo già cenato ma non ho potuto fare a meno di mangiarmelo, perché che si vada immediatamente a sciacallare sui cani quando accade una tragedia simile è davvero, davvero becero, secondo me).

    • Ecco, possibile che con questo medico del 118 che era in servizio non ci abbia parlato evidentmente nessuno dei vari autori degli articoli sui giornali? Perchè la versione che riporti tu praticamente non si trova in nessun caso, dato che l’ipotesi più gettonata era quella che i cani fossero del padre.
      Sul discorso “razze”, purtroppo ne abbiamo viste talmente tante negli anni di attribuzioni fatte a caso sui giornali che lo darei praticamente per scontato, che fosse qualche “incrocio vagamente somigliante a…”, in effetti nell’articolo non l’ho scritto ma sarebbe stata solo l’ennesima ripetizione 🙁

  2. se l’italiano medio legge solo il titolo e guarda la figura, purtroppo non credo che vada a leggersi gli articoli di approfondimento che possono aiutare a ridurre il rischio che fatti di questo genere si ripetano 🙁

    • Assolutamente vero, però gli approfondimenti potrebbero servire a quella “fascia intermedia “che magari l’articolo legge tutto però poi da solo non cerca approfondimenti (o non sa dove cercarli): dargli qualche riferimento potrebbe informarlo e magari lui a sua volta condividerebbe poi quelle nozioni.
      E’ chiaro che a quello che “va beh ho letto il titolo e quindi posso già commentare” non fai entrare le nozioni in testa nemmeno se ce le lanci con la fionda, però se magari i suoi amici/conoscenti – che magari si sforza un po ‘di più nella lettura 😀 – cominciassero a essere più informati, prima o poi qualche nozione potrebbe arrivare pure a lui…in fondo quante volte si impara qualcosa per “passaparola” e perchè se ne sente parlare spesso tra amici/conoscenti/famigliari?
      Non è possibile che ci siano argomenti molto più frivoli di cui tutti hanno delle conoscenze almeno basilari perchè sono citati in continuazione, e invece su un tema importante come la convivenza tra cane e bambini ci sia un’ignoranza abissale e diffusa 🙁

  3. …Posso fare quella che va a rompere i maroni a tutti?

    Ora…Io capisco la tragedia. Fatto orribile. Un bambino ci ha purtroppo rimesso la pelle.

    Capisco che quelli che han paura dei cani, ora si infervorino per l’accaduto.
    Del tipo “Visto? Lo dicevo io che il doBBermann impazzisce a sette anni e mangia i bambini./Rockualler e prizzbullz sono cani che andrebbero eliminati tutti. Punto.”.
    Non ci ragioni con questi. Lo sai.
    Han paura. Basta. I cani sono tutti cacca per loro. Ed i proprietari andrebbero tutti in galera.

    Capisco pure i proprietari di cani di una X razza.
    Loro -giustamente- si infervorano con giornalisti & cinofobi, perchè se già prima erano visti peggio delle bestie di satana -senza ragione alcuna-, mò devono pure fare attenzione alla gente in mezzo alla strada che minaccia di “denunciarli per paura”, o che magari si inventano di avelenargli il cane direttamente nel giardino di casa loro…

    MA!
    Perchè, a questo punto, qualche associazione di amanti del cane di razza X considerata aggressiva, o semplicemente un allevatore/trice di una X razza (o meglio ancora…Semplicemente più persone proprietarie di queste razze,considerate demoniache & malvagie), non scrivono una bella lettera, anzi un articolo, di sana lamentela…Con qualche nozione utile su come approcciare questi cani, su come siano questi cani per davvero, su come NON lasciare bambini soli con i cani se non si è sicuri e lo mandano a PIU’ redazioni giornalistiche?

    Ora..Lo so che si cerca la notizia quando vengon fuori ste cose.
    Lo so che “basterebbe cercare online per trovare xxx testimonianze o xxx standard di razza” ecc.
    ..Ma a quelli che scrivono sti articoli, nun je frega di cercare queste cose.
    Loro son lì a far notizia e a far trapelare il macabro.
    E ai cinofobi, queste notizie fan comodo. Perchè confermano ciò che pensano..

    Per cui..Perchè qualcuno con un pelo di esperienza nel settore in più, rispetto a John Jack Scribacchino, non scrive qualcosina da mandargli in redazione, visto che quelli non lo fanno?
    So che in molti diranno “a quelli non frega niente lo stesso”, ma almeno provarci farebbe così male?
    In fondo anchei proprietari di questi cani “pericolosi”, sono cittadini come gli altri e con gli stessi diritti. Perchè per una volta, non possono provare a lamentarsi pure loro?

    • perchè purtroppo verrebbero considerati una piccola lobby che tenta di gestirsi i loro affari. Bisognerebbe riuscire a raggiungere il nocciolo del problema e cioè definire meglio e chiaramente – ampliando la casistica- il concetto di maltrattamento animali d’affezione. Hai cani e li tieni isolati e legati alla catena? non sono socializzati a sufficienza tanto da risultare pericolosi? ok,ti mando i carabinieri e in galera ci finisci tu, non i cani. Questo bisognerebbe fare, spostare sempre sempre sempre la responsabilità dal cane a chi lo “detiene” come si dice tra legulei.. noi che abbiamo cani dobbiamo fare questo, dobbiamo far cambiare punto di vista senza neanche considerare la razza o la stazza, il killer è il detentore, non il cane, punto.

      • Pero’, perdonami Daniela, anche noi siamo in buona compagnia e cosi’ facendo avremmo le stazioni dei carabinieri sommerse da gente vociante che urla “dagli alla strega”, “dagli al maltrattatore” e aggiungeremmo confusione alla confusione. Quando si affrontano questi argomenti mi vengono sempre in mente gli assembramenti di donnette all’area cani che discutono se sia il caso o meno di denunciare per maltrattamenti il tal vicino di casa perche’ ha lasciato per due ore il cucciolo in giardino o il tal altro perche’ lo ha lasciato in casa e comunque tutti e due perche’ non usano la pettorina consigliata dall’esperto commesso del petshop all’angolo.

        Credo che una strada percorribile sia quella di cercare spazi dove fare informazione sobria e attendibile trattando gli argomenti in modo incisivo e cercando di fare alla fine della buona divulgazione senza crociate ma anche senza peli sulla lingua nel chiamare le “cialtronate” col loro nome.

        • ah certo, hai ragione..ogni iniziativa ha come presupposto una buona dose di granum salis, e sappiamo che tra noi cinofili non sempre ce n’è a sufficienza..

      • Ma appunto Daniela.
        Io è questo che dico..Si parla sempre di come i social ed altri vari siti online servano spesso a far “smuovere le acque”.
        Come lo fai? Facendoti leggere da molti.
        So che ciò che dici è corretto, ma onestamente…In quanti finiscono in galera per queste cose? Bisognerebbe iniziare sì a spiegare qualcosa, ma in piccoli passi.
        Io ora non parlo di fare la classica cosa di “raccogliamo le firme”, perchè non basterebbe un giornale intero per contenerle.
        MA!
        Se su di un sito/social/quel che è, si partisse con un’iniziativa almeno simile a ciò che dicevo io, cioè scrivere un articolo o una semplice lettera del tipo:

        “Perchè, io detentore di cane sopra i 5 kili (non me ne vogliano i detentori di cagnolini piccoli..Ma di solito “i mostri” che fan paura, sono i cani più grossi.), devo necessariamente subire insulti/occhiataccie/a volte minaccie, ogni volta che vado in giro a causa di articoli gonfiati o mezzi inventati? Perchè a causa di questo tipo di articoli, io devo star qui a temere che qualcuno arrivi ad avvelenarmi/uccidermi il cane, solo perchè appartenente ad una razza X? Potremmo -e qui ti quoto- “far cambiare punto di vista senza neanche considerare la razza o la stazza? Il killer è il detentore, non il cane”. Vogliamo capire che tenere un cane legato ad una catena, non socializzato, o chiuso in un recinto 24 ore al giorno, PROVOCA questo tipo di incidenti? Vogliamo capire che i cani sono animali sociali e che se vengono tenuti a questo modo non considereranno MAI bambini ecc, elementi della famiglia/branco o dir si voglia? La potete smettere di incolpare sempre i cani (sempre gli stessi. Appartenenti alle stesse quattro/cinque razze), quando è ovvio che gli irresponsabili sono gli umani? Potreste almeno informarvi su razze e carattere delle dette razze, prima di alimentare ulteriormente la paura che già certa gente ha, nei confronti di certi cani?

        Grazie.
        Firmato:

        E qui si passa a diverse firme.
        Del tipo (me li sto inventando…Se esistono davvero queste associazioni, con questo nome, chiedo venia. XD)
        “Associazione cani da slitta del San Gottardo”
        “Gruppo cinofilo amici del cane Corso”
        “Associazione Possessori di dobermann united”
        “Gruppo Amanti del rottweiler morbidello”
        “Annoying dog fanclub”
        “Amanti del muso del bouledog francese”
        “Gruppo amici di Lassie””
        ..E via dicendo.

        Si chiede, tramite social ecc, a più associazioni/gruppi di firmare una roba simile.
        E poi si manda più redazioni la stessa cosa. (Perchè diciamocelo..Un po’ tutti i possessori di certe razze di cani, ne avranno anche pieni i maroni di queste storie..Io ho un pastore scozzese e ho visto signore/i letteralmente saltare via dal marciapiede, mentre passavo col mio cane. Una signora addirittura diceva all’amica “saranno anche bei cani quelli lì, ma bisogna fare attenzione, che DICONO diventino incontrollabili.”. E questo, solo qualche mese fa.
        Ed il mio, è un cavolo di pastore scozzese. Lassie. Immagino cosa debbano provare quelli che hanno un pitbull.)
        Magari non serve a nulla, ma magari la prossima estate, quando sono a corto di articoli da pubblicare, riesumano sta cosa e la leggono anche..
        Io non credo sia una cosa così tanto utopistica dopotutto…Voglio dire..Provare, non costerebbe nulla.

        • Sì Lola, hai ragione, io pure sono il tipo che crede nelle iniziative condivise, nella forza della ragione – intesa come testa pensante-. Ma tu hai visto certa gente col kanekiller? i cuggini, come li chiamava Valeria? te li vedi quelli a firmare? Come ho già scritto anch’io in qualche altro commento, si dovrebbero muovere gli allevatori, i giudici di esposizione, le associazioni delle razze. Lo spazio che queste notizie e la loro versione corretta viene dato in siti come Tpic è importante ma temo non sufficiente, la signora che predice il fatto che il tuo cane diventerà incontrollabile, non leggerà mai queste righe, e ti dirò di più…probabilmente legge di cani solo se si raccontano episodi drammatici come questo del bambino che ha perso la vita. E il giornalista, che sarà ignorante in cinofilia ma scemo non è, ci marcia sopra e scrive scrive scrive…

          • Però, è anche vero che i cuggini di cui parli, non è che siano esattamente membri del tal gruppo,o della tal associazione.
            Le firme di quelle persone non le vedrai mai.
            Solitamente, quelli che fan parte di associazioni/gruppi/enti ecc,sono quelli chei cani li hanno, sanno cosa tengono a guinzaglio e sanno come gestirli. E queste persone sono tante.
            Sarebbero firme di gente che sa di cosa parla e non di uno che ha il rottweiler o il pitbull, perchè fa paura.
            Ovvio che se uno ha il kanekiller solo per il gusto di fare il figo in giro, non ha nemmeno idea di cosa sia un’associazione cinofila.
            Così come chi ha paura di certi cani -vedi l’idiota scribacchino citato nell’ultimo articolo, che consiglia la soppressione di tutte queste razze pericolose-, non andrà mai ad informarsi.

            Secondo me, iniziare a spedire lamentele al contrario e soluzioni ai giornali, si trattasse anche solo un articoletto a fondo pagina, farebbe la differenza.
            Magari non tutti lo leggerebbero, ma un po’ di gente sì.
            Io sto dicendo che sarebbe utile scrivere ai giornali, appunto perchè siti come questo non bastano.
            Però sta ad associazioni, allevatori ecc fare la prima mossa.
            Questo tipo di articoli sarà semprepresente. Ma purtroppo indignarsi e basta, non aiuta a risolvere la situazione.
            Iniziare a romperei maroni a quelli che queste cose le scrivono, potrebbe magari servire un pochino..

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