mercoledì , 22 novembre 2017
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Rieccoci coi cani killer…e con tutto quel che ne consegue

di DAVIDE BELTRAME – Sono passati poco di più di due mesi dai fatti di Mascalucia: allora titolammo che era un film già visto e che avremmo visto ancora, e purtroppo i fatti ci danno ragione. Ovviamente è un caso in cui essere (fin troppo facili) profeti porta con se molto dispiacere, è infatti di ieri sera la notizia che un altro bambino sarebbe morto in seguito all’aggressione da parte di un cane. O forse due. O forse più di due.

coppiacorsoStupiti dal numero incerto di cani coinvolti? E’ solo perchè i punti in comune con il caso di Mascalucia (e purtroppo anche altri) sono molti: la giovane età della vittima, l’aggressione da parte dei cani, ma soprattutto il solito giornalismo raffazzonato, in attesa ovviamente dell’immancabile ondata di commenti cinofobi, che al momento sono pochi (ma ci sono già, perchè i cinofobi non si fanno certo mancare l’occasione per qualche commento idiota) solo perchè nel momento in cui scriviamo la notizia è di poche ore fa e peraltro ultimamente molti giornali non permettono di commentare nelle ore notturne (sulla maggior parte delle testate la notizia risulta pubblicata dopo le 21:30).
Intanto abbiamo comunque l’esempio di solito giornalismo piuttosto sommario…dato che si trovano al momento ricostruzioni contrastanti. Proprio come due mesi fa, quando i “cani killer “inizialmente erano entrambi, poi uno solo, il bambino era secondo alcune versioni in braccio alla madre e secondo altre da solo in giardino, eccetera.

In questo caso tra gli articoli dei vari giornali non solo cambiano l’età (va praticamente da un anno a due e mezzo a seconda dei vari giornali) e il nome del bambino, che passa da Leonida a Ferdinando, ma anche la dinamica e il numero di cani:
su quotidiano.net si menziona l’aggressione da parte di due cani, avvenuta dopo che la madre del bambino era andata a liberare gli animali per una passeggiata.
RaiNews.it parla invece di un solo cane protagonista dell’aggressione, avvenuta perchè il bambino si sarebbe allontanato approfittando di un attimo di distrazione dei genitori – impegnati in un trasloco – avvicinandosi troppo al cane che lo ha aggredito. Ricostruzione simile fa TgCom24 aggiungendo che il cane sarebbe stato legato con una catena a un albero all’interno della proprietà.
Secondo Il Centro invece il bambino ha seguito il cane nel recinto dei cani ed entrambi lo hanno aggredito.
La più frammentaria sembra la versione del Messaggero che parla di “uno o più cani”, non fa menzioni di traslochi o distrazione dei genitori. In compenso menziona l’etnia del bambino, che sarebbe appartenente a una famiglia rom: Il Messaggero e Il Fatto Quotidiano sono gli unici due giornali, tra i vari articoli che ho trovato sulla vicenda, a ritenere opportuno inserire questo dettaglio. Precisazione che personalmente trovo alquanto inutile in un fatto del genere, ma sono disposto a scommettere che influenzerà diversi commenti sulla vicenda.

Killer_chihuahua_by_AIRtAltra consuetudine, le foto assolutamente a capocchia che corredano gli articoli: nonostante in tutte le versioni si faccia riferimento al Cane Corso (con più o meno strafalcioni nel nome della razza), alcuni giornali si sono mantenuti sul generico con le foto, inserendo magari immagini dellle pattuglie dei carabinieri, ma abbiamo:
– Il Giornale che illustra l’articolo con la foto di un dogo argentino
– RaiNews che inserisce la foto di quello che probabilmente è un malinois
– TgCom che utilizza la foto di un rottweiler

Può sembrare un dettaglio di poco conto, ma considerando quanto l’italiano medio conosca le razze canine, e quanti di un articolo guardino solo il titolo e le figure (ne abbiamo parlato proprio un paio di giorni fa) inserire foto così a caso è disinformazione bella e buona, che va a colpire sempre le solite razze che poi guarda caso si trovano con la nomea di “cani killer”.

Insomma, la solita storia vista e rivista: giornali che si buttano sulla notizie perchè è d’impatto, ma non si preoccupano particolarmente di avere informazioni attendibili sulla dinamica (tanto giornalisti-terroristicontano principalmente sui cinofobi che si lanceranno a commentare e a cui della dinamica e di come fossero tenuti i cani frega nulla), imprecazioni dei proprietari coscienziosi della razza “cattiva” di turno che si troveranno a essere guardati storto dai vicini di casa (sempre che non venissero guardati male già prima), zero informazione su cosa andrebbe fatto per evitare che episodi del genere accadano, eccetera eccetera. E anche noi abbiamo ribadito le stesse cose, perchè c’è poco da dire, solo ci chiediamo quando qualche mass media si degnerà di impostare la notizia in modo costruttivo per evitare il ripetersi di fatti del genere…visto che la storia e i fatti dimostrano che con l’impostazione attuale, le tragedie continuano ad accedere.

Sapete cosa succederà ora? Che arriverà la solita ondata di commenti imbecilli, i giornali seguiranno la vicenda per un paio di giorni dando più o meno dettagli e aggiornamenti – e a seconda del seguito che avrà la notizia sui media nazionali si leveranno più o meno voci di questa o quella associazione e di questo o quell’esperto – e poi la faccenda cadrà nel dimenticatoio senza insegnare nulla o quasi.
Esattamente come successo per Mascalucia: è vero che l’attenzione dei media pochi giorni dopo quella vicenda si è comprensibilmente totalmente spostata verso il terremoto che ha colpito Amatrice, ma dopo tre-quattro giorni di aggiornamenti quasi quotidiani sullo svolgimento delle indagini é poi calato il silenzio sulla vicenda, e così è stato anche in altri casi passati che non erano stati soppiantati da altre notizie di maggior rilevanza, ma semplicemente non destavano probabilmente più abbastanza attenzione secondo le redazioni.

Da parte nostra, concludiamo rimandando alle stesse risorse che già avevamo indicato nell’articolo sul caso di Mascalucia. Sono poche informazioni, ma possono aiutare a ridurre il rischio che fatti di questo genere si ripetano. Noi ci proviamo, di sicuro difficilmente possono essere meno utili del nulla assoluto offerto da giornali e telegiornali in fatto di cultura cinofila.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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