mercoledì , 22 novembre 2017
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Siano proibiti tutti gli articoli di letterati opportunisti

di FABIANA BUONCUORE – Dico opportunisti per non usare altri aggettivi che sarebbero magari più adeguati, ma oggettivamente non dimostrabili, mentre sull’opportunismo direi che la smentita è alquanto difficile, se consideriamo che l’autore dell’articolo de “il Foglio” che sta facendo migliaia di condivisioni e commenti sui social ha pensato bene di aggrapparsi alla notizia del momento, quella del bimbo ucciso qualche giorno fa a Pescara, per ottenere visite facili infiammando l’eterna faida tra cinofili e cinofobi.
Niente di insolito: gli sciacalli si manifestano in tutte le forme, quando si presenta l’occasione. Peccato che una tale accozzaglia di castronerie, in pochissime righe di testo, sia difficile da rilevare anche tra i testi dei più mediocri scribacchini da click: e se non fosse triste che purtroppo moltissima gente appoggi cotanta ignoranza, sarebbe quasi un record divertente.

cani-bambini1Cosa scrive, il nostro Camillo Langone (lo stesso che scriveva un altro articolo cinofobo, sempre in occasione di una disgrazia che catturava visite, il terremoto che ha colpito il centro Italia poco tempo fa, giusto a proposito di opportunismo…), specificando di definirsi “letterato” e non “giornalista”? Siccome snocciola una baggianata dopo l’altra, dimostrando (nuovamente) una cultura cinofila piuttosto scadente, analizziamole in sequenza:

  1. “Un cane ha sbranato un bambino. Non è una notizia. Notizia, giornalisticamente parlando, sarebbe un bambino che ha sbranato un cane.”

Mi sembra sensato. Dopotutto, i cani sbranano i bambini tutti i giorni, e l’uomo, autolesionista, continua a condividere il tetto con questa bestia assetata di sangue che ne divora la prole di continuo.

  1. “E’ stata aperta un’inchiesta ma che senso ha: i cani mordono, hanno i canini apposta.”

Sì, i cani mordono, e sì, hanno i canini apposta. È per questo che, quindicimila anni fa, l’uomo decise di collaborare con esso, ai tempi ancora lupo: per poter cacciare insieme e trarne reciproco vantaggio. E perché quei canini difendessero l’uomo dai pericoli. Così è stato nei secoli e così è ancora oggi. E se non fosse stato per la domesticazione del lupo, quasi certamente l’uomo non sarebbe arrivato dove è adesso.
Sarebbe carino conoscere anche l’opinione di tutti coloro che grazie ai canini dei suddetti cani sono scampati a brutte esperienze, ad esempio nei commenti al pezzo del buon Langone una lettrice racconta di come il suo cane l’abbia difesa quando un eroinomane l’ha minacciata con una siringa piena di sangue. Immaginiamo ovviamente che il prode letterato avrebbe fatto lo stesso…

  1. “Bisognerebbe aprire un’inchiesta sulla mancanza di una legge contro le razze pericolose. Siano proibite tutte le razze pericolose (cane corso, rottweiler, pitbull, eccetera)”

bambini5Gentile letterato, la legge sulle razze pericolose è esistita per parecchio tempo. Dopodiché, dato che non cambiò nulla, né nel bene né nel male, sulla frequenza delle aggressioni, e data l’impossibilità scientifica di determinare una maggiore o minore pericolosità di una razza o di un’altra (se non, obiettivamente, in rapporto alle sue dimensioni; peccato che nemmeno tu, amico cinofobo, hai pensato di menzionare tra i tuoi “cani pericolosi” il Cane di San Bernardo od il Terranova, entrambe molto più grosse di quelle che hai preso ad esempio), la “black list” fu abolita.
Tra parentesi, la stessa lista era stata stilata da persone che evidentemente di razze non capivano un beneamato piffero, dato che ne comparivano di inesistenti o scritte nel modo sbagliato, oppure la stessa razza scritta due volte ma con parole differenti, o razze che in Italia sono praticamente sconosciute. La “pericolosità” di una razza, per legge, rimane un concetto soggettivo e soggetto ad infinite variabili, prima fra tutte il modo in cui il cane è stato impregnato sull’uomo, poi socializzato e poi sottoposto a stimolazioni ambientali (si chiamano “fasi sensibili dello sviluppo del cucciolo”, gentile letterato. So che non le conosci, ma noi che studiamo il cane per davvero, con un approccio scientifico e non basandoci sulla favola di Cappuccetto Rosso, conosciamo l’immensa differenza che può fare sullo stesso cane un corretto percorso di crescita). Proprio per via di questa soggettività, oggi, i proprietari di tutti i cani, dal chihuahua all’alano, sono obbligati a circolare portando con sé una museruola: il cane dovrà indossarla solo sui mezzi pubblici (con buona pace del lettore secondo cui “Trenitalia consente a questi cani l’accesso ai treni senza museruola”, che dimostra tanta conoscenza in materia di regolamenti per i cani in treno quanto Langone in materia di cani pericolosi) o se specificamente richiesto da un pubblico ufficiale.
Sorvoliamo ovviamente sul fatto che la “razza pericolosa” cambi di volta in volta e soprattutto su come in realtà quasi mai si tratti di esemplari di razza e selezionati, visto che approfondendo un minimo la questione solitamente vien fuori che il “cane corso, rottweiler, pitbull eccetera” era 9 volte su 10 un incrocio “vagamente somigliante a”. E sulla conoscenza delle razze cinofile del giornalista medio abbiamo già scritto più volte (inizialmente si era parlato di rottweiler su questo fatto di cronaca, giusto per dire…)

  1. “siano soppressi tutti gli esemplari di queste razze.”

09_Cane_lecca_un_bambinoQuindi, il concetto, è “sopprimere tutte le creature potenzialmente pericolose”? No, perché io ne conosco una che è davvero pericolosa. Cammina su due gambe, ogni giorno in tutto il mondo tantissimi esemplari aggrediscono ed uccidono brutalmente altri elementi appartenenti alla loro stessa specie. Questa creatura si comporta in modo antietico, violento, pericoloso. E ciò che è peggio è che, a differenza del cane, ha tutti i mezzi per essere perfettamente cosciente della gravità delle azioni che sta compiendo. Ah, e se dobbiamo discernere tra quelli “normali” e quelli “potenzialmente pericolosi”, so esattamente quali eliminare: proprio come le razze canine più pericolose son quelle in possesso di armi più potenti, questi umani da sopprimere vanno in giro con divisa e distintivo, e possiedono armi che in un colpo solo possono togliere la vita. Meglio eliminarli tutti.

  1. “A chi ha qualcosa da obiettare, a chi afferma che non esistono razze pericolose in sé, venga offerta questa alternativa: vuoi essere chiuso in una stanza con tre doghi argentini sconosciuti e nervosi o con tre chihuahua del medesimo cattivo umore? Sia consentito aprire bocca solo a chi sceglie i tre doghi nervosissimi.”

Ed ecco la perla finale con la quale si chiude questo articolo così altamente tecnico. Caro Camillo, è vero: nessuno vorrebbe trovarsi chiuso in una stanza con tre doghi argentini sconosciuti e nervosi (sempre che tu sappia che “nervosi” non lo sono di default, non lo è nessun cane, come non lo è nessun mammifero: nervosi, per un lasso di tempo più o meno lungo, lo si diventa, e sempre in seguito ad uno stimolo ambientale che innalza i livelli di stress del soggetto). Personalmente, io non vorrei ritrovarmi nemmeno con i tre chihuahua, se è per quello. Però sicuramente mi chiederei perché i cani siano nervosi. Perché noi cinofili veri (no, non quelli bambini3che pensano che i cani siano bambini pelosi e che ogni problema si risolva con tanto amore) siamo quelli che ogni giorno si mettono in discussione, osservano il comportamento canino, studiano sui libri e sul campo, vivono a tu per tu con queste creature e con i problemi comportamentali che talvolta presentano, per porvi rimedio prima che ciò sfoci in una situazione pericolosa. Noi cinofili siamo quelli che cercano di diffondere una cultura seria, mettendo al corrente i proprietari dei pericoli che può presentare un’errata gestione del cane; e se le leggi, anziché intimare la soppressione di questa o quella razza, rendessero obbligatoria una formazione cinofila all’interno degli istituti scolastici, probabilmente i proprietari del domani arriverebbero preparati al momento di far entrare un cucciolo in famiglia, e forse in futuro simili tragedie non si verificherebbero più.

Pertanto, gentile Letterato, tu preoccupati di fare il letterato e di scrivere su argomenti che conosci, perché è evidente che i cani non hai nemmeno idea di che cosa siano. Noi continueremo a promuovere la cultura cinofila e a cercare di risolvere il problema formando proprietari responsabili che cresceranno cani sicuri ed equilibrati; sai com’è, l’ultimo che ha proposto di effettuare uno sterminio di massa non ha fatto una bella fine.

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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