domenica , 19 novembre 2017
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Giornalisti cinofobi e sciacalli, state passando il limite

di DAVIDE BELTRAME – Ci risiamo. Nemmeno due settimane dopo l’articolo cinofobo apparso sul “Foglio” dove si auspicava la soppressione di tutti gli esemplari delle “razze pericolose”, arriva un’altra perla (di letame, ma comunque perla) a firma di Giovanni Maria Bellu, pubblicata nella sezione notizie di Tiscali.it.
Questa volta l’autore ce l’ha esclusivamente con il Rottweiler, anche perchè si è agganciato a un fatto inerente quella razza, e pur non dichiarando magari esplicitamente come nell’articolo del “Foglio” la voglia di vederne sparire tutti gli esemplari, fa ben capire la sua posizione esprimendo malcelata soddisfazione per la fine fatta dall’animale che ha aggredito una bambina ad Halloween (ucciso a coltellate dal nonno della bambina, a quanto pare) e rammarico per il fatto che “non ci fosse nessuno con armi da fuoco o da taglio” nell’episodio di Bari dove a un 43enne sono state amputate le gambe in seguito all’aggressione di 3 rottweiler.
In entrambi i casi le versioni apparse sono contrastanti, ma ormai non vale nemmeno la pena sottolinearlo, vero?  Cambia il numero di cani, l’età delle vittime, la dinamica dei fatti, a volte la razza del “cane killer” di turno…ma sono tutte cose che già sappiamo.
Io mi chiedo se questi “giornalisti” non abbiano un minimo di vergogna: voglio dire, a scuola ci insegnavano che per scrivere su un argomento la prima cosa fondamentale fosse l’accertarsi dei fatti, le famose “5 W“.
Purtroppo ormai sembra una pratica desueta, se consideriamo quante volte (non solo riguardo ai cani) vediamo ricostruzioni diversissime tra loro tra le diverse testate.
Insomma, la fretta di arrivare per primi sulla notizia ha ormai preso il sopravvento sull’accuratezza nel riportare i fatti: pensiamo ad esempiomortaquando alla ormai famosa immagine con le locandine in cui cambiava il numero di alani aggressori (e nell’immagine possiamo vedere che anche su altri temi le versioni cambiano tra i diversi giornali).
Fate caso anche a un’altra cosa: fino a qualche anno fa, solitamente le notizie di morsi e aggressioni da parte dei cani erano corredate da una foto del “cane colpevole”, e questo spesso bastava a spernacchiare il giornalista di turno riguardo all’affibbiazione della razza X o Y dato che poi magari la foto dimostrava un esemplare che con X o Y non aveva nulla a che spartire.
Adesso invece, foto generica e tanti saluti: dei casi più recenti io ricordo foto dei cani protagonisti della vicenda solo per quanto riguarda i due dogo di Mascalucia, in tutti gli altri casi o foto generiche (ambulanza, auto della polizia), o foto di un esemplare della razza “accusata”, o anche foto di esemplari di un’altra razza ancora.
Solo che chi capisce un minimo di cani queste differenze le nota, ma moltissime persone magari pensano che il rottweiler della foto sia effettivamente il cane di cui si parla nell’articolo (anche se nel testo si parla, che so, di un bulldog)…e magari si fanno ingannare proprio perchè memori di quando si aveva la buona abitudine di usare foto relative a quel fatto.

Ecco, “capire un minimo di cani”, altro punto che vorrei toccare: oltre alle 5W, quando si fa i giornalisti sarebbe carino tenere in conto un altro parametro: sapere di cosa si sta parlando.
E’ vero che ormai siamo in un’epoca in cui anche chiunque può scrivere la sua opinione su ogni argomento e renderla visibile potenzialmente a tutti…ma può farlo sul suo profilo social, o sul suo sito: raramente uno che scrivesse “gli asini possono volare usando le loro scoregge come combustibile, analogamente ai culi volanti della saga di Tremors” verrebbe pubblicato su una qualsiasi testata.
Questo però, a quanto pare, non vale se appari come letterato e se spali letame su questa o quella razza canina: a quel punto all’editore di turno partono gli occhi a dollaro stile Zio Paperone e non si paperonepreoccupa minimamente di quello che scriverai, ma si esalta immaginando le orde di cinofobi che piomberanno sulle sue pagine facendo impennare il contavisite.

Perchè non vedo sinceramente altra ragione per pubblicare un pezzo come quello apparso su Tiscali, dove partendo dall’ennesima dimostrazione di quanto sappia essere opportunista e “cercare scorciatoie” l’essere umano, si riesce a partorire una pessima combinazione di disinformazione, cinofobia e istigazione alla violenza.

Il fatto di partenza: un allevatore di rottweiler, invischiato in vicende edilizie di appalti ottenuti in modo non proprio “pulito” e a quanto sembra anche affiliato alla ‘ndrangheta, ha provato a prendere una scorciatoia anche per vincere un’esposizione canina: ha mandato la sua ex compagna, professione escort, a “fare compagnia” al giudice della manifestazione.
Non è ben chiaro se poi l’opera sia andata a buon fine: secondo alcune fonti il cane di Piccoli avrebbe effettivamente vinto la gara (ma poi il risultato sarebbe stato “cancellato”), secondo altre fonti non è proprio chiaro quale sia stato invece l’esito. Guarda un po’, anche questa volta versioni discordanti. Sorvoliamo sull’ignoranza mostrata in materia di expo, del resto parliamo di autori che normalmente distinguono un cane da un gatto giusto uno perchè uno fa “bau” (però poi identificano sempre la razza protagonista di quello o quel fatto di cronaca…), non possiamo certo pensare che sappiano come funzioni un’esposizione (e informarsi a riguardo è fatica).

I (pochi, peraltro) giornali che hanno riportato la notizia della corruzione del giudice l’hanno inserita praticamente come “nota di colore” nel più ampio discorso delle indagini su Piccoli inerenti gli appalti, ma Giovanni Maria Bellu ha visto bene di prendere una strada diversa e cavalcare la cinofobia, perchè figurati se poteva farsi scappare l’occasione per sparlare del Rottweiler, razza che evidentemente gli ha fatto qualche grosso torto da piccolo a giudicare dall’astio con cui ne parla nel suo articolo.
Quindi nel suo pezzo, dopo il titolo si lascia già andare ai pregiudizi con il sottitolo che recita “Una gara imbarazzante, con esito poi cancellato. A rinfocolare la polemica su quella razza di cane legata ad eventi tragici.

Da li in poi, un delirio completo. Agganciandosi al già citato episodio avvenuto la sera di Halloween, parte con un attacco insensato, asserendo che “l’elenco delle vittime dei rottweiler è lunghissimo. Praticamente una rubrica di cronaca nera.

messaggero_rottRicordiamo – per la milionesima volta circa – che la razza X o Y indicata dai giornalisti è tale per puro sensazionalismo e nella maggior parte dei casi non corrisponda ai fatti. Solo che scrivere “rottweiler azzanna bambina” porta più letture, più reazioni e quindi più successo all’articolo.
E ve lo dimostro subito coi fatti: prendiamo due articoli di uno stesso giornale (Il Messaggero), che ha pubblicato un articolo sull’episodio di Halloween, ma proprio pochi giorni prima aveva anche scritto riguardo all’aggressione di una bambina di 9 anni da parte di un cane randagio: nel caso del rottweiler ci sono 19 commenti all’articolo, nel secondo zero.
Il primo articolo è stato inserito nelle notizie “In primo piano” e messo su Facebook, il secondo invece è stato reputato di secondo piano e non ha ricevuto la stessa evidenza.
Eppure i due casi hanno molti punti in comune.

Davvero ci chiediamo poi come mai il “lettore medio” abbia la percezione delle razze pericolose?
E’ ovvio che se i media gridano sempre “al lupo al lupo” mettendo nei panni del lupo questa o quella razza, e le rare volte in cui non si inventano l’appartenenza a una razza (ricordiamo ancora come per un certo periodo praticamente tutti i casi di morso vedevano come colpevole il pitbull, secondo i mass media, e il tutto portò alla famosa tragicomica lista di “razze pericolose”?) danno scarso rilievo alla notizia, l’idea che “eh ma tutti i Rottweiler sono pericolosi”, “eh ma tutti i pitbull mordono” non passerà mai.
Che in realtà è proprio quello che certi giornalisti e redazioni vogliono, perchè così saranno sempre sicuri di accalappiarsi il loro bel numero di lettori e utenti buttando fuori la notizia ad effetto sui cani: quante volte dei semplici morsi di poco conto sono stati presentati come feroci aggressioni, ma solo leggendo poi l’articolo si scopriva che le terribili conseguenze erano ridotte a qualche graffio? Un esempio è stato a luglio dello scorso anno, ma è solo uno dei tanti.
Quante volte le notizie delle aggressioni da parte dei cani misteriosamente spuntano fuori in periodi di “magra” per quanto riguarda le notizie? Non a caso in molti anni sembrava che i cani impazzissero solo d’estate, dato che solamente in quei mesi fiorivano le notizie dei “cani killer”.

forconiIl problema però è che ora stiamo andando ancora oltre, e per questo nel titolo ho scritto che si sta superando il limite: non solo si fa la solita disinformazione acchiappa click, già comunque grave – perchè non posso credere che non sia ormai consapevole e voluta: basterebbero 5 minuti su un qualsiasi motore di ricerca per informarsi quel tanto che basta per non dire le baggianate che invece troviamo regolarmente negli articoli cinofobi, e soprattutto per mettere magari almeno qualche consiglio utile – ma addirittura si istiga  la violenza verso gli esemplari di questa o quella razza.
Un minimo di decenza lo volete usare, o no?

Curiosità: nemmeno nel piccolo dettaglio il buon Giovanni Maria Bellu riesce a non dire una stupidaggine: secondo il suo articolo “della gara in questione sarebbe stata cancellata ogni traccia”. Difficilino, trattandosi di una mondiale, e infatti i risultati sono tuttora consultabili sul sito ufficiale. E’ vero che il sito principale dell’expo in questione non risulta più raggiungibile, ma mi è bastato usare Google 2 minuti per trovare i risultati che stando al nostro prode autore erano stati fatti sparire.

Mi sembra di aver scritto abbastanza, con la consapevolezza che per l’ennesima volta sarà poco utile, perchè chi ci legge sa già queste cose e chi invece è della schiera dei cinofobi rimarrà sulle sue posizioni. Ma spero di convincere qualcuno di quelli che ancora sono “nella terra di mezzo” a non farsi ingannare dai cumuli di letame che certi personaggi lanciano a caso per il proprio tornaconto.
Inviterei però i signori giornalisti cinofobi – e i cinofobi in generale – a guardare il video qui sotto (tranquilli, è breve, non vi ruba troppo tempo).
Se il cane avesse anche solo pinzato la bambina ci saremmo trovati davanti all’ennesimo sciame di articoli e commenti sul “cane impazzito”, “cane killer” e quant’altro: il soggetto in questione invece è stato un santo a sopportare le angherie della bambina lanciando solo segnali di disagio e di pacificazione, senza passare ai fatti pur vedendo completamente ignorati i suoi segnali di disagio. In tutto questo, qualcuno ha continuato tranquillo e beato a riprendere la scena, trovando probabilmente il tutto molto divertente.

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E questo è ciò che succede la maggior parte delle volte, perchè c’è un sacco di gente secondo cui il bambino col cane deve poter fare quello che vuole, e in più non coglie i segnali lanciati dal cane nemmeno quando sono lapalissiani come in questo caso. Perchè l’altra  colossale balla che ci raccontano sempre è “l’aggressione improvvisa e imprevedibile”, quando nella stragrande maggioranza dei casi ci sono invece dei segnali che bisognerebbe imparare a cogliere. Ma insegnare a coglierli e far capire come comportamenti sbagliati possano portare a gravi conseguenze è troppo impegnativo, vero?

Vi mostro infine un altro esempio di “rottweiler e bambini”, perchè il video sopra non vuol dire che il cane non debba giocare coi bambini o che non possano esserci dei momenti di sano cazzeggio, la differenza la fa il buon senso: in questa foto vedete Rebecca qualche anno fa. Noterete la differenza di espressione del cane rispetto a quello del video sopra, immagino.
Inoltre, tanto i genitori dei due bimbi quanto Fabiana erano presenti mentre veniva scattata la foto, e se ci fosse stato un minimo segnale di disagio non avrebbero certo continuato a scattare come invece gli irresponsabili genitori del video di cui sopra hanno continuato a riprendere.
Prima e dopo la foto, tutti hanno continuato a supervisionare il gioco cane/bambini, e tutti sono tornati a casa sani e salvi. E in ogni caso si tratta di bambini a cui era stato spiegato come approcciarsi al cane e cosa avrebbero potuto fare (e non fare) con Rebecca, perchè ovviamente ogni soggetto ha il suo carattere.

Ovviamente però su come approcciarsi correttamente ai cani, su quali siano le cose da tenere sotto controllo durante il gioco tra cani e bambini e quant’altro, non vediamo articoli sui giornali, o li vediamo raramente. Abbiamo parlato giusto venerdì di come duranta la trasmissione tv Tagadà sia stato dato più spazio alle ciance di ospiti che di tutto si occupavano tranne che di cani mentre all’unico invitato che coi cani ci lavora quotidianamente si è parlato sopra e si è dato poco spazio perchè non appoggiava la tesi delle “razze pericolose”.

Sarebbe ora che questi disinformatori seriali iniziassero a sentire sulla coscienza anche ogni singolo bambino morsicato o ammazzato perchè i genitori, invece di venire informati sulla corretta gestione e il corretto approccio a un cane e poter quindi evitare una buona parte degli episodi che poi finiscono sulle pagine di cronaca, si trovano a leggere soltanto gli allarmismi e le genialate sul “sopprimere tutti i cani di razze pericolose” e amenità simili partorite da penne caricate a bile.

Giovanni Maria Bellu, sentendosi spiritoso, nel suo pezzo ha scritto che “Il carattere dei rottweiler, come sanno bene tutti quanti sono stati sbranati e i loro familiari, è complicato e un po’ misterioso“.
Il carattere degli avvoltoi, invece, è ben più facile da identificare.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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