giovedì , 30 marzo 2017
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Tutto il cucciolo minuto per minuto – La prima settimana

di DAVIDE BELTRAME – Ed eccoci qui, una settimana dopo il parto di Samba, con un po’ di novità da raccontare.
I cuccioli compiono oggi la loro prima settimana, e in questo secondo resoconto cercherò di raccontarvi un po’ delle cose accadute in questo periodo, sperando di farvi divertire, anche se ovviamente le “buffaggini” dei cuccioli raccontate rendono molto meno che vissute, e magari provando a passare anche qualche informazione utile dall’esperienza che sto vivendo, che come ho già detto è comunque una “prima volta” anche per me, non avendo mai seguito così da vicino la crescita di una cucciolata.

Per prima cosa, dovete sapere che con Fabiana abbiamo deciso di impegnarci perché almeno uno dei due sia sempre presente, per garantire una “sorveglianza” 24 ore su 24. Dopo la prima settimana posso dire che siamo riusciti a effettuarla, e la nostra salute mentale è abbastanza inalterata (poi che già prima non fosse il massimo, è un dettaglio): se consideriamo che dopo l’ultima cucciolata che Fabiana aveva seguito da sola le avevano dato 10 anni in più di quelli che ha in realtà, e prima della cucciolata invece di solito gliene davano qualcuno in meno, direi che questo è già un buon passo avanti.
Personalmente il cambiamento maggiore che ho notato è che i tempi della giornata sono abbastanza stravolti, i pasti si fanno quando capita e nei momenti in cui siamo entrambi in fase “non-zombie”, così che uno prepari la pappa e l’altro tenga d’occhio i cuccioli.
Diciamo che si guarda meno l’orologio, perché l’attenzione è presa in gran parte da ciò che combina la cucciolata e quel minimo di tensione che comunque hai (o almeno, io ho!) soprattutto nei primi giorni ti distrae dal resto.

samba_rassegnataIl tentativo di tenere sempre sotto controllo Samba e figliolanza è dato dai rischi a cui un cane di taglia medio-grande sottopone più facilmente i cuccioli rispetto a cani più leggeri: lo schiacciamento o il soffocamento.
Alzandosi bruscamente, magari solo per andare a bere, o semplicemente perché “stufa” di allattare, la cagna rischia di dare zampate in testa a un cucciolo, e con un cane pesante questo può essere sufficiente a uccidere il piccolo o comunque a causargli qualche frattura.
Da questo punto di vista c’è molta differenza tra le cucciolate dei cani di taglia piccola, quelli di taglia media e ancor più quelli di taglia gigante, oltre poi alle differenze di razza (ci sono cani più “cinghialeschi” di altri, e il rott è tra questi) e di singolo soggetto.
Insomma, per ridurre il più possibile il rischio di incidenti dati da qualche movimento imprudente di Samba abbiamo optato per questo controllo continuo, ma ognuno la fase dei primi giorni di vita della cucciolata la affronta in modo diverso, in base sia ai propri impegni che al numero di persone disponibili.

Da soli è umanamente impossibile star dietro a tutto costantemente, perché anche provando a fare lunghe “tirate”, prima o poi in ogni caso si crollerebbe dal sonno, mentre chi ha più persone disponibili è avvantaggiato. Molti allevatori hanno a rotazione soprattutto nel periodo delle cucciolate qualche ragazzo che magari  “per farsi le ossa” e fare un po’ di esperienza diretta aiuta sia nella gestione dell’allevamento che nel controllo delle neo-mamme e della relativa figliolanza.

orologioInsomma, la sorveglianza costante che faremo io e Fabiana non è certo un’esclusiva, non voglio far sembrare che noi siamo “er mejo”, perché se invece una persona esegue una sorveglianza meno costante magari è solo per mancanza di tempo e possibilità, noi siamo comunque fortunati a poter gestire i turni perché il mio lavoro posso svolgerlo da casa e lei in previsione degli impegni con la cucciolata non ha preso ruoli che richiedessero un impegno full time.

Nonostante ciò, la cucciolata porta via molto tempo, già noi che abbiamo solo 5 cani (di cui una è Biba, che non pretende tante attenzioni, a parte il cibo) abbiamo sperimentato fin dal giorno del parto le difficoltà di seguire tutti. Immaginate un allevatore con più soggetti, che magari è anche impegnato in esposizioni o in gare sportive… senza almeno un paio di persone a supporto probabilmente darebbe di matto!
Ribadendo per l’ennesima volta (sono noioso, lo so) che parliamo di allevatori seri e coscienziosi che seguono come si deve i propri cani, non di cagnari che smollano li tanto gli adulti quanto i cuccioli a loro stessi senza curarsi di chi sopravviva e chi no e li tengono nelle condizioni schifose che purtroppo vediamo spesso. Voi che ci leggete ormai avrete ben presente che allevatore e cagnaro sono due cose diverse, ma repetita iuvant.

DestinyPallaRossaDei nostri cani, la differenza maggiore chiaramente è per Destiny, abituata fino a prima della cucciolata ad avere molto tempo dedicato a lei. Si sta però comportando piuttosto bene, da parte nostra chiaramente cerchiamo di non trascurarla troppo, però lei ci mette del suo “accontentandosi” di sfruttare i momenti che le dedichiamo. Questo chiaramente non è frutto solo di fortuna: oltre al buon lavoro svolto dall’allevatrice, abbiamo cercato di abituarla fin da piccola al fatto che potesse capitare che dovesse stare da sola e che questo non fosse una tragedia. E’ una cosa importante, perché spesso si ha la tendenza a voler portare il cucciolo sempre con sé, ma questo può portare poi in futuro a problemi che nei casi più gravi arrivano anche a una vera e propria ansia da separazione.
Certo, il fatto che accetti la situazione non vuol dire che ogni volta che ci vede non voglia uscire e/o giocare, anche quando magari noi invece stiamo andando a fare il nostro turno di sonno…e addormentarsi con un border collie che ti porta tutti i giocattoli di cui dispone non è proprio semplicissimo.

Destiny ha comunque avuto una giornata “tutta per lei”: la scorsa domenica Fabiana doveva sostenere l’esame per Istruttore di Dog Dance di I Livello, ed è quindi andata con Destiny (parte integrante dell’esame, visto che una delle prove era mostrare una coreografia!). Io invece sono rimasto praticamente tutto il giorno con Samba e i cuccioli, è stata sicuramente la giornata più impegnativa ma il fatto che Samba si stia dimostrando una brava mamma ha facilitato molto le cose. Io ero comunque molto tranquillo all’idea di dover badare da solo alla cucciolata già al loro secondo giorno di vita: avete presente la canzone “Valium” di Vasco Rossi? Ecco.

tuttiinsiemeScherzi a parte, l’atteggiamento di Samba sta aiutando davvero molto: se nei primi giorni in un paio di episodi ha rischiato di “fare danni” con un paio di alzate in piedi improvvise, già dal terzo/quarto giorno da mamma ha iniziato a prestare più attenzione. Noi controlliamo e cerchiamo di evitare danni, ad esempio finché è stato possibile abbiamo diviso i turni di poppata, per due motivi
– i cuccioli sono 11 e le mammelle 10, quindi tanto tutti insieme “non ci stavano”
– meno cuccioli insieme vuol dire più spazio per muoversi senza fare danni: con tutta la morbidinanza insieme, lo spazio a disposizione dove “mettere le zampe” era obiettivamente poco.

Ho detto finché è stato possibile perché negli ultimi giorni i cuccioli a quanto sembra hanno iniziato a sviluppare il senso dell’olfatto e quindi a rendersi conto di quando la mamma fosse vicino (e magari stesse allattando “gli altri”): questo causava grandi moti di protesta, guidati principalmente da uno paio di soggetti, quindi ultimamente – complice la maggior attenzione di Samba e una mole un po’ più maggiore dei cuccioli – tendiamo più frequentemente a lasciare tutti i pargoli insieme alla mamma per evitare sommosse. Prima infatti una volta finita la poppata potevi mettere i cuccioli nella loro cassetta e loro ronfavano beati, ignari di quanto succedesse intorno a loro, adesso invece se non sono vicini alla mamma protestano vivacemente. Poi magari passano il tempo dormendo in modo indecente, ma il concetto de “gli altri hanno il cibo a disposizione e noi no” li altera molto.
Ovviamente con tutto il mucchio insieme rimane il problema del cucciolo “in più” rispetto alle mammelle, ma finora stanno gestendo abbastanza bene il tutto dato che a rotazione comunque una buona parte dorme e anche nei momenti di maggior “folla” sono al massimo 7/8 insieme gli assaltatori di capezzoli.

cassapartoPiccolo excursus: se ricordate le foto dello scorso articolo noterete che abbiamo “riarredato” la cassa parto: se pensate di avere una cucciolata assicuratevi di avere a disposizione un bel po’ di asciugamani e coperte (magari vecchi e da buttare, perchè se no nel lavare tutto rischiate di mandare in crisi la povera lavatrice…).

Oltre all’attenzione negli spostamenti, nell’arco della settimana Samba è migliorata nella “pulizia” dei cuccioli. Pur essendosi dimostrata fin da subito una mamma abbastanza brava, talento probabilmente ereditato da Medusa, non si occupava molto della stimolazione dei piccoli. La mamma infatti normalmente lecca la pancia dei cuccioli stimolandone così la produzione dei bisogni e pulendoli (lo so non è un’immagine così poetica a parole, ma vi assicuro che vista non fa così schifo come potrebbe sembrare!); ecco, Samba è passata per tre fasi:
– all’inizio ignorava bellamente la cosa, la sua posizione era “già do loro da mangiare, che volete!”, quindi provvedevamo noi stimolando i cuccioli con un po’ di scottex.
– dopo i primi due-tre giorni, ha iniziato a badare alla stimolazione dei cuccioli. Solo che si limitava a quelli che si nutrivano dalle mammelle più vicine a lei: raggiungere gli altri cuccioli era fatica, quindi alla fine ci trovavamo 2-3 cuccioli lavati da testa a piedi e gli altri più asciutti del Sahara
– dal quinto giorno ha finalmente iniziato a pulirli seriamente

Una cosa buffa che avveniva durante la seconda di queste tre fasi è il fatto che lei badasse ai cuccioli più vicini anche quando non c’entravano nulla: se un cucciolo piangeva, qualsiasi esso fosse, anche uno che magari era nella cassetta e non tra quelli che stavano poppando, lei leccava il cucciolo più vicino: sforzarsi di individuare quale cucciolo si stesse effettivamente lamentando era un compito troppo impegnativo. Insomma, il vantaggio di essere una “mamma zen” a volte diventava il difetto di essere una mamma TROPPO zen.

Mi rendo conto però che finora ho parlato di me, di Fabiana, di Destiny, di Samba…ma ho trascurato i veri protagonisti…ovvero i neo-morbidini, questi 11 salsicciotti vagamente somiglianti a dei Rottweiler che Samba ha messo al mondo.

viola_pappaPartiamo da un presupposto: pensavo peggio. La sorveglianza continua in realtà non è così stressante perché almeno in questa prima settimana i cuccioli non hanno modo di fare particolarmente casino, neanche volendo. Anche se hanno un andazzo da bulletti e da “cuccioli che hanno già capito tutto del mondo”, sono degli affarini che hanno solo il senso del tatto (e forse un pochino quello del gusto) e dividono il loro tempo tra mangiare, dormire ed essere buffi. Insomma, il più è controllare che non vadano a infilare la testa troppo sotto la mamma rischiando di non respirare, o che non compiano errori di valutazione quando devono mangiare, a tale riguardo finora abbiamo avuto:
– un cucciolo che ciucciava con somma soddisfazione l’orecchia di un fratello
– una cucciola che si è attaccata a una zampa convinta che fosse una mammella
– svariati cuccioli che sbagliando strada finivano per attaccarsi al sedere della mamma

Un altro problema è stato quando i cuccioli hanno iniziato a essere abbastanza grandi da uscire dalle prime cassettine in cui li tenevamo: per semplificare la divisione dei turni di poppata e non dover controllare ogni volta i colori dei collarini (alcuni dei quali diventati sempre più scomodi da distinguere), avevamo una cassetta della frutta per il gruppo da 6 e una per il gruppo da 5. Un paio di cuccioli però hanno dimostrato particolare intraprendenza e, cucciolociccionenon visti, erano riuscivi a svicolare da una cassetta all’altra prima del cambio, così ci siamo trovati in un paio di occasioni a togliere il turno da 6 cuccioli, iniziare ad attaccare il turno da 5…e trovarsi di nuovo 6 morbidini a ciucciare.
Il più intraprendente e ciccione della cucciolata finora è senza dubbio il cucciolo col collare nero, che oltre a un paio di cambi cassetta in qualche caso ha visto bene di andare direttamente a unirsi a fratelli e sorelle che stavano mangiando e “infiltrarsi” nel gruppo, perché lui voleva avere il menu personale e non seguire gli orari di questo stupido ristorante.

Oltre a lui che si è dimostrato il più intraprendente, anche qualche altro cucciolo ha iniziato a manifestare la sua personalità, ad esempio
– il secondo maschio della cucciolata è un tontolone casinista, anche lui ha fame più spesso degli altri ma invece di tentare le “evasioni” come il fratello, parte lamentandosi a suon di “gnuuuu”. A onor del vero ha anche tentato un paio di sortite dalla cassetta della frutta, finendo però inesorabilmente dalla parte sbagliata, trovandosi smarrito, ripescato da noi e rimesso nella cassetta (o, quando proprio mossi a pietà, unito al turno di poppata)
– alcuni dei cuccioli si sono dimostrati particolarmente “mammoni”, prediligendo la posizione di poppata sotto l’ascella della mamma, o addormentandosi tra le zampe di Samba
– un cucciolo in particolare è un insoddisfatto cronico: è praticamente l’unico di tutta la cucciolata che piagnucola spesso mentre è attaccato a ciucciare il latte, della serie “questo menu fa schifo”

Fabiana mi ha comunque detto che rispetto alle cucciolate precedenti con cui ha avuto a che fare, questa è abbastanza silenziosa. Abbastanza, perché in realtà qualche cucciolo che non si fa pregare a lamentarsi cè, tanto è vero che dopo i primi giorni in cui identificavamo i due gruppi di poppata in base all’ordine in cui sono nati (da 1 a 6 e da 7 a 11), adesso l’identificazione era diventata “gruppo casinisti” e “gruppo ciccioni”.
La colonna sonora del gruppo casinisti è quello che Fabiana chiama “gnuuuu”; io lo definirei più quasi un miagolio: ieri sera a un certo punto ero convinto che Tanya fosse davanti alla porta della sala parto…ci ho messo 2 minuti buoni ad accorgermi che invece era uno dei cuccioli che lamentava la scarsa quantità di cibo che usciva dalla mammella che si era scelto!
Il “gruppo ciccioni” invece, chiamato così per ovvi motivi ma soprattutto per la presenza del cucciolo dal collare nero, che fa lo stesso effetto di Bud Spencer in mezzo ai cattivi mingherlini, è molto più zen.

cucciola_rossaVivere la cucciolata così da vicino è comunque un’esperienza notevole, i momenti buffi sono moltissimi e vedere pian piano venire fuori le differenze di atteggiamento dei piccoli è affascinante.
Ovviamente essere in due aumenta i momenti divertenti, specialmente se uno dei due fa notare all’altro le gaffe: una volta Fabiana stava entrando nella sala parto mentre quasi tutti i cuccioli dormivano, io le ho fatto segno di non far rumore…lei mi guarda interrogativa, per poi farmi gentilmente notare che i cuccioli non hanno ancora sviluppato il senso dell’udito.
Il che è un peccato, perché le russate clamorose che si fa Samba in diversi momenti della giornata sarebbero un ottimo inizio di abituazione ai rumori: sono abbastanza fiducioso che da questa cucciolata non verranno su adulti con paura di botti o temporali, perché la prima cosa che sentiranno saranno probabilmente i ROOOOOOOONF della mamma.

Il sonno non è ovviamente un problema neanche per i cuccioli: dormono in ogni luogo e in ogni lago, nel senso che li addormentativedi addormentarsi mentre poppano, oppure appena si distraggono un attimo. Oltre ovviamente a quando non è il loro turno di poppata, ma li è più facile perché hanno la panciotta piena…e al momento non è che abbiano molte altre attività in cui si possono impegnare.

Le altre attività, come ad esempio mangiare, bere e fare i bisogni le ha invece Samba, che in alcune di queste occasioni si ricorda di essere figlia di Medusa e, come effetto bonus, cresciuta da Bisturi: ha quindi dei momenti in cui non si rende conto.
Ad esempio se ha sete, si alza (e già ci fa prendere qualche infarto, però di solito sta attenta e ormai non si muove troppo di scatto, abbiamo quindi tempo di spostare al sicuro i cuccioli prima che si sposti),  si allontana per andare verso la ciotola…e poi sentendo i lamenti dei cuccioli che si sono trovati improvvisamente senza la mamma (e senza cibo), torna preoccupata verso di loro pensando “ah già, obliavo…”.
Stessa cosa quando la portiamo fuori per i bisogni: esce tranquilla, spesso ben felice di avere qualche minuto di lbertà, fa i suoi bisogni senza particolare fretta…poi si ricorda di avere una prole a cui badare e quindi al ritorno verso casa accelera il passo e va subito a controllare che nessun cucciolo si sia smarrito.

stimolazione_polpastrelliIn realtà il tutto è alquanto comprensibile: la truppa oltre a succhiare il latte succhia decisamente anche molte energie, ci sono infatti mamme decisamente meno zen di Samba che richiedono più pause, mentre lei tutto sommato cerca anche di essere attenta e delicata.
Cerca, perché ad esempio quando anche solo lecca un cucciolo 9 volte su 10 lo sposta di 10 centimetri alla volta facendogli perdere la presa sul capezzolo e di conseguenza il nutrimento, ma la tenacia con cui dopo uno “gnuuu” di rimprovero il morbidino di turno torna alla carica verso la mammella è assai buffa e al contempo tenera.
L’opera a volte gli è resa ancor più ardua dal fatto che Samba continui a leccarlo, rimandandolo quindi ogni volta al punto di partenza. Ma finora nessuno si è lasciato scoraggiare dalla lingua sposta-cuccioli di Samba e alla fine è sempre tornato alla fonte di cibo.
Nei casi in cui il cucciolo sbaglia proprio clamorosamente strada interveniamo noi, ma finora hanno dimostrato di avere un discreto sistema di navigazione.

Seguire così da vicino una cucciolata fa provare se possibile uno sdegno ancora maggiore verso i canifici e i cagnari che sfornano cuccioli a ripetizione senza nemmeno guardare la cucciolata: vedere questi esserini  provvisti praticamente solo del tatto muoversi con l’andazzo da bulletti e da cuccioli che già hanno capito tutto della vita dopo nemmeno 48 ore dal parto è uno spettacolo, vivi con l’ansia per la loro fragilità ma ti godi uno spettacolo pazzesco.
Scientificamente trovarli così affascinanti si chiamerà anche impulso epimeletico, ma per noi è morbidinosità.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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