domenica , 25 giugno 2017
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Vogliamo deciderci ad andare dal medico veterinario?!

di FABIANA BUONCUORE – Un tempo i forum, oggi anche facebook: internet ci ha offerto nuovi strabilianti mezzi di comunicazione negli ultimi anni, che ci permettono di trovare e rimanere in contatto con persone anche Facebook-Logolontanissime che condividono le nostre stesse passioni. Come tutti gli strumenti, però, andrebbero utilizzati nel modo corretto. Utilizzo il condizionale perché qualche volta (troppe volte) si manifestano situazioni assurde, che a mio modo di vedere sono fuori da ogni logica. Addirittura, quando ancora facebook non esisteva e le risposte agli interventi si ricevevano in differita, talvolta di giorni, sui forum si trovavano quesiti veterinari di ogni tipo. Dal semplice “come prevengo la filariosi cardiopolmonare?” al “aiuto! Il mio cane vomita sangue, ha dissenteria e anche le convulsioni! Cosa faccio?”, e lì, da parte mia, venivano giù imprecazioni a pioggia (sempre solo a voce contro il monitor del pc, naturalmente).

Con facebook la situazione non è migliorata molto: è vero, le risposte arrivano quasi in tempo reale. Ma da chi? Nella magior parte dei casi da chi non ha competenze specifiche in materia, perchè chi offre la risposta pronta è spesso la sciuramaria di turno, che è stata istruita sull’argomento da suocuggino “che di cani ne capisce”. Ed ogni sciura proporrà la propria soluzione alternativa, e mentre arriveranno fiumi di commenti più saggi (ovvero ad esempio “vai dal veterinario, imbecille!”), l’utente medio troverà infinitamente comodo affidarsi ai cinofili da social, ed i motivi sono principalmente due: è comodo; è gratis.
Certo, può capitare che risponda anche il veterinario che è su Facebook…ma anche lui consiglierà di andare dal sciuramaria_apertveterinario, difficilmente proporrà su un gruppo una diagnosi, soprattutto se la richiesta è “il mio cane ha vomitato tutta la notte, cosa devo fare?”.

Purtroppo il veterinario viene visto da una consistente fetta dei “cinofili da social” come un mostro succhiasoldi da evitare a tutti i costi, a meno di non avere il cane moribondo: molto meglio stare comodamente seduti in poltrona a chiedere i rimedi della nonna su internet, mentre il cane magari si aggrava. C’è, insomma, la concezione che il veterinario lo si debba vedere il meno possibile, solo per i vaccini o in caso di assoluta necessità.

veterinarioMi rivolgo principalmente a questi soggetti: vogliamo decidere a schiodare quelle chiappe rivolgersi ad un professionista competente? Sì, è scomodo. Sì, spesso c’è da spendere dei soldi, magari tanti.
Ma quando avete preso il cane, nessuno ha detto che sarebbe stato comodo od economico. Forse il concetto di “impegnativo”, per voi, è dover portare il cane a passeggio tre volte al giorno e comprargli il mangime per tutta la durata della sua vita, o pagare il vaccino una volta l’anno. Bene, mi spiace deludervi: quella è la parte MENO impegnativa dell’avere un cane, soprattutto a livello economico!

Avere un cane presuppone che mettiate in conto di spenderci dei soldi, che il cane l’abbiate pagato o meno. I cani non sono figli, ma rappresentano comunque una grandissima presa di responsabilità da parte degli umani che decidono di averne uno, per cui in questo caso vorrei paragonare l’arrivo di un cane con la decisione di fare o adottare un figlio: pensiamo davvero che dovremo solo dargli vitto, alloggio e vaccinazioni? Ovviamente no, e lo stesso vale per qualsiasi animale (cane, gatto o pesce rosso che sia).

Questa tendenza a “evitare il veterinario” è maggiore in chi fin dall’inizio ha cercato il risparmio, ad esempio quelli se hanno voluto un cucciolo “di razza e a poco prezzo” (si fa per dire: ma loro sono convinti di avere un cane di razza): sono andati a cercare l’annuncio su Internet o il negozietto che lo proponevano a trecento euro.
E purtroppo c’è anche chi va in canile perchè “lì il cane è gratis”, tant’è vero che molte adozioni saltano quando magari il canile chiede il semplice rimborso delle spese di vaccino, microchip, magari sterilizzazione se già è stata effettuata.
Perchè tra gli adottanti o aspiranti tali non ci sono solo persone di buon cuore che optano per il canile in modo consapevole e spinte da motivazioni più che valide, ma anche chi pensa che ci sia il cane in pronta consegna e rimane già scioccato a scoprire che ci sono i questionari e controlli pre-affido…e queste persone difficilmente saranno solerti a spendere per il cane, se partono con certi presuppisti.

Poi ci sono anche quelli che il cucciolo lo hanno pagato fior di quattrini, e che proprio per questo cercano di risparmiare “dopo” pensando di aver già dato; devo dire però che, almeno sulla base delle mie esperienze nel campo, è più facile che chi ha comprato un cane di razza e lo ha pagato caro poi si preoccupi di fare tutto il necessario per garantirne il massimo benessere, proprio perché in genere è il tipo di persona che sa che per avere un cane bisogna prepararsi a spendere, e tanto.
Insomma, difficilmente chi va da un allevatore serio ci capita “per caso”, si è informato a dovere prima ed è mediamente più consapevole di quello che lo aspetta.

cane_soldi_aperturaAttenzione, non si sentano ora offesi tutti i fortunati proprietari di un trovatello! Non sto dicendo, infatti, che “chi ha speso poco o niente per un cane poi non è disposto a spendere per curarlo”, assolutamente; semmai è il contrario, ovvero che chi non vuole spendere per il cane generalmente lo ha preso al risparmio fin dal principio, perché ha proprio l’idea di base che per un cane non intende versare grandi cifre.
Insomma, a fare la differenza è come sempre la consapevolezza e l’informarsi prima sul tipo di impegno a cui si va incontro, però i numerosi post di “aiuto il mio cane sta male” che troviamo ogni giorno in Internet dimostrano come un vastissimo numero di persone speri di ottenere la risposta comoda e gratuita anche a problemi tutt’altro che banali.
Succede spessissimo anche per i problemi comportamentali (ma cosa vi aspettate, di ricevere la soluzione per corrispondenza da chi non ha manco visto il cane e non sapete che competenze abbia?).

Ed è così che ci ritroviamo a leggere su facebook di crisi convulsive, dissenterie violente ed altri sintomi decisamente non trascurabili, immancabilmente seguiti da una richiesta di aiuto. Ma a chi stiamo chiedendo il nostro aiuto?
È come se io mi mettessi a fermare la gente per la strada e a chiedere: “mi scusi signore, ho mal di pancia. Cosa devo fare secondo lei?”; le persone intelligenti mi diranno: “vada dal dottore!”, ma alcuni mi diranno “mangi un cucchiaino di dentifricio” o “si metta tre gocce di olio sui polsi”. E io magari finirei per scegliere i rimedi facili, quelli che non prevedono visite, esami, accertamenti, ma promettono pronte soluzioni. Ha logica?

Alcuni avanzano la scusa di “chiedere prima ad altri cinofili se sia grave o se sia necessario andare dal medico”. Ma dico, siamo sempre lì: perché, anziché chiedere un parere ad ogni sorta di “passante”, non facciamo una telefonata al veterinario? Tanto, la fatica è la stessa, visto che ormai oggigiorno andiamo spessissimo su internet col cellulare. Non si farà certo pagare la telefonata, ma soprattutto avremo un parere professionale sul da farsi: e se ci dice di andare a portargli il cane a vedere, non è per spillarci soldi, ma perché non bisogna mai trascurare nessun sintomo: alcune delle malattie più gravi in campo veterinario cominciano con avvisaglie all’apparenza trascurabili, e quando la malattia finalmente si palesa potrebbe essere ormai troppo tardi.

Quindi, per favore, spendiamoceli questi soldi: magari stiamo salvando il nostro cane.
Perché con la scusa che “una vita non si compra”, c’è chi sta finendo per credere che “una vita non si paga”.

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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