di FABIANA BUONCUORE – Un tempo i forum, oggi anche facebook: internet ci ha offerto nuovi strabilianti mezzi di comunicazione negli ultimi anni, che ci permettono di trovare e rimanere in contatto con persone anche Facebook-Logolontanissime che condividono le nostre stesse passioni. Come tutti gli strumenti, però, andrebbero utilizzati nel modo corretto. Utilizzo il condizionale perché qualche volta (troppe volte) si manifestano situazioni assurde, che a mio modo di vedere sono fuori da ogni logica. Addirittura, quando ancora facebook non esisteva e le risposte agli interventi si ricevevano in differita, talvolta di giorni, sui forum si trovavano quesiti veterinari di ogni tipo. Dal semplice “come prevengo la filariosi cardiopolmonare?” al “aiuto! Il mio cane vomita sangue, ha dissenteria e anche le convulsioni! Cosa faccio?”, e lì, da parte mia, venivano giù imprecazioni a pioggia (sempre solo a voce contro il monitor del pc, naturalmente).

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Con facebook la situazione non è migliorata molto: è vero, le risposte arrivano quasi in tempo reale. Ma da chi? Nella magior parte dei casi da chi non ha competenze specifiche in materia, perchè chi offre la risposta pronta è spesso la sciuramaria di turno, che è stata istruita sull’argomento da suocuggino “che di cani ne capisce”. Ed ogni sciura proporrà la propria soluzione alternativa, e mentre arriveranno fiumi di commenti più saggi (ovvero ad esempio “vai dal veterinario, imbecille!”), l’utente medio troverà infinitamente comodo affidarsi ai cinofili da social, ed i motivi sono principalmente due: è comodo; è gratis.
Certo, può capitare che risponda anche il veterinario che è su Facebook…ma anche lui consiglierà di andare dal sciuramaria_apertveterinario, difficilmente proporrà su un gruppo una diagnosi, soprattutto se la richiesta è “il mio cane ha vomitato tutta la notte, cosa devo fare?”.

Purtroppo il veterinario viene visto da una consistente fetta dei “cinofili da social” come un mostro succhiasoldi da evitare a tutti i costi, a meno di non avere il cane moribondo: molto meglio stare comodamente seduti in poltrona a chiedere i rimedi della nonna su internet, mentre il cane magari si aggrava. C’è, insomma, la concezione che il veterinario lo si debba vedere il meno possibile, solo per i vaccini o in caso di assoluta necessità.

veterinarioMi rivolgo principalmente a questi soggetti: vogliamo decidere a schiodare quelle chiappe rivolgersi ad un professionista competente? Sì, è scomodo. Sì, spesso c’è da spendere dei soldi, magari tanti.
Ma quando avete preso il cane, nessuno ha detto che sarebbe stato comodo od economico. Forse il concetto di “impegnativo”, per voi, è dover portare il cane a passeggio tre volte al giorno e comprargli il mangime per tutta la durata della sua vita, o pagare il vaccino una volta l’anno. Bene, mi spiace deludervi: quella è la parte MENO impegnativa dell’avere un cane, soprattutto a livello economico!

Avere un cane presuppone che mettiate in conto di spenderci dei soldi, che il cane l’abbiate pagato o meno. I cani non sono figli, ma rappresentano comunque una grandissima presa di responsabilità da parte degli umani che decidono di averne uno, per cui in questo caso vorrei paragonare l’arrivo di un cane con la decisione di fare o adottare un figlio: pensiamo davvero che dovremo solo dargli vitto, alloggio e vaccinazioni? Ovviamente no, e lo stesso vale per qualsiasi animale (cane, gatto o pesce rosso che sia).

Questa tendenza a “evitare il veterinario” è maggiore in chi fin dall’inizio ha cercato il risparmio, ad esempio quelli se hanno voluto un cucciolo “di razza e a poco prezzo” (si fa per dire: ma loro sono convinti di avere un cane di razza): sono andati a cercare l’annuncio su Internet o il negozietto che lo proponevano a trecento euro.
E purtroppo c’è anche chi va in canile perchè “lì il cane è gratis”, tant’è vero che molte adozioni saltano quando magari il canile chiede il semplice rimborso delle spese di vaccino, microchip, magari sterilizzazione se già è stata effettuata.
Perchè tra gli adottanti o aspiranti tali non ci sono solo persone di buon cuore che optano per il canile in modo consapevole e spinte da motivazioni più che valide, ma anche chi pensa che ci sia il cane in pronta consegna e rimane già scioccato a scoprire che ci sono i questionari e controlli pre-affido…e queste persone difficilmente saranno solerti a spendere per il cane, se partono con certi presuppisti.

Poi ci sono anche quelli che il cucciolo lo hanno pagato fior di quattrini, e che proprio per questo cercano di risparmiare “dopo” pensando di aver già dato; devo dire però che, almeno sulla base delle mie esperienze nel campo, è più facile che chi ha comprato un cane di razza e lo ha pagato caro poi si preoccupi di fare tutto il necessario per garantirne il massimo benessere, proprio perché in genere è il tipo di persona che sa che per avere un cane bisogna prepararsi a spendere, e tanto.
Insomma, difficilmente chi va da un allevatore serio ci capita “per caso”, si è informato a dovere prima ed è mediamente più consapevole di quello che lo aspetta.

cane_soldi_aperturaAttenzione, non si sentano ora offesi tutti i fortunati proprietari di un trovatello! Non sto dicendo, infatti, che “chi ha speso poco o niente per un cane poi non è disposto a spendere per curarlo”, assolutamente; semmai è il contrario, ovvero che chi non vuole spendere per il cane generalmente lo ha preso al risparmio fin dal principio, perché ha proprio l’idea di base che per un cane non intende versare grandi cifre.
Insomma, a fare la differenza è come sempre la consapevolezza e l’informarsi prima sul tipo di impegno a cui si va incontro, però i numerosi post di “aiuto il mio cane sta male” che troviamo ogni giorno in Internet dimostrano come un vastissimo numero di persone speri di ottenere la risposta comoda e gratuita anche a problemi tutt’altro che banali.
Succede spessissimo anche per i problemi comportamentali (ma cosa vi aspettate, di ricevere la soluzione per corrispondenza da chi non ha manco visto il cane e non sapete che competenze abbia?).

Ed è così che ci ritroviamo a leggere su facebook di crisi convulsive, dissenterie violente ed altri sintomi decisamente non trascurabili, immancabilmente seguiti da una richiesta di aiuto. Ma a chi stiamo chiedendo il nostro aiuto?
È come se io mi mettessi a fermare la gente per la strada e a chiedere: “mi scusi signore, ho mal di pancia. Cosa devo fare secondo lei?”; le persone intelligenti mi diranno: “vada dal dottore!”, ma alcuni mi diranno “mangi un cucchiaino di dentifricio” o “si metta tre gocce di olio sui polsi”. E io magari finirei per scegliere i rimedi facili, quelli che non prevedono visite, esami, accertamenti, ma promettono pronte soluzioni. Ha logica?

Alcuni avanzano la scusa di “chiedere prima ad altri cinofili se sia grave o se sia necessario andare dal medico”. Ma dico, siamo sempre lì: perché, anziché chiedere un parere ad ogni sorta di “passante”, non facciamo una telefonata al veterinario? Tanto, la fatica è la stessa, visto che ormai oggigiorno andiamo spessissimo su internet col cellulare. Non si farà certo pagare la telefonata, ma soprattutto avremo un parere professionale sul da farsi: e se ci dice di andare a portargli il cane a vedere, non è per spillarci soldi, ma perché non bisogna mai trascurare nessun sintomo: alcune delle malattie più gravi in campo veterinario cominciano con avvisaglie all’apparenza trascurabili, e quando la malattia finalmente si palesa potrebbe essere ormai troppo tardi.

Quindi, per favore, spendiamoceli questi soldi: magari stiamo salvando il nostro cane.
Perché con la scusa che “una vita non si compra”, c’è chi sta finendo per credere che “una vita non si paga”.

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34 Commenti

  1. Tranne alcuni che fan venire proprio il nervoso (e che cavolo se vomita dal pomeriggio, non aspetti la notte per chiedere consiglio) io non demonizzerei troppo quest’abitudine, anzi.
    Se i sintomi son lievi a volte qualcun altro che ti dica “portalo dal vet, non sottovalutarli perchè potrebbe essere…” può essere utile indipendentemente che poi la “diagnosi” sia corretta o meno, certo non bisogna rivolgersi al primo passante per strada ma in “luoghi” ove (si presume) ci sia un minimo di competenza.
    Se lo avessi chiesto a qualcuno e me lo avessero detto forse la mia Gaia sarebbe ancora qui, ed invece mi son sempre limitata a dire al marito “guarda che non sta tanto bene, portala dal vet” senza preoccuparmi troppo, e senza mai prendermi le ore di permesso necessarie per portarcela io, oltretutto lo dicevo ad un uomo che non vede il suo medico da anni… Quando finalmente dopo almeno un paio di mesi l’ha portata (perchè nel frattempo era venuta l’ora dei vaccini) era troppo tardi…reni compromessi…perdonami Gaia…
    Stessa cosa con i problemi comportamentali, alcuni non si rendono che quell’atteggiamento di Fido non è corretto, lo considerano magari “strano”, ma non sanno che sia un problema. Qualcuno che dica “guarda che non è normale” può aiutare ad aprire gli occhi.
    In pratica io non me la prenderei con chi chiede consiglio (tranne i casi in cui già dalla descrizione del problema questo appare gravissimo) ma con chi questo consiglio si assume la responsabilità di darlo, dai cuggini ai tuttologi ai curatori di cancro con bicarbonato, aloe e succo di limone.

    • Però, Silvia, i cani sono sorprendenti nella loro capacità di sopportare dolore e malattia, noi istintivamente tendiamo a giudicarli come fossero umani e a volte, quindi, sottovalutiamo i sintomi. Anche io ho rischiato di giocarmi Trimix così, sono stata più fortunata di te…Lo so che si tende a non perdonarsi ed a farsene una colpa, pensa però a tutte le persone che arrivano tardi dall’oncologo, e son tante…certamente non intendevano trascurarsi neppure loro…a volte gli errori di sottovalutazione capitano senza che ci sia necessariamente disinteresse o trascuratezza.

      • Infatti non ne faccio una colpa al marito, che trascura anche se stesso, e cerco di non farla troppo grande a me, che in fondo avevo capito che qualcosa non andava, dico solo che se avessi chiesto ed un pinco pallino qualunque mi avesse detto “potrebbe esser questo, vai dal vet” forse le cose sarebbero andate diversamente e quindi il chiedere consigli non è da condannare a priori

    • Silvia, ci sono sicuramente motivi per cui “ci sta” chiedere su internet, magari in quel momento non hai modo di raggiungere il vet, è un orario/giorno in cui non trovi nessuno (ci sono in teoria i servizi di pronto soccorso veterinario, ma non sempre funzionano, indubbiamente), ed è anche vero che un “vai dal vet” detto da più persone può spingerti a farlo mentre “da solo” sottovalutavi magari qualche sintomo…però tocchi un punto importante, ovvero i luoghi con un minimo di competenza: invece leggi la richiesta di pareri veterinari magari nel gruppo “il mio bambino peloso yeppa ye” o “chi ha il cane in borsetta più bello dell’universo?”, dove diciamo che le premesse per la competenza veterinaria non sono proprio il massimo 🙂

      Inoltre, nessuno ti vieta di chiedere magari DOPO, a livello di secondo parere…”sono stato dal vet, mi ha detto questo e quello, ci sono altri vet che mi possono dire la loro?”. Anche perchè di solito di fronte a queste richieste (così come nel caso dei problemi di educazione) normalmente ti trovi di fronte a N risposte tutte diverse tra loro, come fai a quel punto a valutare quale sia competente e quale no? Rischi solo di metterti una gran confusione in testa.

  2. Penso che in parte hai ragione, ci sono gli scicconi che non vogliono pagare un soldo per il cane, però ci sono anche persone che il cane lo adorano davvero come un figlio e lo prendono in un momento in cui possono permetterselo, ma poi un qualche rovescio della vita fa sì che il cane stia male proprio in un momento in cui a malapena hai i soldi per comprare da mangiare o neanche quelli… A me è capitato una volta col gatto, soggetto a calcoli urinari e cistiti… Nonostante l’alimentazione mirata mi si bloccó, in un momento veramente negativo, avevamo avuto delle spese impreviste e non avevamo neanche 10 euro e ci stavano aiutando le nostre famiglie, anche loro non propriamente ricche… Al gatto bisognava fare, per sbloccarlo, anestesia e catetere, oltre ad antibiotici ed altre medicine e proprio non sapevo come pagare, e nessun veterinario, nella mia zona, ti fa credito… Ricordo che piangevo, pensando se rivolgermi al canile, ma avevo paura di dover fare un atto di cessione, cioè rinunciare al gatto, quando all’improvviso si è “stappato” da solo… Noi siamo stati fortunati, ma penso che cose del genere possano capitare a tutti, e davvero in quei momenti non sai dove sbattere la testa… Quanto a quelli che invece potrebbero ma non vogliono spendere per il veterinario, beh… spero che i loro animali trovino una famiglia migliore e che il karma faccia il suo corso…

    • Ciao, guarda io sono d’accordo con te, credo che Fabiana, si riferisse però a quelli che proprio l’hanno per vizio. Io sono una che cerca il parere del vet, proprio in situazioni come quelle descritte da Fabiana…quasi estreme, così faccio anche per me, ma io sono un caso a parte, non ho molta fiducia nei camici bianchi

    • Qui però tocchiamo anche un altro tasto secondo me: è assolutamente vero quello che dici, MA se sei un cliente abitudinario, quindi dal vet per i controlli e tutto, SE poi capita l’emergenza magari è anche disposto a venirti incontro, fare un pagamento dilazionato o posticipato, eccetera. Se invece vedi il vet come un “nemico”; nel momento in cui ti capita magari di averne bisogno e non sei in condizione di affrontare la spesa ti trovi doppiamente in difficoltà.

      Poi ripeto, è ovvio che c’è l’imprevisto e c’è che la vita non puoi sapere come vada, come dici tu magari prendi il cane in un momento in cui non avresti problemi anche qualora dovessei affrontare che so, il cane che si rompe la zampa, e dopo qualche anno ti trovi in difficoltà, però come sottolineato da raffa, Fabiana parlava di quelli che non vogliono spendere manco i 50 euro per la visita oppure per fare esami del sangue periodici, insomma quelle cose che magari ti aiutano anche a fare prevenzione e quindi spendi 10 oggi ma eviti di spendere 100 domani. Se invece per non spendere 10 chiedi su internet e magari dai retta a qualche cugginata solo perchè è “vox populi”, rischi molto…c’è la stessa tendenza anche in umana, guarda quanti chiedono appunto “ho il raffreddore, che facio?” ma almeno in quel caso la pelle è la tua, invece se lo fai anche per il tuo cane metti a rischio la SUA salute, che è una tua responsabilità.

      • Ecco parliamone, da quando è morta Gaia (e mi sento in colpa per questo) son diventata apprensiva e farei fare controlli ogni 3×2..poi mi fanno ragionare (pure il vet…) e mi calmo. Che ne dite di un bell’articolo con consigli vari di prevenzione e frequenza di esami?

  3. Io ho avuto per sedici anni un cagnolino, meticcio nato dalla fuitina della sua mamma durante il calore, ce lo regalarono allora i proprietari della mamma, ben felici di riuscire a disfarsi dei cuccioli…. tra l’altro aveva non più di quaranta giorni, ma allora le mie nozioni in fatto di cinofilia, pur avendo avuto a che fare con i cani fin da ragazzina, erano alquanto limitate. Siamo stati fortunati, era un cagnolino medio piccolo, salute di ferro, e più che i vaccini, l’annuale controllo per la filariosi e poco altro non ho mai speso cifre folli per la cure veterinarie. Poi si è ammalato: lo vedevo “strano” come affaticato e il veterinario mi consigliò una visita specialistica cardiologica, sono stati due anni di spese continue tra controlli e medicine, ho rinunciato ad altre cose pur di poterlo curare, poi è sopraggiunto un devastante tumore al fegato e anche lì, controlli, medicine. In due anni ho speso più per lui che per me in visite e medicinali, ma lo rifarei anche ora, ognuno di quegli euro spesi mi ha dato la possibilità di avere ancora accanto il mio cagnolino. Ora ho una cana di razza purissima, presa in un allevamento, con tutti i crismi, è giovane e quindi per il momento, più che le spese veterinarie standard, le cure per una congiuntivite e una laringite non ho speso altro. Spero che si mantenga in salute ancora per molti anni ancora, ma quando è capitato che avesse la congiuntivite e poi la laringite, non ho neppure pensato per un attimo di chiedere consiglio sulla rete.

  4. Se posso permettermi pero’ a volte sono davvero esosi per le loro prestazioni…. e con i chiari di luna di oggi, diventa difficile poter far fronte a troppe spese, e lo dice una che vive per i suoi cani e che per loro rinuncia a tutto.

    • beh, mia cara omonima, bisogna anche essere “consumatori consapevoli”: se il veterinario mi fa pagare la visita quando magari io vado senza cane per farmi fare una ricetta di farmaco che il cane prende abitualmente, gli dico marameo e cerco un altro vet. Se si tratta di professionista serio e preparato le sue parcelle saranno sempre adeguate, se è uno spillasoldi a tradimento, appunto cerco altro e me ne vado

  5. non mi metto a parlare di spese veterinarie, perchè ho visto cose che voi umani…(cit). Certamente in veterinaria, come in umana, ci sono gli apprensivi – che vanno dal medico per qualsiasi cosa- e i duri e puri, che “io ma figuriamoci se mi fido di un dottore, se mi deve arrivare qualcosa mi arriva comunque (bravo mona!)”. e vabbè, questo è un modo di prendere la vita, per sè stessi, per i propri familiari e pure per i propri animali. La cosa che invece fa accapponare la pelle è l’autorevolezza che si attribuisce alla Rete. Posso capire il sito personale del tal dottore che offre alla gratis pareri e suo orientamento clinico, provvisto sempre di opportuni disclaimer su assenza di responsabilità e necessità di approfondimenti diagnostici…E’ vero anche ciò che dice Silviar, a volte uno che ti dice “portalo dal vet” ti dà una spinta quando proprio non ci pensavi. Ciò che mi spaventa è l’idea che si possa superare la conoscenza e competenza del professionista, perchè tanto si trovano pareri anche in rete..un po’ come se ci si volesse ribellare alla secolare piramide gerarchica che esiste nella conoscenza delle cose. Poichè c’è una diffusione di massa (orizzontale), si pensa che tutti sappiamo tutto e non abbiamo più bisogno degli esperti, ergo siamo tutti esperti. Ma neanche per idea!! Credo che oltre al non voler o poter spendere, ci sia anche una buona dose di assuefazione al pressapochismo di noi “attempati”. I nativi digitali invece attribuiscono alla rete virtù miracolose solo perchè non son più capaci di connettere il cervello se non hanno uno smartphone tra le mani

    • Campeggia credo ormai in diversi studi veterinari l’immagine, che non ho pensto di cercare per inserirla nell’articolo, che recita “Non confondere la tua ricerca su Google con la mia laurea in medicina veterinaria”, che credo rispecchi appieno il problema.
      Come dici, ormai il vecchio “se lo dice la tv allora è vero” è diventato “se lo dice internet allora è vero”; con l’aggravante che su internet specie dall’avvento dei social il “filtro” sulla qualità dell’informazione è inesistente.

      Vogliamo ricordare che la bufala su Umberto Eco che dichiarava “chi vota no al referendum è un imbecille”, con allegata la foto di tutt’altro personaggio e il povero Eco non più tra noi da mesi, ha causato una moltitudine di commenti e insulti al poveo Umberto? 😀 Dandogli così una enorme rivincita postuma su quando invece fu bersagliato di offese (ancora da vivo, almeno quella volta) per aver detto che i social danno voce anche agli imbecilli…

      • Oltre all’immagine con la scritta “”Non confondere la tua ricerca su Google con la mia laurea in medicina veterinaria””, però, dovrebbero mettere anche la scritta “non ho fatto neanche un esame sul comportamento del cane, rivolgetevi a educatori, istruttori e addestratori”. E invece…di consigli ne dispensano e vogliono dispensarne…c’è pure chi con un masterino pensa di aver preso una seconda laurea!

        • Questo è un po’ l’altro lato della medaglia in effetti, come quelli che “il mio cane è un chihuahua purissimo, me lo ha detto il veterinario”, senza contare che il veterinario non studia le razze canine…e magari non vuole perdersi il cliente 😀
          DIciamo che qui però è una concausa tra la mancanza di informazione e quindi la scarsa conoscenza delle diverse figure, per cui “il veterinario” diventa quello a cui chiudere tutto lo scibile canino (del resto nemmeno l’alimentazione è strettamente il loro campo, però ci si fida di cosa consiglia il vet anche se magari consiglia crocche non esattamente eccelse!) e tra il fatto che il vet di turno in effetti dovrebbe dire “guardi signò non è a me che deve chiedere”, però in parte posso capire chi per non “scontentare” il cliente magari qualche dritta “base” la dà. Certo, se parliamo di consigli su problemi più impegnativi allora ci vorrebbe apunto l’onestà e l’umiltà di dire “non è il mio campo”.
          In certe cose riscontro molti paralleli tra cinofilia e informatica :D, perchè anche in quest’ultima la divisione dei campi è “ignota” ai più, quindi se “lavori col computer” sei tecnico hardware, software, programmatore, grafico, regista, produttore di video e quant’altro tutto insieme 😀

          • Anche qui devo in parte dissentire. L’Università di Medicina Veterinaria (intesa come ordinamenti, corsi e piano di studi) è in continua evoluzione e quello che era vero anche solo 15 anni fa, non è più vero oggi. Due esami durante il corso di laurea (Zootecnia generale e Zootecnia Speciale) si occupano dello studio di allevamento, razze e standard (non del Razorback cambogiano o del cane nudo messicano, ma delle principali sì! 😀 ) e altri due esami (Nutrizione animale e Alimentazione Animale) si occupano NEL DETTAGLIO di alimentazione (Ricordo una domanda d’esame sull’interpretazione delle etichette del mangime secco per cani e un’altra sulle variazioni di dieta e apporto nutrizionale nella cagna durante tutte le fasi della gravidanza, nel cane da lavoro -diversificando tra lavoro aerobico e lavoro di resistenza- nel gatto e nel cavallo da corsa). Il mio compagno ha anche approfondito durante diverse lezioni il tema della Barf nel cane E nel gatto.
            Anche qui c’è da dire che molti studenti durante queste lezioni stanno a scaldare la sedia e a mettere la firma obbligatoria, per forza poi quando dopo la laurea aprono un ambulatorio consigliano la Hills o la RoyalCanin e pensano che quel bel Dobermann marrone focato intero sia in realtà un simpatico Bracco tedesco…ma lì c’è anche tutta una questione di età e mancanza di maturità (oltre a un metodo di studio universitario esclusivamente italiano prettamente nozionistico che tutto fa fuorchè motivarti, interessarti e aiutarti a memorizzare a tempo indeterminato), ma questa è un’altra storia…
            Quindi non si scappa…tocca a noi collegare il cervello e capire:

            Quello che ho davanti è un professionista appassionato e competente?

            Ha senso che gli chieda di formulare una dieta per il mio cane anche se so che non è Nutrizionista, o è meglio se gli chiedo il nominativo di un collega?

            Chiedo a lui se il mio cane è di razza così sono sicuro che per non ferire il mio ego mi dirà di sì, o vado alla prima esposizione che trovo e chiedo al giudice un parere anche se il mio cane non ha i documenti?

            E’ che queste sono domande troppo scomode…

          • Mah, io vedo studenti di veterinaria lamentarsi delle stesse cose di cui si lamentava mia mamma che veterinaria l’aveva frequentata 40 anni fa :D, sui temi trattati.
            Può essere che sull’alimentazione siano stati fatti passi avanti, può essere che sicuramente ci siano facoltà che hanno maggiormente aggiornato il loro programma, ma non penso che tutti quelli che si vedono consigliato il mangime scabercio o si vedono detto che il loro meticcione è un purissimo “qualcosa” vadano da veterinari ultravecchi :D, ma specialmente sulle razze ci sta anche eh, il vet mica è tenuto a conoscerle tutte, non è il suo lavoro, il suo lavoro è curarle e quindi al massimo saper gestire le differenze di mole…mentre è decisamente più importante che sia informato sull’alimentazione, ma se alcune facoltà si stanno aggiornando, ben venga!

          • Infatti molto dipende dall’ateneo e dal singolo professore. In alcune città c’è ancora il professore ottantenne che non legge le mail semplicemente perché…non sa come si fa. Poi per il discorso del meticcione credo che i problemi siano anche due sovracitati: i ragazzi a cui non frega niente e durante quelle lezioni dormono “perché tanto non sono importanti” e i clienti a cui semplicemente “non puoi dire” che il loro cane è un meticcione perché altrimenti se ne andrebbero sbattendo la porta.
            È sicuramente vero che ancora i programmi in molti atenei non sono quelli che dovrebbero essere, ma è altrettanto vero che molti studenti semplicemente non sono interessati a certi argomenti perché li giudicano di serie B

        • No,piano…se continuate ad andare da veterinari ultrasessantenni per forza vi troverete in queste situazioni. Personalmente io ho dovuto sostenere un esame di etologia (con etogrammi dettagliati delle specie animali da compagnia, evoluzione dell’etologia, sperimentazioni passate ecc) e un’altro esame ben più complesso di Medicina Comportamentale al quinto anno. Il mio compagno in un’altro Ateneo si è fatto due “simpaticissimi” esami di basi neuroanatomiche del comportamento e dell’altro adesso non ricordo il nome. Questo ci rende Medici Comportamentalisti? NO.
          Per quello ci sono requisiti ben precisi da soddisfare, elencati nel dettaglio nelle linee guida FNOVI (se vi interessa posso scriverveli). Questo ci rende in grado di dare consigli generici ai proprietari? SI.

          Il vostro medico di base sa riconoscere i sintomi di depressione pur non essendo psichiatra? Sa individuare i segni clinici di un’appendicite, pur non avendo la specializzazione in gastroenterologia? Ecco, perchè per un Medico Veterinario il discorso dovrebbe essere diverso?
          Perchè ci sono i cretini che parlano a sproposito, direte voi.
          Sai che novità, non ci sono forse in tutti i campi, dall’idraulico al neurochirurgo?
          La verità (che a molti darà fastidio, lo so già) è che insistere col proprio Veterinario per farsi dire QUELLO CHE SI VUOLE SENTIRSI DIRE, è infinitamente più comodo, semplice e soprattutto ECONOMICO. Perchè una visita specialistica costa. E molti Medici Veterinari non potendo passare la vita a combattere coi clienti che non vogliono tirare fuori un euro (che mestiere frustrante e poco rispettato 🙁 ), alla fine si arrendono e dicono al coglione col bastardino comprato su internet pagato500eurocomepinscherminitoyorigginale che è un bellissimo Pinscher solo per salvaguardare la propria salute mentale e (ahimé) tenersi il cliente (perché quella tipologia di clienti lì è, oltre che ignorante, per-ma-lo-sis-si-ma).

          E sui prezzi troppo alti (rispondo qui ad altri commenti), la legge Bersani ha abolito le tariffe minime per le prestazioni, per cui sta a voi trovare il Medico/Tariffario che più vi soddisfa. I Veterinari della mutua non ci sono, mi dispiace, come del resto non ci sono (o comunque non ce ne sono abbastanza) i Dentisti, che chiedono cifre esorbitanti per curare Persone, eppure non sento mai grandi polemiche in questo senso. Ci sono le assicurazioni sanitarie per gli animali (con delle restrizioni, certo), ma nessuno le stipula. Perchè? Per tenersi in tasca quei 100 euro all’anno. Si possono scaricare le spese veterinarie, ma perchè lo fanno in pochi? Perchè è meglio fare l’occhiolino al veterinario e chiedergli di togliere qualcosa dalla cifra senza fare fattura.

          Tutto sto pappardellone per dire cosa? Che di Veterinari incapaci, delinquenti, senza scrupoli ce ne sono tanti (anche perchè con la marea di veterinari che c’è in Italia vale la legge dei grandi numeri), ma ci sono anche tanti proprietari di animali ignoranti, irrispettosi, egoisti e spilorci che hanno in tasca l’iphone 7 plus di sta cippa, ma si presentano dal veterinario con il bicchierino di plastica con dentro l’urina del pastore tedesco che strilla ogni volta che deve farla e piscia sangue da una settimana perchè così “Se non le porto il cane mica può farmi pagare la visita!”
          Voi a uno così (che non è l’eccezione) come gli consigliereste una visita specialistica da un Medico Veterinario Comportamentalista a 100€??????

          • Mah guarda, credo che ogni compagnia assicurativa abbia un pacchetto per gli animali. L’assicurazione sanitaria spesso è insieme all’assicurazione per danni, oppure è a sè. C’è un massimale e alcune prestazioni sono escluse (tipo il cesareo in alcune razze brachicefale che lo richiedono spesso), ma secondo me è un aiuto economico da non sottovalutare. Non stipulano nuove polizze per cani molto anziani (ma se la polizza il cane ce l’ha già la rinnovano per tutta la vita). Axa, Genialloyd, Allianz….ce ne sono parecchie, di più non so, mi dispiace! 🙂

          • Ciao. Mi fa molto piacere per la tua formazione e quella del tuo compagno, ma io negli ultimi 10 anni ho girato parecchi veterinari e nessuno superava i 50 anni, ma la maggior parte era tra i 30 e i 40 (ad occhio) ed è terribile portare il proprio cane dal vet giovane che per tranquillizzarlo comincia a piantargli una mano in testa e a fare approcci vari di tale amenità…

            “Questo ci rende in grado di dare consigli generici ai proprietari? SI.”
            Certo, rende in grado di farlo, ma è corretto farlo? No. Io sono educatore e addestratore, ho visto centinaia di cani e proprietari e cerco sempre di evitare i “consigli generici”, perché ogni situazione va valutata come unica e irripetibile. I consigli di massima esistono, ma un esame di etologia non è sufficiente a comprendere le dinamiche sistemico-relazionali che influiscono sul comportamento del cane. Detto ciò, ho letto molto e seguito seminari su patologie comuni, patologie tipiche di razze specifiche, pronto soccorso, alimentazione, disturni comportamentali legati a possibili patologie, ecc…e ho una discreta esperienza di cani e casistiche, per cui: questo mi rende in grado di dare CONSIGLI GENERICI??? Si. E’ corretto che io lo faccia??? NO.

            Il veterinario faccia bene il veterinario e solo quello. Così come il geometra non deve improvvisarsi architetto e l’educatore cinofilo non deve improvvisarsi vet.

          • Forse giochiamo a non capirci, o forse mi sono spiegata male io (anche se pensavo che il paragone con il medico di base fosse piuttosto chiaro). Ritengo più che giusto e corretto dare consigli generici perchè sono in grado di discernere tra un problema comportamentale (“il suo cane ha un problema di gestione/socializzazione/gerarchie, vada dall’educaddestraistruttore”) e una patologia organica (“il suo cane ha una patologia organica da cui deriva una sintomatologia comportamentale, deve fare esami approfonditi”). Così come credo che sia corretto per un addestratore che osserva una zoppia nel cane di un suo cliente dire: “guardi che il suo cane zoppica, vada dal veterinario”.
            Di Veterinari che hanno approcci sbagliati col paziente ne ha visti tanti? Peccato, ha incontrato chi non ci sapeva fare.
            Del resto lo capisco, io ho incontrato parecchi addestratori che giocavano a fare i medici sparando diagnosi e ancor peggio terapie “ad mentula canis”.
            Io mi tengo la mia formazione (e son contenta che le faccia piacere, ma, prese in giro a parte, oltre a me e al mio compagno c’erano decine e decine di altre persone a seguire quei corsi. Attente? Interessate? Avranno saputo poi mettere in pratica? Non lo so, fatto sta che la possibilità di imparare c’era).

          • Prima di tutto, ero serissimo su “mi fa piacere”, perché è pur sempre un passo avanti.
            Seconda cosa, non credo che giochiamo a non capirci: “Questo ci rende in grado di dare consigli generici ai proprietari? SI” Questa frase, dopo il discorso che hai fatto, significa esattamente dare consigli generici anche sul comportamento; del resto, se non avessi inteso questo, allora non avrebbe avuto senso rispondere al mio commento perché io parlavo proprio di ingerenze dei veterinari nella sfera comportamentale.
            Terza cosa: “Di Veterinari che hanno approcci sbagliati col paziente ne ha visti tanti? Peccato, ha incontrato chi non ci sapeva fare.
            Del resto lo capisco, io ho incontrato parecchi addestratori che giocavano a fare i medici sparando diagnosi e ancor peggio terapie “ad mentula canis”. Bene, questa è una cosa orribile, ma mentre gli addestratori che fanno diagnosi sono del tutto fuori dal loro ambito (ed era questo il nocciolo della questione), i veterinari, invece, DOVREBBERO ASSOLUTAMENTE SAPERE COME APPROCCIARE UN CANE, e invece molti non lo sanno fare e si lanciano perfino in arditi consigli comportamentali…

      • In realtà i tuttologi sono sempre esistiti, internet ha solo permesso loro di passare dal bar del paese dove avevano un pubblico piccolo ad un pubblico ben più vasto. In internet, però, a differenza del baretto all’angolo è assai semplice per i veri esperti ribattere alle cazzate di questi personaggi. In fin dei conti i pro e i contro si equivalgono a mio modesto parere.

        • Magari fosse vero :D, guarda che ad esempio nei gruppi Facebook il rischio è che l’esperto sia quello che la dice “diversa dagli altri” e quindi visto da fuori sia quello che ha torto perchè vox populi, vox dei. Guarda solo quando girano le “bufale”: quanti commenti vedi indicare che è una bufala e quanti continuano a commentarla come vera? I 10 commenti su 1000 che dicono “bufala” non bastano certo a fermarla.

          E li uguale, oltre al fatto che come dice deni magari l’esperto vero non è su Facebook a dare consigli (o comunque non spesso), in un ambiente “dispersivo” come i social il suo parere si mescola e anzi rischia di essere superato da quelli molto meno autorevoli.

          Diverso il discorso dei siti/forum o altro “dedicati”, ma sul fatto che in internet gli esperti riescano a risaltare, ahimè, non direi…

          • Guarda io non uso Facebook ma, essendo un informatico, utilizzo i forum e i gruppi di discussione sin dall’epoca delle BBS. E ancora oggi nei forum di discussione non ho mai visto i “cuggini” fare una gran bella figura, anzi vengono sistematicamente presi a “martellate sui denti” quando la sparano grossa.

            Di facebook ho letto alcune discussioni e mi sembravano in linea col resto di internet, la qualità è, oggettivamente,inferiore per via dell’enorme numero di partecipanti ma, a meno di voler cercare gli “alternativi a tutti i costi”, un po’ come chi cerca consigli medici scrivendo “medicina alternativa” e finisce ovviamente in mano a ciarlatani e ignoranti, i buoni consigli si trovano.

            Poi io rimango del parere che uno strumento così dispersivo come facebook non dovrebbe essere utilizzato come sostituto di forum e dei gruppi di discussione, ma questo è un altro discorso.

          • Sui forum di discussione è diverso, perchè sono già più “targetizzati”, non c’è la grande massa, anche il più “cuggino” tra gli iscritti è probabile abbia se non le competenze, comunque curiosità verso quella materia. Insomma, la “base” è migliore 😀

            Poi chiaramente ci sarà il forum con un po’ più qualità sulla materia, quello più tecnico, quello più “per tutti”, però di base è comunque un’utenza già ridotta, quindi il livello medio delle risposte è più alto.

            Su Facebook c’è la massa e quindi ricevi ben più risposte, il che vuol dire anche più consigli diversi…guarda solo, esulando un attimo dal discorso salute, i “must” del “oddio cosa devo fare col mio cucciolo”, ovvero la pipì in casa o il mordere le mani: il numero di risposte a queste discussioni supera facilmente le 100 (e parlo di utenti diversi), di cui alcune risposte sono da mani nei capelli 😀

            Fidati, trovare il “consiglio utile” su Facebook è MOLTO più difficile, poi certo anche il ci sono i gruppi migliori e peggiori, però come dici giustamente, è troppo dispersivo. Io sono d’accordo che “Non dovrebbe” sostituire i forum o i newsgroup, ma di fatto i “gruppi facebook” mirano a quello…questo secondo me da un lato ha anche alzato invece la qualità dei forum veri e propri perchè tanti “vanno su FB” e sul forum “di settore” arriva meno utenza generica (che appunto finisce su FB) e più “esperti” o comunque “ferrati” del tema sul forum.

  6. frequento un sito FB di amanti di Doby, l’ho già detto. E mi è capitato ( i miei interventi, data l’ora a cui mi capita di farli, son sempre limitati ) di leggere post tipo quelli che ricorda Fabiana…con pacchi di commenti “vai dal vet, ieriiiii” a cui spesso ( ma è una comunità di gente strana, abbiamo dobermann…) trovi risposte tipo “si, ho già l’appuntamento, ma siccome sono in ansia…secondo voi? ” e lì scopri che sono umani con la giusta reazione ( azz, è strano: VETTTT subitooooo) ma con ovvia ansia e FB fa da placebo. Ora, da che Caos è stato male, e vedere un cane gocciolare sangue dal naso fa uno stranoooo effetto, mi sono accorta che ogni tre per due mi prendo sonore ansie pure io. Che però, ammetto, anche perchè su FB ci sono a notte fonda, risolvo con la telefonata ai vets ( notare il plurale non a caso ) della serie: ha mangiato erba e vomitato un pochino però ha anche fatto la cacca un poco molle, ed è vero che saltacorregiocaselapigliacoigatti, ma Caos lo faceva anche col naso distrutto, che fo? te lo porto? Nella maggioranza dei casi, rompo le palle ai vets e bon. Però mi fa sentire meglio, e loro ormai lo sanno. Portano pazienza. Ma meglio una telefonata in più che in meno. E teniamoci FB come sostegno psicologico.
    ( PS: capisco il dramma di chi si ritrova a dover gestire animali e co nei momenti bui, e li un consiglio anche dalla rete può servire. Ma non credo Fabiana si riferisse a questo. PIuttosto ai pigri di natura, che il cane lo cercano – e se qualcuno cerca di spiegare come vada davvero il mondo, si prende pure gli insulti – su subito.it)

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Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.