domenica , 28 maggio 2017
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“Che cane obbediente, SEI PROPRIO FORTUNATO”

di DAVIDE BELTRAME – Alzi la mano chi avendo al proprio fianco un cane anche solo un minimo educato non ha mai sentito dire questa frase da qualche amico o anche qualche semplice passante.
Attenzione, non parlo di avere al guinzaglio il campione mondiale di obedience, ma solo di non trovarci a fare sci d’asfalto durante una passeggiata, mangiare un panino seduti su una panchina senza che il cane ci salti in braccio, o poterlo lasciare ad aspettarci fuori da un negozio senza che lui tenti di portarsi dietro come suovenir il palo/transenna/altro a cui lo abbiamo temporaneamente legato (ok, adesso ci sono più negozi che lasciano entrare gli animali, ma fino a qualche anno fa era difficile non dover lasciare Fido ad aspettare fuori mentre sbrigavamo qualche commissione).

educatoreDi fronte a episodi di semplice educazione alla “vita cittadina”, vi sentirete dire 1, forse 2 volte su 10 (se va bene) “da chi l’hai portato?”, “lo hai educato da solo?” o domande simili, ma tutte le altre volte invece avrete semplicemente avuto fortuna. Quanta fortuna, dipende ovviamente dal cane: se è uno dei noti “cani killer” è un sacco di fortuna, se invece è uno dei cani notoriamente “buoni e pucciosi”, una fortuna moderata, perché “con quei cani li tanto son capaci tutti”.

Quando senti parlare di pura fortuna e ripensi ai giorni, settimane, magari anche mesi di impegno per crescere un soggetto equilibrato, che sapesse affrontare la comune vita cittadina, ti cascano un attimino le braccia.

Per quanto riguarda me, posso anche accettare il fatto di non avere nessun merito o quasi: ho avuto una mamma che addestrava cani, ora ho una compagna che addestra cani…diciamo che posso anche “raccogliere i frutti” senza magari aver messo grande impegno nel coltivarli.
Ma quando qualcuno invece si è impegnato in prima persona per ottenere un cane obbediente, definire la sua solo fortuna lo trovo quasi offensivo.

E con “impegnato in prima persona” non intendo solo chi ha educato in proprio il suo cane, ma anche chi si è affidato a un professionista: perché anche l’impegno a informarsi, trovare il campo adatto alle proprie esigenze, portare il proprio cane al centro cinofilo con costanza, seguire i consigli dell’educatore/addestratore e fare i “compiti a casa”, sono tutte attività che richiedono tempo e costanza (e denaro), tutte cose che non vengono portate dalla fatina dei denti.

Senza contare poi che l’impegno in realtà ancora prima di avere il cane a casa: parte dalla scelta del soggetto giusto, parte dallo scegliere come compagno un cane che sappiamo di poter gestire, e questo sia che lo acquistiamo, sia che lo adottiamo.
Ma questo non viene recepito, per molti il cane è “programmato così”: se Tizio ha il cane che lo traina come un trattore e voi invece no, a Tizio non punge vaghezza ci voi possiate aver fatto qualcosa di diverso, ma l’unica differenza è che stato sventurato mentre voi siete baciati dalla dea bendata. A conferma di ciò, quante volte ci sentiamo dire frasi come “Guarda che bravo il tuo cane…il mio invece tira come un dannato, non mi da mai retta…ma non posso mica farci niente

educaddestra1Ecco, cari “Tizio” di tutto il mondo, vorrei dirvi che non è vero, potete fare qualcosa eccome: potete darvi da fare, esattamente come hanno fatto tutti quelli che secondo voi sono i “fortunati” di questo mondo, che il cane educato non lo hanno vinto alla lotteria, ma lo hanno cresciuto con impegno, sale in zucca e cultura cinofila.

Provate anche voi a usare questi ingredienti, invece di rassegnarvi all’ineluttabile sfortuna che vi ha appioppato un cane così difficile, e vedrete che la “fortuna” inizierà a sorridere anche a voi.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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