venerdì , 24 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Discussioni >> No cani, no bambini…ma da cosa derivano tutti questi “divieti”?

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


No cani, no bambini…ma da cosa derivano tutti questi “divieti”?

di DAVIDE BELTRAME – Sempre più spesso negli ultimi tempi si scoprono locali “no qualcosa”, o meglio “qualcosa free”: se un tempo la prassi era il divieto di accesso ai cani, recentemente sono balzati agli onori della cronaca i locali “child free”, ovvero quelli dove è vietato l’accesso ai bambini, proprio quando al tempo stesso i locali che invece permettono l’accesso ai nostri amici a quattro zampe sono in aumento.

vietatobambini_aperIl paradosso qual è? Che per quanto ci si lamenti sempre del paragone che viene sempre fatto tra cani e bambini un po’ su ogni argomento (vedi “perché doni al canile con tutti i bambini che muoiono di fame?”) queste notizie di solito fanno esultare molti proprietari di cani, forse per una sorta di “rivalsa”…o forse proprio anche perché stufi di sentirsi sempre fare i discorsi e paragoni cani-bimbi in “negativo” verso il cane, quindi vedere che ogni tanto anche ai pargoli tocca la stessa sorte che ai cani, un po’ di soddisfazione c’è. Ne avevamo parlato anche in un articolo qualche mese fa.
Ovviamente poi ci sono gli estremi, sia da una parte (“non voglio vedere bambini manco in foto!”) che dall’altra (sui locali child free si sono scatenate proteste e anatemi di vario genere da parte di molti genitori), però diciamo che in generale i locali “child free” sono amati tanto quanto quelli “dog free”, con più o meno le stesse motivazioni ma provenienti da diversi settori.

Volevo però fare una riflessione sul tema partendo un gradino prima: cosa ci sta portando verso questa intolleranza reciproca? Perché di intolleranza ormai si tratta, basta leggere i “ah io se vado al ristorante non voglio nessun cane (bambino) accanto”, “eh che schifo l’albergo che lascia entrare i cani (bambini)”, “se esco non voglio trovarmi in un locale con un cane (bambino) che rompa le balle”.
Queste, almeno per quanto leggo in giro, mi sembrano le motivazioni principali: igiene e stare in pace, ovviamente la prima più orientata “contro” i cani e la seconda “contro” i bambini.
Però…non è che tutto ciò nasce da un ormai smodato egocentrismo e maleducazione da parte di un sacco di gente, che reputa che il proprio cane (bambino) debba andare dove vuole, fare ciò che vuole e quando vuole?

Non è che il problema alla fine non sono tanto i cani (bambini) ma i relativi proprietari (genitori), che con atteggiamenti e permessivismi spesso eccessivi hanno portato a un comune sentimento di “rigetto” da parte di chi non ha cani (bambini) ?
bambinotifosoQualche tempo fa ad esempio io e Fabiana eravamo in coda in un negozio. Davanti a noi, una coppia con bambino di 5-6 anni al seguito.
Il suddetto bambino ha passato tutto il tempo dell’attesa in coda a prendere rotoli di carta da regalo che erano esposti vicino alle casse, portarli in giro, buttarli per terra (ammaccandoli anche vistosamente), mettere le mani su oggetti vari, insomma ha fatto 5 minuti buoni di puro casino. Non rumoroso, perchè compiva i suoi danni in silenzio, ma ben visibile da tutti.
In tutto questo, i genitori se ne stracatafottevano altamente. Hanno pagato i loro acquisti e se ne sono bellamente andati, senza preoccuparsi minimamente del materiale che il loro frugoletto nel frattempo aveva danneggiato.

Lato cani, invece, un giorno  eravamo da Decathlon, ed essendo nel fine settimana c’era una gran quantità di clienti. Siccome da Decathlon i cani possono entrare, era tutt’altro che raro incrociare un morbidino tra le corsie durante il nostro shopping. Peccato che altrettanto poco raro fosse incontrare delle cacche, in particolare una formato torta nuziale smollata in mezzo a uno dei corridoi di maggior passaggio.
Ora, dico, se proprio non vuoi raccoglierla (e sarebbe magari carino farlo…, ma ammettiamo che per pura sfortuna tu abbia finito i sacchetti, o non sappia dove buttarla da Decathlon, o che vista la mole della torta i servirebbe una carriola), almeno fai lo sforzo di avvisare il personale. Personale che è arrivato a pulire solo molti minuti dopo il “misfatto” e probabilmente su segnalazione di altri clienti e non del “colpevole”.

Di fronte a episodi del genere, è normale che chi già magari non ha una grande opinione dei cani (bambini) non migliori di certo la sua idea, e si faccia l’opinione che i bambini sono tutti rompiscatole, i cani tutti sporchi e via dicendo. Se nei ristoranti si è arrivati a proporre locali “child free”, che raccolgono ampia approvazione, è evidente che i casi di pargoli lasciati allo stato brado e liberi di andare a rompere le scatole ai tavoli vicino erano tutt’altro che rari. A tal proposito vi cito un aneddoto: su un gruppo di mamme una scriveva inorridita e piccata che il tavolo vicino al happyshitsuo avesse osato lamentarsi mentre lei faceva fare pupù alla sua bimba nel vasetto, dietro alla sua sedia.

Ora, io posso capire che tua figlia stia crescendo ma ancora sia nella fase “avviso mamma ma giusto all’ultimo momento”, però non è che ti puoi pure incazzà se qualcuno non gradisce lo spettacolo: o non vai a cena al ristorante in quel periodo, o cerchi di non far produrre i bisogni proprio in mezzo ai tavoli.

E’ chiaro che chi è stato per anni “quello cattivo” perché semplicemente aveva il cane e si trovava divieti su divieti, un pochetto ci goda e veda in ciò anche un po’ di sano karma: dopo che per anni le mamme hanno fatto una testa così a qualsiasi persona canemunita coi “lo tenga che poi mi morde il bambino”, “non toccarlo che ti sporchi”, “non toccarlo che ti ammali” e similari e gioivano dei divieti di accesso ai cani, ora si trovano dall’altra parte della barricata.
Personalmente non amo molto i bambini, ma mi accorgo che la mia idiosincrasia nei loro confronti in realtà è dettata principalmente dal comportamento dei genitori: quando ho avuto a che fare con bimbi che venivano cazziati “il giusto” quando iniziavano a fare troppo casino, non ho avuto nessun problema a sopportarli. E’ chiaro che quando invece vedi un bambino che fa il diavolo a quattro e i genitori che lo guardano con aria beota compiacendosi del loro non sgridarlo, l’istinto di far raggiungere la Luna al giovin fenomeno senza l’ausilio di nessuna navicella spaziale si manifesta forte in te.
Questo però non vuol dire che non si possa sopportare per qualche ora la presenza di qualche bambino, soprattutto se ben educato o quantomeno se vedi che i genitori si sforzano di non lasciargli fare quello che vuole.

Penso che – escludendo ovviamente proprio i cinofobi – per chi non apprezza i cani sia un po’ lo stesso.
Se una persona vede un cane invadente, o che sporca in giro, e il proprietario non fa nulla, è chiaro che la simpatia nei confronti del soggetto sarà minore rispetto magari a un cane che sa sopportare una serata in pizzeria senza cercare di assaggiare le prenotazioni di tutti i tavoli.
Poi certo, bisognerebbe prendersela più con il padrone che con il cane, ma del resto quando è il bambino a fare casino, pensiamo prima a mandare nello spazio lui che non i genitori, perché è comunque umano che la reazione di “mi stai un po’ sulle scatole” venga rivolta al soggetto che ci provoca direttamente il disagio.

dubbiosoIn conclusione: io ritengo che i locali “qualcosafree” siano comunque utili, il fatto stesso che quelli child free siano stati accolti con entusiasmo vuol dire che la richiesta di fatto c’è.

Il dubbio però è: questa richiesta è data da una effettiva necessità, o dal fatto che siamo diventati intolleranti a tutto e non siamo disposti ad accettare magari per solo qualche ora qualsiasi presenza che non sia di nostro gradimento?
E questa intolleranza, deriva forse da un eccessivo permissivismo e quindi dal vedere troppo spesso cani e bambini lasciati liberi di fare il bello e il cattivo tempo?
Voi cosa ne pensate?

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico