giovedì , 30 marzo 2017
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Tutto il cucciolo minuto per minuto – Il tempo corre…

di DAVIDE BELTRAME – Già, il tempo corre, siamo arrivati a ben 26 giorni dalla nascita…e infatti iniziano a correre anche i cuccioli. O meglio, ci provano: in realtà hanno da poco imparato a camminare con un equilibrio accettabile, ma sulla cosa barcollano ancora come un astemio al terzo bicchiere di rosso; non si può dire però che non ci mettano la buona volontà.

occhioDall’ultima volta in cui vi abbiamo aggiornato sulla cucciolata ci sono state davvero tante novità, concentrate principalmente nella terza settimana di vita dei mini-morbidini.
Nella seconda settimana le novità sono invece state relativamente poche, degna di nota è stata ovviamente l’apertura degli occhi: siamo rapidamente passati dal primo mezzo occhio aperto, intorno al decimo giorno di età, a 11 cuccioli con entrambi gli occhi ben visibili…anche se non ancora proprio funzionanti (inizialmente avvertono giusto la differenza tra luce e ombra, solo in seguito sviluppano il loro senso della vista, verso il mese di età), al contempo abbiamo potuto ammirare l’inizio dello sviluppo dell’udito. Anche quello ancora “ai minimi termini”, però i cuccioli iniziavano ad avvertire eventuali rumori forti e a girare la testa verso l’origine del rumore.

nientespondeFino però a metà della seconda settimana, per noi umani è stato quasi tutto come la prima, con la sorveglianza continua, il cambio turni di poppata e tutto quanto già vi abbiamo raccontato nei primi articoli, con in più la novità della rimozione delle sponde anti-schiacciamento: i cuccioli cominciavano a essere troppo grandi e rischiavano di farsi più male a causa delle sponde che a causa di possibili spostamenti bruschi di Samba, tant’è che in un paio di occasioni abbiamo dovuto “salvare” il cucciolo più “ciccione” della cucciolata che non riusciva più a uscire dallo spazio tra il bordo della cassa parto e la sponda.

omogeneizzatiVerso la fine della seconda settimana però sono iniziate le grosse novità e un notevole cambio di routine…prima di tutto abbiamo iniziato lo svezzamento: intorno al dodicesimo giorno i cuccioli hanno iniziato a sperimentare gli omogeneizzati di carne, opportunamente diluiti. Inizialmente anche questa fase ha visto la divisione in gruppi dei cuccioli, dato che con pochi soggetti alla volta potevamo vedere meglio come veniva accolta la novità dell’omogeneizzato, spiegare ai cuccioli che non dovevano nuotare dentro al piatto, e effettuare al contempo qualche operazione di routine (ad esempio controllare che i collarini non fossero diventati troppo stretti e nel caso allargarli). Devo dire che la nuova sbobba è stata accolta piuttosto positivamente da tutti i cuccioli, che oltre a gustarla con la bocca hanno visto bene di testarla con praticamente tutti i sensi infilando nel piatto zampe, naso, orecchie…aspetto comunque abbastanza gradito da Samba, che aveva il compito di finire di ripulire i cuccioli dopo il pasto (una prima sommaria pulita la davamo noi con la carta assorbente).

Dopo i primi giorni di “pasti separati”…un altro grande passo: l’avvento della prima ciotola e del primo pasto tutti insieme.
pappainsiemeTale novità è stata gradita ancor più gradita da Samba, a cui è stato assegnato infatti il compito di “ripulire” la ciotola dagli avanzi lasciati dai cuccioli (nel giro di pochi giorno sono diventati ben pochi avanzi!). L’altro compito, quello di pulire i suoi figli che dopo l’utilizzo della ciotola, era altrettanto piacevole. Nonostante il passaggio dai piattini alla ciotola infatti i mini-morbidini dopo essersi nutriti erano composti più da omogenizzato che da pelo: nella foto li vedete abbastanza composti e con solo i musi nel cibo, ma vi garantisco che durante le operazioni hanno sperimentato le passeggiate nella ciotola, il capottarsi nell’omogenizzato, il salire in testa ai fratelli e sorelle dopo essersi sporcati le zampe di omogeneizzati…insomma, la foto ritrae uno dei rari momenti in cui i cuccioli erano ancora del loro colore originale!

traversineCon la stazza dei cuccioli, ovviamente aumentavano anche la stazza e il numero dei bisogni. Avevamo già dato fondo a un buon numero di vecchie coperte per “foderare” il fondo della cassa parto, ma ormai era il momento di passare a qualcosa di più dedicato, per quelli che sarebbero stati comunque ancora pochi giorni dato che i cuccioli insieme alla mamma cominciavano decisamente a “stare stretti”, inoltre i blocchi all’ingresso della cassa parto (nella prima foto ne vedete due, nella foto con le traversine eravamo già a 3!) iniziavano a non essere sufficienti a contrastare la voglia di libertà dei frugoletti.

In realtà con 4 blocchi le possibilità di fuga erano ridotte al minimo, però al contempo diventava anche più complicato per Samba entrare e uscire dalla cassa parto (nonostante le avessimo messo uno “scalino” all’ingresso) e rischiava maggiormente di dare qualche zampata ai cuccioli, anche perchè ormai iniziavano a camminare (o meglio, a barcollare) e quindi si infilavano spesso e volentieri tra le zampe della mamma.

rassegnazioneVerso la fine della terza settimana c’è stato anche il cambiamento maggiore per noi umani…ovvero la riduzione degli orari di sorveglianza, con la riattivazione della telecamera che se inizialmente era servita a controllare le condizioni di Samba prima del parto e capire quando avrebbe iniziato il travaglio, adesso era invece utile per verificare che Samba non “snobbasse” i cuccioli. Cosa che ogni tanto era un po’ tentata di fare…pur essendosi dimostrata continuamente un’ottima mamma, la cucciolata iniziava a essere “pesantina” anche per lei, e nonostante il numero di poppate si fosse ridotto grazie all’introduzione degli omogeneizzati, i cuccioli iniziavano anche a sviluppare qualche dentino…e per Samba non era esattamente piacevole avere 11 bocche fameliche in cerca di cibo che in più la mordicchiavano con gioia. Ma per la serie “un’immagine vale più di mille parole”, lascio che sia l’espressione di Samba a spiegare quale fosse il suo stato d’animo in quei giorni.

Insomma, noi umani ricominciavamo a vedere la luce…letteralmente, nel senso che adesso che i cuccioli erano un po’ più grandi e il rischio di schiacciamento da parte di Samba era molto ridotto, potevamo prenderci qualche “stacco” dalla sorveglianza continuativa, monitorare la situazione tramite la telecamera e scendere a controllare fisicamente a intervalli di qualche ora, che sfruttavamo anche o per far uscire Samba a sgambare e fare i bisogni, o per dare gli omogeneizzati ai cuccioli.

liberiInfine, le ultime – per ora – “grandi novità”. Con lo sviluppo dei denti, dopo gli omogeneizzati i cuccioli hanno potuto sperimentare anche le prime crocchette (sempre molto ammorbidite con l’acqua), e anche questa novità è stata gradita dai cuccioli che non sembrano decisamente schizzinosi e “palati fini” sul cibo: qualsiasi cosa gli sia stata presentata finora l’hanno divorata con gusto.

E ultimo ma non ultimo (anzi!), la libertà. Ovvero, la rimozione della cassa parto dentro cui ormai in 11 più la mamma decisamente si stava troppo stretti…così abbiamo ricoperto col truciolato la parte di stanza dedicata ai cuccioli, messo un altro paio di coperte e un cuscino per consentire a Samba di coricarsi sul morbido quando decideva di allattare (altra novità apprezzata, sembrerebbe!), e dato ai cuccioli la possibilità di esplorare il mondo…o quantomeno, il resto della stanza.
Vedere i primi passi barcollanti diventare coi giorni sempre meno incerti, tanto che adesso addirittura ogni tanto si lanciano al trotto con una consapevolezza pari allo zero assoluto, è scandalosamente divertente.

Il fatto che la sorveglianza dei cuccioli non sia più a tempo pieno potrebbe far pensare che la parte più stressante sia passata…in parte è vero, ma di contro se prima era necessario “solamente” badare al fatto che Samba non calpestasse o si coricasse sopra la figliolanza e cambiare i turni di poppata, adesso le responsabilità per noi sono maggiori dato che dobbiamo badare a parte dell’alimentazione, la pulizia è più impegnativa per semplici ragioni di dimensioni…insomma, è cambiato il tipo di impegno, sicuramente le ore di sonno a disposizione sono aumentate, ma c’è ancora un bel po’ da fare. E non siamo nemmeno a metà dell’opera!

 

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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