di DAVIDE BELTRAME – Penso che un po’ tutti come prima cosa se pensiamo al concetto di “cane maltrattato” colleghiamo subito la cosa a un animale costretto a subire delle botte, o abbandonato a se stesso in mezzo alla sporcizia e poco curato. Questo perchè siamo abituati istintivamente a pensare a un qualcosa di fisico e anche di brutale, sicuramente il concetto delle botte subite lo colleghiamo in generale al maltrattamento non soltanto in ambito animale.
Questi sono però casi lampanti, che più o meno chiunque è in grado di identificare ed eventualmente denunciare alle autorità preposte (poi sul fatto che gli interventi e le leggi a riguardo siano spesso lacunosi è un altro paio di maniche)…Però in linea di massima se vediamo qualcuno malmenare costantemente il proprio cane, se lo denunciamo per maltrattamento e portiamo delle prove a sostegno, probabilmente almeno una verifica verrà fatta.

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Ci sono però moltissimi maltrattamenti che non sono fisici, e solitamente avvengono in piena luce…ma che nessuno vede, o meglio nessuno interpreta e comprende come tali.
La maggior parte di questi deriva dal “troppo amore” che tanti proprietari si vantano di riversare sui propri cani…finendo di fatto per farli vivere sotto una campana di vetro, o compiendo comunque una serie di errori tale da poter veramente essere considerata un maltrattamento, che però essendo solitamente psicologico (anche se poi in molti casi si traduce in segnali fisici da parte del cane) passa in cavalleria.
Vediamo quali sono i casi più comuni, che probabilmente anche a qualcuno di voi sarà capitato di vedere almeno una volta: sentitevi ovviamente liberissimi di aggiungere le vostre considerazioni nei commenti, o di contestare quelle che andrò a elencare!

Il cane sempre e solo in giardino
Questo è un caso abbastanza evidente su cui però sono fatti anche dei passi in avanti: il classico cane che “tanto ha spazio in giardino” e quindi non viene mai portato a passeggiare fuori, e viene in pratica costretto a una vita confinata nel giardino di casa…che magari è anche un giardino enorme, ma che quando il cane ormai conosce a menadito non ha per lui alcuna attrattiva o quasi. Spesso c’è l’aggravante del “divieto di accesso” alla casa, andando così a creare un vero e proprio isolamento sociale.d
Di recente c’è stata una condanna proprio per un cane che era praticamente abbandonato a se stesso e tenuto lontano dall’abitazione, episodio che poi ha portato su diversi giornali a titoli eccessivamente “allarmistici” dall’altro lato, che facevano passare per maltrattamento il semplice concetto di “cane in giardino” (ne avevamo parlato in un articolo pochi mesi fa), quando in realtà i casi sono ben diversi.
Un cane che vive in giardino ma ha libero accesso alla casa, interagisce costantemente coi proprietari, viene tenuto e curato a dovere, non è ovviamente paragonabile a un cane che invece vive contatti sporadici con la famiglia o con un solo membro del gruppo: non è un caso che molti degli episodi di aggressioni verso i bambini balzati alle cronache negli ultimi anni siano nati proprio da situazioni di cani che vedevano l’umano solo quando gli veniva portato da mangiare.
E’ un maltrattamento “difficile da vedere” in moltissimi pensano che “una volta che ha il giardino, che cosa può volere di più” e quindi non fanno caso alla cosa, ma anche chi magari conosce cosa sia l’isolamento sociale, se non passa costantemente davanti a quel determinato giardino e può quindi rendersi magari conto che il cane sia lasciato in balia degli eventi, difficilmente potrebbe segnalare la cosa. E se anche appurasse l’isolamento e segnalasse…probabilmente avrebbe poco seguito, specialmente se il cane ha un suo riparo e non appare sporco o malnutrito: ma il fatto che possa essere apparentemente in buona salute fisica, non vuol comunque dire che viva bene la situazione.
Spesso questi cani manifestano poi segnali di stress masticando le reti, o assumendo atteggiamenti ossessivi (rincorrersi la coda, ad esempio), determinati soggetti potrebbero “fissarsi” sugli uccellini e iniziare ad abbaiare a ogni volatile di passaggio, eccetera.

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Il cane sempre e solo in casa
All’estremo opposto del caso precedente, sia come comportamento che come soggetti coinvolti: se la casistica del “sempre in giardino” coinvolge probabilmente quasi esclusivamente i cani di grande mole, tenuti in giardino perchè in casa “non c’è spazio”, “sporcano” e quant’altro, moltissimi cani di taglia piccola si trovano invece confinati tra le mura domestiche perchè sono piccini e il mondo la fuori è tanto cattivo e tanto pericoloso.
Il troppo però stroppia, come si suol dire, e quindi anche questo eccesso è sbagliato: non si può far vivere Fufi sotto una campana di vetro perchè fuori ci sono il freddo, i cagnoni grossi e cattivi e quant’altro, invece c’è una preoccupante tendenza a far uscire sempre meno il cane, coadiuvata da invenzioni come il tappetino per far fare pipì in casa. Vogliamo lasciare a queste povere bestie il sacrosanto diritto di passeggiare fuori, fare i propri bisogni, socializzare con altri cani, umani e altre specie?
Anche lo stare solo in casa diventa stressante per il cane e ci troviamo poi soggetti che distruggono divani, mobili o qualsaisi oggetto gli capiti a tiro, magari perchè talmente abituati a stare sempre in casa a contatto con il proprio umano arrivano poi a sviluppare una vera e propria ansia da separazione; questo anche perchè se la motivazione alla base del “non farlo uscire mai” è “povero piccolo cane indifeso”, ovviamente anche l’atteggiamento tra le mura domestiche sarà eccessivamente protettivo.
Se volete un cane da confinare in casa, prendete un bel peluche.

Il cane volante
Altro fenomeno che riguarda solo i cani di piccola taglia, in questo caso per una motivazione puramente fisica, perchè parlo di quei cani che non toccano praticamente mai terra manco per sbaglio, perchè portati sempre e costantemente in braccio (o in borsetta) dalla sciura di turno. Tipicissimo esempio è la matrona di mezza età (o più), con lo yorkshire tenuto in braccio 24 ore su 24 e che abbaia a qualsiasi cosa passi nei dintorni (il cane, non la matrona): nel quartiere dove abitavo da piccolo c’erano almeno 3-4 rappresentanti di questa categoria.
La variante giovanile di solito opta per la borsetta perchè “è più fashion” e imita la Paris Hilton di turno.
Il cane ha le zampe, santiddio, facciamogliele usare! Fufi non muore se si sporca i piedini per terra, ma tenere il cane ossessivamente a contatto con se creerà solo dei soggetti “isterici”, non per niente è tipico il cagnolino che poi non lascia avvicinare niente e nessuno a quella che considera a tutti gli effetti una sua proprietà.
Il fatto che questo atteggiamenti riguardi cani di taglia piccola fa sì che sia molto sottovalutato, perchè “tanto è piccolo, cosa vuoi che faccia”: ma non andrebbe considerato il fatto che non faccia danni ad altri, ma il fatto che si sta facendo un torto a lui non facendogli fare il cane. Senza contare che poi spesso questi cani si convincono di essere invincibili e sempre protetti dalla loro “mamma”, e magari si lanciano a sfidare anche cani ben più grandi di loro: la nostra meticcia Snowwhite un giorno è stata morsa a una zampa perchè lo yorkie di turno è sfuggito alla sua matrona e si è lanciato senza ritegno verso Snow, che stavamo portando a fare la sua passeggiata al guinzaglio.
“BAUBAUBAUBAU SNAP BAUBAUBAU”, ha fatto lo Yorkshire.
“Oooooh povero amore di mamma ti ha fatto male quel brutto cagnaccio cattivo?” ha fatto la matrona che accorreva in soccorso del suo bimbo peloso.
[email protected]@@@####!!!!*****”, è stato risposto alla matrona, e non dallo Yorkie…

Il cane rotolante
In questo caso in realtà è un effettivo maltrattamento fisico…ma non perchè il cane prenda botte, ma perchè lo si rende grasso quando non addirittura obeso. Il concetto di “grasso = sano” ha fatto danni per generazioni anche sui bambini, ma come per gli umani anche per il cane l’obesità non porta certo vantaggi, e nel caso del cane può essere ancor più deleteria.
Per la paura di avere il cane “troppo magro” (alzi la mano chi ha un levriero e si è sentito dire “ma poverino, gli dai da mangiare?”) si arriva agli eccessi opposti; poichè abbiamo dedicato un articolo a questo tema alcuni anni fa, per non dilungarmi oltre e non ripetere cose già dette, rimando direttamente a quello:

Il cane ciccione

Il cane sempre al guinzaglio
Se i casi del cane sempre in giardino o sempre in casa sono “casi limite”, c’è anche una via di mezzo che comunque è sbagliata, anche se meno deleteria di quelle due. Ovvero, il cane che viene magari sì portato a passeggio, ma non viene assolutamente lasciato libero di interagire, o addirittura proprio di…agire. Parlo di quei cani che non vengono mai portati a fare una sana sgambata ma per cui si limita a una passeggiatina al guinzaglio, riducendo anche al minimo le interazioni con gli altri cani o con l’ambiente.
Le cause di questo comportamento in realtà possono essere molteplici e in parte anche comprensibili: chi vive in città dove magari non ci sono aree cani (o ci sono, ma sono tenute male) non può ovviamente lasciare il proprio cane libero di scorrazzare in mezzo ai viali e alle strade, c’è chi teme i bocconi avvelenati o altri pericoli e quindi preferisce tenere maggiormente sotto controllo il proprio cane…insomma, forse rispetto ai precedenti casi questo comportamento ha qualche “alibi” in più, ma non per questo è meno sbagliato: il cane – qualsiasi cane – ha bisogno di esplorare, interagire, muoversi: poi ci sarà il soggetto che si adatta di più anche a fare poco movimento (mentre altri daranno letteralmente di matto), ma poi non stupiamoci di avere un cane che in casa sarà irrequieto e magari farà danni.
A questo concetto va aggiunto anche il “malus” di alcuni strumenti e del loro errato utilizzo, per esempio è piuttosto frequente vedere cani di piccola taglia portati a spasso col flexi…e lo stesso flexi usato a moh di “canna da pesca” per tirare su il cane, ad esempio per prenderlo in braccio quando passa il bruttocagnonecattivo di turno.

Queste sono le casistiche principali che mi sono venute in mente e che mi capita più spesso di notare: io li considero comunque dei maltrattamenti perchè di fatto non rispettano la natura e le necessità del cane. E’ ovvio che tra le due cose preferisco vedere una sciura che tiene lo yorkshire costantemente in braccio rispetto a uno che prende a calci in culo il cane perchè non gli da retta (e immagina un po’ come mai non ti da retta, magari…), ma il fatto che ci sia “di peggio” non rende comunque corretti dei comportamenti che impediscono al cane di esprimersi. Chiaramente ognuno di questi comportamenti più avere conseguenze più o meno gravi a seconda del soggetto che lo subisce, in più mi sono limitato a descrivere una casistica generica e valida indicativamente per tutti i cani, senza ad esempio considerare che determinate razze siano se non maltrattate almeno “sacrificate” se gli si impedisce di svolgere le loro naturali attività per cui sono state selezionate…ammesso che al cane specifico interessino, ovviamente, perchè sarebbe altrettanto sbagliato costringere il proprio Terranova a lavorare in acqua se non gli piace farlo e “solo perchè è un Terranova”.

Chiudo qui, invitando nuovamente a esprimere la vostra opinione nei commenti, come sempre siamo aperti al confronto.

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32 Commenti

  1. Sai che ti dico? io invece forse preferisco il saltuario scapaccione al costante tenere in braccio. Ovviamente l’accento va posto sul saltuario.

    • Io invece porrei l’accento sul MAI per entrambe le cose.
      Lo stare in braccio è una violenza psicologica, ma lo scapaccione, anche saltuario, è una violenza fisica.
      Non credo ci sia una violenza migliore dell’altra..

      Non HA NESSUN SENSO colpire un cane. Perchè oltre essere un gesto vile, è inutile, perchè l’animale si spaventa ma non capisce certo il messaggio…

      Le credenze che con le botte si insegna, mi piacerebbe rimanessero nella testa dei vecchi/e trogloditi (cinofilisticamente parlando).

      Ormai lo sanno anche i muri che sono credenze idiote…

      • Trimix aveva deciso che scappare per rincorrere le lepri, i fagiani, i caprioli, i cinghiali ecc ecc era attività interessante. “Poi torno mamma, non ti preoccupare…”
        Ma a “mamma” era già morto un cane travolto da un’auto in una di queste scappatelle di caccia e quindi non era d’accordo per niente.
        Così arrivò un addestratore in casa. Kennel, clicker e tanti premi: dentro, resta.
        Certo che lo schiaffone mentre imparava sarebbe stato, come dici tu, da idioti, un gesto inutile di cui il cane non avrebbe capito il senso.
        Poi un giorno, quando Trimix aveva benissimo capito quale era la richiesta, decide che non avrebbe ubbidito “il premietto mi piace, e se non passa niente di più buono fuori dal cancello ti faccio il tuo stupido esercizietto così tu me lo fai mangiare, però, mamma, oggi no, oggi c’è quella minilepre che è molto più interessante del tuo premietto del cavolo. Facciamo così: io vado, mangio la minilepre e quando torno ti faccio tutto quello che vuoi”.
        Uno schiaffone lo ha ribaltato mentre varcava il cancello.
        Ti garantisco che ha compreso benissimo il significato: gli ordini di mamma non sono discutibili.
        Ad oggi nessuna macchina lo ha investito.
        O sono evolutivamente sotto al muro o ho credenze idiote.

      • Ma assolutamente no, uno “scapaccione” non ha mai ucciso nessuno, nè animale nè umano, oltretutto non ha senso farne un discorso generale quando ci sono cani che se gli dai uno scapaccione li capovolgi e altri dove invece ti fai male tu alla mano 😀

        La cosa stupida è punire il cane se NON ha capito cosa gli stai chiedendo o se fa un comportamento che NON sa essere errato, ma se il cane “fa il furbo” (e ce ne sono…) e tu ti dimostri una mammoletta, il cane ti metterà facilmente le zampe in testa. E infatti a forza di “queste sono idee trogolidite”, “basta ignorarlo”, “premialo solo”, abbiamo un sacco di cani che prendono il sopravvento in famiglia perchè gli si permette di ringhiare ai membri della famiglia e fare il bello e il cattivo tempo.

        Tant’è che nell’articolo io parlavo di “meglio cane in braccio che un cane preso a botte” intendendo ovviamente un vero maltrattamento, non certo il saltuario scapaccione che “ci sta”, e che l’animale capisce eccome: la cosa bellissima è che i cani secondo tante belle teorie sono dei geni o dei completi imbecilli a seconda di come fa comodo alla propria interpretazione dei fatti…sono cognitivi, risolvono problemi, capiscono benissimo cosa proviamo…MA poi “non capiscono lo scapaccione”.
        Non capiscono uno scapaccione dato a cazzo: lo scapaccione dato quando stanno “facendo i furbi”, e per scapaccione si intende chiaramente un semplice schiaffetto, non certo che fai volare il cane 5 metri più in la, lo capiscono assai, tant’è che guarda un po’, smettono di tentare di prenderti per il naso con quello stesso comportamento (in quel momento, perchè ci sono cani che ci proveranno allo stesso identico modo 10 minuti dopo).

        Le “credenze idiote” sono quelle di valutare il cane tonto e genio a proprio comodo: guarda che il “non punire mai” lo ha già teorizzato il dottor Spock per i bambini, salvo poi ricredersi vista la generazione che ne era venuta fuori. Ora questa tendenza sta tornando, e infatti abbiamo 12enni che trattano i genitori a parolacce e li considerano loro schiavetti.

        Certo che “non insegni con le botte”, ma la punizione quando “ci vuole” è una componente dell’insegnamento. Certo, puoi non dare lo scapaccione e fare tanta scena solo facendo il vocione, ma se dai una pacca su un culo a un cane di grande taglia manco la sentirà, di sicuro non sentirà male, ma sarà più il “gesto” a colpirlo.

    • @ti-presento-il-cane-4a08142c38dbe374195d41c04562d9f8:disqus infatti io parlavo di cani presi “costantemente a botte”, a quelli preferisco mille volte il cagnetto che non tocca mai terra in vita sua.
      Il saltuario scapaccione è un altro paio di maniche :D, ma se conti che abbiamo anche i “non devi mai dire NO al cane” (poi ritrattata da molti, mentre altri la girano in modo bellissimo ovvero “non devi dire NO ma usare un altro termine”…), già solo col “saltuario scapaccione” ci sarà chi ti prenderà per violento maltrattatore. Colpa anche dell’altro concetto che si vuole far passare dei “cani tutti uguali”, che magari anche no…

  2. Il reale problema è che spesso questi maltrattamenti non vengono presi in considerazione neanche dalle associazione che – in via del tutto teorica – dovrebbero salvaguardare il benessere degli animali.
    Oggi credo sia giusto combattere non solo contro i maltrattamenti fisici, ma anche quelli psicologici, che vanno contro a qualsiasi bisogno etologico dell’animale.
    Faccio esempio comune: vicino di casa con cane che abbaia tutto il giorno perché lasciato solo in casa per un numero di ore che oscillano dalle 8 alle 10. Se si fa la segnalazione (Enpa, guardie Zoofile, Polizia, etc etc) ti viene detto che se il cane è in un ambiente sicuro, con cibo, cuccia e acqua, non è da considerarsi maltrattamento.
    Non sono d’accordo, ovviamente. Questi padroni andrebbero ripresi, multati forse, e indirizzati verso una soluzione (dog sitter?) che favorisca il benessere degli animali.

    Esempio di un avvenimento che mi è successo di recente, anche questo molto comune: faccio una strada nuova in passeggiata e passo di fianco ad un cancello di una casa privata, due cani in giardino iniziano ad abbaiare in difesa del territorio. Uno, il più piccolo, esce da sotto le sbarre del cancello nel tentativo – fallimentare, per fortuna – di mordere il mio, e quando mi allontano, il cane morde l’altro al suo fianco. Interviene la padrona da una finestra, imprecando contro i cani. Le dico che i cani non sono responsabili di questo comportamento, ma che sarebbe cortese da parte sua mettere in sicurezza il giardino, di modo che vedano meno chi passa, o che almeno non riescano a passare col muso per mordere eventuali cani. Mi brontola contro e chiude la finestra, ignorandomi.
    Anche questo, a parer mio, è maltrattamento. Obblighi i tuoi cani ad uno stress continuo e te ne sbatti di loro, di quello che provano e di come migliorargli la vita, andando a ledere o a infastidire quella degli altri. Non solo i cani di passaggio che rischiano una mozzicata, ma le persone che magari di sentire il cane che abbaia tutto il giorno non hanno granché voglia.
    Segnalare questa signora è del tutto inutile, e lo so già, nessuno interverrà mai perché non è considerato maltrattamento.
    Non dico che le vadano tolti i cani, per carità, ma darle due direttive e farle un controllino, assolutamente sì.

    • Già.
      Ho un vicino di casa (molto vicino purtroppo, a 10 metri da casa mia), cacciatore tanto per cambiare, con due cani da caccia COSTANTEMENTE, chiusi in canile. Ovviamente questi abbaiano incessantemente dalle 5 della mattina, quando il deficien… il proprietario va a lavoro, fino alle 6 della sera quando torna a casa. Ha una figlia per cui verso mezzogiorno porta da mangiare ai cani. Sappiamo quando è a casa perchè in quei momenti i cani sono tranquilli. In un anno che vive qui, non l’ho mai visto lavarli. Li ha portarli a spasso una sola volta con i figi, e uno dei cani è pure tornato zoppo dalla passeggiata. Se ne porta via uno solo quando va a caccia, così l’altro ulula ancora più disperato per tutto il giorno. Gli è stato detto che disturbano, e lui si è giustificato dicendo che la colpa è dei gatti, che “provocano” i cani. Volevo segnalarlo alla protezione animali, ma è in legge perchè porta loro da mangiare e pulisce il canile.
      Anche per me questo è maltrattamento!

      • Condivido, lo è anche per me. Purtroppo non ci sono leggi che li proteggono, quindi tutti possono permettersi di fare qualsiasi cosa (o quasi), anche tenerli chiusi tutto il giorno, giardino-gabbia-casa non fa differenza.
        Nel tuo caso si tratta di cani oggetto, quando servono li tirano fuori, più o meno come la macchina nel garage.

      • Neppure a me piacciono i cani da caccia sempre chiusi! Questo davvero non dovrebbe essere permesso! La cosa che mi fa più pena poi -e qui da me ne vedo parecchi- sono le corti agricole in cui ci sono magari 2 o più meticcioni “da guardia” che fanno la vita beata e gironzolano come gli pare e poi i poveretti cacciatori chiusi dentro al recinto.
        Quando chiedi “ma perchè non li lasciate in giro pure loro, porebbestie?” ti rispondono invariabilmente “perchè sennò non cacciano più!”
        Non ho mai chiesto oltre perchè mi si farebbe complicato, ma chissà se un giorno un cacciatore “sensato” (esistono?) mi dice se è vera ‘sta cosa?
        A parte la bruttura di un cane rinchiuso in un recinto…In teoria non vedo proprio il perchè un bel cane da caccia dovrebbe perdere la voglia di cacciare solo perchè vive una vita normale… bah…

      • Ora ha 3 cani. Da due giorni ha aggiunto un cucciolo, in gabbia da solo. Guaisce di continuo perchè non c’è mai nessuno a casa. Adesso mi chiedo, ma perchè?

  3. Forse sono maltrattamenti non visti quelli semi involontari, quelli che nascono dalla troppa protezione e dall’ignoranza.
    Forse se si processassero quei genitori colpevi di aver creato la condizione per la quale il proprio cane azzanna il proprio figlio, forse gli effetti alla lunga cambierebbero anche le piccole cose, i piccoli continui maltrattamenti dovuti più che altro a ignoranza. ma nessuno mi ascolta.

  4. Beh… io il mio cane lo porto in giro raramente al guinzaglio (non ama l’auto) ma fa grandi corse con me all’aperto. In casa ci entra poco e ci vorrebbe entrare ancora meno, soprattutto di notte. Ama starmi vicino e prendersi le sua giuste coccole quando gli pare a lui. E’ un cane comunque molto curato, spazzolato, e seguito. Interagisce con i cani della fattoria, che sono molto più “rustici” ma mi sembrano i cani più felici del mondo!! Vivono veramente come dovrebbe vivere un vero cane e non un intrattieni-umani di professione!!
    Sono in numero di 3 -una coppia ed una sciantosa rovina-famiglie che si è aggiunta- e fanno la vita di tutti i cani di campagna e sinceramente mi sembrano i cani meno maltrattati del mondo. In casa non ci entrano assolutamente MAI, hanno i loro ripari confortevoli -e scelgono quelli assurdi-, interagiscono con i padroni in maniera “rustica” , qualche carezza, li seguono nei lavori dei campi, li accolgono al cancello con grandi feste, vanno dietro ai cavalli, circolano vicino quando si mangia all’aperto, ma certo non fanno disc -dog o corsi di nessun tipo e credo proprio che nessuno gli lanci il legnetto. Non sono affatto cani aggressivi con nessuno e il “fare la guardia” si manifesta con fare grandi abbaiate ad capocchiam, più che altro una buona occasione per far casino. Festeggiano moderatamente e non si avvicinano eccessivamente a chi non conoscono a meno che vengano invitati con offerte di cibo.
    Pur mangiano crocchette economiche e qualche avanzo, venendo lavati con la canna solo di estate o solo in casi di grave rotolamento nel letame godono di una salute invidiabile e campano invariabilmente fino ad età venerande, salvo una cucciolona qualche anno fa che si è presa un calcio di un cavallo.
    Se qualcuno mi denuncia… ci vediamo in tribunale… e poi parliamo appunto dei tappetini per le pipì, di cani con unghie lunghe 6 metri perchè non camminano, di cani borsettati e perpetuamente guinzagliati e pure di cani che fanno diecimila corsi e scuoline che sinceramente si, vabbè, ma sono più un’esigenza umana che canina, non sono maltrattamento ma sono comunque un sostituto di una vita più caninamente dignitosa.

        • Aridaje, sei solita mettere in bocca parole mai dette. A me, alla redazione, a tutti. “Ci vediamo in tribunale” è proprio da troll, qua mi sembra che tu stia facendo a gara di chi è più “cinomenefreghista” che di un sano rapporto uomo-cane.

    • Chi non è mai vissuto a contatto del “cane da fattoria” mai capirà il rapporto che si crea con il suo contadino, che non è fatto di comandi o giochi, ma di presenza. Il mio Attila se c’è mio suocero fuori in vigna non lo tengo in casa…impossibile, lui deve esser fuori e non importa se il suocero lavora e non lo guarda.
      Il maltrattamento per loro è esser lavati, non esser lasciati sporchi. Giovedì approfittando della bella giornata calda abbiamo fatto probabilmente l’ultimo bagno fino a primavera…non con la canna dell’acqua ma con l’innaffiatoio (e l’acqua tiepida) …e se poi puzza, pazienza, vasca da bagno e phon son semplicemente torture.
      Come dici tu, se non vi sta bene, discutiamone (magari non in tribunale :)) di cosa sia più caninamente dignitoso…

  5. io un pochino mi ritrovo in quello che il cane lo porta in giro solo al guinzaglio, ma, onestamente, non me la sento di rischiare una rissa con cani sconosciuti magari di piccola taglia. In compenso facciamo attività di morso o di obedience.
    Il richiamo funziona abbastanza bene, nel senso che quando vado nei campi e li lascio liberi di esplorare se li chiamo arrivano, ma non mi fido proprio farlo in luoghi dove ci sia la presenza di altri cani. Il fatto che siano due e vivano assieme, può andare bene lo stesso?
    altra nota: la vita confinata senza contatto con gli altri animali è addirittura vietata dalle norme sul benessere animale che si applicano negli allevamenti degli animali da reddito. Le considerazione fatele voi.

    • Io credo che il discorso “solo al guinzaglio” sia relativo ad un comportamento normale. Non certamente un cane sciolto in mezzo ad una folla di gente o in mezzo ad altri cani magari poco “socievoli”. Bisogna contestualizzare 🙂

    • @ti-presento-il-cane-8a50bae297807da9e97722a0b3fd8f27:disqus ci mancherebbe, però quando andate al campo immagino che i cani siano liberi di sgambare, così quando li porti per i campi: il cane “sempre al guinzaglio” limitato al contesto cittadino non lo considero certo un maltrattamento ma semplice senso civico e di responsabilità, ovvio che poi se uno ha l’area cani a disposizione e NON ci porta lo stesso il cane, due domandine me le pongo (al netto del fatto che l’area cani sia tenuta decentemente, molte purtroppo sono peggio della giungla di Mowgli), ma casi come il tuo non sono assolutamente quelli a cui mi riferivo nell’articolo, dove invece intendevo includere chi “costringe” il proprio cane a non stare praticamente MAI senza guinzaglio (pur avendone magari la possibilità) e magari poi si stupisce pure che il cane tornato a casa faccia casino, salti sui divani e quant’altro.

    • Ciao Elia, grazie della segnalazione, controlleremo, potrebbe essere dovuto alla condivisione fatta tramite Facebook e HTTPS, cerhceremo di capire come mai questa visualizzazione errata 🙂

      • Tieni presente che l’ho condiviso e chiedendo a quelli che l’hanno aperto invece mi hanno detto che leggono regolarmente. Io lavoro su Mac. Sarà questo…

        Per precisare: anche io l’ho aperto regolarmente ma in seguito alla notifica su Facebook in quanto seguo la pagina. Invece, una volta entrato nella pagina web “Ti presento il cane” e condividendo tramite pulsante, succede quello che dicevo.

  6. Certo Peppina…
    Anzi.. Perchè non torniamo tutti a vivere nelle caverne come i primitivi?? A fare di nuovo un po la vita da uomini..
    Loro si che erano felici..

    Ma per favore.. Un cane che viene lavato 1 volta all’anno, che vive al freddo glaciale d’inverno o al caldo torrido d’estate, che hanno una socializzazione con i proprio umani ridotta al minimo, secondo te sono felici??

    Poi che non lo sia nemmeno il cagnettino sempre in braccio alla Sciura ok, ma io li equiparo come sfortuna..

    In ogni caso io abito a Genova e qui da noi non è facile non cadere nel “cane sempre al guinzaglio”..
    Le aree cani sono poche e soprattutto mal tenute.. Malissimo.
    Ce ne sono due decenti. Una pero’ è praticamente sempre frequentata da padroni con Molossoidi e quindi io con la mia meticcetta di 9 kg non mi fido (magari sono bravissimi, anzi sicuramente, ma come ho letto anche qui sopra, è meglio evitare di far giocare cani di piccola taglia con cani grandi o potenzialmente aggressivi verso i propri simili)

    Quindi ne rimane una davero accessibile e non essendo diettro casa alla fine si riesce ad andarci 2 max 3 volte a settimana.
    Per il resto liberare un cane in una grande città, soprattutto caotica come Genova, aldifuori delle aree dedicate credo che si passi in un altro maltrattamento “cani con padroni che tentano di ucciderli” …

    • Si certo, come no! Chi vive in campagna è un troglodita cavernicolo e tutti i cani che vivono “da campagnoli” sono degli infelici maltrattati… vuoi mettere la gioia del cane che “condivide” il divano con quella del cane che poeticamente si strofina su qualche cacca di cavallo??… Anzi, c’è da meravigliarsi di come i cani siano sopravvissuti dal paleolitico a 20 anni fa senza toelettatori, addestratori e compagnia…. e senza dormire solo nei letti… adesso solo i cani più iellati vivono “da cani”, mica come quelli fortunati con il cappottino in area cani. …
      Ma per piacere!!!…

      • Non ho detto che vive in campagna è un troglodita….
        Il senso di quello che ho detto è che anche l’uomo 10.000 anni fa viveva nelle caverne mentre ora ha tutte le comodità.
        Ma non credo che fosse piu felice l’uomo delle caverne..

        Con questo non voglio dire che i cani perennemente in salotto siano i piu felici. Anzi sono sicuramente molto infelici..
        Ma credo che un cane che possa vivere in casa con il suo branco (padroni..) ma che nello stesso tempo abbia le sue uscite quotidiane e il suo spazio per la socializzazione, sia piu felice di un cane libero sempre pero’ costretto a vivere da solo nel giardino.
        Che un cane che la notte puo stare a dormire al calduccio vicino al proprio padrone, sia piu infelice di quello che dorme al freddo o al caldo in un riparo esterno..

        • Credo che tu abbia un’idea dei cani di campagna molto simile a quella dei cani relegati nei giardini delle villette.
          In realtà il cane di chi in campagna lavora (penso ai contadini o ai miei vicini di casa che hanno un maneggio) vive lunghissimi tempi con il proprio umano, proprio perchè è l’umano che si sposta, per lavoro, all’esterno, in un ambiente che è sicuramente più confacente ala natura del cane, e ciò accade per buona parte della giornata.
          Anzi, probabilmente, se facessimo il conto delle ore, ne risulterebbe che quei cani passano più tempo con i loro umani di quelli che devono stare ad attenderli su un divano sino al loro rientro dal lavoro.
          Il freddo non è un problema, se il cane è abituato all’esterno ed è fornito di un riparo adeguato. D’altronde è la vita che fanno tutti i cani, magari amatissimi, degli allevamenti, specie se pensiamo ad animali di taglia medio-grande, non credo tu pensi che l’allevatore si porti 8-12-15 animali tutti insieme a dormire ai piedi del suo letto, basta avere il sottopelo adatto e un bel box che lo ripari dal sole cocente o dal freddo, dalla pioggia e dal vento.
          Quanto al bagno 1 volta all’anno, vorrei farti vedere una foto del mio nella vasca da bagno: ha una espressione per la quale mi denunceresti immediatamente alla protezione animali. Poi il bagno glielo faccio comunque dato che sono dei cani poco fortunati e vivono in casa con me, però lo so che è una esigenza mia di cui loro farebbero volentieri a meno.

          • Continuo a non essere d’accordo sul concetto generale, ma ci mancherebbe.. Ognuno ha le proprie..;)

            Secondo me va benissimo che il cane lavori (ovvio magari non un Carlino..:P) anzi, probabilmente un cane che lavora con il suo padrone è davvero felice e si sente realizzato (ma questo vale anche per i cani che fanno sport con il proprio padrone ovviamente..)

            Ma non capisco perchè questoi cane tornato dal lavorare non possa avere una comoda cuccia in casa vicino al padrone.
            Credo che questa per lui sia la cosa piu importante
            Mentre il alvorare con il padrone per poi essere estromesso dal suo branco e confinato fuori (anche se in ripari confortevoli) per me è molto brutto per il cane.

            Poi è ovvio che il cane è come l’uomo un essere “adattabile”
            Se parli con un ergastolano dopo 20 anni di reclusione, sono convinto che alla fine non sia piu cosi disperato della sua vita e anzi abbia trovato aspetti positivi
            Ma non per questo ,credo, possa essere piu felice che libero a casa propria
            Stessa cosa il cane… Ovvio che uin cane abituato a svegliarsi, accompagnare il padrone a lavorare nei campi, tornare la sera e finire nel “box”, sarà comunque contento.
            Ma se potesse finire la giornata accovacciato ai piedi del padrone lo sarebbe sicuro di piu..

            E comunque se capisco che non si possano tenere 8/10 cani in casa, NON capisco perchè non se ne possa tenere 1 o 2…

            Per me Averla vicino la sera mentre guardo un film sul divano, o accanto al letto la seraè la cosa piu bella del mondo…

          • Sempre per il fatto che “i cani non sono tutti uguali”.
            Se prendi un cane da guardiania ad esempio, selezionato e abituato per avere poco contatto con l’uomo, tendenzialmente gli fregherà poco dello stare al calduccio in casa sul divano. Se invece prendi un Cavalier King Charles, sarà ben contento di fare il cane da divano perchè è selezionato come cane da compagnia.

            Come ha sottolineato Katia, il cane che comunque “vive” il suo branco non avrà problemi, nell’articolo io ho parlato di cani SOLO fuori casa o SOLO dentro casa e o “isolati” o “fin troppo coccolati”, che sono gli estremi: il classico “cane di fattoria” non rientra tra questi, perchè solitamente ha un contatto costante con il proprio “branco” (perchè anche gli umani sono impegnati a lavorare nei campi durante la giornata), ma viene comunque rispettata la sua natura di cane.

            Il problema del “cane fuori” mi ricorda tanto quei video strappalacrime col “se fa freddo per te fa freddo anche per lui”, altra cosa non vera: ci sono cani che stanno ben più volentieri fuori che dentro casa dove hanno fin troppo caldo (non per niente molti cani liberi di scegliere tra dentro e fuori…optano per il fuori).

            Ci sono foto di cani da slitta che preferiscono dormire sulla neve invece che nelle tende (o quantomeno riparati dalla neve) perchè QUELLO per loro è “stare bene”: il problema non è “dentro o fuori”, il problema è rispettare la natura del cane (e del singolo soggetto) senza arrivare agli accessi, nè di “stai fuori e arrangiati” nè di “oddio povero amore di mamma entra che fa freddo”: ci vuole il buon senso.

    • Rispondo a parte all’ultimo punto dato che sul concetto del “cane di campagna” penso di aver già detto abbastanza nell’altro commento :D, è ovvio che io mi riferivo ai cani tenuti sempre al guinzaglio NONOSTANTE si abbia la possibilità di portarli a scorrazzare (vuoi nei campi, vuoi nell’area cani, vuoi al centro cinofilo), non intendevo certo “che bello lasciamo i cani liberi di correre in mezzo alle macchine”, che è un comportamento altrettanto cretino…che però paradossalmente il cane ovviamente apprezzerebbe di più, ma infatti il portarlo al guinzaglio è una misura che prendiamo noi per la sua sicurezza, non certo per “farlo felice”.

      Però dato che di solito se non proprio la disponibilità delle aree cani, almeno quella dei centri cinofili è comunque ampia, non portare mai il proprio cane a farsi una sgambata è più una scelta che un obbligo…perchè se vivi in un post sperduto, probabilmente avrai qualche campo o pratone nei dintorni, se invece vivi in città almeno l’area cani o il campo cinofilo “raggiungibili” li hai.
      Certo, ci sono i casi limite (es. nessun posto recintato a disposizione e cane che non torna al richiamo o comunque non affidabile), ma non sono certo quelli che includevo nell’ultima categoria dell’articolo 🙂

  7. Vorrei un consiglio se è possibile. Io ho addottato Thor (incrocio Pitt -amstaff ) a quasi 3 mesi di vita. Adesso ne ha 14 mesi, a volte mi da impressione che abbia paura di me ….. frequentiamo campo cinofilo da 7 mesi.

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Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.

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