venerdì , 24 febbraio 2017
Home >> Discussioni >> Buon 2007!

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Buon 2007!

di DAVIDE BELTRAME – No, nessun errore di battitura, e non ho nemmeno preso botte in testa che mi hanno causato amnesie (almeno, non che io ricordi…).
Semplicemente, riflettevo sui temi di cui si è parlato quest’anno riguardo ai cani, e di cosa si è parlato in questi ultimi giorni. E mi chiedevo, non per la prima volta, in che anno fossimo.
Voi starete pensando, “ma come, già pubblichi qualcosa al sabato, che è un’eccezione, e invece che un articolo ottimista di auguri per il nuovo anno ci propini un articolo polemico/pessimista?”.
Vi rispondo “nì”: il fatto stesso che continuiamo ad andare avanti con “Ti presento il cane” vuol dire che noi speriamo che, anche se lentamente, il livello di cultura cinofila nel nostro Paese possa migliorare, ma purtroppo bisogna anche essere realisti e accorgersi che stiamo procedendo a passi da bradipo zoppo mandato in onda alla moviola. Quindi la riflessione è pessimista, ma non vuol dire che non creda che le cose possano migliorare.
Aggiungiamoci che fare un riepilogo del 2016 a livello “personale”, per quanto abbiamo passato sarebbe poco piacevole. Quindi, consentitemi questa divagazione.
E poi, meglio buttar fuori questa “riflessione amara” a fine 2016 che non rovinare l’inizio del nuovo anno, no?

Comunque, bando alle ciance ed entriamo nel merito: quali sono stati gli argomenti con cui ci siamo incontrati o scontrati durante quest’anno in tema di cani?

Abbiamo avuto i sequestri dei cuccioli dell’Est, e le conseguenti discussioni sulle differenze tra allevatori seri, cagnari, negozi. Argomenti di cui parlavamo all’epoca della prima versione online di questo sito, quindi intorno al 2002.
In parte legati a questo punto (ma non sempre), anche tutti i vari “non comprare adotta”, “una vita non si compra”, “vai in canile se hai un cuore” con le controparti che invece cercavano di far capire che chi sceglie il cane di razza non è sempre uno che cerca lo status symbol o il cane col colore del pelo abbinato alle scarpe.
La “lotta tra poveri” di canili vs allevamenti probabilmente si perde nella notte dei tempi.

Abbiamo avuto gli episodi di aggressione, alcuni purtroppo con esiti fatali, seguiti dai consueti discorsi sulle razze “pericolose”, con la coda di articoli degli sciacalli di turno pronti a invocare la sterminazione di massa degli appartenenti a una certa razza, o con le difese a oltranza al suono di “non esistono animali cattivi”, e con le vie di mezzo e le proposte in teoria sensate (es. il famoso “patentino”) ma utopistiche nell’applicazione pratica.
Mia mamma, insieme a Stefano Nicelli, scrisse il libro “Cani pericolosi?” nel 2003, stesso anno della celeberrima lista di “razze pericolose”, che alcuni credono esista ancora quando invece è stata abolita nel 2009.
Il tema delle “razze pericolose” è un altro argomento che si perde nella notte dei tempi e ha visto solo il cambio del “cane killer” di stagione, negli ultimi anni però complici i social network e la maggior velocità dell’informazione ha una frequenza molto maggiore.

Abbiamo avuto la consueta caterva di video virali con protagonisti i cani, con interpretazioni spesso etologicamente campate per aria ma che facevano presa sui “condivisori seriali”, e anche se in minor misura abbiamo avuto ciclicamente anche qualche bufala cinofila, come il caso di Grisù, il cane che sarebbe stato condannato a morte dopo aver sventato una rapina; per un periodo è anche tornata in auge la bufala del branco di lupi che aveva visto la luce la prima volta sul finire del 2015.
Questo è chiaramente un tema più recente dato che i video e le notizie fasulle inventate solo per fare condivisioni e click vivono soprattutto grazie ai social network…ma è comunque già da qualche anno che abbiamo a che fare con entrambe le cose.

Abbiamo avuto i consueti “scanni” tra le varie “fazioni cinofile” e le differenti sigle. Questo è un tema che arriva forse poco al proprietario medio, ma chiunque bazzichi o sbirci ogni tanto qualche gruppo a “tema cani” su Facebook, specialmente se gruppi un pochino più specifici, avrà visto le saltuarie ma costanti inalberate di “che faccia da mulo questi a registrare il marchio”, “mi hanno rubato l’idea”, “io dicevo la stessa cosa 20 anni fa”.
Insomma, tutto il campionario che continua ad ampliare il divario tra la “cinofilia ufficiale” e il “proprietario comune”, e fa sì che il neofita che magari vorrebbe semplicemente capire dove sia meglio portare il suo cane per imparare ad educarlo si trovi davanti quello che a lui appare come un enorme caos dove A ce l’ha con B, C ce l’ha con B, A e B ce l’hanno con C, eccetera eccetera…e finisca per lasciar perdere per preservare la propria salute mentale e per l’educazione affidarsi consigli di suo cuggino, che aveva un ruzzweiler alto così e gli ha fatto capire subito chi comanda.
Immagino non serva sottolineare che discorsi di questo tipo vanno avanti da anni, cambia magari l’oggetto del contendere (“collare vs pettorina” è un evegreen, ma sente l’avanzare dell’età) ma non cambia il “noi siamo meglio degli altri che sono dei trogloditi che non capiscono niente di cani”, opinione che però tutti hanno di tutti gli altri, e diventa quindi difficile capire chi davvero sia “il meglio” e chi “il troglodita”.

Abbiamo infine, proprio in questi giorni, prima passato tutti i discorsi sui “cuccioli regalo” per Natale, e poi la problematica di botti, fuochi e petardi con le relative ordinanze e la loro coda polemica tra chi vuole poter sparare anche le bombe a mano e chi non vuole sentir nemmeno soffiare il vento; sappiamo anche che  probabilmente un buon 90% di queste ordinanze sarà disatteso, o già lo è stato. Se il tema delle ordinanze è un po’ più recente, la problematica dei botti di Capodanno si perde nella notte dei tempi.

Potrei citare altri esempi e altri ancora saranno venuti in mente a chi sta leggendo questo articolo, ma direi che mi sono già dilungato abbastanza; abbiamo vissuto esattamente le stesse cose che possiamo dire di aver vissuto, visto e letto negli ultimi..facciamo 15 anni, a dir poco?
Quali passi avanti possiamo ritenere siano stati fatti, nello stesso arco di tempo, sia dalla cinofilia “ufficiale” che dal “proprietario medio”, che continuano a essere a mio avviso sempre più lontani?

Si discute (e spesso litiga) sempre sugli stessi argomenti, i problemi principali per i neo-proprietari sono sempre i soliti (vedasi “il cane fa pipì ovunque”, “tira al guinzaglio”, “mi morde le mani”), i canili sono sempre pieni, gli abbandoni continuano a esserci, le cucciolate a capocchia continuano a essere fatte.
E ancora, chi va in vacanza continua ad avere problemi enormi nel portare con se il proprio cane, sia per il viaggio che per le strutture (nonostante su questo punto in effetti ci siano stati dei miglioramenti), chi ha un cane di una razza di “quelle cattive” (o somigliante a una di esse) continua a essere guardato storto quando passeggia per la città, a vedere gente che cambia marciapiede o a sentirsi chiedere “e la museruola?” (quando non viene direttamente insultato); chi impiega più di 3 nanosecondi a raccogliere una cacca viene anch’esso insultato per i “cani di merda che sporcano la città”…eccetera.

Quindi, per tornare al titolo: sì, il calendario da domani reciterà pure 2017, ma quanto siamo ancora fermi con la cultura cinofila e il rispetto per gli animali? Ho intitolato “Buon 2007”, ma avrei anche potuto scrivere “buon 2000”, o scegliere un anno prima ancora, e l’unica differenza forse sarebbero stati i social network (Facebook è nato nel 2004, giusto per capirci).
Già, i social network, i cellulari, la tecnologia in generale: quella sì che corre! Magari corre fin troppo veloce, ma se la cinofilia viaggiasse anche solo a un decimo di quella velocità, e forse anche a meno ancora, potremmo fare i salti di gioia.

Concludo con una “nota buffa”: spulciando la cronologia degli articoli di quest’anno per rivedere un po’ di cosa avevamo parlato, mi sono imbattuto in un articolo scritto da mia mamma scritto all’inizio di questo 2016 che ora sta per volgere al termine.
Non so se prenderlo come un’ulteriore conferma a quanto ho scritto in questo articolo, oppure se voglia dire che alla fin fine anche noi non corriamo e parliamo spesso delle stesse cose. Se così fosse, per dirla alla Marzullo, siamo fermi perchè gli argomenti sono sempre gli stessi, o sono gli argomenti a essere sempre gli stessi perchè noi non proviamo a superarli? Io propendo per la prima, perchè spesso parliamo di ciò che “troviamo in giro”, e quindi non siamo gli unici responsabili dato che ci basiamo su cosa scrivono i giornali, su quello di cui si parla nei gruppi di cani, sulle domande che ci arrivano via social, posta o supporto cinofilo…però chissà, magari sono troppo di parte.
Sta di fatto che spesso quando vado a rileggere vecchi articoli di mia mamma, magari ripresi dalla versione cartacea di “Ti presento il cane” e quindi scritti nei primi anni 2000, trovo amaramente ironico notare come abbia fatto in tempo a lasciarci prima che cambiasse qualcosa…e probabilmente sarebbe stato così anche se non fosse mancata così prematuramente.

Anche lei spesso constatava amaramente come tanti argomenti tornassero o restassero sempre uguali, in particolare battaglie che magari combatteva da tanti anni come quella contro il traffico di cani dell’Est o quella contro la disinformazione sui “cani killer” e le “razze pericolose”.
Oltre a questo, ha dato tante facciate, perso tante amicizie, vissuto tante delusioni: non per questo ha mai abbandonato l’idea di provare a fare cultura cinofila, nonostante tutto. Anche perchè per tante esperienze negative, negli anni ha anche trovato amici veri, perchè la cinofilia non è certo tutta da buttare. C’è il marcio e c’è il buono: lei provava tra le altre cose a insegnare a chi si approcciava a questo mondo come distinguere le due cose, anche magari per non far ripetere ad altri gli errori per cui era passata.
Il minimo che possiamo fare nel nostro piccolo è portare avanti ciò che lei ha iniziato, prima con i libri e gli articoli scritti per altre riviste, poi con “Ti presento il cane”.

Quanto ci vorrà a vedere dei cambiamenti, non lo so: proveremo a scoprirlo iniziando dal prossimo anno, sperando che avrete ancora voglia di seguirci.
E chissà, magari tra 12 mesi ci troveremo a festeggiare l’arrivo del 2018, e non del 2008.

Buon anno a tutti!

Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico