martedì , 17 gennaio 2017
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VETERINARI VENDUTI PERZONE FALZE!!!11

di FRANCESCA M. BRUNELLO – Avete presente il Porsche con cui arriva il vet in ambulatorio ogni mattina? Dai, quello che sulla fiancata ha l’adesivo ‘sponsored by Royal Canin?’. No? Come no?Beh avrete sicuramente notato il suo Rolex da lavoro, quello in oro bianco! Ma come cosa sto dicendo? Il rolex in oro bianco con inciso “from Bayer, with love”.Ma no che non sto delirando! Oramai lo sanno tutti che i veterinari sono dei venduti! Sono sponsorizzati dalle aziende farmaceutiche per far ammalare i nostri poveri pelosetti, che lo sanno tutti che i vaccini hanno dentro schifezze! Loro si arricchiscono e noi paghiamo per far ammalare i nostri pelosi!

…emmobbasta però!

Prendiamo un attimo alla mano i dati delle casse di previdenze e dall’albo: il reddito medio di un vet è di 14.600,00 euro; dati aggiornati al 16 ottobre 2016.
Più nello specifico (copio e incollo da qui http://www.affarimiei.biz/lavoro-e-formazione/quanto-guadagna-un-veterinario )

  •  139 i veterinari che hanno dichiarato un reddito superiore ai 90.000 euro nello scorso anno
  • sono circa 6.000 quelli che invece dichiarano tra 15.200 euro e 90.000 euro
  • quasi 10.000 dichiarano meno di 15.200
  • altri 10.000 dichiarano reddito zero.

Ma come è possibile che guadagnino così poco? Dovrebbero nuotare nell’oro a sentire le sciuremarie al parco…

“Maria, con tutto quello che spendo dal veterinario…”
Specifichiamo: a parte qualche campioncino di crocchettine e biscottini, il resto il vet se lo paga.
Togli tasse allo stato, enpav, iva e zanicchi, il costo del materiale e costi gestionali e… e al vet non rimane un fico secco!
Un vaccino (in farmacia) costerà circa 4 euro, il vet lo compra –e non compra mica solo quello, compra anche siringhe, garzine, garzette e gazzettino (va beh magari il gazzettino c’entra poco, diciamo che serve per la sala d’attesa).
Facendo i conti, se ve lo fa pagare meno di 40 euro, lui ci rimette.
E mi riferisco a quelli che i vaccini al cane lì fanno, non a voi altri che “i vaccini sono pieni di sostanze tossiche, io al mio cane (o bambino) non li faccio”, con voi oggi non ci discuto, siete da galera.

Partiamo dal presupposto che se sei neolaureato hai delle prospettive lavorative ridicole. Tirocini praticamente mai retribuiti, in cui spesso e volentieri ci rimetti pure perché ti devi pagare l’assicurazione (in quanto non più studente l’università non ti copre) spostamenti, benzina e affitto se c’è. O vai all’estero, o rimani a casa, letteralmente.
E, oltre al danno la beffa, uno studente di veterinaria studia le stesse identiche materie di uno studente di medicina, uguali, pari pari, ve lo posso assicurare io che ho confrontato il mio piano di studi con quello di veterinaria. Quindi si fa il cul… (Ehm ehm, io e i miei francesismi) uguale, per guadagnare -forse un giorno- abbastanza da rientrare delle spese, e se ce la fa… grande magooo!

C’è del marcio? Si. I vet venduti esistono davvero. Sono quelle figure che lavorano all’interno di aziende produttrici di mangime scadente, ma ben pubblicizzato, che assicurano al pubblico un prodotto di ‘alta qualità’: galera anche per questi!
Sono anche quei cialtroni che tagliano orecchie a dobermann, rottweiler, alani, pit bull e chi più ne ha più ne metta per ‘motivi sanitari’. A uno così mi verrebbe da dire “tagliategli la testaaa”, ma il motto del giorno sembra essere “galera!” e allora “galeraaa!” sia. Son anche quelli che garantiscono che “no ma che cuccioli dall’est, questi sono tutti in regola, si fidi, in questo negozio li può comprare senza problemi!”, che a dirla tutta a me viene il dubbio che a questi non manchi solo l’etica… ma pure la laurea.

Per favore, lasciamo stare i veterinari ambulatoriali che con tutto questo non hanno nulla a che fare.

“Sono tutti comunque comprati da big pharma”
E mica ci dimentichiamo di big pharma, il miglior cavallo di battaglia della sciuramaria incazzosa contro i massimi sistemi: “è tutto un complotooooh!”
“Big pharma paga i veterinari (ma anche i medici) per vendere i loro farmaci, mangimi, campioncini, tutta roba dannosissima per far ammalare i pazienti (vale anche per i bipedi) per avere clientela più malata e quindi più remunerativa.”
…non fa una piega!

Andiamo a vedere più nello specifico con cosa big pharma si compra i seguaci:
Le varie aziende mandano i rappresentanti valigetta-muniti pieni di depliant, qualche campioncino e… penne. Si sì, penne da scrivere con il loro logo.
Ma mica solo quelle: a volte ti danno pure un paio di block notes con il nome dell’azienda e qualche poster con un bel cucciolo a tutta pagina.
Tralasciando il fatto che i rappresentanti non se li bada praticamente nessuno perché sono una scocciatura, di solito vengono liquidati con “si si va bene, lasciami qualche volantino in sala d’attesa”. Punto. È per questo che i muri delle sale d’attesa sono tappezzati di poster firmati eukanuba: ravvivano l’ambiente e sono gratuiti. Se tutti i pazienti decidessero di portare una foto del proprio animale, i muri probabilmente sarebbero tappezzati di quello. I veterinari ambulatoriali non vengono pagati per fare pubblicità alle aziende!
È così che big pharma prova a comprarsi i clienti: facendosi normalissima e banalissima pubblicità, sfruttando occasionalmente qualche gadget.
Solo a me non sembra una cosa terribile?

“Si, ma allora perché i farmaci che mi prescrive costano così tanto?”
Perché i farmaci ad uso veterinario costano così tanto, non è il veterinario a fare il prezzo. I farmaci ad uso veterinario non hanno la versione generica come quelli ad uso umano, sebbene comunque in alcuni casi si possano usare farmaci ad uso umano per trattare una certa patologia canina (vedi ad esempio l’allopurinolo nella terapia della leishmaniosi) e molto spesso, anzi sempre, è il veterinario stesso a indicarvi la scorciatoia.

L’assistenza sanitaria veterinaria NON è un servizio a carico del sistema sanitario nazionale! La maggior parte dei veterinari sono liberi professionisti, e in quanto tali, il loro esercizio non gode dei contributi pubblici.
Ecco spiegato il motivo per cui i costi di castrazione variano così tanto da ambulatorio ad ambulatorio, essendo il veterinario stesso a decidere quanto prendere per l’intervento.

“Mi costa un casino… le emergenze poi”
Avere un cane costa. Mettiamoci il cuore in pace.
Avere un figlio costa.
Vivere costa.
Il veterinario è un professionista e in quanto tale deve essere pagato.
Buono a sapersi: le spese veterinarie sono detraibili.
Forse la sciuramaria non sa che, fatture alla mano durante la dichiarazione dei redditi, si può detrarre dall’iperf il costo delle prestazioni veterinarie. (Max 50 euro all’anno, ma meglio di niente). Lo trovate spiegato bene qui: https://www.forexinfo.it/Modello-730-2016-spese-veterinarie .
Inoltre, si può stipulare una polizza assicurativa sanitaria per il cane. (Ce ne sono diverse, e non mi dilungo su queste perché ho tutta l’intenzione di scrivere un articolo a parte a riguardo per far chiarezza).

“Ho incontrato un veterinario meraviglioso… ma altri che, mamma mia, che scontrosi!”
Noi diamo spesso per scontato che il veterinario debba fare pronto intervento 24/7 solo perché ci ha dato il suo numero di cellulare. I veterinari spesso lasciano il proprio numero in un atto caritatevole perché non esiste il servizio di guardia medica per i quattrozampe. Ci sono le cliniche 24h, certo, ma quelle sono solo per le emergenze, quelle vere. Ci sono moltissimi veterinari che hanno una personalità meravigliosa, solare e disponibile… ce ne sono altrettanti che invece no. Sono lì per fare le loro ore e poi tornare a casa. Non c’è nulla di sbagliato in questo, non vuol dire che non abbiano passione per quello che fanno o che non siano bravi o che non ci mettano impegno o che non si prenderanno cura del vostro cane.

“Ma mi ha consigliato crocchette scadenti, viene pagato per consigliarle”
Noooooooooo! Il fatto che un veterinario sia davvero poco ferrato in materia di mangimi secchi (ma anche sulla dieta casalinga eh) non ne fa un cattivo veterinario.  A meno che non si proclami pure nutrizionista. Un nutrizionista che consiglia le friskies o che come casalinga prescrive 100 grammi di pollo e 100 di riso per due volte al di è da galera.

Che poi forse ci dimentichiamo con che soggetti ignorantissimi hanno a che fare loro tutto il giorno. Gente che pretende di eutanasizzare il Dobermann a 6 anni e mezzo, che “non si sa mai”. Gente che vuole il Rottweiler con le orecchie tagliate che “se no non sembra neanche cattivo da guardia”. Gente che decide di insteccare le orecchie al pastore tedesco di due mesi e mezzo perché “non stanno su”.

Gente che arriva a giorni alterni, cucciolo in mano, per un po’ di diarrea, un fazzoletto di carta mangiato, o perché a 3 mesi “mi ha morso!”. Gente che si meraviglia quando il veterinario si oppone all’eutanasia di un animale sano (è la legge che lo dice, non solo il buon senso). Gente che per l’esame feci porta tutta la torta, che manco c’avesse un Leonberger, no, è uscita tutta dal posteriore del Ratier de Prague. Gente convinta che il proprio cane sia di razza chiwawa. Gente che “ma se faccio l’antifilaria a un cane, devo farlo anche all’altro?”. Gente che non chippa i cani, che secondo me è la cosa più stupida in assoluto, perché il cane può scappare a tutti, ma che non sia chippato è da cretini. Gente che (questa incontrata personalmente) pretende un impianto di coda nel gatto da Expo dopo che era stata amputata, perché smaciullata dalla stessa proprietaria facendo retro per uscire dal vialetto.
Nonostante io non sia una fan di Sgarbi, lasciatemelo dire… siamo delle capre.
Da galera.

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