sabato , 23 settembre 2017
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La Gazzetta dell’ignoranza

di FABIANA BUONCUORE – Ci è voluto il Direttore della Gazzetta di Parma per tirarmi fuori dalla mia tana in pieno inverno.
Con le mani congelate dal blocco dello scrittore, tutto ciò che potevo fare nei momenti in cui non ero con i cani era leggere gli articoli altrui su “Ti Presento il Cane” ed ingozzarmi di cibo davanti alle dispense universitarie.
Ieri, però, ho sentito un richiamo che è più potente di qualsiasi ululato o ruggito, un richiamo che mi ha fatto rizzare il pelo e scoprire le zanne: il richiamo dell’ignoranza.

La fonte era un video della Gazzetta di Parma in cui il Direttore, Michele Brambilla, espone tutta una serie di bestialità che fanno correre i brividi lungo la schiena a chiunque ne capisca un minimo di cani. Va bene che a gennaio iniziano i saldi, ma caro Brambilla, non era il caso di far scorta anche di idiozie, per poi mal digerirle e vomitarle tutte di fronte ad una telecamera senza la minima cognizione di causa.
Il fatto a cui fa riferimento il Direttore è un episodio di cronaca che ha visto protagonisti due pitbull (e sappiamo bene quanto sia attendibile l’identificazione delle razze in questi fatti di cronaca, quindi permettetemi le consuete riserve sull’effettiva appartenenza dei cani alla razza in questione); se ne trova notizia su varie testate locali (ad esempio qui, dove ovviamente a corredare l’articolo è stata inserita l’immagine di due cani ferocisssssimi: un rottweiler ed un meticcio che giocano. Però si vedono i denti, e i denti fanno paura!).
In breve: secondo le varie fonti, una ragazza 36enne avrebbe incrociato i due cani, liberi nel giardino condominiale, mentre rientrava a casa. I due cani, secondo alcune versioni sfuggiti dalla propria recinzione, hanno purtroppo aggredito il meticcio di sei anni della ragazza, uccidendolo; lei avrebbe provato a salvarlo dall’aggressione, ma senza successo e rimediando anch’essa un morso nella mischia. Morso certamente dato per errore da uno dei cani aggressori, dato che la ragazza se l’è cavata con una fasciatura ed una prognosi di 30 giorni; visto cosa può fare con la bocca un qualsiasi cane di taglia media, è probabile che lo squarcio sia stato fatto solo perché la ragazza ha infilato le braccia tra i litiganti (la capisco, anche io avrei tentato di salvare il cagnolino, però di fatto l’aggressione non era diretta a lei).
Fatalità, insomma: i due cani avevano il loro recinto, non andavano d’accordo con gli altri cani di sesso opposto (come grandissima parte dei nostri quattrozampe); quel giorno lì sono scappati e hanno trovato sul loro cammino il malcapitato meticcio. Non è chiarissimo se fosse un cane estraneo o un cane che già avevano visto (ma solo dal proprio recinto), le – poche – versioni che si trovano al momento sono come spesso accade abbastanza lacunose e più o meno contrastanti.
Essendo i due cani in coppia, è bastato che uno attaccasse briga per ricevere man forte dal partner; in due contro uno, hanno avuto la meglio sul malcapitato.
Vi è stato intervento dei carabinieri, chi ha colpe di mancata custodia pagherà, chi ha ragione non riavrà mai indietro il suo amico, ma è una disgrazia, e come tutte le disgrazie, purtroppo, a quel che è accaduto non si può rimediare.
Purtroppo il Direttore Brambilla ha voluto dare la sua personalissima versione dei fatti, che mi ha fatto contemporaneamente ridere ed imprecare per tutta la durata del video. Perchè non solo per l’ennesima volta il giornalista di turno ha visto bene di approfittare dell’occasione per dare un’opinione di cui probabilmente in pochi sentivano la mancanza, ma ha infarcito questa opinione di una quantità di luoghi comuni difficilmente riscontrabili così tutti insieme.

Vogliamo dunque analizzare e rispondere punto per punto alle sue “perle”? Ma sì, dài. Siamo qui apposta. Così non dovete per forza sorbirvi tutto il video.

  • “…due pitbull lasciati in libertà dal loro sciagurato padrone”

Questo è l’incipit, su cui ancora ancora si potrebbe non essere in disaccordo…però secondo alcune versioni i due “pitbull” erano fuggiti dalla loro recinzione, il padrone nelle sue intenzioni li aveva lasciati chiusi in gabbia, o comunque confinati in un territorio privato, non è stato un atto volontario quello per cui si sono trovati nel giardino comune dove si è poi trovata a passare la 36enne.
Certo, si può discutere sull’omessa custodia, su quanto fosse efficace l’eventuale gabbia/recinto o chissà cosa dove i due cani erano stati chiusi, ma non era qualcuno che aveva deciso di sguinzagliare i propri cani per vedere se riuscivano ad azzannare qualcuno.

Tra l’altro, i cani sono anche risultati in regola con microchip e libretto sanitario, cosa che non si può dire di un sacco di “fufi” che incontriamo per strada, soprattutto sul primo punto. Anche questo va a cozzare con l’immagine del proprietario che non aspetta altro che buttare i suoi cani in una rissa.

  • “E’ una notizia di cronaca che vorrei approfondire.”

Noi poveri ingenui ci prepariamo ad ascoltare una persona che, vista anche la posizione che occupa, dovrebbe quantomeno essersi un minimo informata sui fatti e anche sul tema in generale. Insomma, di solito quando un direttore si lancia in un editoriale o in un parere, lo fa con una certa cognizione di causa, non si mette esattamente lì a sparare fandonie. Ci si aspetta che esponga spunti di riflessione basati su solide verità scientifiche.

  • “Io impazzisco per i cani, mi piacciono moltissimo.”

Sale l’aspettativa. Se ama i cani sarà anche preparato sull’argomento, no? Sorge quasi spontaneo pensare “dai, finalmente un giornalista che non dice le solite bestialità trite e ritrite e magari si schiera dalla parte del cane, evidenziando come le responsabilità siano state in prima istanza del proprietario”

  • “Ma i pitbull, i dogo argentino e altri tipi di cani che NON SONO CANI NATURALI, SONO FRUTTI DI INCROCIO PREPARATI IN LABORATORIO PER CREARE DELLE MACCHINE DA GUERRA. Questi cani sono pericolosi, vanno vietati.”

Eccolaaa! la perla anni ’90 dei cani che sarebbero stati “creati in laboratorio”, e che fa crollare miseramente quel poco di speranza che si poteva avere sulle intenzioni del prode Direttore.
pro
Brambilla, studi qualcosina, per la miseria, o per lo meno apra Wikipedia, così non deve manco far lo sforzo di andare in libreria. I terrier di tipo bull (tra cui l’american pitbull terrier per l’appunto) sono razze antiche, originatesi dall’incrocio di razze terrier (ovvero cani da caccia in tana) con razze di tipologia molossoide, con il preciso scopo di dilettare le persone nella lotta con altri animali, bovini, belve o altri cani che fossero. Un intrattenimento barbaro, è vero, ma per fortuna ormai vecchio di centinaia di anni. Ecco perché oggi i terrier di tipo bull sono ormai amorevoli cani da compagnia; mantengono uno spiccato impulso alla lotta verso gli altri animali, in particolare cani dello stesso sesso, ma niente che non si possa gestire con un guinzaglio ed una buona educazione di base.
Casca male anche col dogo argentino, originatosi nelle pampas per aiutare i contadini nella caccia al puma. E va bene, è tostarello anche lui di carattere, ma non certo per il piacere di qualche scienziato pazzo che voleva costruire un’arma: fu più il desiderio di vivere delle persone che selezionarono la razza a farne il cane che conosciamo oggi, perché ai tempi si facevano poche chiacchiere: o l’uomo o il puma, e senza il cane al proprio fianco dubito che avrebbe vinto l’uomo. Anche quella fase è superata, anche solo dalle barriere geografiche (visto che in Europa il puma non c’è), ma per fortuna un tesoro della cinofilia qual è il dogo è sopravvissuto fino ai giorni nostri, diventando anch’esso ormai una razza da compagnia e, volendo, da guardia della proprietà. Cani potenzialmente pericolosi? Può essere. Ma anche un uomo grande e grosso che si allena regolarmente in palestra è potenzialmente pericoloso. Che facciamo? Vietiamo le palestre? Vietiamo gli uomini muscolosi perché prima o poi potrebbero ammazzare di botte qualcuno?

Ah, per la cronaca, il “cane naturale” non esiste; si chiama lupo, o dingo, o qualsiasi canide selvatico le venga in mente; perché il cane, Canis lupus familiaris, per definizione è una specie domestica, ovvero creata dall’uomo. In natura il cane non si sarebbe mai originato spontaneamente, è l’uomo che, con la sua opera di selezione, ha plasmato la sua genetica per ottenere la grande varietà di razze che abbiamo oggi.

Errare è umano, ma perseverare è…giornalistico, e infatti dopo pochi istanti il Nostro rincara:

  • “Sono cani che sono stati fabbricati in laboratorio dai nazisti, come i dobermann”

No, vabbé, in laboratorio? Davvero? Ma lo sa che manco la famosissima pecora Dolly riuscì troppo bene? Non sappiamo fare un ovino, le pare che siamo capaci di originare intere razze canine in provetta?

Peraltro, le origini del Dobermann vengono collocate tra il 1850 e il 1870, quella del pitbull nel 1845, un po’ in anticipo sui “laboratori nazisti”. L’unico che come tempistica potrebbe ricadere nell’accusa è il dogo argentino, il cui standard fu pubblicato nel 1947, ma il fatto che si chiami dogo argentino dovrebbe dare una vaga idea sulla zona di origine di questo cane. Vi do un indizio: non è la Germania.

  • “Ci sono cani che tu li vedi in giro e ti fanno paura. E’ inaccettabile che li si lasci in mano a delle persone che solitamente sono poco raccomandabili, perché una persona normale non si prende un cane del genere”

Signor Brambilla, se le basta vedere un cane per averne paura, si faccia curare. Perché la sua si chiama cinofobia, e come tutte le fobie è una condizione di malessere che richiede un aiuto specialistico. Io possiedo svariati rottweiler, ma non mi ritengo un’anormale per il fatto di averli accolti in famiglia. I miei cani sono deliziosi. Potrei essere un’anormale perché a volte metto loro dei fiocchetti colorati intorno al collo, ma questo è un altro discorso.

Il fatto che “certi cani li vedi in giro e ti fanno paura” è proprio colpa di chi, come Lei, fa un allarmismo ingiustificato, basato sul nulla, su luoghi comuni e convinzioni personali, senza il minimo supporto dei fatti.

  • “C’è una donna che oggi è finita all’ospedale e che ha visto il suo cagnolino, bello, quello sì, sbranato e ucciso da queste macchine da guerra che, ripeto, sono state costruite artificialmente in laboratorio con degli incroci particolari, e che finiscono con l’impazzire perché hanno delle calotte craniche che non si sviluppano in modo normale.”

Non potevamo non chiudere in bellezza, vero? Mi stavo quasi preoccupando, sentendo parlare di laboratori e nazisti, chiedendomi se non si fosse dimenticato di tirar fuori il cane che ha il cranio troppo piccolo per cui impazzisce perché stringe sul cervello, che invece continua a crescere (si diceva solo del dobermann una volta, ma lei ha fatto che tagliar la testa al toro ed appioppare la baggianata a tutte le razze di cui parla. Tanto, baggianata più baggianata meno…). Non sto a dilungarmi sull’argomento: ne abbiamo parlato qui e qui, tra i vari articoli sul tema.
E sa perchè ne abbiamo parlato più volte? Perchè, di nuovo per colpa anche di gente come Lei, una leggenda metropolitana che non ha la minima evidenza scientifica ed è una boiata colossale, continua ancora a essere diffusa e avere boccaloni che ci credono, perchè anche chi ricopre una posizione in cui ci si aspetta almeno un minimo di cultura e il buon gusto di non parlare basandosi solo su convinzioni personali, non si fa invece scrupoli a enumerare corbellerie.

Insomma, ha toppato su tutta la linea, raggruppando in pochi minuti le peggiori cugginate su determinate razze. E mi creda, non è un primato di cui andare fieri.
Ma non si preoccupi: potrà sempre dire che noi “animalisti fanatici” siamo i soliti pazzi che continuano a difendere questi brutti mostri assetati di sangue, e che quelle che ho appena scritto sono tutte sciocchezze prive di logica. Perchè per voi quelli che dicono sciocchezze sono gli altri, non sia mai che vi poniate il dubbio di non essere informati o che facciate lo sforzo di ammettere di aver sbagliato.
Se Lei davvero “impazzisse per i cani” e “le piacessero moltissimo”, come dichiara, il minimo che dovrebbe fare sarebbe sforzarsi di fare un’informazione corretta, cosa che il suo mestiere e il suo ruolo peraltro implicherebbero anche se i cani le facessero schifo. Invece, per l’ennesima volta, abbiamo dovuto sentire una serie di luoghi comuni peraltro piuttosto datati: mi creda, non se ne può più.

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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