di DAVIDE BELTRAME – Le aree cani sono notoriamente croce e delizia (molto più croce…) di molti proprietari di cani, come dimostra anche il fatto che ogni volta che abbiamo toccato il tema in modo più o meno diretto sono arrivati molti commenti, di cui purtroppo la maggior parte a testimonianza di esperienze negative che andavano dalla completa assenza di aree di sgambamento nella propria città, al pessimo stato di quelle esistenti.
Pessimo stato che poi variava dalla “semplice” erba mai tagliata, fino a casi di siringhe lasciate per terra da chi decideva di usare l’area cani come luogo di spaccio o consumo di sostanze proibite, oppure al ritrovamento di bocconi avvelenati.
Insomma, anche quei comuni che quantomeno si impegnano a realizzare degli spazi per far sgambare i cani, spesso dimostrano poi di non prendersene cura e lasciarli a se stessi, tant’è che vero che in molti casi si sono organizzati gli stessi proprietari abituali frequentatori delle aree per mantenerle pulite, per le piccole riparazioni e quant’altro.

A Torino ci si è posti il problema, sia per quanto riguarda il mantenimento sia per quanto riguarda la creazione di nuovi spazi, dato che pur essendo già presenti ben 55 aree cani ci sono molte zone ancora scoperte. Ed ecco che è arrivata l’immancabile idea su come reperire i fondi…ovvero, una nuova tassa. Un’idea mai sentita, proprio…

La questione per ora è ancora ferma alla fase di “proposta” ed è ancora in discussione, le principali opzioni sono una tassa ex novo per i proprietari dei cani, oppure un aumento della TARI, sempre riservato ai soli proprietari.
Le cifre di cui si parla sarebbero singolarmente di poco conto (tra i 2 e i 4 euro a testa), ma dato che come si suol dire “è la somma che fa il totale”, l’introito complessivo diventerebbe rilevante poichè secondo i dati i cani in città sono circa 90mila. E 180mila euro è la cifra che il comune dichiara di spendere ogni anno per il mantenimento delle aree cani.
L’idea ovviamente ha diviso, nel sondaggio lanciato da La Stampa nell’articolo dedicato alla vicenda, i voti concordi con questa idea sono al 53%, 47% invece i  contrari.
Anche tra le parti politiche c’è chi si è dichiarato favorevole e chi invece preferirebbe cercare sponsorizzazioni dai privati, come ad esempio il Movimento 5 Stelle.
Insomma, l’argomento è dibattuto.

Personalmente, io se vivessi a Torino mi metterei tra i contrari.
Non certo per la cifra, perchè se l’entità della tassa fosse quella dichiarata sarebbe obiettivamente alla portata di tutti, quanto per una questione di principio: non dovrebbe già essere una responsabilità del comune tenere pulite le aree cani? In fondo è la stessa responsabilità che hanno nel tenere pulite le aree gioco per i bambini, ma non è che vadano a tassare solo chi ha i figli. Tutta la comunità paga il comune per i servizi, si paga anche per servizi che non useremo mai o quasi…perchè al tempo stesso ci sarà chi paga per servizi che lui non userà, ma noi sì.
Faccio un paragone un po’ estremo, ma sarebbe un po’ come dire “per costruire le rampe di accesso per i disabili non ci sono i fondi, mettiamo una tassa a chi è sulla sedia a rotelle”. Sarebbe abbastanza folle, no?

Comunque, andiamo sul concreto e parliamo di cifre: oltre ai 180mila euro dichiarati come spesa per il mantenimento, chi ha proposto la tassa ha fatto presente come costruire una nuova area cani costi tra i 20 e i 30mila euro.
Ora, o a Torino tutte le aree cani sono extra-lusso (ma ho qualche dubbio), o mi sembra una cifra fuori dal mondo: quante volte le “aree di sgambamento” sono semplicemente dei giardini, manco particolarmente belli, che vengono semplicemente recintati e in cui magari viene piazzata una panchina?
Ho letto un commento di cui riporto lo screenshot, che spiega come il regolamento comunale imporrebbe specifiche precise per le aree cani…che sì, se venissero realizzate secondo tali crismi potrebbero anche avere un costo simile a quello dichiarato, ma in realtà non sono praticamente mai così!

Io ho cambiato un po’ di città e paesi negli ultimi anni, e delle aree cani cambiava solo la qualità della recinzione, in un caso c’era un bello steccatino in legno, in altri casi una rete decente, in un altro caso ancora le reti metalliche da da “lavori in corso”, in poche c’era il punto acqua, la divisione per i cani di diversa taglia l’ho vista una sola volta…e dei sacchetti abbiamo già parlato in un altro articolo.

Se un Comune spende 20mila euro per recintare un prato (e non parliamo di ettari di prato, solitamente), forse deve un attimo farsi due domande sulla bontà dei prezzi di chi gli offre quel servizio.

Il costo della manutenzione sarebbe invece virtualmene un po’ più credibile: contando il numero di aree cani, si tratterebbe di circa 3000 euro all’anno per ogni area.
Però anche in questo caso la realtà si scontra con le cifre dette dal politico di turno: se è vero che per mantenere costantemente pulita e ben curata l’erba, riparare le reti o la panchina quando dovessero rompersi, rifornire con costanza di sacchetti i dispenser, eccetera, la spesa sarebbe giustificata…queste operazioni non sembrano essere fatte, almeno a giudicare dal malcontento generale che c’è praticamente ovunque verso la gestione delle aree cani.
Del resto, paghiamo proprio la TARI per la pulizia, eppure le strade di molte città non sono propriamente linde e splendenti…e non solo per le cacche non raccolte, con buona pace dei cinofobi.

Insomma, dopo la proposta di tassa sui cani non sterilizzati i proprietari di cani vengono ancora visti come un possibile “bancomat” dalla politica, anche se in questo caso solo a livello locale.

Se invece che pensare di applicare 2, 4 o anche 10 euro a ogni proprietario si decidessero a far rispettare le leggi che già abbiamo e applicare le multe, scommetto che otterrebbero molti più soldi. Pensiamo proprio alle aree cani, e a quanti non raccolgano gli escrementi del proprio cane perchè “tanto l’ha fatta nel prato”: se ci fossero un po’ di controlli in più, o anche i più “sporcaccioni” inizierebbero a raccogliere per evitare la multa (migliorando quindi la pulizia e facilitando la manutenzione), oppure verrebbero multati, aumentando gli introiti nelle casse comunali. Non so a quanto ammonti la sanzione a Torino, ma a quanto pare in Italia si va dai 25 fino ai 500 euro: se anche Torino applicasse la sanzione “minima”, una sola multa equivarrebbe a 12 degli aumenti minimi ipotizzati per la TARI.
Con una sostanziale differenza: l’aumento, o la nuova tassa, andrebbero a colpire indiscriminatemente tutti i proprietari, mentre multare chi incivilmente non si degna di raccogliere le creazioni artistiche del proprio cane andrebbe a punire chi effettivamente è “fuorilegge”.

 

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12 Commenti

  1. Mi sembra una roba fuori dal mondo, ipotesi 1) io che ho la residenza in un comune diverso da quello in cui effettivamente abito e la mia cana è quindi iscritta all’anagrafe canina di quel comune, non potrebbe frequentare le aree che ci sono vicino a dove abitiamo???? ipotesi 2) se mi viene a trovare un amico/a cane munito e decidiamo di andare a fare sgambare i nostri cani, l’amico/a non potrebbe entrare perchè la tassa lui la pagherebbe in un altro comune????? ipotesi 3) la mia cana, dopo aver subito un’aggressione proprio dentro l’area cani, ora non ne vuole più sapere di entrare e preferisce passeggiare per il parco al guinzaglio insieme a me, e così tanti altri che conosciamo e incontriamo in giro…… anche noi dovremmo pagare la tassa anche se non usufruiamo del servizio????? e potrei andare avanti ancora con ennemila ipotesi…..

  2. L’unico appunto che faccio al tuo articolo è che come sempre non si possono paragonare cani e bambini: Vero che con le mie tasse pago loro scuola, parchi e servizi vari, ma spero che la stragrande maggioranza di loro contribuirà a pagarmi la pensione, i cani no 🙂

    • Vero, ho voluto fare due paragoni un po’ “estremi”, ma infatti ho anche specificato che

      Tutta la comunità paga il comune per i servizi, si paga anche per
      servizi che non useremo mai o quasi…perchè al tempo stesso ci sarà chi
      paga per servizi che lui non userà, ma noi sì.

      Ed è vero che magari il “bambino” un domani ti paga la pensione :D, ma è altrettanto vero che il proprietario di cani GIA’ paga…e paga la pensione pure ai cinofobi, ad esempio 😀

      Insomma, è proprio il concetto di “tassa per categoria” che mi sembra un po’ stupido, aggiungendoci poi il fatto che “proprietario di cani” non vuol nemmeno per forza dire “usufruitore di aree cani”, perchè comunque in molti preferiscono evitarle, sia per come sono tenute (e questo in teoria con la “tassa” e il teorico susseguente miglioramento del servizio dovrebbe essere risolto), sia in alcuni casi per la gente che le frequenta…e questo punto la tassa non lo sistema 😀

  3. Mi pare proprio na …strunzada!!!! Ci manca la tassa pure lì! Indipendentemente dal costo, conosco parecchie persone che non entrerebbero più nell’area cani, GA-RAN-TI-TO!!! Dove abito io, di aree cani ce ne sono diverse, la maggior parte in condizioni orrende grazie anche ad alcuni padroni che credono che l’area cani sia…il bagno per i loro pelosi o meglio, una discarica. Forse dare multe salate a chi non raccoglie, sia dentro che fuori e per salate voglio dire salate del tipo che se non paghi ti pignorano la macchina o lo smartphone….vedi che anche i cani stessi si mettono a raccoglierla!!!

  4. Dalle mie parti non vi dico cosa si era inventata l’amministrazione comunale per non occuparsi (nè materialmente nè economicamente) della gestione dell’area cani (tutt’ora non disponibile) richiesta dai residenti…ha praticamente scelto un “terreno” già recintato (adibito in passato ad altro) e ha scelto di dividerlo in due…metà area cani e metà in “concessione” ad una “scuola per cani”, con l’obbligo per quest’ultima di occuparsi di pulizia e via così (anche della parte rimasta ad uso “pubblico”….).
    Ora invece il Comune ha cambiato idea e ha sollecitato la creazione di un gruppo di volontari che si occupino della gestione….oltre il danno la beffa….
    Ma mettete le telecamere all’area cani e punite in differita i trasgressori….

    • Sinceramente quella di darla in concessione al centro cinofilo che si occupa della pulizia in cambio di parte del terreno a me sembra un’ottima idea…infatti han cambiato idea

      • da noi il comune ha messo terra e struttura e un’associazione (a cui ci si bisogna tesserare per entrare) mette pulizia e coordinamento… mi pare un’idea geniale: poche spese ed interventi tempestivi

  5. A me sembra che tutto sommato il discorso del confronto con altre situazioni fili. Infatti, a dispetto di quello che puo’ sembrare, il confronto non e’ tra cani o bambini o tra cani e ciclisti ma tra cittadini con cani e cittadini con bambini. Il principio della tassazione dovrebbe prescindere dall’utilizzo che ne viene fatto. L’amministrazione di un comune – cioe’ la sua cittadinanza – sostiene una quantita’ di spese per una quantita’ di attivita’ che corrispondono alla fruizione possibile di infrastrutture, beni e servizi a disposizione della cittadinanza nel suo complesso perche’ vengono ritenuti genericamente necessari alla collettivita’. Una tassa mirata sia nell’addebito che nella destinazione d’uso a una singola categoria per un singolo servizio non e’ una forma di tassazione ma di vendita “in abbonamento” del servizio interessato; in questo caso, pero’, questa dovrebbe essere offerta e liberamente sottoscritta da chi sia interessato a farne uso.

    Se non si vuole offrire un servizio a pagamento e si preferisce rimanere in ambito di servizi comunali offerti alla collettivita’ e finanziati con i proventi delle tasse, quindi con una forma di autofinanziamento da parte della cittadinanza, non e’ detto che si debba per forza fare tutto ed e’ pacifico che si possano e debbano stabilire delle priorita’ sulla base della disponibilita’ economica per cui tra rifare il tetto a una scuola e recintare un’area cani magari si privilegia il tetto della scuola, ma cio’ non vuol dire che chi frequenterebbe volentieri l’area cani abbia minor diritto, e’ solo che non potendo fare diversamente, gli e’ stata atttribuita una priorita’ minore.

    Intendiamoci, nella realta’ non e’ che sia cosi’, ma e’ cosi’ che dovrebbe essere.

  6. Nel nostro Comune abbiamo risolto in modo moolto semplice: abbiamo creato un’associazoine, il Comune ci ha dato i fondi per la costruzione e il comodato d’uso del terreno e noi ci impegnamo a tenerlo pulito, ci paghiamo le bollette dell’acqua, sfalciamo e facciamo piccole riparazioni. Abbiamo inaugurato l’area sabato e abbiamo già 60 iscritti… con i soldi del tesseramento annuale andremo a coprire i costi delle spese, dell’assicurazione e delle chiavi. Per ora è tutto lindo e pulito, anche perchè in paese ci si conosce tutti e sul regolamento è ben specificato che se si lascia sporco più di una volta si riconsegna la chiave e tanti saluti.

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Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.