lunedì , 20 novembre 2017
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E adesso propongono la tassa per mantenere le aree cani…

di DAVIDE BELTRAME – Le aree cani sono notoriamente croce e delizia (molto più croce…) di molti proprietari di cani, come dimostra anche il fatto che ogni volta che abbiamo toccato il tema in modo più o meno diretto sono arrivati molti commenti, di cui purtroppo la maggior parte a testimonianza di esperienze negative che andavano dalla completa assenza di aree di sgambamento nella propria città, al pessimo stato di quelle esistenti.
Pessimo stato che poi variava dalla “semplice” erba mai tagliata, fino a casi di siringhe lasciate per terra da chi decideva di usare l’area cani come luogo di spaccio o consumo di sostanze proibite, oppure al ritrovamento di bocconi avvelenati.
Insomma, anche quei comuni che quantomeno si impegnano a realizzare degli spazi per far sgambare i cani, spesso dimostrano poi di non prendersene cura e lasciarli a se stessi, tant’è che vero che in molti casi si sono organizzati gli stessi proprietari abituali frequentatori delle aree per mantenerle pulite, per le piccole riparazioni e quant’altro.

A Torino ci si è posti il problema, sia per quanto riguarda il mantenimento sia per quanto riguarda la creazione di nuovi spazi, dato che pur essendo già presenti ben 55 aree cani ci sono molte zone ancora scoperte. Ed ecco che è arrivata l’immancabile idea su come reperire i fondi…ovvero, una nuova tassa. Un’idea mai sentita, proprio…

La questione per ora è ancora ferma alla fase di “proposta” ed è ancora in discussione, le principali opzioni sono una tassa ex novo per i proprietari dei cani, oppure un aumento della TARI, sempre riservato ai soli proprietari.
Le cifre di cui si parla sarebbero singolarmente di poco conto (tra i 2 e i 4 euro a testa), ma dato che come si suol dire “è la somma che fa il totale”, l’introito complessivo diventerebbe rilevante poichè secondo i dati i cani in città sono circa 90mila. E 180mila euro è la cifra che il comune dichiara di spendere ogni anno per il mantenimento delle aree cani.
L’idea ovviamente ha diviso, nel sondaggio lanciato da La Stampa nell’articolo dedicato alla vicenda, i voti concordi con questa idea sono al 53%, 47% invece i  contrari.
Anche tra le parti politiche c’è chi si è dichiarato favorevole e chi invece preferirebbe cercare sponsorizzazioni dai privati, come ad esempio il Movimento 5 Stelle.
Insomma, l’argomento è dibattuto.

Personalmente, io se vivessi a Torino mi metterei tra i contrari.
Non certo per la cifra, perchè se l’entità della tassa fosse quella dichiarata sarebbe obiettivamente alla portata di tutti, quanto per una questione di principio: non dovrebbe già essere una responsabilità del comune tenere pulite le aree cani? In fondo è la stessa responsabilità che hanno nel tenere pulite le aree gioco per i bambini, ma non è che vadano a tassare solo chi ha i figli. Tutta la comunità paga il comune per i servizi, si paga anche per servizi che non useremo mai o quasi…perchè al tempo stesso ci sarà chi paga per servizi che lui non userà, ma noi sì.
Faccio un paragone un po’ estremo, ma sarebbe un po’ come dire “per costruire le rampe di accesso per i disabili non ci sono i fondi, mettiamo una tassa a chi è sulla sedia a rotelle”. Sarebbe abbastanza folle, no?

Comunque, andiamo sul concreto e parliamo di cifre: oltre ai 180mila euro dichiarati come spesa per il mantenimento, chi ha proposto la tassa ha fatto presente come costruire una nuova area cani costi tra i 20 e i 30mila euro.
Ora, o a Torino tutte le aree cani sono extra-lusso (ma ho qualche dubbio), o mi sembra una cifra fuori dal mondo: quante volte le “aree di sgambamento” sono semplicemente dei giardini, manco particolarmente belli, che vengono semplicemente recintati e in cui magari viene piazzata una panchina?
Ho letto un commento di cui riporto lo screenshot, che spiega come il regolamento comunale imporrebbe specifiche precise per le aree cani…che sì, se venissero realizzate secondo tali crismi potrebbero anche avere un costo simile a quello dichiarato, ma in realtà non sono praticamente mai così!

Io ho cambiato un po’ di città e paesi negli ultimi anni, e delle aree cani cambiava solo la qualità della recinzione, in un caso c’era un bello steccatino in legno, in altri casi una rete decente, in un altro caso ancora le reti metalliche da da “lavori in corso”, in poche c’era il punto acqua, la divisione per i cani di diversa taglia l’ho vista una sola volta…e dei sacchetti abbiamo già parlato in un altro articolo.

Se un Comune spende 20mila euro per recintare un prato (e non parliamo di ettari di prato, solitamente), forse deve un attimo farsi due domande sulla bontà dei prezzi di chi gli offre quel servizio.

Il costo della manutenzione sarebbe invece virtualmene un po’ più credibile: contando il numero di aree cani, si tratterebbe di circa 3000 euro all’anno per ogni area.
Però anche in questo caso la realtà si scontra con le cifre dette dal politico di turno: se è vero che per mantenere costantemente pulita e ben curata l’erba, riparare le reti o la panchina quando dovessero rompersi, rifornire con costanza di sacchetti i dispenser, eccetera, la spesa sarebbe giustificata…queste operazioni non sembrano essere fatte, almeno a giudicare dal malcontento generale che c’è praticamente ovunque verso la gestione delle aree cani.
Del resto, paghiamo proprio la TARI per la pulizia, eppure le strade di molte città non sono propriamente linde e splendenti…e non solo per le cacche non raccolte, con buona pace dei cinofobi.

Insomma, dopo la proposta di tassa sui cani non sterilizzati i proprietari di cani vengono ancora visti come un possibile “bancomat” dalla politica, anche se in questo caso solo a livello locale.

Se invece che pensare di applicare 2, 4 o anche 10 euro a ogni proprietario si decidessero a far rispettare le leggi che già abbiamo e applicare le multe, scommetto che otterrebbero molti più soldi. Pensiamo proprio alle aree cani, e a quanti non raccolgano gli escrementi del proprio cane perchè “tanto l’ha fatta nel prato”: se ci fossero un po’ di controlli in più, o anche i più “sporcaccioni” inizierebbero a raccogliere per evitare la multa (migliorando quindi la pulizia e facilitando la manutenzione), oppure verrebbero multati, aumentando gli introiti nelle casse comunali. Non so a quanto ammonti la sanzione a Torino, ma a quanto pare in Italia si va dai 25 fino ai 500 euro: se anche Torino applicasse la sanzione “minima”, una sola multa equivarrebbe a 12 degli aumenti minimi ipotizzati per la TARI.
Con una sostanziale differenza: l’aumento, o la nuova tassa, andrebbero a colpire indiscriminatemente tutti i proprietari, mentre multare chi incivilmente non si degna di raccogliere le creazioni artistiche del proprio cane andrebbe a punire chi effettivamente è “fuorilegge”.

 

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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