mercoledì , 24 maggio 2017
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BSL o legge ammazza pitbull?

di FRANCESCA M. BRUNELLO – BSL sta per breed-specific legislation, ovvero una legge che può dare divieto o restrizioni alla presenza di una certa razza in un certo territorio.

Per fortuna in Italia non esiste niente del genere. O meglio, adesso non esiste più niente del genere, fino al 2009 avevamo anche noi la “black list” di Sirchia, che aveva deciso che quelle diciassette razze di cani erano pericolose e mordaci. Neanche a dirlo erano praticamente tutti molossi, dalla taglia media in su. Tutto sommato noi in Italia parliamo tanto, ma poi siamo tutti un po’ Salvini-inside -cioè urliamo “RUSPAAAA”ad ogni piè sospinto, ma poi non la mettiamo in moto nemmeno quando rischiamo di farne un uso sensato perché siamo coperti di neve fino alle orecchie-  la black list dell’epoca, prevedeva solo che i suddetti cani venissero condotti dal proprietario in luogo pubblico con guinzaglio e museruola indossata, oltre ovviamente essere etichettati come persone sicuramente pericolose, che una razza di cane così, può accompagnare solo.

Direi che quindi, nonostante l’aroma insistente di ignoranza e idiozia, da noi si riduceva a un gran fumo e poco arrosto. ‘Poco’ e non ‘niente arrosto’ perché comunque anche adesso le sciure italiane scattano a mo’ di centometriste appena si rendono conto che “quello è un pit bull”, e io ho trovato in più di un occasione qualche vigile urbano che c’aveva la giornata storta e voleva discutere, nonostante il guinzaglio sia sempre meno di 1,5 metri e la museruola stia lì a penzolare, pronta a fare il suo dovere; niente da fare “quello lì è uno grosso e se d’improvviso si gira, morde e fa male”. Non dimentichiamo inoltre, che nonostante la black list non esista più, molte compagnie assicurative si riservano di assicurare molti molossi di grossa taglia ad un prezzo più alto, chiamandole “razze impegnative”.

L’ Irlanda ha una ‘restricted breeds list’ che comprende pit bull, bulldog, bullmastiff, dobermann, bull terrier, pastore tedesco, Akita, tosa, Rhodesian ridgeback, Rottweiler e stafforshire bull terrier e relativi incroci. Trovate tutte le info qui http://www.staffordmall.com/bsl-ireland.htm . Tutti questi devono essere portati da una persona di più di 16 anni, ovviamente al guinzaglio di lunghezza non superiore ad 1 metro e indossare museruola. In base alla zona può essere obbligatorio che il cane sia castrato e assicurato. C’è di più, un cane di questi, se perso, viene tenuto al canile o rifugio per non più di tre giorni, dopo di che, se viene riconosciuto come mix o simile, viene soppresso.

Il più tragico e eclatante caso in Irlanda è quello di Lennox, mix di bulldog-Labrador etichettato come “pit bull type”, che nel 2012 è stato soppresso, nonostante tutto quello che hanno fatto i proprietari. Vi lascio il link ufficiale https://savelennox.com  (in inglese) e quell agli articoli di “Ti presento il cane” in cui è stata seguita la storia di Lennox:

http://www.tipresentoilcane.com/2011/09/24/una-petizione-per-salvare-lennox-il-cane-buono-condannato-a-morte-perche-somiglia-a-un-pit-bull/
http://www.tipresentoilcane.com/2012/03/07/lennox-ha-ancora-bisogno-di-aiuto/
http://www.tipresentoilcane.com/2012/06/14/brutte-pessime-notizie-per-lennox-ma-e-ancora-vivo/
http://www.tipresentoilcane.com/2012/07/06/lennox-ultimo-atto-ultime-flebili-speranze/
http://www.tipresentoilcane.com/2012/07/11/lennox-e-stato-ucciso/

Ho preferito lasciarvi i vari link perchè trascriverla anche solo in poche righe mi spezza il cuore.

In America, in alcune contee della florida invece i pit bull non possono proprio esistere, sono proprio vietati.
La legge in questo contesto viene spesso giustificata per via dei combattimenti clandestini, in cui si pensa erroneamente che vengano impiegati solo i pit bull.

Noi scherziamo sul “ruzzweiler alto così”, e i “pizzbull mangia-bambini creati in laboratorio”, ma ci sono persone che ci credono davvero, e alcune di queste sono quelli che le leggi le scrivono.

Che poi avete mica presente come è fatto un tosa inu? Perché per la sciura media è un incrocio tra un alano e un Labrador. Un pastore dell’asia centrale? Dipende, se è bianco allora e un pastore maremmano abruzzese, se ha le macchie marroni allora sarà un San Bernardo! Il pastore dell’anatolia? Niente di più che un enorme meticcio.

Però pit bull e rottweiler, eh quelli si che li riconoscono.
“Se è grande e nero è Rottweiler, un po’ più piccolo e chiaro invece è il pit bull. Amstaff? Si, certo io ho sentito che l’amstaff sono le femmine di pit bull, pit bull sono solo i maschi, perché li fanno combattere.” Me lo ricorderò per sempre. E passato oramai qualche anno, ma questa frase mi è rimasta impressa così come è uscita dalla bocca di quella cret…ehm, gentile signora.

Mi riesce difficile scrivere di un abominio come le BSL in tono neutrale, ma mi sforzo di non fare tutto un unico incazzoso capslock, perché quello servirebbe solo a farvi venire il mal di testa.

Perfino un troglodita come Cesar Millan, elemento per cui non nutro né ammirazione né simpatia, divulga informazioni corrette a riguardo: lo vediamo in questa intervista in inglese caricata nel 2011 di cui riassumo i primi minuti:

Intervistatore: “Cosa ne pensi della questione che qui sono banditi i pit bull? Le gente dice che non possono essere educati, che dipende tutto dal proprietario… cosa ne pensi?”

Cesar: “Ho appena finito un tour in Europa, e in Svizera o Svezia non credono nel vietare le razze, vogliono solo educare le persone.”

Intervistatore: [ironicamente] “Questa è pazzia no?”

Cesar: “Negli anni ‘70 la razza di cui la gente aveva paura erano i dobermann, negli ‘80/90 erano i Rottweiler… nel 2000 tocca ai pit bull. Quindi quello che succede è che quando una razza diventa di moda, noi non controlliamo il potere che ne deriva. Non potevamo controllarlo, quindi dovevamo farli sparire, creando miti come quello che a 5 anni impazziscono e si mangiano l’umano! È un [falso] mito! Facevano film con i Rottweiler, ed erano i cani del diavolo! E ora il pit bull, che una volta che morde non può più sbloccare la mandibola…”

Dopo questo, l’intervista prosegue toccando il tema dell’educazione dei proprietari, e viene sottolineato che spesso i cani di piccola taglia non fanno i ‘cani’, non venendo socializzati o educati a dovere. A questo proposito vorrei ricordare l’articolo sui cani bambinizzati che tratta l’argomento, sottolineando però che non è sempre così, ci sono anche (parecchi) proprietari che nonostante il cane sia micro, si fanno un cul…didietro grande così lavorando con tutti i crismi.

Paradossalmente poi, proprio dei pit bull (il cui nome viene proprio da ‘pit’, ovvero il nome del recinto in cui erano portati a combattere e spesso anche a morire) non venivano selezionati solo i soggetti con la più alta aggressività intraspecifica possibile, ma anche quelli con maggiore docilità e obbedienza nei confronti dell’uomo. Nei combattimenti di riscaldamento, non all’ultimo sangue, dovevano mollare quando il padrone diceva basta, per poi venire separati dall’avversario con delle tavole di legno. Un tipo di cane più indipendente non avrebbe mai fruttato gli stessi soldi.

I pit bull invece, sono dei vincenti. E quando vincono, il premo è un’altra battaglia per morire. Sono cani selezionati da sempre per essere docili, per rispondere ai comandi, sono e rimangono cani da lavoro. Una legge che li vieta è una legge che non fa altro che ammettere la piccolezza e l’ignoranza del genere umano, della serie: noi li abbiamo selezionati così, ma adesso è colpa loro se ci sono, e noi di certo non li vogliamo!

Certo, ho scritto un pippone infinito pieno di robe trita e ritrita già sentite e già assorbite, ma per ogni cuggino ignorante, per ogni legge ingiusta, per ogni cane (pit bull o meno) che finisce ammazzato per “prassi”, spunterà fuori un articolo, un educatore, o un’opinionista stressante come la sottoscritta, affinchè un giorno nessuno debba più scrivere di una oscenità del genere.

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