mercoledì , 18 ottobre 2017
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Cani donatori di sangue

di M. KATIA PALLAVER – Mi è stato chiesto  di scrivere la mia esperienza in qualità  di proprietaria di cani donatori di sangue.

In realtà sono stata biecamente ricattata: la sciurallevatrice, che si finge tanto buona, saputo che Baloo lunedì è stato chiamato in urgenza per un cane che versava in pessime condizioni, ha dapprima composto una canzoncina sull’argomento per poi sottopormi allo stesso tipo di ricatto morale in cui mia madre era specializzata (…con tutto quello che ho fatto per te…), quindi eccomi qui.

Debbo premettere di essere scarsamente obiettiva nei confronti di questo argomento: se vi sto annoiando con queste righe è tutta colpa di  un ragazzo di Bergamo o Brescia che, circa 50 anni fa, si presentò all’ospedale  Fatebenefratelli di Milano a donare il suo sangue a una bimba di 3 mesi, dopo aver sentito un appello per radio.
Ovviamente quella bimba ero io.

Mio padre è medaglia d’oro dell’AVIS, io sono stata donatrice di sangue sino a quando non mi hanno “cacciato” per ignobile carenza di globuli rossi.

Sinceramente non mi sono mai posta il quesito morale inerente la correttezza del sottoporre il mio cane ad una pratica (fastidiosa) che lui palesemente non sceglierebbe mai:  prendiamo continuamente decisioni  per i nostri cani, imponiamo noi il cibo, lo sport, la riproduzione o la sterilità, i componenti del branco, le terapie mediche a cui sottoporli,  siamo noi a decidere persino  la quantità di sofferenza che è sensato che il nostro amico sopporti e qual è il momento giusto per dargli l’addio. Sarebbe bello avere la certezza di essere sempre in grado di fare la scelta giusta.

Certo, su molte di queste decisioni, possiamo sentirci sollevati dalla certezza di prenderle in nome del benessere del NOSTRO cane (che ciò sia vero in assoluto o che a noi piaccia raccontarcelo): ” lo so che ti piacerebbe mangiare la scatola dei cioccolatini ma te lo impedisco perché ti farebbero male”, o anche, “caro Cicciopanza, ora non ami che in casa ci sia anche FulmineindiavolatodellaTasmania, ma io l’ho preso lo stesso perché sono certa che diventerà il tuo migliore amico” Cicciopanza ha 23 anni, è semiparalitico ed ha il collo che sanguina per i morsi di FulmineindiavolatodellaTasmania che, “poveriiiino, è cuuuucciolo e vuole solo giocare!”, ecco, forse in questo caso mi sto illudendo di fare gli interessi del mio cane, forse FulmineindiavolatodellaTasmania è un desiderio più mio che di Cicciopanza.

Insomma, la difficoltà nel scegliere ciò che è giusto per il nostro cane è palese e spesso le scelte sono soggettive.  Penso però che solo in apparenza, l’imporre ai miei cani la donazione di sangue, sia un atto di soddisfazione morale che appaga i miei desideri di pareggiare un po’ i conti con il destino che è stato così tanto generoso da permettermi di essere ancora su questa terra. I miei cani non traggono nessun vantaggio dal donare il loro sangue, oggi. Così come mio padre, che ha donato per tutta la sua vita, non ha mai tratto alcun vantaggio da questo suo atto. Ma, a parte ogni tipo di discorso sulla solidarietà sociale e su come alcuni valori siano, a mio opinabilissimo parere, imprescindibili per definirsi degni componenti dell’umanità, se  ognuno di noi badasse solo al proprio vantaggio immediato nessuno donerebbe e nessuno, in necessità, potrebbe salvarsi. Ecco perché, in un’ottica di più ampio respiro ritengo che obbligare i miei cani a donare sia una scelta che io faccio nell’interesse della MIA morale ma anche nell’interesse della  LORO salute, con la speranza che non giunga mai un giorno in cui debbano essere loro dall’altra parte di quella sacca di sangue.

Chiarite le premesse morali veniamo alla parte pratica.

Siamo arrivati ad iscriverci alla lista donatori su richiesta di una delle veterinarie della clinica che cura i miei bestioni. Sono cani di un certo peso: Trimix sfiora i 50 kg e Baloo i 60, ma vanno bene anche cani più leggeri (per quanto cani piccini non si considerano perché potrebbero donare troppo poco sangue), devono essere in salute ed in regola con vaccini e prevenzione di filaria e leismania  (qualora vivano in zone a rischio), devono essere tranquilli nell’ambiente veterinario, avere almeno 2 anni. Nella clinica che ci segue il tempo di riposo tra un prelievo e il successivo è di almeno 6 mesi. Ovviamente spesso è di più perché, sebbene abbia sentito dire che in una regione italiana (mi pare il Veneto) ci si sia organizzati istituendo una banca del sangue analoga a quella umana, nella mia regione (il Piemonte) e in quella in cui dono (la Lombardia) non vi è nulla di simile e la donazione è a chiamata, quando vi è un caso che necessita.

Ovviamente le situazioni sono spesso delle vere emergenze; a noi  è capitato, un paio di volte di sentirci chiedere la garanzia di essere in clinica nel  giro di 1 ora, massimo 2. Una volta sono riuscita a soddisfare la richiesta, una  volta no:  i miei cani son rimasti a casa e in clinica avranno chiesto al successivo donatore della lista. Non vi è nessun obbligo, non si è preso nessun impegno, nessuno che giudica o pretende giustificazioni.

Posso però garantirvi che avere la certezza di aver aiutato un cane che versava in condizioni disperate scalda il cuore. A volte mi han permesso di vederli i cani attaccati alla flebo che ricevevano il sangue dei miei , ovviamente non ho mai saputo i nomi dei proprietari, come loro non han saputo chi aveva donato, l’anonimato, in questi ambiti, è necessario per  proteggere tutti da eventuali ricatti affettivi o sentimenti di debito. Una volta però capitò che una trasfusione di Trimix salvò una cagnetta bastardina di proprietà di un  vedovo, l’anziano signore non versava in floride condizioni economiche ma era disposto a grandi sacrifici pur di salvare la sua compagna a quattro zampe. Usò la segretaria della clinica per mandarmi un messaggio di ringraziamento, e quelle parole son state più che sufficienti a ripagare la corsa fatta in autostrada nel buio quella sera. Il penultimo cane invece non ce l’ha fatta, avvelenamento da topicida, una meraviglia bionda di simil-lagotto tutto riccio e scodinzolante nonostante la debolezza, i cui proprietari avevano avuto la pessima idea di disinfestare il cortile. Così, questa volta, non ne ho voluto sapere nulla. Non so a chi è andato il sangue di Baloo, non so perché, non so se è servito.

So che esistono prassi diverse, a seconda del veterinario.  Questa è quella che è sempre stata eseguita sui miei cani: prima della donazione viene fatta una rapida visita generica e io vengo interrogata su eventuali problematiche. Lunedì, ad esempio risposi che il cane stava bene ma che da qualche giorno presentava una lieve zoppia intermittente all’anteriore sinistro, chiamarono l’ortopedico perché valutasse se poteva esserci il rischio di doverlo sottoporre a della chirurgia nei mesi successivi.  In quel caso sarebbe stato scartato perché, ovviamente, la salute del donatore è la prima da tutelare. Dopo 20 minuti di visita specialistica (gratuita) ed in tasca la ricetta del condroprotettore, me ne tornai dalle mie tre vampire (sa il cielo perché ma sono sempre in 3 e sempre di sesso femminile)  le quali provvidero a prelevare una provetta di sangue per gli esami ematici più comuni (ed anche questi sono, ovviamente, gratuiti). La donazione, nella mia clinica, si fa dalla giugulare, previa rasatura del collo, devo dire che questa volta hanno un poco esagerato, in genere eseguono qualcosa di più discreto di così.

Presumo che la scelta della giugulare sia per garantire un flusso più rapido e rendere più veloce l’operazione per quanto, la volta del simil-lagotto il sito di prelievo fu una vena della zampa, ma in quel caso non eravamo nella solita clinica, era stata la veterinaria del mio paese che, sapendomi proprietaria di due cani donatori, mi venne a bussare alla porta dello studio disperata. La quantità di sangue prelevata dipende dalle necessità e dal peso del cane donatore, a Baloo han sempre preso una sacca da 450 cc che è la quantità che donano le persone, ma d’altronde lui, con i suoi 60 kg ha il peso di un essere umano. I miei cani non vengono sedati, non mi è mai neppure stato proposto, non so se per scelta della clinica o perché sanno che sono tranquilli (con gli umani, con i cospecifici son le solite bestie indemoniate di cui ho già avuto occasione di parlare, purtroppo nulla è cambiato). Io sono in ambulatorio con chi dona ed ho il compito di tenergli il collo steso verso l’alto e di impedire che si muova, la bestiaccia designata è seduta sul tavolo da visita, io lo abbraccio da dietro tenendo il suo muso verso l’alto e contro al mio collo ed alterno paroline dolci sussurrate nell’orecchio con le quali motivo perché proprio lui è il mio cane preferito, il più bravo ed il più bello del mondo, il cucciolo adorato della mamma, il tesoro più tesoro dei tesori,  a qualche raro urlo “fermo” condito da folcloristici apprezzamenti sulla loro mamma cagna se accennano a muovere un solo muscolo. Delle tre vampire presenti una non si capisce mai che faccia, presumo aiutarmi a tenerlo fermo, la seconda si occupa del sito di prelievo e di tenere l’ago in posizione, la terza è accucciata sotto il tavolo a basculare la sacca per evitare che il sangue coaguli e comunica la costanza del flusso. Con Baloo in poco meno di 10 minuti abbiamo sempre finito, ha delle vene bellissime e dona rapidamente, con Trimix ci si impiega un poco di più.

Quando il prelievo è terminato al cane donatore (e se presente anche al cane accompagnatore) viene offerta una bella ciotola di carne trita cruda, a me un buono per una vaccinazione gratuita che è sempre gradito e si torna a casa allegri e sorridenti tra i saluti e gli “arrivederci a presto” delle tre vampire.

L’unica avvertenza è di non far mancare l’acqua al cane che dopo la donazione ha bisogno di idratarsi e di limitarne gli sforzi per  il giorno della donazione ed il successivo.

L’unico inconveniente che ci è capitato sin’ora (siamo alla settima donazione) è una irritazione sul sito di prelievo perché aveva sfregato il collare antiparassitario, la zona si è infiammata ed è rimasta una minuscola cicatrice glabra a ricordo della mia superficialità, da quella volta il cane entra a donare col collare e esce dalla clinica in pettorina, collare normale e collare antiparassitario li riposiziono dopo 2 giorni.

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