martedì , 30 maggio 2017
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Il cane a noleggio? Non è nemmeno una novità…

di DAVIDE BELTRAME – Sta facendo molto discutere in questi giorni la notizia dell’app per “noleggiare” il cane. Ne ha parlato ad esempio TgCom24, che ha dedicato un breve servizio alla cosa raccogliendo un paio di interviste, su Facebook si sono scatenati i commenti sia sulla pagina di TgCom24 stesso che nei vari gruppi dove è stata condivisa la notizia, alcune testate online hanno anche loro dedicato qualche riga al tema…ma il bello in tutto questo è che in realtà non stiamo parlando di nulla di nuovo! Con buona pace dell’autore dell’annuncio su subito.it che probabilmente pensava di aver avuto un’idea vincente nel proporre a noleggio il proprio bassotto.

Basta infatti una semplice ricerca su Google per scoprire che ad esempio già nel 2008 il fenomeno era considerato “di moda” in Giappone (addirittura nell’articolo viene citato il numero di compagnie che si occupavano del “noleggio cani” e si fa riferimento a dati del 2000), mentre sia nel 2012 che nel 2015 erano usciti articoli sul tema. Insomma, è un argomento di quelli che ciclicamente vengono tirati fuori per fare notizie, viene sempre passato come un “fenomeno di moda”, prima in Giappone e poi negli States e “in espansione anche in Europa” (e speriamo anche di no).

L’unica componente di  “novità” è forse aver trasferito il servizio su un app, ma già in passato il servizio veniva offerto anche tramite alcuni siti…insomma, stiamo parlando di un tema che nuovo non è affatto.
Anche noi avevamo scritto un articolo a riguardo nel 2012, e la nostra posizione sull’idea continua a essere quella che riporto proprio da quel pezzo:

Che, certo, dal punto di vista umano è pure comoda: mi prendo il cane (magari in tinta con la felpa) solo per fare la passeggiata sul corso, o per passare un’allegra domenica in campagna, dopodiché lo riporto al mittente. E se il cane resta traumatizzato dai continui “cambi di mano”, o se magari mi si affeziona perché l’ho tenuto una settimana anziché due ore e va in depressione quando lo riporto al noleggiatore, chissenefrega. L’importante è che mi sia divertito io.
Suggerirei di allargare l’iniziativa anche agli orfanotrofi: noleggia un bambino per qualche ora, o per una breve vacanza, e poi riportalo indietro. Staranno sempre meglio che in orfanotrofio, no?
Potrebbe essere un’ideona anche questa.
Un’ideona da perfetti CRETINI.

Personalmente ritengo che se si ha la possibilità di dedicare il tempo a qualche passeggiata e proprio non si può avere un cane proprio, invece di impegnarsi con servizi di noleggio e similari, avrebbe molto più senso andare a chiedere al canile più vicino se c’è la possibilità di far fare quattro passi a uno degli ospiti della struttura, analogamente a quanto aveva proposto – secondo me molto intelligentemente – un canile ai tempi dell’uscita di Pokemon Go alcuni mesi fa.
Anche perchè in questo caso ci sarebbe comunque un minimo di controllo a monte, mentre tramite siti, app o quant’altro, non c’è nessuna certezza sulla persona a cui viene dato in mano il cane.

I (pochi) pareri positivi sull’idea del noleggio vertono su chi “vorrebbe un cane ma non può tenerne uno” e su chi “magari ha poco tempo da dedicare al proprio cane e non riesce a farlo uscire spesso”: sul primo caso, come detto, ci sono alternative che trovo molto più sensate.
Per chi invece rientra nella seconda categoria…esistono ad esempio i dog sitter, e personalmente se proprio dovessi affidare il mio cane a qualcuno, preferisco affidarlo a chi ha più formazione ed esperienza, mi offre un servizio e mi aspetto lo svolga correttamente, non a un Pinco Pallino qualunque.
Certo, sono io a pagare lui e non lui a pagare me come sarebbe col noleggio, e secondo me il tragico motivo per cui questa idea sembra avere successo è proprio il fatto che così uno invece che spendere per il proprio cane, ne ha un guadagno.
Peccato che ciò voglia anche dire fregarsene di ciò che prova il cane, perchè difficilmente un cane sarà felice di essere sballottato da un guinzaglio all’altro, cambiare “compagno di passeggiata” ogni tot giorni e stare magari anche qualche giorno lontano da casa.

Insomma, siamo di fronte all’ennesima idea stupida, che non tiene minimamente in considerazione le esigenze del cane ma offre solo una possibilità di guadagno al proprietario (e soprattutto ai gestori del sito o dell’app), ma dato che c’è ancora tantissima gente che più che un cane dovrebbe avere in casa soltanto un peluche, è una stupidaggine che trova anche dei consensi.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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