venerdì , 21 luglio 2017
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“La Stampa” e “Le Iene” parlano di cani dell’Est, ma il problema principale non sono i cagnari…

di DAVIDE BELTRAME – Queste notizie riscano di diventare come quelle relative alle aggressioni dei “cani killer”, anche se partendo in questo caso da episodi positivi.
Ovvero: stessa storia, stessi punti di partenza, stesse conclusioni…e sempre nulla che cambia a livello di percezione della notizia da parte del grande pubblico.

Su “La Stampa” è uscita di ieri la notizia di 15 persone indagate per essere coinvolte a vario titolo nel traffico di cuccioli provenienti dall’Est europa. L’articolo inizia così

Cuccioli di razza venduti a metà prezzo, con annunci online, e spacciati come nati in allevamenti italiani quando in realtà arrivavano dall’Ungheria e altri Paesi dell’Est, spesso malati e in condizioni di salute precarie.

Suona come qualcosa di già sentito, vero?
L’articolo spiega come i cuccioli venissero importati dall’Est, corredati di documentazione fasulla relativa a vaccini e microchip e quindi messi in vendita a prezzi tra i 500 e i 700 euro.
Come al solito le foto mostrate ai potenziali acquirenti erano fasulle (spesso le vanno a “rubare” dai siti di allevamenti rinomati), i vaccini a quanto pare erano fatti “in proprio” da uno dei commercianti e grazie all’aiuto di un veterinario compiacente che forniva i vaccini.
Insomma, la solita storia di cui si è già letto e parlato praticamente ogni volta che c’è stato un sequestro di cuccioli.

Ieri sera è andato in onda alle “Iene” un servizio sui cuccioli di contrabbando in cui è stato beccato un commerciante che vendeva cani dell’Est, rigorosamente con documentazione e libretti sanitari fasulli. Spacciava i cani come “allevati da loro” e italianissimi, poi li consegnava all’interno di un negozio e, anche qui come da copione, purtroppo diversi dei cuccioli che ha venduto sono morti pochi giorni dopo la consegna in quanto avevano già contratto cimurro e/o parvovirosi
Anche qui, un copione già visto. Ad aggravare la cosa, il fatto che – stando alle dichiarazioni di una veterinaria intervenuta sul posto per verificare l’età dei cuccioli – il personaggio in questione avesse già un processo in corso per lo stesso reato.

E questo è uno dei problemi principali: non solo la “fonte” non viene praticamente mai toccata e quindi alla peggio basta trovare qualche nuovo trasportatore (nel caso dei sequestri che occasionalmente avvengono sulle strade) o un nuovo venditore, ma quando anche vengono beccati, spesso passano anni prima che vengano effettivamente fermati, ammesso e non concesso che questo succeda.

Perchè ho detto “uno dei”? Semplicemente perchè il problema principale continua ad essere l’ignoranza della gente.
Sono decenni, letteralmente, che si parla del traffico dei cani dell’Est e si spiega come non finire in mano ai cagnari, e la gente continua a cascarci. Il paradosso è che almeno una volta c’era “l’alibi”, o per meglio dire l’attrattiva, perchè parlare di alibi in effetti è sbagliato, del prezzo più basso: il cane in negozio costava magari 200-300 euro e si pensava di fare l’affarone.
Stupidamente, ma si pensava di farlo.
Adesso invece nemmeno quello: nel servizio delle Iene si vede uno degli annunci postati dal commerciante, dove il cane oggetto dell’annuncio veniva venduto per 900 euro: praticamente un prezzo da allevamento serio…quindi non c’è nemmeno più quella scusante!
Ma finchè ci sarà la domanda, ci sarà l’offerta, è inevitabile. Perchè è impensabile che si riesca veramente a risalire all’origine e far chiudere tutte le puppy mills, ma i sequestri occasionali di cuccioli e l’arresto saltuario di qualche commerciante non risolvono nulla, è il classico tentativo di svuotare l’oceano con un secchio.

Certo, purtroppo i media non aiutano, perchè anche questa volta ci sono stati degli errori tanto nell’articolo nella Stampa, quanto nel servizio delle Iene.
Nel primo caso si fa riferimento all’importatore di cuccioli definendolo “allevatore” e incrementando così la consueta confusione tra le figure dell’allevatore e del cagnaro.
Nel caso delle Iene invece l’inizio del servizio parla della moda dei cani toy che “starebbe prendendo piede anche da noi” (buongiorno, sono anni che ha già preso piede, noi ne abbiamo parlato nel 2011 ad esempio) e toy, teacup e similia vengono definiti come cani “rigorosamente di razza” che possono “costare anche 2000 euro”. Andate da un allevatore serio a chiedere un chihuahua teacup, e la tazzina di the ve la tirerà nel muso; nota di merito però per il fatto che poi nel proseguo del servizio si parli, come scelte corrette, non solo del canile ma anche di “allevamenti autorizzati”, almeno per una volta non tutti gli allevatori sono stati buttati nel calderone insieme a cagnari e truffatori.

Mi si potrebbe dire che sono pessimista, che in realtà questi servizi aprono gli occhi a qualcuno e che qualche imprecisione è comunque perdonabile.
Il che può anche essere, però intanto nonostante il problema del traffico dei cani dell’Est sia arrivato in TV (le stesse Iene dedicarono al tema un servizio piuttosto ben fatto all’inizio nel 2016), non sembra un fenomeno in diminuzione…e soprattutto a rendermi così pessimista sono i commenti al servizio stesso arrivati sulla pagina Facebook delle Iene.
Si è parlato della differenza tra allevatori e cagnari?
Si è discusso di come distinguere un truffatore da un venditore serio?
Si è accennato al fatto che molti annunci puzzino di falso lontano chilometri?

Ovviamente no, i commenti più popolari sono quelli del non comprare adotta.

Seguono a ruota i commenti di chi fiutando l’occasione (sentendo dire che “costano anche più di 2000 euro” e che poi c’è la possibilità di adottare i cani che si sono visti nel servizio) chiede come fare per adottarli, convinto di avere il “cane di razza gratis”. Che di razza ovviamente non è, non avendo nessun documento in regola, ma a ogni sequestro c’è sempre una fila così di aspiranti adottanti, fila che non si riscontra invece normalmente nei canili.

Ci sono anche alcuni (pochi) commenti che provano a spiegare le cose in maniera più approfondita, ma ovviamente non raccolgono il consenso dei salvatori di anime a colpi di like e si perdono nel mare magnum del “una vita non si compra”.

Insomma, del servizio non viene tanto recepito che ci siano i truffatori da cui stare alla larga,ee che la cosa importante da fare sia imparare a distinguere le fonti di acquisto o adozione, ma il consueto “chi vende i cani è un delinquente e chi li compra è un cretino”, con alcune perle del tipo “gli allevamenti andrebbero chiusi e madre natura dovrebbe fare il suo corso”, dimenticandosi che se fosse per Madre Natura probabilmente il cane non esisterebbe proprio, visto che è stato selezionato dall’uomo.

Ovviamente alle Iene interessa più fare audience e lo scoop della perquisizione che non spiegare queste cose, quindi alla fine del servizio passa solo “non fidarti troppo dell’annuncio online”, ma quali nozioni utili ha portato effettivamente allo spettatore poco informato sul tema?
Guardando il servizio, il “neofita medio” al massimo può aver capito che è bene non fidarsi di chi propone di consegnarti il cucciolo in negozio, che certo è già qualcosa, ma di fatto può cascare nella stessa truffa magari solo organizzata un po’ diversamente, basti vedere per esempio gli indagati citati da “La Stampa” che si offrivano di portare il cane a casa dell’acquirente (con un sovrapprezzo per il servizio, ovviamente…).

E anche ammettendo che decida di andare in canile, per la grande gioia de “i cani non si comprano”, ricordiamoci che anche in quel caso c’è il buono e c’è il marcio, c’è il canile che non ti darà mai il cane perchè lucra sul fatto di avere più cani da mantenere per ricevere maggiori fondi, c’è il canile dove invece magari finiscono per affidarti un cane completmaente inadatto alle tue esigenze e al tuo stile di vita.
Smettiamola di fare la distinzione tra chi compra/vende e chi da in adozione/adotta come “cattivi” e “buoni”, informiamoci e impariamo a distinguere chi lavora correttamente, in entrambi i casi.

Smettiamo di crederci “più furbi”, di trovare la “razza rara” a poco prezzo e quant’altro, fermiamo pian piano la domanda e allora sì, ci sarà qualche speranza di fermare o quantomeno rallentare il traffico di cuccioli dell’Est. Altrimenti continueremo a vedere queste immagini, a leggere di sequestri e arresti saltuari che servono purtroppo a poco e niente, e continueremo ad avere cani sballottati a morire in giro per l’Italia ingrossando le tasche di chi davvero ci lucra sopra.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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