sabato , 18 novembre 2017
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Grisù, il cane che NON sarà abbattutto perchè NON ha difeso la sua famiglia

di DAVIDE BELTRAME – Nel Dicembre del 2015 pubblicavo un articolo intitolato “Non rendiamo il 2016 l’anno della bufala“, dove mettevo in guardia dal fatto che dopo aver spopolato con le finte notizie a tema xenofobo, le notizie inventate di sana pianta al solo scopo di attirare click stessero iniziando a riguardare anche i cani.
Ovviamente era una speranza vana, perché purtroppo le bufale viaggiano facilmente sul web, sono un po’ le leggende metropolitane del nuovo millennio, o per rimanere in tema cinofilo sono come le “cugginate”: non si sa bene da dove partano, ma fanno presa, viaggiano di bocca in bocca (anzi, di tastiera in tastiera), trovano migliaia di persone che ci credono e diventano vox populi.
Quest’ultimo passaggio con le bufale online è più raro, ma solo perchè la quantità di bufale che circolano ogni giorno è tale che vengono dimenticate presto: l’indignazione è immediata, ma dopo 5 minuti te ne dimentichi.
Almeno finchè la bufala non torna in auge, come è successo alla bufala relativa al cane Grisù: volevo sciverne già tempo fa (a Novembre 2016 per la precsione), ma poi era un po’ scemata e per non darle nuova evidenza avevo preferito lasciar perdere.
Però, in questi giorni sta nuovamente circolando a grande ritmo, e non è nemmeno la prima volta.
Già, perchè nonostante sia già stata sbufalata da tempo (ad esempio da Bufale un tanto al chilo che se ne è occupato proprio lo scorso novembre) continua a trovare ampie condivisioni sui social quando viene riproposta…e quindi torno sull’argomento.

La storia in questione (assolutamente falsa, ribadiamo) è quella inerente il presunto cane Grisù, che sarebbe stato condannato a morte da un giudice, dopo aver difeso la sua famiglia da una banda di rapinatori. Rapinatori ovviamente nordafricani, perchè mica vorrai perderti lo sdegno di tutta quella frangia di utenti pronti ad alzare le loro tastiere contro gli extracomunitari.

A far partire la bufala ai tempi era stato apparentemente il sito “Libero Giornale”, la cui pagina Facebook conta poco meno di 9000 fan.  Il post è apparso sulla pagina Facebook il 7 novembre e all’epoca aveva registrato – solo dalla pagina – 8396 condivisioni. Lo stesso sito qualche settimana prima aveva pubblicato la bufala di Luciana Littizetto che in caso di vittoria del “no” al referendum non sarebbe più apparsa in tv: anche in quel caso più di 8000 condivisioni.
Tutte le altre notizie di questo sito viaggiano su numeri decisamente più bassi, ma ogni tanto imbroccano la “bufala buona” e fanno il botto.
In questo caso era addirittura stata lanciata una petizione su change.org per salvare il povero Grisù, ed erano state raccolte quasi 15.000 firme!
Un numero che spesso petizioni reali per fatti anche importanti non hanno mai nemmeno sfiorato.

Le bufale che fanno leva sul populismo ovviamente fanno facilmente presa e viaggiano su Facebook con numeri folli, ma sarebbe ora di porre un freno alla cosa.
So che purtroppo è impossibile confidare nel buon senso di alcuni utenti, perchè il “click compulsivo” coglie un sacco di persone e soprattutto, cosa ancor più grave, tanti condividono perchè “magari questa è una bufala, ma potrebbe succedere davvero“, tant’è che Facebook ha addirittura iniziato a programmare dei “filtri antibufala” per inventare le notizie fasulle (hanno iniziato a sperimentarli in Germania).
Sempre in Germania è stata proposta una legge per multare fino a 50 milioni di euro i social network responsabili della diffusione di notizie false che non si adoperino per la loro segnalazione e rimozione.

E’ davvero sconsolante vedere che debbano essere presi provvedimenti dagli Stati o dai social network solo perchè “l’utente medio” non fa la fatica di informarsi 30 secondi prima di condividere una notizia, quegli stessi 30 secondi che impiega a commentare con “giudice di merda”, “spero rapinino te” e similari.
Perchè per identificare la bufala spesso basta leggere il sito a cui rimanda il link, non serve nemmeno cercare se la notizia sia riportata da qualche fonte ufficiale.
Siti come “Libero giornale”, “Italia News 24”, “Il fatto quotidaino” sono ormai notoriamente siti di news fasulle, se proprio siete in dubbio vi consiglio di consultare la Black list di Bufale un tanto al chilo.

E se siete tra quelli che condividono perchè “non si sa mai”, “potrebbe succedere”, “ma tanto che male fa”…ricordate che quando poi non parlano di “animalisti fanatici”, è anche colpa di questo atteggiamento, degli auguri di malattie e morte lanciati a giudici inesistenti, del firmare petizioni per un cane che non è mai esistito, quando poi magari non le firmiamo invece per cose reali.
Così, quando magari la nostra voce servirà per appoggiare delle battaglie importanti, non potremo stupirci se verremo considerati “i pirla che condividono le bufale”.

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