martedì , 25 aprile 2017
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Ha paura… è sicuramente stato maltrattato!

di FRANCESCA M. BRUNELLO – Ci tengo particolarmente ad approfondire questo topic ricorrente per due motivi.
Prima di tutto perché Twiggy ha iniziato la muta, quella seria, e volente o nolente le tocca essere spazzolata con cadenza quotidiana: a tutti quelli che ci vedono vorrei dire che:

  • No, non sto maltrattando il mio cane.
  • Si, lo vedo anche io che non le piace.
  • No, non sente alcun dolore.
  • Si, se potessi risparmiarmelo eviterei.

Secondo, ma non per importanza, è per approfondire un pochetto il conflittuale rapporto che hanno certi cani con le scope.
Alcuni hanno paura, altri lo prendono come un momento di gioco, altri ancora – apriti cielo – diventano belve assatanate di sangue e saggina.

È tipico della sciuramaria antropomorfizzare il cane. Quando vede che il suo Fuffi mette la coda tra le gambe e si allontana timoroso mentre spazza il vialetto, questa pensa automaticamente che il cane associ la scopa ad un momento traumatico della sua vita passata (soprattutto se passata in un’altra famiglia), sicché poi al parco raduna consensi mentre spiega che “Fuffi le ha sicuramente prese, e deve sicuramente averne prese tante, perché ogni volta che tiro fuori la scopa, scappa! È un cane maltrattato”.

Al che io vorrei rispondere: “mah, insomma… non è mica sempre vero”.
Ho visto certi cani che le han prese, ed effettivamente alcuni vanno proprio nel panico quando vedono qualcosa che ricorda anche solo vagamente lo strumento, ad esempio uno swiffer.
Vorrei però fare una precisazione, il panico da scopa è ben diverso dal “mi sposto che sto rumore mi da fastidio”.

Addirittura a volte il proprietario in questione crede di aver individuato anche il tipo di scopa con cui il cane sarebbe stato maltrattato, che coincide sempre con le scope in saggina da esterni. Tanti cani infatti temono la scopa da esterni, mentre quelle rosse da interni li lasciano più o meno indifferenti, o diventano al massimo vittime di attacchi all’ultima setola.

Questo dipende dal rumore molto diverso che fanno le setole a contatto con il pavimento. La scopa da interni, che di solito ha le setole in plastica morbide, quando viene usata, rompe meno le scatole al cane, che può continuare a fare le sue cose senza essere disturbato, buttando l’occhio di tanto in tanto per assicurarsi che comunque quella cosa rimanga a distanza debita.
La scopa da esterni, soprattutto se passata su pavimenti tipo cemento invece, fa un casino terribile per le orecchie del cane. È un rumore che per loro può risultare davvero parecchio fastidioso.
Non c’è da stupirsi quindi se il cane da piccolo ci giocava come un matto ma da adulto si alza e si allontana. Al cane potrebbe benissimo non essere successo assolutamente niente di traumatico in quei mesi, semplicemente è diventato adulto e non vede più tutto come un gioco.
Lo stesso discorso vale per gli aspirapolvere: una coppia che conosco ha comprato da un allevamento una coppia di Siberian husky, fratello e sorella. Il maschio si fa letteralmente aspirare prima la schiena e dopo la pancia, si spiattella sul pavimento e poi si gira pancia all’aria facendosi passare l’aspirapolvere letteralmente addosso.
La femmina invece, col cacchio. Si mette appollaiata su letto e divani (una volta si è arrampicata perfino sulla cassettiera) stando a debita distanza dal macchinario malefico. I due cani sono stati insieme da sempre, educati allo stesso modo e sottoposti agli stessi stimoli negli stessi contesti. Nessuno ha traumatizzato la femmina con l’aspirapolvere, semplicemente a lei da fastidio e quindi cerca di starne più distante possibile.
Certo tra le scope e l’aspirapolvere l’entità del rumore è differente, ma il principio è il medesimo, infatti nessuno quando vede il proprio cane spaventato dal bidone aspiratutto si meraviglia, e di sicuro non se ne esce con gli amici dicendo cose come “il mio cane ha paura dell’aspirapolvere, è sicuramente stato maltrattato”.
Stesso discorso per i giornali arrotolati. Twiggy la prima volta che ne ha visto uno in mano a mio zio che gesticolava si è fatta grande come un pinscherino, ed era già bella e adulta. Poi quando ha scoperto che era una cosa con cui poter giocare e che dava soddisfazione distruggere, è diventata una cane tritura-documenti, della serie “Mollami il giornalino delle offerte del Lidl che ci faccio i coriandoli.”

Andando ad approfondire il discorso spazzolamento molesto invece, mi sento di ricordare che soprattutto certi cani sono dei grandissimi paraculi.
Appurato che il cane non sente alcun fastidio e che una spazzola morbida o dura crea lo stesso disagio, la bestiaccia impara velocementissimo che se fa la scenata da “aiuto aiuto, che è starobba, sono un poverino che non ti ha fatto niente di male, perché mi sottoponi a questa tortura” il proprietario spesso si impietosisce e lascia perdere.
Quando lo sguardo pietoso ancora mi faceva effetto ho provato diecimila tipi di spazzole diverse, passando dal furminator alla brusca per cavalli. Non c’è stato niente da fare, sembrava un cane maltrattato, disadattato e pure torturato. Mi sono sentita come un veterinario-ago-in-mano.

Ad un certo punto mi sono imposta che per mantenere il quieto vivere bisognava accettare il compromesso: nei periodi di muta intensa la befana si deve cuccare la spazzolata giornaliera, nei periodi di muta light (ovvero tutto l’anno), posso anche lasciar perdere.

Mi sono sentita Crudelia Demon, lo ammetto. Però purtroppo il cane deve imparare a fare anche cose che non gli piacciono, possibilmente senza fare troppe storie, e se proprio deve fare le sue scenate, faccia pure. Io non posso mangiare peli da marzo a giugno.

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