di FRANCESCA M. BRUNELLO – Ci tengo particolarmente ad approfondire questo topic ricorrente per due motivi.
Prima di tutto perché Twiggy ha iniziato la muta, quella seria, e volente o nolente le tocca essere spazzolata con cadenza quotidiana: a tutti quelli che ci vedono vorrei dire che:

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  • No, non sto maltrattando il mio cane.
  • Si, lo vedo anche io che non le piace.
  • No, non sente alcun dolore.
  • Si, se potessi risparmiarmelo eviterei.

Secondo, ma non per importanza, è per approfondire un pochetto il conflittuale rapporto che hanno certi cani con le scope.
Alcuni hanno paura, altri lo prendono come un momento di gioco, altri ancora – apriti cielo – diventano belve assatanate di sangue e saggina.

È tipico della sciuramaria antropomorfizzare il cane. Quando vede che il suo Fuffi mette la coda tra le gambe e si allontana timoroso mentre spazza il vialetto, questa pensa automaticamente che il cane associ la scopa ad un momento traumatico della sua vita passata (soprattutto se passata in un’altra famiglia), sicché poi al parco raduna consensi mentre spiega che “Fuffi le ha sicuramente prese, e deve sicuramente averne prese tante, perché ogni volta che tiro fuori la scopa, scappa! È un cane maltrattato”.

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Al che io vorrei rispondere: “mah, insomma… non è mica sempre vero”.
Ho visto certi cani che le han prese, ed effettivamente alcuni vanno proprio nel panico quando vedono qualcosa che ricorda anche solo vagamente lo strumento, ad esempio uno swiffer.
Vorrei però fare una precisazione, il panico da scopa è ben diverso dal “mi sposto che sto rumore mi da fastidio”.

Addirittura a volte il proprietario in questione crede di aver individuato anche il tipo di scopa con cui il cane sarebbe stato maltrattato, che coincide sempre con le scope in saggina da esterni. Tanti cani infatti temono la scopa da esterni, mentre quelle rosse da interni li lasciano più o meno indifferenti, o diventano al massimo vittime di attacchi all’ultima setola.

Questo dipende dal rumore molto diverso che fanno le setole a contatto con il pavimento. La scopa da interni, che di solito ha le setole in plastica morbide, quando viene usata, rompe meno le scatole al cane, che può continuare a fare le sue cose senza essere disturbato, buttando l’occhio di tanto in tanto per assicurarsi che comunque quella cosa rimanga a distanza debita.
La scopa da esterni, soprattutto se passata su pavimenti tipo cemento invece, fa un casino terribile per le orecchie del cane. È un rumore che per loro può risultare davvero parecchio fastidioso.
Non c’è da stupirsi quindi se il cane da piccolo ci giocava come un matto ma da adulto si alza e si allontana. Al cane potrebbe benissimo non essere successo assolutamente niente di traumatico in quei mesi, semplicemente è diventato adulto e non vede più tutto come un gioco.
Lo stesso discorso vale per gli aspirapolvere: una coppia che conosco ha comprato da un allevamento una coppia di Siberian husky, fratello e sorella. Il maschio si fa letteralmente aspirare prima la schiena e dopo la pancia, si spiattella sul pavimento e poi si gira pancia all’aria facendosi passare l’aspirapolvere letteralmente addosso.
La femmina invece, col cacchio. Si mette appollaiata su letto e divani (una volta si è arrampicata perfino sulla cassettiera) stando a debita distanza dal macchinario malefico. I due cani sono stati insieme da sempre, educati allo stesso modo e sottoposti agli stessi stimoli negli stessi contesti. Nessuno ha traumatizzato la femmina con l’aspirapolvere, semplicemente a lei da fastidio e quindi cerca di starne più distante possibile.
Certo tra le scope e l’aspirapolvere l’entità del rumore è differente, ma il principio è il medesimo, infatti nessuno quando vede il proprio cane spaventato dal bidone aspiratutto si meraviglia, e di sicuro non se ne esce con gli amici dicendo cose come “il mio cane ha paura dell’aspirapolvere, è sicuramente stato maltrattato”.
Stesso discorso per i giornali arrotolati. Twiggy la prima volta che ne ha visto uno in mano a mio zio che gesticolava si è fatta grande come un pinscherino, ed era già bella e adulta. Poi quando ha scoperto che era una cosa con cui poter giocare e che dava soddisfazione distruggere, è diventata una cane tritura-documenti, della serie “Mollami il giornalino delle offerte del Lidl che ci faccio i coriandoli.”

Andando ad approfondire il discorso spazzolamento molesto invece, mi sento di ricordare che soprattutto certi cani sono dei grandissimi paraculi.
Appurato che il cane non sente alcun fastidio e che una spazzola morbida o dura crea lo stesso disagio, la bestiaccia impara velocementissimo che se fa la scenata da “aiuto aiuto, che è starobba, sono un poverino che non ti ha fatto niente di male, perché mi sottoponi a questa tortura” il proprietario spesso si impietosisce e lascia perdere.
Quando lo sguardo pietoso ancora mi faceva effetto ho provato diecimila tipi di spazzole diverse, passando dal furminator alla brusca per cavalli. Non c’è stato niente da fare, sembrava un cane maltrattato, disadattato e pure torturato. Mi sono sentita come un veterinario-ago-in-mano.

Ad un certo punto mi sono imposta che per mantenere il quieto vivere bisognava accettare il compromesso: nei periodi di muta intensa la befana si deve cuccare la spazzolata giornaliera, nei periodi di muta light (ovvero tutto l’anno), posso anche lasciar perdere.

Mi sono sentita Crudelia Demon, lo ammetto. Però purtroppo il cane deve imparare a fare anche cose che non gli piacciono, possibilmente senza fare troppe storie, e se proprio deve fare le sue scenate, faccia pure. Io non posso mangiare peli da marzo a giugno.

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11 Commenti

  1. Per noi è un compito abbastanza difficile spazzare, soprattutto se c’è in giro anche il gatto: uno fa gli agguati a sinistra e l’altro a destra e il mucchietto raccolto rischia di spargersi di nuovo per tutto il cortile! Un vero disastro XD XD

  2. Pure la mia da cucciola aveva preso la scopa come un gioco divertentissimo, ora vedermi con la scopa, lo spazzolone o anche solo un bastone e vederla farsi di nebbia è un tutt’uno. Sta cominciando a fare pace con la scopa che uso in esterno (ma non è di saggina e non fa rumore), perchè ha capito che con quella faccio uscire ad sotto l’auto palline o giochini vari che nella foga del gioco ci sono finiti sotto. E lei non è mai stata toccata, ma nemmeno con le mani, o con il giornale, come qualche Sciuramaria consiglia, meno che mai con un bastone o con la scopa. Semplicemente non le piacciono e se ne tiene alla larga, per fortuna direi, così almeno posso fare le pulizie in pace senza una che cerca di prendere la scopa o rubarmi lo straccio ad ogni momento

  3. Propendo allora per il paraculo, allora. Il mio cane è stato preso a circa tre mesi in una cascina dove c’erano molti cani, ma, pur se sporchi e poco curati, mi parevano trattati bene dal punto di vista di botte o altro. Infatti il mio è un cane allegro, che va d’accordo con tutti, ecc. Quando io però lo sgrido, anche non molto duramente o mi irrito perché lo chiamo e fa finta da pomi, fa il cane da lager, diventa un cm cubo, coda tra le gambe, timidi scodinzolii di punta, occhi blu supplici. É un cane sano e robusto, un meticcio di spinone e australiano che il veterinario definisce splendido per salute e robustezza e che l’unica volta che gli ho dato un colpetto sul sedere per gioco mi sono fatta male io, figurarsi menarlo, giornale o altro. Io mi preoccupo, forse invece è lui che mi frega.

  4. Divertente e di buon senso, come al solito.

    Il crucco, come per quasi tutto, se ne frega beatamente. Al massimo si sposta di qualche metro se cacciato per pulire proprio dove si trova lui.

  5. forse l’ho già scritto da qualche parte: ginger se ne stava tranquillamente sul divano con sguardo sognante verso la cucina mentre l’idraulico mi faceva le tracce col trapano demolitore a 4 metri di distanza, senza porte da poter chiudere…però quando passavo con l’aspirapolvere vicino al suo sedere, allora si alzava e se ne andava nell’altra stanza….sordità selettiva, come sempre😃😃

  6. Articolo interessante.
    Il mio vecchio Clint – che, anche e soprattutto nella sua vita precedente all’adozione, molto difficilmente deve averle davvero “prese” – ha sempre odiato cordialmente le scope, ma più di tutto, ancora oggi, alla bell’età di circa 10 anni, appena vede o sente l’aspirapolvere diventa letteralmente pazzo: ringhia, alza la cresta, vi si avventa contro e la morde finanche lasciando il segno dei denti. Stessa reazione, se non peggiore, anche contro la scala, specialmente se rumorosa per via della struttura in metallo.
    Inutile dire che questo “simpatico” particolare non fa che accrescere in lui l’antipatia verso la signora che viene a casa nostra a fare le pulizie (già “nemica” per ragioni di territorialità) visto che… la associa proprio a quei temibili oggetti, in azione.
    Per fortuna che, con un NO sufficientemente perentorio, il più delle volte lo si convince a battere in ritirata…
    Vorrei però chiedere una precisazione in merito… Tutta la sua furia ha origine dalla semplice paura e insicurezza, e quindi come manifestazione di autodifesa, o può avere anche una componente di pulsione predatoria verso scopa e aspirapolvere in movimento? La cosa mi incuriosisce, soprattutto perché questo potenziale misto tra autodifesa e predatorietà bisogna tenerlo sotto ferreo controllo anche intorno a skateboard, monopattini e simili (altri oggetti strani, rumorosi, ma anche in movimento).
    Può per caso influire anche una certa componente genetica, essendo Clint un incrocio di Bassotto e Terrier (anche se di norma ha pulsioni predatorie del tutto nella media verso le prede “vere” come uccelli e piccoli mammiferi)?
    Grazie per le dritte, buona serata a tutti! 🙂

  7. Il mio cane, fortunatamente non ha nulla contro scope e scopette varie. Posso anche spazzargli sopra la schiena che “un se movve manco scannato”.
    In compenso, dio ci salvi dai camioncini che ritirano i rifiuti il lunedì ed il giovedì mattina.
    Al mattino non riusciamo nemmeno più a portarlo fuori per la passegiata, per via delle scene di panico.
    Perchè ne ha così paura? Non ci è dato sapere, visto che non gli è mai accaduto nulla…Però hey! Ad ognuno le sue, immagino..

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Nata a Latisana il 16 ottobre 1992 e cresciuta a San Donà di piave (VE), Francesca Brunello studia all'Università di Firenze. Pessima studentessa di medicina, convive dal 2014 con Twiggy, pastorina tedesca allergica alle coccole, decisamente poco socievole con sconosciuti, bambini e gatti. Sfegatata per l'UD, il mondioring e grande fan del fai-da-te, insegna ai suoi cani comandi utilissimi come salutare con la ssssampetta, sfilare i calzini, e disfare la lavatrice. Seguace della cinofilia di Valeria Rossi, è ferrea sostenitrice del fare cose cum grano salis e fiutare bufale e cugginate da lontano. Astemia e celiaca, stressa la redazione di Ti Presento il Cane dal marzo 2015 con la sua chiacchiera compulsiva e il suo scadente senso dell'umorismo.

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