martedì , 26 settembre 2017
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Siamo davvero cinofili?

di DAVIDE BELTRAME – La definizione di “cinofilia”, stando ai dizionari è “Affetto per i cani e interesse ad allevarli e migliorarne la razza“. Questo è quanto troviamo, con qualche piccola variazione, su diverse fonti (Treccani, ad esempio).
Dal semplice punto di vista etimologico invece sarebbe “amore per i cani”.

In qualsiasi caso comunque si intendono tutti i cani, si da insomma per scontato che chi si definisce “cinofilo” ami la specie canina, non “un cane sì e un cane no”: ci sarà magari chi sulla definizione non concorda con la parte relativa all’allevamento al miglioramento della razza, ma comunque la premessa è chiara: se ti definisci cinofilo, tendenzialmente dovresti amare tutti i cani.

Nella realtà di tutti i giorni però le cose mi sembrano molto diverse e che si dovrebbe parlare più “ego-cinofilia”: il proprio cane sì, lo si ama, spesso anche con eccessi di antropomorfizzazione e bambinizzazione, ma i cani degli altri…non solo non li si ama, ma alcuni non li si vorrebbe proprio vedere in giro: si passa dal volerne limitare la libertà rispetto al “nostro” Fuffi, all’auspicarne direttamente l’estinzione della razza, ovviamente in particolare per i “cani kattivi” pompati dai mass media.

Spesso il concetto di “estuinguiamo i pitbull” (e simili) è stato passato da alcuni giornalisti (ne avevamo parlato ad esempio nell’articolo “Più bassotti per tutti”), ma sarà capitato a molti di voi, specialmente se frequentate qualche forum, gruppo su Facebook o simili, di vedere come spesso anche il proprietario medio abbia una posizione del tipo “il mio cane deve poter fare cosa vuole e gli altri devono adattarsi”.
Quante volte leggiamo “Perchè i cani grandi non hanno l’obbligo di museruola?”, solitamente con autore chi invece ha il cane piccolo, oppure al contrario leggere lamentele sui “cani piccoli rompiballe” da chi ha il cane di taglia media o grande?

Attenzione, non parlo delle normali simpatie e antipatie che si possono avere per il cane del vicino, che possono nascere magari in seguito a episodi spiacevoli o sono magari un’estensione del fatto che con suddetto vicino si vada poco d’accordo, ma proprio si posizioni assolutiste. Proprio in questi giorni mi è capitato di leggere per l’ennesima volta un commento del tipo “Per me i pitbull non dovrebbero esistere, andrebbe fatta estinguere questa razza”: niente di nuovo, è il tipico commento cinofobo da articoli di giornale…ma in questo caso l’autrice del commento dichiarava di essere volontaria in un canile.
Mi ha messo sinceramente qualche brivido pensare che una persona con una antipatia così forte verso una determinata razza potesse essere chiamata a soccorrere un pitbull, accudirlo e quant’altro.

Purtroppo però è tutt’altro che un’eccezione e a mio avviso c’è sempre un maggior dilagare di richiesta di libertà per il proprio cane e non per il cane in generale. Trovo normalissimo e sacrosanto impegnarsi al massimo per garantire al proprio cane li rispetto delle due necessità e delle sue caratteristiche, ma questo non dovrebbe mai prevalere sul buon senso e sulla libertà degli altri, umani e non.
Se abbiamo scelto un cane che ha bisogno di molto movimento non possiamo pretendere che il parco cittadino dove ogni giorno passano altri cani e bambini sia a nostra disposizione e quindi lasciare Fufi libero dal guinzaglio a correre dove e come vuole, ma starà a noi trovare un luogo che permetta a Fufi di farsi le sue corse senza rischiare zuffe con altri cani o incontri/scontri con mamme, bambini e quant’altro.

E’ poi emblematico il discorso relativo alla museruola: tantissime persone sono convintissime che il proprio cane (specie se di piccola taglia) non abbia alcun obbligo mentre i “cattivoni” dovrebbero indossarla sempre. Ricordiamo invece che la legge prevede che tutti i proprietari, a prescindere da razza, taglia e quant’altro del cane debbano portare con sè la museruola e farla indossare se richiesto da un pubblico ufficiale. Può essere obbligatorio indossarla sui mezzi pubblici, ma anche in questo caso la normativa riguarda tutti i cani. Così come sarebbe obbligatorio per tutti i cani il guinzaglio di massimo 1,5 metri di lunghezza, eppure vediamo sempre più cani lasciati allo stato brado oppure con flexi tenuti a massima estensione, tanto che spesso vedi spuntare da qualche angolo il cane e 30 secondi dopo il proprietario.
Ovviamente quando poi succede qualcosa (e prima o poi succede, soprattutto se il livello di prudenza usato per prevenire possibili “incidenti” è pari allo zero), la colpa viene sempre data all’altro cane che è brutto e cattivo.

E’ sacrosanto cercare di fare il meglio per il proprio cane, ma questo non vuol dire che lui sia il re e tutti gli altri cani del mondo debbano piegarsi alle sue necessità. Rispettiamo il nostro cane, ma rispettiamo anche i cani altrui, e non cerchiamo di limitare le loro libertà solo per i nostri comodi.
Altrimenti non saremo dei cinofili, ma solo degli egoisti.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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