venerdì , 21 luglio 2017
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Tutto il cucciolo minuto per minuto – Morbidini crescono…

di FABIANA BUONCUORE – I mesi passano, nel nostro caso volano qui a cucciolandia, e senza che ce ne siamo accorti i nostri piccolini hanno superato i 20 kg e domani compiono 5 mesi.
No, non sono più in undici, purtroppo (e per fortuna, tecnicamente parlando), dato che Dobby (sul pedigree “Alleluia Dobby”), Ariel, Nova (“According to Nova”), Vicky (“Aspetta e Vedrai”), Yuma (“Aspis Vipera”) e Mamba (“A Tutta Birra”) vivono già nelle loro famiglie qua e là per l’Italia, a parte Nova che vive in Svizzera.

Ma non temete! Alla veneranda età di cinque mesi, cinque baby-rottweiler bastano e avanzano per riempire le nostre giornate di gioia e devastazione, e queste righe di qualche aneddoto!

Come si svolge il badaggio-morbidini quando i rottweiler sono otto, di cui tre adulti?
Beh, quasi come sempre: vengono liberati dai box tutti insieme; tutti tranne Medusa, il canecozza, che ogni tanto si ricorda di essere una rottweiler con i sassi al posto del cervello, allora si de-cozza e va a menare i cuccioli così, per puro bullismo, quindi facciamo che lasciarla chiusa e farla uscire da sola in un secondo momento. Povera Dudadusa. Comunque trova il modo di intrattenersi nell’attesa, aspettando che qualche cucciolo le capiti a tiro vicino al box, ignaro, e terrorizzandolo con un abbaio improvviso contro la rete.
Medusa in fondo è buona, fa solo scena e non ferisce i cuccioli, ma anche Rebecca era così e una volta, per “fare scena”, ha dato una musata a un cucciolo fratturandogli la mandibola (frattura esposta!). Duemila e passa euro di interventi, cucciolo che si è passato l’infanzia con dei ferri nella mandibola e senza poter giocare a mordere nulla più che qualche peluche morbido. Quindi lei resta in box a bullizzare i cuccioli da dietro una rete.

Per fortuna abbiamo anche rottweiler intelligenti, però! Abbiamo Samba e Tonino!! …Ah, già. Come non detto. A Tonino piacciono molto i cuccioli. Anche lui prova ad esercitare bullismo, ma non gli riesce troppo bene: dopotutto, SuperTonino è il più grande degli eroi, è troppo buono, per cui capita più spesso che siano i cuccioli a tormentare lui, quando ha qualche giocattolo tra le zampone; Tonino cerca di darsi un tono ruggendo come un leone e facendo il “gioco del Tabù”, ma ottenendo scarsi risultati; finisce quindi per alzarsi ed andarsene indignato dalla maleducazione dei giovani d’oggi. Con il giocattolo in bocca, ovvio.

Samba invece non appena ha finito di allattare ha totalmente rimosso dalla sua mente l’esperienza della maternità, per cui ora è convinta che tutti quei cuccioli siano i suoi fratellini con i quali giocare alla pari.

Ma veniamo alle presentazioni! Chi è rimasto a devastarci la casa in attesa di una famiglia?

Avanti Tutta – detta Titù (da “avanTITUtta”)

Morbidina-cozza come nonna Medusa, ti si appiccica peggio di un francobollo. Lei vorrebbe vivere incollata alle persone, perché correre è fatica (infatti è un po’ cicciotta, e ora come ora “Avanti Tutta” non le si addice granché), e questo si riflette anche sul suo modo di reagire ai rimproveri: a un “no” detto mentre stanno comBNando qualche danno, i cuccioli normali si sparpagliano per il giardino di corsa gridando “Missione annullata! Missione annullata! Si salvi chi può!!”; Titù rimane ferma sul posto con l’aria disperata, le orecchie incollate alla nuca e l’espressione da “Oggi morirò qui, inesorabilmente. Dite ai posteri che ho combattuto con onore.”, e quando arriviamo sul luogo della malefatta lei ci sta mostrando l’inguine chiedendo pietà, o almeno di essere eliminata in un colpo solo. Simile scena accade se proviamo a spingerla via quando stiamo facendo qualcosa e si mette in mezzo: d’improvviso le cedono gli arti e crolla al suolo inerte, a sacco di patate, con l’espressione rassegnata che dice “me tapina, mi hanno abbattuta.”

Assai Tonto – detto Tonto (o anche Tonto-non-si-rende-conto)

Se c’è un cucciolo che fa sempre la cosa sbagliata, nel momento sbagliato, nel posto sbagliato, quello è Tonto. Stai chinandoti a raccogliere un oggetto che ti è caduto? Passa Tonto e te lo soffia sotto il naso, correndo via felice. Stai leggendo un messaggio sul cellulare? Lui ti salta addosso e dà una testata al telefono, facendolo volare verso nuovi orizzonti. Stai portando la ciotola della pappa nel recintone dei cuccioli? Stai sicuro che a metà strada Tonto apparirà dal nulla e con un balzo arriverà ad appendervisi con le zampe anteriori, rovesciandone il contenuto in mezzo al prato. Stai facendo un lavoro di precisione in giardino? Tonto decide che il tuo orecchio è proprio sporco e bisogna assolutamente leccarlo tuuutto tuuutto. Del resto, lo abbiamo chiamato Tonto perché, da neonato, quando era l’ora della poppata era l’unico che strisciava in direzione opposta alla mamma (o, nel migliore dei casi, andava a succhiarle un labbro al posto della mammella). A dirla tutta, però, qui lo dico e qui lo nego, Tonto non credo sia tonto come sembra. Abbiamo da tempo il sospetto che sia in realtà un dannato genio, che fa lo scemo per non andare in guerra.

Anche Se Sono Storta – detta Rebecca o Beccabecca (come la bisnonna, perché è identica a lei)

Cucciola solare, maliziosa e furba, intelligente, testarda, caratteriale. Ha i posteriori vistosamente vaccini (cioè ha le zampe di dietro che puntano all’esterno), ma noi siamo contenti lo stesso, perché alla nascita ci ha messo un bel po’ a venir fuori  e, forse a causa delle vigorose spinte di Samba, quando è nata aveva le zampe posteriori storte, con la pianta rivolta verso l’interno, e appoggiava il peso sulla faccia laterale esterna del piede. L’abbiamo aggiustata con dei massaggini con cui spingevamo in fuori le zampine, e pian piano è andata a posto; non sappiamo se poi sia uscita così tanto in fuori per i troppi massaggi, ma mille volte meglio così che com’era alla nascita. Ma “anche se è storta”, appunto, lei vive un’esistenza felice e combina un sacco di danni, e con il carattere forte di cui è dotata non la spaventano né i rimproveri, né le minacce di lasciarla sola se non torna al richiamo. Non abbiamo soffocato la sua personalità, col risultato opposto a quel che direbbe la logica: anziché diventare sempre più indipendente e testona, ultimamente si è ammansita parecchio, e ama passare il tempo in braccio agli umani (ormai per tenerla “in braccio” bisogna star seduti per terra per non rischiare un’ernia, ma lei è contenta lo stesso). Il suo caratteraccio salta fuori solo se qualche fratello prova a soffiarle il trono, ma ormai nessuno la prende sul serio, per cui la calpestano tranquillamente anche se lei sta ringhiando con l’aria ferocissima (e in effetti ha un vocione mica da ridere).

Arigatoo Sumo – detto Sumo, talvolta Sumolino (perché era il più ciccione, da neonato)

Beh, lui è… Lui.
Sumo è l’apprendista di SuperTonino.
Se non fosse fisicamente la fotocopia del papà, avremmo il forte dubbio che sia nato da un incesto fra Samba e Tonino, tanto somiglia allo zio nei modi di fare. E’ un gigione, un bamboccione che si atteggia a gran figo, un amante della meditazione collinare e del fresco dell’ombra primaverile. E’ molto bello esteticamente e molto portato per il lavoro, quindi “non è in vendita”, o meglio, lo è se troviamo la persona giusta che sappia valorizzarlo in expo e lavoro.
Il fatto è che Sumolino ha bisogno non solo di mani esperte, ma anche di una “mamma” (o di un “mammo”), perché è un inguaribile coccolone e non può essere tenuto solo come “cane utile” soltanto perché è un figo.

 

Allarme Rosso – detta Mina (da “allarMINA”)

Ed ecco la morbidina meno rottweiler di tutte! E’ l’esasperazione del borderweilerismo di mamma Samba, quindi possiede la sua stessa dinamicità e voglia di fare, ma ha anche una grande sensibilità, un’intelligenza fuori dal comune, un filo di timidezza, una dolcezza senza limiti. E’ la tipica cucciola “senza talento” vista con gli occhi di un rottweilerista purista; io che però la vedo col cuore di mamma ci leggo dentro un enorme potenziale in ricerca e protezione civile, una cucciola che ha bisogno della famiglia giusta, del padrone giusto che sappia prenderla nel modo giusto, altrimenti si chiuderebbe in se stessa e diventerebbe una cagna apparentemente ottusa ed indocile. Mina mi piace un sacco, è un po’ una sfida, quando le diamo un comando la vediamo soppesare, valutare e ragionare, per poi decidere se valga la pena ascoltarci. Anche su di lei il “vivi e lascia vivere” ha funzionato egregiamente; anziché inselvatichirsi, lasciandole un discreto libero arbitrio senza soffocare la sua tendenza a “pensare con la propria testa”, lei ci ha ritenuti degni di guidarla, per cui adesso ha sviluppato un buon richiamo e ha stabilito un collegamento stabile con noi (mentre un tempo avevamo tutti i cuccioli che ci ronzavano attorno, chi più da vicino, chi meno, e lei che se ne stava a cinquanta metri a valutarci da lontano).

Che altro aggiungere? I cinque morbidini ancora in allevamento si stanno dando molto da fare per non farci sentire la mancanza dei sei che invece sono già “accasati” nelle rispettive nuove famiglie e di cui seguiamo la gesta da lontano; crescono forti e robusti e mostrano sempre più le proprie peculiarità, che noi cerchiamo di “abbinare” con le persone giuste.
Già, perchè tra i compiti dell’allevatore c’è anche quello di trovare il cucciolo giusto per ogni persona (o famiglia), per assicurare il più possibile una convivenza piena di gioia tanto al cucciolo quanto ai suoi umani: non è sempre facile, ed è anche per questo che abbiamo ancora questi 5 MNelli da accasare…ma facciamo del nostro meglio.
Intanto ci godiamo l’irresistibile morbidinosità di questi quasirottweiler.

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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