sabato , 18 novembre 2017
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“Io col mio cane faccio cosa mi pare”. E fai male.

di DAVIDE BELTRAME – Mi capita spesso di leggere o di sentir dire “Io col mio cane faccio cosa mi pare”, spesso anche con toni più “coloriti”. In particolare lo spunto per questo articolo me l’hanno offerto alcune discussioni lette qualche giorno fa su alcuni gruppi, ma è un mantra sempre vivo e penso che chiunque bazzichi un po’ di gruppi di discussione abbia avuto possibilità di leggerlo in più occasioni.
La frase arriva, immancabilmente o quasi, solitamente sotto a quei post che spiegano magari qualche comportamento “diffuso ma errato”: si va dal classico “abbraccio”, al tosare a zero il cane d’estate, al tirare su il cane piccolo quando si incontrano altri cani, all’alimentazione a base di avanzi, eccetera.
Insomma, è una reazione piuttosto comune e versatile, che si vede non solo quando si parla di atteggiamenti adottati verso il proprio cane, ma anche quando si tratta di semplice rispetto altrui, ad esempio quando si parla dei cani lasciati liberi anche in mezzo ai parchi o in centro città.
In tutti questi casi, prima o poi arriverà quello che ti spiega che “ha sempre fatto così” e che, appunto, “con il suo cane fa il BIP che vuole”.

Ora, senza nulla voler togliere al libero arbitrio di ognuno…ma magari anche no.
Il fatto che sia il “tuo” cane, non ti autorizza a adottare comportamenti errati nei suoi confronti, e ancor meno nei confronti delle altre persone e degli altri cani!
Anche perchè finchè parliamo di “preferenze personali” che non creano nessun problema al cane, nessun problema; vuoi far salire Fufi sul divano, sul letto, sulla cucina? Questi sì, sono cavoli tuoi, fermo restando che ci va il buon senso: se Fufi un giorno decide che il divano è suo ti spiana i denti quando provi a sederti anche tu, forse qualche comanda è il caso di farsela. Però se Fufi condivide il divano, il letto o altro con te senza fare storie, e ate piace così, liberissimo di lasciargli le libertà che vuoi.
In questi casi mi sta benissimo il concetto di “cane mio, casa mia, fatti miei”, per quanto anche in questo caso ogni tanto si assista a qualche estremismo, ad esempio c’è chi se arriva, che so, il tecnico della caldaia che gentilmente ti chiede di chiudere 5 minuti il cane (vuoi perchè lui ne ha paura, non vuole sporarsi i vestiti da lavoro o altro ancora), “eh no il cane in casa mia fa quello che vuole e devi adattarti tu”. Di nuovo, magari anche no: puoi fare storie alla suocera che “non vengo da te se c’è il cane”, e allora stai pure a casa tua, ma quando si tratta di una persona che viene a casa tua per lavoro, e magari proprio perchè l’hai chiamata tu, un po’ di rispetto mi sembra doveroso.

Insomma, il fatto di condividere la vita col cane non autorizza a disporne a proprio piacimento: quando il “fare cosa vuoi” comporta uno o più atteggiamenti errati e/o una mancanza di rispetto verso gli altri, secondo me stai sbagliando, non è più questione di opinioni o di “preferenze personali”.
Perchè altrimenti seguendo lo stesso concetto di “il cane è mio e lo gestisco io”, uno può prendere il cane a calci nel sedere dal mattino alla sera, o insegnargli che è un passatempo divertente mordere il postino, o mollarlo in giardino senza mai filarselo di pezza (e questo purtroppo succede davvero molte volte).

Trovo assurdo ad esempio vedere quanti di fronte ad esempio alla spiegazione del perchè per il cane non sia esattamente l’alimentazione ideale il ragù abbondantemente condito con le spezie dell’orto di zio Pino avanzato dal pranzo del giorno prima, ti rispondano che “balle, io gli do da mangiare cosa voglio, è sempre stato bene” (e magari è un cane che tocca terra prima con la pancia che con le zampe).

Il sopra citato giardino è un altro punto di “scontro”, per esempio quando si parla del fatto che lasciare il cane sempre in giardino senza la minima interazione sociale con la famiglia se non giusto quando gli si mettono cibo e acqua e si fa notare che quello è isolamento sociale, trovi chi dice “io faccio come mi pare”.
Ovviamente succede anche l’opposto, parli dei cani tenuti sempre e solo in casa, a cui addirittura viene insegnato a sporcare sulle traversine (o nella lettiera del gatto…) anche da adulti,  fai notare che il cane è un animale sociale, che ha bisogno di uscire non solo per sporcare, di interagire con l’ambiente, con altri animali, con altre persone…e pure li “io col mio cane faccio cosa mi pare e non siete nessuno per giudicare”.

In questi casi non si tratta più di preferenze personali o di cose di poco conto, si tratta di cavolate colossali, anzi oserei dire specialmente negli ultimi due casi di vero e proprio “maltrattamento etologico”.
Ho citato solo alcuni esempi più “estremi”, ma ci sono mille casi in cui comportamenti scorretti vengono comunque attuati in nome di una presunta libertà di scelta per il proprio cane e magari perchè in famiglia si è sempre fatto così: in questo senso è sconsolante vedere come quando magari porti anche evidenze scientifiche del motivo per cui certi comportamenti siano sbagliati, anche gli studi vengano bollati come “stupidaggini” solo perchè non combaciano con la “propria visione dei fatti”.

C’è chi si è impegnato per anni per capire un po’ di più del comportamento canino e anche per far sì che non fosse pieno di improvvisati che facevano come gli pareva, ma si potessero avere delle basi certe su come comportarsi in modo corretto con il proprio amico a quattro zampe.

Insomma…invece di fare “cosa ci pare”, cerchiamo di fare ciò che è giusto. Soprattutto per il bene del nostro cane.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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