martedì , 26 settembre 2017
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Etologia alla TV: il documentario di SuperQuark… vogliamo vederlo per intero prima di dire inesattezze?

di MATTIA CERUTI – In una recente puntata di SuperQuark, nella serie di documentari dedicata all’intelligenza degli animali, una traduzione dall’inglese sicuramente non troppo precisa ha lasciato intendere come apparentemente “non esistano, nelle associazioni di animali (branchi di lupi, nel caso specifico), rapporti di dominanza e sottomissione”.

Presto, grazie a questa parziale inesattezza, facendo correre le proprie dita sulla tastiera del computer e trepidando all’idea di poter lanciare la propria artificiale opinione nel gran mare inquinato del web, qualcuno dei più moderni “filosofi dell’etologia”, si è affrettato a definire le classiche terminologie etologiche quali dominanza, sottomissione  e gerarchie come superate, arcaiche, addirittura come “sciocchezze”.

Eppure, basta ascoltare il seguito di questo bel documentario, per scoprire la falsità e la superficialità delle conclusioni tratte da queste persone di pochi scrupoli.
Qui si parla ben chiaramente di dominanza, sottomissione, gerarchie, e, guarda un po’, anche di inibizione e punizione, riservate sia all’educazione dei cuccioli, sia ai trasgressori delle leggi che vigono all’interno dei vari branchi.

Non avevo dubbi che si trattasse, nel suo complesso, di un documentario ben fatto, che appunto non nasconde inutilmente la tradizione dell’etologia classica e le terminologie specifiche che da sempre le sono proprie. Anche perché, alla fine, come si deduce seguendo bene questa serie, le meravigliose testimonianze di amicizia e cooperazione che ci danno gli animali, non possono avere luogo se alla base, in ogni comunità complessa ed evoluta, non ci sono delle regole ferree da rispettare, e dei precisi ruoli gerarchici tra gli individui.
Infatti, la legge, finalizzata alla migliore coesione tra i diversi animali, si accorda alla necessità prima tra tutte, e ben più importante di amicizia, amore, e di tutti quei sentimenti che a noi umani piacciono tanto, ormai fin troppo sicuri delle nostre possibilità grazie a case ipertecnologiche e a fornitissimi supermercati sotto casa: quella della sopravvivenza.

Sì, è vero, è vero… noi siamo così evoluti, ormai, da non farci nemmeno più caso alla mera sopravvivenza: siamo anzi così evoluti, che insieme a noi vogliamo far evolvere anche gli animali, che il più delle volte sono stati bene fino a un paio di giorni prima. Perché? Beh, ma vuoi mettere come fa più scena dire che tra lupi vige la più perfetta delle democrazie, e che le mamme macaco hanno in realtà preceduto di millenni il metodo Montessori nell’educazione dei loro piccoli?

Aggiungo inoltre di seguito una mia opinione personale (ma temo che non sia solo la mia)…
Carissimi nostri “etologi” dell’ultima ora, è assolutamente ammirevole che facciate girare nelle vostre menti lunghi e complessi film riguardanti la vita emotiva degli animali, ma lo è molto meno il fatto che, con regolarità, li infarciate abilmente con le vostre belle favole (e non me ne vogliano i veri geni della favola come Esopo, Fedro e La Fontaine).
E soprattutto, ci terrei a farvi presente una “piccola” nota: prima di farvi prendere dalla pulsione di pubblicare sui social network solo le citazioni del documentario di turno che più fanno piacere alle vostre orecchie (forse un tantino tappate da strati di sovrastrutture squisitamente umane), abbiate l’onestà di prestare attenzione ai suoi contenuti per intero, ascoltando con attenzione tutto ciò che viene spiegato!
Tra l’altro, proprio voi che ci tenete a portare sempre in palmo di mano “le ultime scoperte della scienza”, non lo sapete che, riportando qua e là solo ciò che vi piace di documentari e studi vari… ci fate nient’altro che una pessima figura?

Meno male che, come purtroppo già cominciavo a temere, questa brutta figura non l’ha fatta il nostro Piero Angela, che si è ancora una volta distinto per la completezza della sua proposta divulgativa, portando la giusta innovazione senza bisogno di condirla di idiozie sensazionalistiche: anche perché, a condirla quanto basta, ci pensano già gli illustrissimi studiosi… della famosa università del web!

In conclusione, siccome ormai sapete che io sono un amante delle citazioni letterarie, a proposito delle tanto decantate “ultime novità”, eccone qui una che mi piace molto, e che calza a pennello proprio con il discorso appena affrontato.

“La novità, il mai visto, anche quando lo si intuisce sciocco e banale, ha la capacità di abbagliare e accecare l’individuo, a meno che non sia molto accorto. Le cose vecchie alla lunga diventano abituali, a furia di vederle stancano e si vorrebbe cambiarle. Ma attenzione! Occorre raffinata sensibilità per non rischiare di buttar via un tesoro e sostituirlo con un sacco di spazzatura.” (M. Corona, Le voci del bosco, Mondadori 2008)

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