lunedì , 20 novembre 2017
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Vacanze con il cane figo

di FABIANA BUONCUORE – Ogni tanto ci vuole una vacanza. Dopo otto anni senza allontanarsi di casa, lo scorso anno io e Davide ci siamo concessi sette giorni al mare, lasciando le belve in affidamento a mio padre. Incredibilmente sono sopravvissute tutte, quindi quest’anno contavamo di ripetere l’esperienza; peccato che i miei genitori abbiano deciso di venire in vacanza insieme a noi, e con ancora tre cuccioli di otto mesi sul groppone, oltre a tutti gli altri animali, alla fine Davide non se l’è sentita di affidare lo zoo a una persona esterna; inoltre del mare gli frega poco, avendoci vissuto di fronte per gran parte della sua vita.
Ecco perché ho finito per andare sette giorni al mare con la mamma ed il papà, come ai vecchi tempi, portandomi dietro, per forza di cose, nostra figlia (già, è una bambina e adesso sto per entrare nel sesto mese di gravidanza) e Destiny, che altrimenti avrebbe fatto impazzire Davide, il quale si ritrova già a dover fronteggiare da solo:
– sei rottweiler che non si rendono conto
– una staffordshire bull terrier affetta da demenza senile
– cinque gatti (una che si crede la regina della terra, uno stupido, una epilettica, un falso cucciolo e una affetta da disturbo bipolare)
– un criceto puzzolente,
– un coniglietto bianco e soffice che pianifica il nostro assassinio
– una tartaruga di terra che sa nuotare e una d’acqua che odia avere troppa acqua a disposizione
– una pappagalla con manie di grandezza.

E col border collie al seguito ho scoperto tutto un mondo che col rottweiler non potevo conoscere: quando hai al guinzaglio un molossoide grosso e nero, i vicini di alloggio ti guardano con timore e in passeggiata ti schivano tutti, e tu ti godi una sana e piacevole solitudine.

Col border, no.

Hai il cane dei telefoni (se proprio qualcuno riconosce in quel volpino nerastro la razza a cui in teoria appartiene), o comunque hai un simpatico meticcio, un cagnolino piccolino e grazioso. E quindi, per forza di cose, il tuo cane va d’accordo con gli altri cani. E quindi ti lanciano addosso alla nanetta di quindici chili cani di anche trenta, quaranta chili senza dire una parola, dando per assunto che si faccia così e basta. Tu stai passeggiando con la tua cagnetta tenuta vicina al fianco, e la sgridi se prova a tirare o allontanarsi perché vuoi un cane educato e non vuoi che dia fastidio ai passanti. E gli altri padroni no. Se il loro cane tira verso il tuo, allora bisogna assecondarlo, perché vuole senza dubbio fare amicizia. E se non sono cane- muniti, poco importa, perché tu hai una cagnolina piccola e carina e quindi devono toccarla.

Abbiamo già incontrato:

Il muto: padrone che non dice una parola, pastore tedesco che punta Destiny, entrambi si buttano addosso alla piccolina che rimane visibilmente spaventata dall’improvvisa invasione dei suoi spazi e si appiattisce, preoccupata. Io la chiamo e le dico di proseguire la passeggiata, dico “buonasera” al padrone del pastore tedesco e non ricevo risposta.

La regola dell’amico: cagnetto poco più grosso di Destiny che le si lancia addosso, lasciandola come al solito intimidita, padrona che dopo diversi secondi chiede: “è una femmina? Perché il mio coi maschi non va d’accordo, le femmine invece deve assolutamente salutarle tutte e farci amicizia.”

Ci sei o ci fai?: bracco di weimar, rispetto a Destiny decisamente grosso, che ringhia verso di lei e tira per andare a litigarci. Padrone che lo lascia avvicinare fino a meno di un metro finché tiro via la mia dicendo “attenzione!”, con aria irritata. Il tizio ferma finalmente il suo cane ma poi dice “sì ma tanto il mio fa solo scena” (e probabilmente pensa “tanto è più grosso e mal che vada è la tua a farsi male”).

Coccolatori random: gente di tutti i tipi che passa e pianta la mano in testa al mio cane. Tanto ha la faccia buona. Destiny mi guarda ogni volta con aria da “ma perché???”
Onore a una bimbetta che avrà avuto circa 7 anni, l’unica che si è avvicinata e mi ha chiesto: “posso accarezzarla?” e poi: “di che razza è?” ed infine: “le hai insegnato a non tirare al guinzaglio?” Tanto di cappello ai genitori.

Gli espertoni: quelli che spiegano ai loro bambini che possono accarezzare Destiny perché ha la faccia buona, perché non ringhia, perché è piccola (???); e quindi via libera e mani addosso.
Senza rivolgermi la parola, quasi io fossi una fastidiosa appendice legata al cane tramite il guinzaglio.

Sapete da quanto tempo sono al mare? No, non è un resoconto della settimana. Queste sono le persone che ho incontrato in due giorni.
Lo si sappia: la prossima volta mi porto dietro un rottweiler.

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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