venerdì , 24 novembre 2017
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Se il problema sono ancora le cacche, siamo un po’ tutti nella m…

di DAVIDE BELTRAME – Cacche di qua, cacche di là, ancor più presenti di Figaro. Questa parrebbe la situazione stando a un articolo uscito in questi giorni sull’edizione online di Milano del Corriere della Sera che mette in evidenza come il numero di multe comminate ai proprietari che non raccoglievano le composizioni artistiche dei propri cani sia molto basso. E non perchè tutti raccolgano, ma perchè non si riesce a cogliere sul fatto o a multare i responsabili.
I freddi numeri: dal 2010 ad oggi, 203 multe, con una punta raggiunta nell’anno di Expo (44 multe), solo 17 nel 2016  e quest’anno 10 da gennaio a giugno.
Viene anche evidenziato che in molti casi gli operatori dell’AMSA (Azienda Milanese Servizi Ambientali) pur effettuando i controlli non riescono a punire i colpevoli, poichè non essendo i controlli AMSA dei pubblici ufficiali, le persone beccate a non raccogliere si rifiutano di fornire le loro generalità, e tanti saluti. In tutto il 2016 infatti le multe comminate in seguito a controlli dell’AMSA sono state ben DUE.

Ora, vedere questi numeri probabilmente fa sorridere e/o indignare, perchè pensare che a Milano la media sia di due multe al mese, quando la maggior parte di noi non credo abbia difficoltà a vedere almeno un paio di persone a settimana che non si preoccupano minimamente dei ricordi lasciati per strada da Fufi, è desolante.
Soprattutto però è desolante rendersi conto quanto i teorici cinofili contribuiscano alla cinofobia. Perchè questi gesti di inciviltà sono poi quelli che fanno pensare e dire alla gente “cani di m…”, o fanno prendere gli insulti al padrone responsabile che mentre è lì col suo sacchetto già pronto che aspetta solo che il suo cane finisca di produrre, si sente urlare dietro che i cani sporcano, che i cani fanno schifo, che le cacche vanno raccolte e quant’altro.

Ancor più desolante però è il fatto che il problema continui a persistere: avevamo scritto “Ma le vogliamo raccogliere ‘ste cacche?” nel 2012, quando ovviamente non era esattamente un problema “nuovo”, son passati 5 anni e siamo sempre lì, con la gente che si lamenta, gli incivili che non raccolgono e le multe che non vengono fatte.
E’ mai possibile che servano multe, controlli e quant’altro per quello che dovrebbe invece essere un banalissimo gesto di civiltà e di rispetto?
Fosse anche solo verso tutte le altre persone che hanno un cane (e con cui quindi dovremmo almeno condividere lo spirito cinofilo e sentirci un minimo affini), proprio perchè a causa della “nostra” cacca non raccolta magari qualcun altro finirà a litigare, perchè tanto per il “cinofobo medio” non importa se tu sia

Trovo poi anche assurdo comunque che i comuni non riescano praticamente mai a beccare i colpevoli… secondo l’articolo il problema è che i “furbetti” se vedono un vigile in divisa nelle vicinanze si affrettano a raccogliere mentre se non c’è nessuno lasciano correre. Personalmente non sono d’accordo, perchè quando capita di vedere qualcuno che non raccoglie, non ha proprio i sacchetti con sè. Non è voglia di non piegare la schiena, di solito, ma proprio fregarsene bellamente delle regole e della civiltà e uscire direttamente senza nessun mezzo per raccogliere perchè “tanto nessuno controlla”.
Tant’è vero che se si tenta di far notare allo “smemorato” di turno che non ha raccolto, la risposta standard è “non ho i sacchetti”.

Le proposte per ovviare al problema sono sempre le stesse: maggiori controlli, più sanzioni e maggior cultura.
Il primo passo pare sarà aumentare il numero di guardie ecologiche volontarie, che dovrebbero passare da 188 a 278.

«Daranno un grosso contributo nel contrasto delle attività di maleducazione nelle aree verdi — dice l’assessore alla Sicurezza, Carmela Rozza —. Per quanto riguarda le strade, insisteremo sulle campagne di sensibilizzazione: comportamenti educati migliorano la qualità della vita di tutti. Ma dobbiamo renderci conto che le multe per le deiezioni canine sono molto difficili da dare perché quando i padroni di cani vedono il vigile si affrettano a pulire. Per intensificarle dovremmo decidere di distrarre un numero congruo di agenti in borghese da altre attività e in una città come Milano mi sembra complicato. Ritengo inoltre non percorribile per noi la strada imboccata da altri piccoli comuni, per risalire ai proprietari maleducati attraverso il Dna dei cani precedentemente registrato. Credo che sia invece importante il coinvolgimento dell’opinione pubblica: il controllo di tutti può aiutare». Il consigliere di Forza Italia, Fabrizio De Pasquale, ha raccolto segnalazioni dai municipi. «Le strade più colpite dal problema sono quelle distanti da aiuole, giardinetti e parchi — spiega —. L’educazione da parte dei cittadini è aumentata, ma ci sono ancora troppe sacche di inciviltà. È un problema anche culturale, ma con maggiori sanzioni credo che la battaglia potrebbe essere vinta». De Pasquale suggerisce l’utilizzo di un mini nucleo di vigili in borghese, «che affronti ogni settimana un quartiere per elevare contravvenzioni. Se la gente vedesse che le multe si danno ci sarebbe un maggiore rispetto delle regole».

Vedere che si parla della “lotta alle cacche” quasi come della caccia a chissà quale superlatitante, con la necessità di agenti in borghese, 300 guardie volontarie, in altri comuni addirittura si parla di “fototrappole“e soprattutto come nonostante le (teoriche) contromisure il problema continui a essere così presente, non mi dà una grande fiducia sull’evoluzione della cultura (cinofila e non) del nostro Paese.
Sorvoliamo sul fatto che mi pare strano che i mancati raccoglitori siano più inafferrabili di Lupin, visto anche che dubito seguano un itinerario diverso ogni giorno, ma comunque… se non siamo in grado di avere le città pulite, se il menefreghismo è tale che piuttosto che piegare la schiena 20 secondi preferiamo lasciare ottime motivazioni per introdurre sempre più limitazioni della libertà dei cani (i vari divieti di accesso a varie zone delle città e ai parchi vengono motivati la maggior parte delle volte proprio con il fatto che sporchino), come speriamo che aumenti la sensibilità verso il cane, che si diffonda la cultura cinofila e che i cani vengano trattati sempre meglio?
So che serve a poco scriverlo qui, perchè – spero! – tutti i nostri lettori sono proprietari responsabili che le cacche le raccolgono, ma cerchiamo di sensibilizzare al problema anche magari chi conosciamo e sappiamo che non è proprio così costante nel rimuovere i bisogni del suo cane dalla strada.

Altrimenti continueremo a sembrare una categoria di egoisti e incivili, visti anche come responsabili di spese per pulire o per assumere personale, saremo “colpevoli” di distrarre gli agenti da compiti più importanti, e in generale tutto il corollario di accuse e commenti che chiunque abbia un cane si sarà sentito rivolgere almeno una volta.
Prima di incavolarci però, anche se comprensibilmente, con chi magari ci accusa ingiustamente, prendiamocela con chi invece col suo menefreghismo e la sua inciviltà crea questo clima di intolleranza al cane. Perchè se tra altri 5 anni saremo ancora a leggere che i comuni non riescono a debellare il problema delle cacche non raccolte, saremo appunto ancor più nella m….

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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